Il sindacato
britannico NATFHE, che raggruppa 67.000
insegnanti della scuuola e dell'università,
ha votato lunedì nel proprio congresso una
mozione che chiama al boicottaggio degli
insegnanti e dei docenti universitari
israeliani che rifiutano di prendere le
distanze dalle azioni criminali del proprio
governo contro il popolo palestinese.
L’appello del NAFTHE risponde ad una
richiesta di solidarietà internazionale
formulata dagli universitari palestinesi e
da 170 associazioni e sindacati dei
territori palestinesi occupati.
Il Segretario Generale del NAFTHE, Paul
Mackney, ha denunciato la profonda ipocrisia
di quelli che si oppongono alla mozione
adducendo il preteso carattere "sacro" delle
libertà universitarie. I dirigenti delle
università israeliane e la grande
maggioranza dei loro docenti hanno fino ad
ora cercato di presentare le loro
istituzioni come oasi di tolleranza, animate
da intenzioni pacifiste. Ma nessuna
università israeliana ha mai espresso la
benché minima critica contro la politica
razzista e colonialista del governo
israeliano; la pattuglia di universitari
coraggiosi che denunciano pubblicamente
l'oppressione del popolo palestinese da
parte di Israele, al contrario, sono oggetto
dell'ostilità dichiarata delle istituzioni,
quando non addirittura sottoposti a misure
disciplinari.
E che dire delle università e delle scuole
palestinesi? «Criticare la nostra mozione
senza avere una parola per le libertà
universitarie della Palestina è uno scherzo
di pessimo gusto», ha commentato Paul
Mackney. Dal settembre 2000, non si conta il
numero di professori, studenti, liceali ed
anche scolari caduti sotto le pallottole
israeliane. «Più di 185 scuole sono state
distrutte dall'esercito israeliano, mentre
un solo edificio scolastico israeliano è
stato colpito dalla violenza palestinese
nello stesso periodo», ha detto.
La negazione israeliana del diritto
all'educazione dei Palestinesi è multiforme,
ha proseguito il responsabile sindacale:
«Anche nei casi in cui professori e studenti
possono spostarsi e raggiungere
l'università, i materiali fondamentali per
assicurare una vita universitaria minima
sono ormai assenti, perchè sono stati
distrutti e non possono essere rimpiazzati».
L’attacco generalizzato al diritto
universale all'educazione si è aggravato
dall'inizio dell'anno, con l'operazione
internazionale di blocco dei trasferimenti
economici all'amministrazione palestinese,
che fa sì che gli insegnanti, come gli altri
funzionari dell'Autorità Palestinese, non
hanno ricevuto il salario da tre mesi a
questa parte.
«Di fronte ad una tale ingiustizia, la
società civile palestinese, di cui le sue
università sono parte, ha bisogno più che
mai del nostro sostegno e della nostra
solidarietà, e questa non sarà ridotta al
silenzio», ha concluso Mackney.
Tradotto da
www.europalestine.com