GLI INSEGNANTI BRITANNICI VOTANO IL BOICOTTAGGIO DELLE UNIVERSITA' ISRAELIANE

29-05-2006

Il sindacato britannico NATFHE, che raggruppa 67.000 insegnanti della scuuola e dell'università, ha votato lunedì nel proprio congresso una mozione che chiama al boicottaggio degli insegnanti e dei docenti universitari israeliani che rifiutano di prendere le distanze dalle azioni criminali del proprio governo contro il popolo palestinese.
L’appello del NAFTHE risponde ad una richiesta di solidarietà internazionale formulata dagli universitari palestinesi e da 170 associazioni e sindacati dei territori palestinesi occupati.
Il Segretario Generale del NAFTHE, Paul Mackney, ha denunciato la profonda ipocrisia di quelli che si oppongono alla mozione adducendo il preteso carattere "sacro" delle libertà universitarie. I dirigenti delle università israeliane e la grande maggioranza dei loro docenti hanno fino ad ora cercato di presentare le loro istituzioni come oasi di tolleranza, animate da intenzioni pacifiste. Ma nessuna università israeliana ha mai espresso la benché minima critica contro la politica razzista e colonialista del governo israeliano; la pattuglia di universitari coraggiosi che denunciano pubblicamente l'oppressione del popolo palestinese da parte di Israele, al contrario, sono oggetto dell'ostilità dichiarata delle istituzioni, quando non addirittura sottoposti a misure disciplinari.
E che dire delle università e delle scuole palestinesi? «Criticare la nostra mozione senza avere una parola per le libertà universitarie della Palestina è uno scherzo di pessimo gusto», ha commentato Paul Mackney. Dal settembre 2000, non si conta il numero di professori, studenti, liceali ed anche scolari caduti sotto le pallottole israeliane. «Più di 185 scuole sono state distrutte dall'esercito israeliano, mentre un solo edificio scolastico israeliano è stato colpito dalla violenza palestinese nello stesso periodo», ha detto.
La negazione israeliana del diritto all'educazione dei Palestinesi è multiforme, ha proseguito il responsabile sindacale: «Anche nei casi in cui professori e studenti possono spostarsi e raggiungere l'università, i materiali fondamentali per assicurare una vita universitaria minima sono ormai assenti, perchè sono stati distrutti e non possono essere rimpiazzati».
L’attacco generalizzato al diritto universale all'educazione si è aggravato dall'inizio dell'anno, con l'operazione internazionale di blocco dei trasferimenti economici all'amministrazione palestinese, che fa sì che gli insegnanti, come gli altri funzionari dell'Autorità Palestinese, non hanno ricevuto il salario da tre mesi a questa parte.
«Di fronte ad una tale ingiustizia, la società civile palestinese, di cui le sue università sono parte, ha bisogno più che mai del nostro sostegno e della nostra solidarietà, e questa non sarà ridotta al silenzio», ha concluso Mackney.

Tradotto da www.europalestine.com