I MARTIRI DI AL-AQSA: "ISRAELE HA 24 ORE DI TEMPO PER LA TREGUA"
Gaza - Le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, braccio militare del movimento Al Fatah, principale movimento dell'OLP, hanno dato 24 ore alle autorità di occupazione sioniste per arrestare le vergognose aggressioni contro il popolo palestinese, se vogliono ottenere una tregua.
"Abu Mohammed", un portavoce dei Martiri di Al-Aqsa, ha detto in una conferenza stampa a Gaza: «dopo che le Brigate e le altre organizzazioni militari palestinesi hanno dichiarato il loro impegno per una pacificazione allo scopo di dare una possibilità al processo di pace, l'occupazione sionista ha capito male il messaggio e continua la sua aggressione».
Il portavoce ha sottolineato che l'opzione militare sionista non scoraggerà i Palestinesi dalla resistenza contro i miserabili sionisti ed ha ricordato i crimini sionisti commessi a Dir Al-Balah, compreso l'assassinio di una bambina di tre anni, le massicce incursioni nella città di Saida a Tulkarem, fino all'assassinio di un attivista delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa nel dipartimento di Qalqilya.
«Confermiamo il nostro rispetto e il nostro impegno per la tregua con l'obiettivo di pervenire ad un cessate il fuoco. Aspettiamo che anche lo stato ebraico ponga termine alle sue aggressioni contro i Palestinesi entro 24 ore. Tutti coloro che sono impegnati per la pacificazione dovranno fare il massimo sforzo per bloccare l'aggressione sionista», ha proseguito il portavoce delle Brigate.
«Se l’aggressione sionista non si arresterà entro 24 ore, noi, nelle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa, non riconosceremo alcun cessate il fuoco e risponderemo duramente ai crimini sionisti», ha aggiunto.
Il portavoce ha notato che il governo sionista non si è «adattato ad alcuna pace» e lo ha ritenuto responsabile di quello che succede nella regione. In conclusione, ha indicato che «il sangue palestinese non sarà il solo sangue a scorrere e i funerali non saranno organizzati solamente dai Palestinesi».
Il corrispondente del Centro Palestinese di Informazione riporta che un'unità speciale dell'esercito sionista ha aperto il fuoco la notte di mercoledì su una vettura civile su cui viaggiavano alcuni attivisti delle Brigate di al-Aqsa nel quartiere di Kfar Saba nella città di Qalqilya, causando il martirio di un attivista e ferendone gravemente altri due, poi tratti in arresto dai soldati sionisti e condotti verso una destinazione ignota.
Un bambino palestinese è stato raggiunto da una pallottola alla testa sparata deliberatamente da vigliacchi soldati, e grandi unità militari sioniste sono penetrate nella città pochi minuti dopo l'assassinio dell'attivista delle Brigate di Al-Aqsa ed hanno scambiato colpi con giovani palestinesi in diverse zone della città.
Le truppe hanno sbarrato la strada alle ambulanze ed ai medici che cercavano di raggiungere il bambino ferito.
Da parte sua, un portavoce del Ministero degli Esteri dell'Autorità Palestinese afferma in un comunicato stampa che la brutale aggressione sionista contro il popolo palestinese senza armi ha l'obiettivo di ostacolare gli sforzi effettuati per raggiungere una tregua con l'entità sionista in vista dell'inizio di una nuova tornata negoziale e dell'implementazione della Road Map per la pace.
Il portavoce ha fatto appello alla comunità internazionale a fare immediatamente pressione sull'entità sionista per dare un'opportunità alla pace ed alla tranquillità nella regione.
27 gennaio
Traduzione dal sito in francese del Centro Palestinese di Informazione