La lotta paga. Il gruppo palestinese Sanabel è riuscito a ripartire
 

I Sanabel sono arrivati a Gaza!!

Oggi, lunedi 9 ottobre, i Sanabel sono finalmente arrivati a Gaza. Felici di questo esito e orgogliosi di avervi nel nostro piccolo contribuito. Ben tornate a casa giovani "spighe". Continueremo a batterci affinchè la vostra casa e quelle di tutti palestinesi siano quantoprima libere e accoglienti. Basta con l'occupazione israeliana della Palestina.

Forum Palestina
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Giovani artisti del gruppo folkroristico palestinese “Sanabel” sono rientrati a Gaza

Questa mattina alle 11,30 i giovani artisti, arrivati in Italia tre mesi fa per un tour di interscambio culturale e rimasti bloccati dopo la chiusura del valico di Rafah voluta da Israele, hanno attraversato il confine tra l’Egitto e Gaza.
Ringraziamo tutte le persone, i collettivi, i comitati, le strutture che sono stati vicini alla tenda che per quasi un mese, davanti alla Farnesina, ha dato visibilità alla lotta del gruppo “Sanabel”. È opportuno dire che hanno contribuito alla soluzione della vicenda il Ministero degli Esteri Italiano, il Segretario Generale della Lega Araba a Roma e l’Ambasciatore della Lega Araba Walid Elgargarni.
Vogliamo anche affermare alcune questioni importanti:
- la comunità internazionale con le sue istituzioni deve intervenire e fare pressioni sull’esercito di occupazione israeliano per permettere ai palestinesi di esercitare il loro diritto elementare di entrare o uscire da Gaza;
- vogliamo condannare chi oggi aiuta l’occupazione con un embargo infame che sta strangolando il popolo palestinese;
- chiediamo, soprattutto alle istituzioni europee, di togliere definitivamente un decreto ostile nei confronti del popolo palestinese, quello delle "liste nere";
- vogliamo appellarci a tutti gli Stati che hanno rapporti di cooperazione militare con lo Stato di Israele affinché li aboliscano in quanto vengono visti come atti ostili agli occhi dei popoli del Medio Oriente.

 
Unione Democratica Arabo Palestinese

9.10.2006


Sono arrivati venerdì in Egitto i nove artisti palestinesi del gruppo Sanabel. Adesso avranno la possibilità di rientrare a Gaza attraverso il valico di Rafah che continua però ad essere chiuso e riaperto dalle autorità israeliane a loro totale discrezione. Rientreranno a Gaza insieme alla loro gente e con piena dignità. Per questo si erano battuti nei mesi scorsi ed avevano piazzato la tenda davanti alla Farnesina respingendo proposte umilianti. Erano qui in Italia da giugno. Ci sono voluti più di tre mesi per assicurargli il loro diritto al ritorno.
Ci auguriamo di poter rincontrare presto i ragazzi di Sanabel, magari a Gaza, magari in una Gaza libera e indipendente e non più carcere a cielo aperto.
Buon viaggio e buon rientro giovani "spighe" palestinesi.

 
il Forum Palestina

Un'immagine dei giovani di Sanabel alla manifestazione contro la guerra del 30 settembre

Finalmente, l'odissea dei giovani artisti palestinesi bloccati in Italia ha avuto un lieto fine, per quanto possa definirsi lieto il ritorno in una terra martoriata dalla feroce violenza degli invasori, affamata dall'embargo economico di quasi tutto il mondo e squassata da sempre più consistenti tentativi di rovesciare la direzione che il popolo si è democraticamente data. In attesa di avere notizie da quei nove ragazzi e ragazze che ormai consideriamo nostri compagni, vale la pena di ricostruire dall'inizio quella che - bisogna dirlo - è stata una delle pagine più indecenti della "sinistra" italiana, incapace persino di offrire solidarietà in una situazione drammatica come quella vissuta dai ragazzi di Sanabel. Il fatto che l'indecenza della "sinistra" sia stata riscattata dall'impegno di tanti compagni e compagne non diminuisce la responsabilità dei personaggi che per mesi hanno ignorato le sofferenze dei giovani palestinesi, esattamente come hanno ignorato per settimane i bombardamenti criminali di Israele sul Libano e continuano ad ignorare delle popolazioni di Gaza e della Cisgiordania occupate.
Dunque, al termine della tournèe da loro effettuata in diverse città italiane, i giovani della compagnia artistica palestinese Sanabel (spighe) di Gaza scoprono di non poter tornare a casa, perchè Israele ha imposto la chiusura del valico di Rafah, unico punto di passaggio fra la striscia di Gaza e il mondo esterno che non passi per Israele stessa; la compagnia di bandiera Egypt Air - su ordine del governo del Cairo - si rifiuta di imbarcarli, perchè il governo egiziano ha deciso di bloccare l'afflusso di Palestinesi sul proprio territorio, vista l'impossibilità per loro di passare il confine di Rafah, nei pressi del quale si accalcano già migliaia di persone. Da luglio ad oggi, sono una ventina i Palestinesi che hanno perso la vita sul valico di Rafah, uccisi dalle malattie, dal caldo e dagli stenti.
In pieno agosto, in una Roma semideserta, i giovani e Shoukri (l'organizzatore della tournèe che ha condiviso tutte le loro vicissitudini senza abbandonarli nemmeno per un istante) si trovano ad alloggiare per alcune settimane in un centro sociale di Ostia, senza servizi igienici e in condizioni precarie; grazie anche alla solidarietà dei militanti del circolo di Rifondazione Comunista di Acilia e non senza aver dovuto occupare la sede del locale Municipio, i giovani ottengono l'assegnazione di un appartamento del Comune di Roma, destinato all'accoglienza dei rifugiati. L'assegnazione di quell'appartamento nella periferia romana rimarrà il solo gesto di solidarietà da parte delle istituzioni locali in tutta la vicenda.
Agosto trascorre nel tentativo di informare una città quasi vuota e sonnolenta di quanto sta avvenendo e di ottenere dalla politica un qualche intervento. Alcuni emissari garantiscono che il Viceministro degli Esteri, Patrizia Sentinelli, sta seguendo la questione, ma - per tutta la durata della loro forzata permanenza a Roma - i giovani di Sanabel Patrizia Sentinelli non la vedranno mai, né avranno notizia di una sua qualsiasi iniziativa.
A fine mese, molti compagni sono di nuovo in città, e c'è finalmente la possibilità di organizzare meglio l'iniziativa; i giovani scrivono al Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, chiedendo un suo intervento. Non ricevendo alcuna risposta, il 4 settembre i giovani di Sanabel si accampano in una tendopoli allestita davanti alla Farnesina, il palazzo dove ha sede il Ministero degli Esteri. Il giorno stesso, vengono finalmente convocati dal Ministero, dove apprendono che D'Alema ha incaricato l'ambasciatore Riccardo Sessa - dirigente del dipartimento Mediterraneo e Medio Oriente - di occuparsi della questione. Naturalmente, di Patrizia Sentinelli nessuna notizia, se non che è molto infastidita dalla presenza della tendopoli sotto le finestre dei suoi uffici.


L'iniziativa della tendopoli rompe il silenzio attorno alla vicenda: tutti i quotidiani e i telegiornali se ne occupano, con articoli e servizi.
Il ministro D'Alema e l'ambasciatore Sessa pongono la questione nel corso dei colloqui con il Ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, durante la loro visita ufficiale in Israele, ma la sola cosa che ottengono è una generica disponibilità a far rientrare i ragazzi non dal valico di Rafah - di cui Israele perpetua la chiusura - ma dalla Giordania e dalla Cisgiordania, subendo i controlli "antiterrorismo" israeliani. Il Ministero degli Esteri italiano garantisce ai ragazzi l'accompagnamento di una "scorta" diplomatica fino a Gaza, ma neanche questo può rassicurarli circa le reali intenzioni di Israele, uso ad ignorare accordi e diritto internazionale, e le stesse famiglie dei giovani fanno sapere che non intendono mettere i loro figli nelle mani degli occupanti, nonostante le garanzie diplomatiche italiane.
A questo punto - e siamo ormai a metà settembre - la situazione si incarta: se rientrare da Rafah è impossibile, la sola cosa alternativa sarebbe raggiungere l'Egitto e attendere la riapertura del valico insieme agli altri Palestinesi, ma il Cairo non ne vuole sapere. La tendopoli prosegue, nonostante il clima si faccia di giorno in giorno meno estivo e più autunnale. Il Forum Palestina, la federazione romana del Partito Comunista dei Lavoratori e il Comitato "Con la Palestina nel Cuore", insieme ad altri compagni e compagne, cercano di garantire la funzionalità della tendopoli, mettendo a disposizione un generatore, frigoriferi, tavoli, sedie, tende ed altro materiale. Alcune sottoscrizioni giungono un po' da tutta Italia. Il Consigliere comunale del PdCI Fabio Nobile si attiva con la Questura per rinnovare i permessi per la tendopoli e per far avere ai giovani i servizi igienici indispensabili. I Consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, contattati dai ragazzi, prima rispondono che della vicenda si sta occupando Patrizia Sentinelli, poi passano direttamente a farsi negare.


La situazione non cambia per giorni e giorni, durante i quali si verificano anche malori fra i ragazzi, fino a quando - sabato 30 settembre - la Questura fa sapere che non rinnoverà il permesso per la tendopoli, che dunque deve smobilitare. Dopo aver partecipato alla manifestazione contro la guerra e le spedizioni militari, i ragazzi sono così costretti a tornare nell'appartamento periferico, mentre si studiano nuove iniziative per impedire che il problema cada nel dimenticatoio.
La situazione, invece, inizia a sbloccarsi i primi di ottobre, quando interviene il nuovo rappresentante della Lega Araba in Italia, grazie al quale vengono rimosse le obiezioni egiziane e i ragazzi ottengono il visto per l'Egitto, mentre - sia pure a singhiozzo - il valico di Rafah riapre. L'ambasciata della Libia si fa carico del costo del viaggio e i ragazzi possono raggiungere una località egiziana nei pressi del valico, dove possono attendere la prossima apertura.
In questa vicenda vi sono state assenze vistose: degli esponenti di Rifondazione Comunista già si è detto, ma ricordiamo che il solo parlamentare del PRC che abbia fatto visita alla tendopoli è stato l'indipendente Francesco Caruso, mentre altri parlamentari hanno prodotto il notevole sforzo di ben due interpellanze. Per quanto riguarda il PdCI, oltre al già citato impegno di Fabio Nobile, va segnalato il costante interessamento del parlamentare Iacopo Venier. Dai Verdi, silenzio assoluto. Latitanza totale delle ONG e delle associazioni pacifinte.
La soddisfazione per la positiva conclusione della vicenda Sanabel e per la solidarietà effettiva espressa da tanti compagni e compagne non possono far passare sotto silenzio la vergognosa assenza - quando non peggio - della sedicente "sinistra radicale" e dei pacifinti; la storia dei ragazzi di Sanabel è paradigmatica del momento che stiamo vivendo, e sarà bene non dimenticarla. Con nella mente l'immagine di nove coraggiosi ragazzi palestinesi che non si sono mai arresi, pensiamo ora a costruire la manifestazione nazionale del prossimo 18 novembre a Roma.

8.10.2006


 

 DOPO QUASI UN MESE, SMOBILITA LA TENDOPOLI DI FRONTE ALLA FARNESINA. I GIOVANI DI SANABEL IRROMPONO ALLO STADIO DEI MARMI E LA RAPPRESENTANZA ISRAELIANA SI DILEGUA. PRESTO NUOVE INIZIATIVE A ROMA E IN TUTTA ITALIA.

3.10.2006

La sera di sabato 30 settembre, allo Stadio dei Marmi di Roma, sono in programma i giochi internazionali di atleti disabili: naturalmente, è presente anche una rappresentativa israeliana, ma non una palestinese. I giovani di Sanabel ed altri Palestinesi hanno colto l'occasione per un'iniziativa dimostrativa, irrompendo con le bandiere della Palestina nel settore dei sostenitori di Israele nel momento in cui entrava in campo la squadra dello Stato sionista.

Le bandiere israeliane scompaiono, mentre lo speaker della manifestazione non sa cosa dire e dagli spalti arrivano applausi per i giovani palestinesi.

Smobilitata la tendopoli di fronte al Ministero degli Esteri, incapace di trovare una soluzione per i Palestinesi bloccati in Italia, i giovani di Sanabel hanno ora un fitto calendario di iniziative a Roma ed in altre città per continuare la lotta.

 

 


  LA SITUAZIONE DEI GIOVANI DI SANABEL AL 26.9.06

Pubblichiamo la nota diffusa dai giovani artisti palestinesi della compagnia Sanabel, a tutt'oggi bloccati a Roma. Vogliamo rimarcare alcune questioni, a nostro avviso importanti.
In primo luogo, ci associamo alla denuncia pubblica della latitanza di istituzioni, partiti e ONG; in due settimane di presenza della tendopoli di fronte al Ministero degli Esteri (per non parlare di quelle precedenti), non si è vista nemmeno l'ombra di un qualche esponente di una delle tante associazioni e ONG che si apprestano a spartirsi la torta dei 30 milioni di euro stanziati in loro favore per gli interventi "umanitari" in Libano, così come da tempo avviene per interventi analoghi nei territori palestinesi occupati e avverrebbe in Afghanistan e Iraq se, da quelle parti, non fosse diventato troppo pericoloso.
Per quanto riguarda le istituzioni, dal Comune di Roma sono giunti i seguenti interventi: una lettera di Veltroni al Ministro D'Alema (che abbiamo già pubblicato) e l'offerta di un buono - pasto quotidiano del valore di 5 euro per ognuno dei nove giovani. Di fronte alle evidenti difficoltà economiche del Comune di Roma, i giovani di Sanabel hanno declinato l'offerta dei buoni - pasto ed hanno deciso di devolvere all'ente locale una parte dell'incasso del loro prossimo spettacolo. Alla conferenza - stampa tenutasi il primo giorno di presenza della tendopoli, era intervenuto anche un assessore del Municipio Roma XI (il cui Presidente è del PRC), promettendo aiuto e interessamento: non si sono visti né l'uno, né l'altro, e nemmeno l'assessore. Il solo esponente politico locale che abbia dato un contributo concreto ai giovani è stato il Consigliere Comunale del PdCI Fabio Nobile, ripetutamente intervenuto per assicurare sostegno logistico e per ottenere dalla Questura i necessari permessi.
Per quanto riguarda i partiti, si sono visti Bruno Steri e Franco Pallone, dell'area "Essere Comunisti" del PRC, il parlamentare Iacopo Venier ed altri esponenti del PdCI. La Federazione romana del Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori ha sin dal primo giorno messo a disposizione della tendopoli un generatore, sedie, tavoli ed altro materiale logistico, così come hanno fatto il Forum Palestina, il Comitato "Con la Palestina nel cuore" ed altri compagni.
Infine, il Ministero degli Esteri: il Ministro D'Alema ha incaricato l'Ambasciatore Riccardo Sessa di seguire la situazione e della vicenda si è parlato nei colloqui con il ministro israeliano Tzipi Livni, che si è detta disponibile a far transitare i giovani non dal valico di Rafah fra Egitto e Striscia di Gaza ma attraverso Israele, proposta evidentemente impraticabile, nonostante le garanzie diplomatiche offerte dall'Italia (dopo il comunicato di Sanabel, la nota del Ministero degli Esteri del 4 settembre scorso, primo e ultimo comunicato ufficiale della Farnesina in proposito). Altri interventi del Ministero degli Esteri sono stati quelli del Viceministro Patrizia Sentinelli (PRC), che - anche in queste ore - ha tentato di esercitare pressioni per smantellare la tendopoli.

Il Comitato promotore della manifestazione nazionale contro la guerra del prossimo 30 settembre ha deciso che saranno i giovani artisti di Sanabel ad aprire il corteo, a meno che una soluzione per la loro vicenda non venga trovata in questi giorni. 

 

A nome di Sanabel e dell'U.D.A.P. vogliamo ringraziare tutti coloro che sono stati vicino a noi.
Vogliamo ribadire che nessun ente locale, comune, regione, provincia, nessuna ONG e nessun partito ha dato un contributo materiale al gruppo Sanabel.

Doneremo una parte del ricavato del prossimo spettacolo che faremo al sindaco di Roma Walter Veltroni, che latita praticamente sostenendo che il Comune e' povero e non ha risorse !
Riflettiamo sul valore politico e morale della solidarieta' dal basso che in questo caso ha funzionato bene . Facciamo patrimonio della nostra esperienza.,

 

RESOCONTO CONTRIBUTI SANABEL

 

Campagna umanitaria

2000,00 euro

 

Comitato Palestina nel cuore

350,00 euro (300 per affitto pulmino e 50 per contributi)

 

Rete dei comunisti

300,00 euro

 

Associazione Italia-Cuba

100,00 euro

 

Comitato di solidarietà con la Palestina – Torino

500,00 euro

 

Assemblea preparatoria per la manifestazione del 30/09/06-Roma

250,00 euro

 

Donne in nero

100,00 euro

 

Parma

100,00 euro

 

Associazione Conte Rosso

70,00 euro

 

Coordinamento Palestina Milano e Panetteria Occupata

880,00 euro

 

Pisa newros

200,00 euro

Il compagno Tito di Roma *

50,00 Euro

RdB-CUB  Roma

200,oo Euro

*non riceviamo soldi da singoli individui ma questa e’ un’ eccezione !

·       ci sono 230 euro che non sappiamo da chi arrivano

Questi soldi sono stati utilizzati nella seguente maniera:

-         750,00 euro per restituzione debito

-         1000,00 euro per risarcimento al gruppo Sanabel

-         Il resto per supporto logistico gruppo

Nb. Non abbiamo ricevuto neanche un centesimo da enti locali o da ong o da partiti .

Faremo uno spettacolo per donare una parte del ricavato al sindaco Walter Weltroni ! rilevando le difficolta’ economiche del comune di Roma!!!!!!!!.

 

Quando la solidarieta’ arriva dal basso e’ un buon segnale che lavoriamo bene e siamo nella direzione giusta .

Per il diritto al ritorno del popolo palestinese

Per un immediato rientro a Gaza del gruppo Sanabel

 

Udap  

 Sanabel   24/09 2006

 

 

Dal sito ufficiale del Ministero degli Esteri

L'Ambasciatore Sessa ha ricevuto una delegazione palestinese della compagnia artistica “Sanabel”

4 settembre 2006 - I giovani palestinesi della compagnia artistica “Sanabel”, che per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana sulla questione del loro rientro a Gaza hanno allestito oggi una tenda nei pressi della Farnesina, sono stati ricevuti in delegazione nel pomeriggio, su indicazione del Ministro D'Alema, dal Direttore Generale per il Medio Oriente, Ambasciatore Riccardo Sessa.
I giovani hanno rappresentato la loro situazione, ed in particolare il fatto che da oltre un mese si trovano nel nostro Paese poiché impossibilitati a rientrare a Gaza per via della chiusura dal giugno scorso del valico di Rafah. I giovani hanno inoltre precisato che con il gesto odierno hanno inteso svolgere opera di sensibilizzazione sulla drammatica situazione della striscia di Gaza.
L'Ambasciatore Sessa ha assicurato alla delegazione il personale interessamento del Ministro D'Alema per il loro caso e l'intenzione di porre in essere, pur in una situazione oggettivamente complessa, ogni iniziativa tesa a favorire il loro rientro a casa.
Ciò anche nella prospettiva della visita che il Ministro D'Alema effettuerà, come noto, nei prossimi giorni in Israele e nei Territori palestinesi e nel corso della quale ribadirà la necessità di trovare una rapida soluzione alle difficili condizioni delle popolazioni residenti nella Striscia di Gaza.


 


ANCHE VELTRONI INTERVIENE PER I GIOVANI DI SANABEL

   Nel corso dell'assemblea svoltasi giovedì 14 presso la tendopoli dei giovani di Sanabel davanti al Ministero degli Esteri, è stato comunicato che anche il sindaco
    di Roma ha sollecitato il Ministro D'Alema ad intervenire nella vicenda. Veltroni si è anche impegnato a provvedere alle esigenze materiali e quotidiane dei
    giovani, la cui permanenza nelle tende si fa ogni giorno più difficile, soprattutto a causa delle condizioni atmosferiche.
    Il portavoce della tendopoli ha smentito decisamente quanto sostenuto in un comunicato stampa da esponenti del PRC in merito ad una presunta soluzione
    positiva della vicenda e ad ancora più presunti aiuti materiali che sarebbero già giunti dal Comune di Roma, ribadendo che le uniche fonti attendibili per fornire
    informazioni sono i portavoce della tendopoli e, per quanto di sua competenza, l'Ambasciatore Riccardo Sessa, incaricato dal Ministero degli Esteri di seguire
    la questione. Ulteriori decisioni verranno discusse nell'assemblea nazionale promossa dal Forum Palestina per sabato 16 settembre a Roma.

    15.9.2006

 

 

 Parlamentari della sinistra e dell’Ulivo presentano una interrogazione parlamentare alla Camera sul caso dei palestinesi “Sanabel”
Interrogazione a risposta in Commissione
 
AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI

Premesso che:

- il 23 giugno scorso un gruppo di nove giovani palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, componenti del gruppo artistico popolare palestinese Sanabel (Spighe) è arrivato in Italia su invito del Gruppo consiliare della Provincia di Milano per partecipare a iniziative di educazione alla pace e di scambio culturale,

- il 24 giugno scorso l’esercito israeliano ha chiuso la frontiera di Rafah con l’Egitto, unico varco di accesso a Gaza impedendo a decine di migliaia di palestinesi il rientro alle loro case.

- il 24 luglio scorso, il giorno in cui era prevista la partenza del gruppo di ragazzi palestinesi dall’Italia verso l’Egitto la compagnia aerea Egipt Air ha negato loro l’imbarco a causa del blocco del valico di Rafah da parte israeliana.

- da quel momento il gruppo Sanabel è bloccato in Italia;

- come si evince dalle notizie riportate in questi giorni dalla stampa, il Gruppo Sanabel trovandosi nell'impossibilità di rientrare nel proprio paese si è trovato sprovvisto di qualsiasi mezzo per far fronte anche ai bisogni più elementari per poter sopravvivere;

- attualmente i giovani hanno deciso di vivere in un accampamento di tende di fronte al Ministero degli Affari esteri per ottenere visibilità e raccogliere la solidarietà della popolazione

- ai ragazzi è ormai scaduto il visto e, non per loro responsabilità, si trovano in una condizione di irregolarità

- il gruppo Sanabel chiede di rientrare al più presto presso le proprie famiglie a Gaza e che esso è composto in gran parte da studenti universitari che rischiano di perdere l’anno accademico ed il lavoro

considerato che

- al valico di Rafah dovrebbe essere presidiato e garantito dalla missione dell’Unione Europea di assistenza alle frontiere EUBAM (European Union Border Aid Monitor)

- questa missione è sotto comando italiano dal novembre 2005 ed è predisposta per l'aiuto e il controllo della frontiera insieme all'autorità palestinese e all'autorità egiziana, secondo gli accordi tra tutte le autorità compresa quella israeliana

- la presenza internazionale non ha sino ad ora potuto o voluto garantire l’apertura della frontiera per il passaggio dei tantissimi palestinesi rimasti bloccati nella striscia di terra fra Egitto e Gaza.

- Ad oggi sono ammassati in quel lembo di terra circa 10.000 palestinesi; molti di essi sono morti per il caldo, per la stanchezza e la mancanza di cure; il governo egiziano nega l’ingresso nel paese ad altri palestinesi che andrebbero ad ingrossare questa massa, determinando così in molti paesi europei la presenza di gruppi di “doppiamente profughi” come i ragazzi di Sanabel

si chiede, pertanto, quali iniziative intendano adottare gli on.li Ministri affinchè:


- il Governo israeliano attui rapidamente l'immediata riapertura del valico di Rafah;

- sia riconosciuto ai nove giovani palestinesi del gruppo Sanabel il diritto di ritornare alle loro case;

- sia, inoltre, garantito un sostegno materiale ed economico dignitoso ai suddetti giovani del gruppo Sanabel per tutto il periodo della loro involontaria permanenza nel nostro Paese.

- sia loro riconosciuto lo status speciale in cui si trovano emettendo un decreto di “non espellibilità” dal nostro paese

- sia valutata l’ipotesi di un accompagnamento consolare al confine di Rafah.

Roma. 13 settembre 2006

On. Iacopo Venier (PdCI)
On. Luciano Pettinari (DS)
On. Khaled Fouad Allam (Ulivo)
On. Mantovani (PRC)
On. De Zulueta (Verdi)
On. Khalil Ali Rashid (PRC)
On. Orlando (Italia dei Valori)
On Spini (Ulivo)
On Siniscalchi (PRC)

 

VENERDI’ 15 SETTEMBRE AL CPA FIRENZE SUD in Via villamagna 27/a

SERATA DI SOLIDARIETA’ CON IL GRUPPO DI SANABEL

ALLE ORE 21.00 CENA DI FINANZIAMENTO

DALLE 22.30 PROIEZIONE VIDEO E MUSICA PER RACCOGLIERE FONDI


Dal 24 luglio la compagnia folkloristica palestinese Sanabel, è bloccata a Roma ed i suoi componenti, giovani palestinesi di Gaza, non possono tornare nelle loro case a causa della chiusura del valico di Rafah da parte dell’esercito israeliano. Sanabel è venuto in Italia per un tour di interscambio culturale, promuovendo più di venti spettacoli in tutta l’Italia, coordinati dall’Unione dei democratici arabo-palestinesi.
Il 24 luglio, il giorno della partenza da Fiumicino per rientrare a Gaza, sono stati bloccati e da quel momento sono stati vani tutti gli sforzi di contattare chi può fare pressioni per il loro rientro.
Per rendere visibile la loro protesta è stata installata una tenda permanente presso il Ministero degli Esteri a Roma.
Sanabel ha partecipato anche a Firenze ad una serata di solidarietà ed informazione sulla questione palestinese e di denuncia della politica di occupazione israeliana, organizzata dal coordinamento regionale di solidarietà con la Palestina.
Raccogliamo quindi l’appello di questi ragazzi per promuovere iniziative e serate di solidarietà.

NO ALLE POLITICHE DI DEPORTAZIONE E DI GUERRA ISRAELIANE
NO ALL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA
PER IL RIENTRO IMMEDIATO A GAZA DI SANABEL

Coordinamento regionale solidarietà con la Palestina
Centro Popolare Autogestito Firenze sud
http://www.cpafisud.org, 055 6580479
 

 UNA SPERANZA PER I GIOVANI DI SANABEL?

ULTIMORA 11.9 ALLE 11.45


Fonti palestinesi: il
terminal di Rafah riaprirà giovedì

10 settembre 2006


Gaza


Il comando delle forze di occupazione israeliane dovrebbe riaprire il terminal di Rafah, la sola uscita per gli abitanti della striscia di Gaza verso il mondo esterno, giovedì, secondo fonti palestinesi di domenica 10 settembre. 

Secondo le stesse fonti, sono in corso contatti fra rappresentanti di Israele ed Egitto per assicurare la riapertura del passaggio, che è stato chiuso per un lungo periodo.
La portavoce degli osservatori europei, Maria Telleria, ha detto in un comunicato stampa che sono state esercitate pressioni per riaprire il passaggio, citando la presenza di centinaia di studenti e persone malate che attendono di lasciare la Striscia per terapie o per raggiungere le loro università.

da www.palestine-info.cc
 

Il lancio di agenzia palestinese sembra aprire uno spiraglio per una soluzione della vicenda dei giovani palestinesi bloccati a Roma (ma anche in altre città italiane) e per tutti gli altri di cui abbiamo notizia, bloccati a loro volta in Svizzera, Francia e Germania. Per il momento, la prudenza è d'obbligo, perchè dalla Farnesina non è giunta alcuna comunicazione ai giovani accampati - ormai da una settimana - di fronte al Ministero degli Esteri, ed anche perchè il lancio fa riferimento ad un'apertura "in uscita" del valico, e non si fa cenno alla possibilità di entrare o rientrare nella Striscia. 

  Interrogazione parlamentare al Senato

INTERROGAZIONE
A risposta orale

AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI, AL MINISTRO DEGLI INTERNI

Premesso che:

- dal 24 luglio, un gruppo di nove giovani palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza (componenti del gruppo artistico popolare palestinese Sanabel) arrivato in Italia su invito del Gruppo consiliare della Provincia di Milano per partecipare a iniziative di educazione alla pace e di scambio culturale, è bloccato nel nostro Paese;
- dal 24 giugno l’esercito israeliano ha chiuso la frontiera di Rafah, unico varco di accesso a Gaza;
- come si evince dalle notizie riportate in questi giorni dalla stampa, il Gruppo Sanabel trovandosi nell'impossibilità di rientrare nel proprio paese si è trovato sprovvisto di qualsiasi mezzo per far fronte anche ai bisogni più elementari per poter sopravvivere;
- attualmente, dopo una serie di iniziative di solidarietà e pressioni a vari livelli, i giovani sono ospitati in un alloggio alle porte di Roma messo a disposizione dal Comune;

considerato che:

- è un diritto elementare e inalienabile quello di ogni cittadino di poter tornare alle proprie case e che è dovere di una società civile garantire condizioni di vita dignitosa a chi sia impossibilitato a procurarsele per cause di forza maggiore;
- nella consapevolezza della delicata situazione e del fatto che la pace non si costruisce con la negazione dei diritti,

si chiede, pertanto, quali iniziative intendano adottare gli on.li Ministri affinchè:

- il Governo israeliano attui rapidamente l'immediata riapertura del valico di Rafah;
- sia riconosciuto ai nove giovani palestinesi del gruppo Sanabel il diritto di ritornare alle loro case;
- sia, inoltre, garantito un sostegno materiale ed economico dignitoso ai suddetti giovani del gruppo Sanabel per tutto il periodo della loro involontaria permanenza nel nostro Paese, nel rispetto dei valori presenti nella nostra Carta costituzionale, di solidarietà e garanzia del rispetto dei diritti universali .

Roma. 8 settembre 2006

Sen. Claudio Grassi
Sen. Fosco Giannini
Sen. Francesco Martone
Sen. Salvatore Bonadonna
Sen. Olimpia Vano
Sen. Anna Maria Palermo
 

 

 Report dell'assemblea della tendopoli "Sanabel" del 05.09.2006

 

L'assemblea cittadina in solidarietà con i giovani palestinesi del gruppo folkloristico "Sanabel" - bloccati in Italia da più di un mese - ha visto la partecipazione di esponenti di vari comitati, associazioni e forze politiche, fra i quali il Forum Palestina, il Comitato "Con la Palestina nel cuore", il Comitato di Solidarietà con l'Intifada, la Rete dei comunisti, il Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori, l'area dell'Ernesto di Rifondazione Comunista ed altri. I lavori sono stati introdotti da Shokri, esponente dell'Unione Democratica Arabo Palestinese e organizzatore del tour italiano del gruppo "Sanabel", che ha tratto un bilancio positivo delle prime giornate della tendopoli allestita di fronte al Ministero degli Esteri.

Fra i risultati ottenuti, il ricevimento della delegazione di "Sanabel" da parte di due alti funzionari del Ministero e la grande visibilità finalmente ottenuta sui media nazionali e locali.

Da parte del Ministero, sono giunte assicurazioni sull'impegno per risolvere la questione, ma non sono state fornite date, mentre il riscontro mediatico è avvenuto sia con ampi servizi sulle reti televisive nazionali e locali, sia con articoli di stampa e interviste radiofoniche. Gli europarlamentari Giulietto Chiesa e Luisa Morgantini hanno garantito il proprio impegno presso il Parlamento Europeo.

Preso atto di questi primi risultati positivi, tutti gli interventi hanno però convenuto sulla necessità di continuare ed estendere la mobilitazione, sia sul piano umanitario che su quello più politico. In particolare, in molti hanno rilevato come - fatta eccezione per alcune individualità - le forze politiche istituzionali e le stesse istituzioni italiane abbiano sino ad ora completamente ignorato la vicenda, al punto che anche la messa a disposizione dell'appartamento dove dalla metà di agosto hanno trovato ricovero i giovani palestinesi è avvenuta solo grazie all'attivazione di un funzionario del Comune di Roma. Bruno Steri e Franco Pallone (PRC) hanno garantito l'impegno a coinvolgere nella vicenda i Consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, come aveva già fatto Fabio Nobile del PdCI. E' stata approvata la proposta del Forum Palestina di un manifesto informativo sulla vicenda e di sostenere con ogni mezzo la tendopoli davanti al Ministero degli Esteri, che non smobiliterà fino a quando i giovani palestinesi non avranno garantito il loro diritto al ritorno nelle proprie case, con l'invito a tutti quelli che possono di erigere altre tende e di partecipare alla protesta. Il programma delle iniziative presso la tendopoli è - per ora - il seguente: cena palestinese mercoledì 6, alle ore 20.30; dibattito con l'europarlamentare Giulietto Chiesa e lucio Manisco giovedì 7, alle 17.30; manifestazione-spettacolo del gruppo folkloristico Sanabel, venerdì 8, alle ore 20.30. Nello spazio della tendopoli sono allestite mostre permanenti sul Muro dell'Apartheid e la Palestina. Ulteriori iniziative - se la situazione dovesse protrarsi - verranno comunicate nei prossimi giorni, mentre l'appuntamento per discutere e programmare le prossime mobilitazioni in solidarietà con il popolo palestinese e contro la guerra in Medio Oriente rimane fissato per sabato 16 settembre, giorno in cui il Forum Palestina ha convocato un'assemblea nazionale a Roma (ore 10.30, via dei Reti 25, S.Lorenzo-zona Università).

Roma, 6.9.2006

Il Comitato di sostegno alla tendopoli "SANABEL"
 

 CONFERENZA STAMPA DEL GRUPPO SANABEL - IL COMUNICATO DEL FORUM PALESTINA (4 settembre 2006)

SOSTENIAMO LA LOTTA PER IL DIRITTO AL RITORNO IN PALESTINA DEI GIOVANI ARTISTI DEL GRUPPO SANABEL BLOCCATI A ROMA

E’ iniziata la protesta dei giovani artisti palestinesi del gruppo folkloristico "Sanabel" di fronte al Ministero degli Esteri. I nove giovani palestinesi sono bloccati a Roma da settimane, impossibilitati a tornare nel loro Paese a causa della chiusura del valico di Rafah, unico punto di passaggio fra la striscia di Gaza e l’Egitto; nonostante la gestione del valico di Rafah sia teoricamente garantita dalla missione europea EUBAM, ed in particolare da un contingente di Carabinieri italiani, è in realtà lo Stato di Israele che ne dispone arbitrariamente apertura e chiusura.

Dalla mattina di lunedì 4 settembre, i giovani palestinesi hanno allestito una tendopoli in Viale Paolo Boselli, di fronte al Ministero degli Esteri, per sollecitare l’intervento italiano nella vicenda. Nella stessa mattinata, si è tenuta una conferenza stampa, dove sono intervenuti il portavoce del gruppo ed una cooperante italiana, che ha a sua volta sollecitato il Ministro D’Alema ad intervenire per consentire il ritorno dei giovani palestinesi e per garantire l’apertura del valico di Rafah. A nome delle rispettive organizzazioni, hanno espresso solidarietà e impegno Fabio Nobile (Consigliere comunale del PdCI) e Sergio Cararo del Forum Palestina, mentre è stata recapitata una lettera di solidarietà dell’europarlamentare Luisa Morgantini

La mobilitazione è solo all’inizio: il Forum Palestina invita tutti i compagni e gli amici del popolo palestinese a partecipare alle iniziative programmate per questi giorni presso la tendopoli allestita di fronte al Ministero degli Esteri: assemblea cittadina martedì 5 settembre, alle ore 17.30; buffet palestinese mercoledì 6, alle ore 20.30; dibattito con l’europarlametare Giulietto Chiesa e Lucio Manisco giovedì 7, alle ore 17.30; manifestazione-spettacolo del gruppo folkloristico Sanabel, venerdì 8 alle ore 20.30. Nello spazio della tendopoli sono allestite mostre permanenti sul Muro dell’Apartheid e la Palestina.

Invitiamo tutti i compagni e tutti gli amici del popolo palestinese a sostenere la lotta dei giovani di Sanabel: chiunque ne abbia la possibilità, partecipi alla tendopoli, anche per un solo giorno, garantendo la propria autosufficienza (tenda, materassini, ecc.); sono necessari materiali da campeggio (lampade, fornelli, tavoli e sedie), viveri e, naturalmente, sottoscrizioni, tutto da consegnare sul posto ai giovani di Sanabel.

Infine, ricordiamo a tutte e tutti l’assemblea nazionale sabato 16 settembre a Roma (ore 10.30, via dei Reti 25, S.Lorenzo-zona Università) per discutere e organizzare le iniziative dei prossimi mesi e una nuova manifestazione nazionale in solidarietà con la resistenza dei popoli del Libano, della Palestina, dell’Iraq e di tutto il Medio Oriente, per l’abrogazione dell’accordo di cooperazione militare fra Italia e Israele, per il ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra, per l’adozione di sanzioni politiche ed economiche nei confronti del governo di Tel Aviv fino al completo ritiro delle sue truppe da tutti i territori palestinesi occupati.

Roma, 4.9.2006

Il Forum Palestina

forumpalestina@libero.it

www.forumpalestina.org


La conferenza stampa del 4.9 e la tendopoli di fronte al Ministero degli Esteri

   


I musicisti palestinesi del gruppo Sanabel ancora bloccati in Italia
"VOGLIAMO TORNARE A CASA E SUBITO! CI SENTIAMO OSTAGGI A ROMA!"

 

Dal 24 luglio la compagnia folkloristica palestinese Sanabel, è bloccata a Roma ed i suoi componenti, giovani palestinesi di Gaza, non possono tornare nelle loro case a causa della chiusura del valico di Rafah da parte dell’esercito israeliano. Sanabel è venuto in Italia per un tour di interscambio culturale, promuovendo più di venti spettacoli in tutta l’Italia.
Il 24 luglio, il giorno della partenza da Fiumicino per rientrare a Gaza, sono stati bloccati e da quel momento sono stati vani tutti gli sforzi di contattare chi può fare pressioni per il loro rientro.
Purtroppo Sanabel oggi vive nel dimenticatoio dal punto di vista mediatico. Nonostante i nostri appelli, siamo stati oscurati , si è parlato poco o niente di noi nella stampa.
Per rendere la nostra situazione visibile all’opinione pubblica e per manifestare il nostro diritto di denunciare i crimini dello stato israeliano nei confronti nostri e della nostra popolazione, abbiamo pensato di installare una tenda permanente di protesta qui a Roma, lunedì davanti al Ministero degli Esteri.

Ø Ci appelliamo all’ONU affinché faccia rispettare le convenzioni di Ginevra per garantire il libero movimento della popolazione civile nella Palestina occupata e affinché condanni le punizioni collettive messe in atto da Israele nei confronti di un popolo intero.

Ø Ci appelliamo alla Comunità europea e soprattutto ai paesi che hanno osservatori sul valico di Rafah, affinché esercitino il ruolo di garanti assunto come Forza europea EUBAM (European Union Border Aid Monitor) per l’apertura e il funzionamento del valico e non cedano al ricatto israeliano.

Ø Ci appelliamo a tutte le forze progressiste e a tutto il movimento contro la guerra in Italia, affinché manifestino la loro solidarietà a Sanabel e alla nostra popolazione per esercitare un diritto elementare: poter tornare alle proprie case.

Ø Abbiamo scritto al Ministro degli Esteri D’Alema per denunciare questa situazione

Lunedì 4 settembre, ore 12.00 i giornalisti sono invitati alla conferenza stampa davanti alla Farnesina

NO ALLE POLITICHE DI DEPORTAZIONE E DI GUERRA ISRAELIANE
NO ALL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA NOSTRA TERRA PALESTINA
PER UN NOSTRO RIENTRO IMMEDIATO A GAZA

 

Comunità Palestinese di Roma e del Lazio
U.D.A.P. (Unione Democratica Arabo-Palestinese)
Mezza Luna Rossa Palestinese – Italia
Comitato Palestina nel cuore
Associazione Wael Zueiter

PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE DELLA TENDA DI SANABEL ALLA FARNESINA

Lunedì 4 - Conferenza stampa - ore 12.00 - allestimento del campo
Martedì 5 - Assemblea cittadina - ore 17.30
Mercoledì 6 - Buffet palestinese - ore 20.30
Giovedì 7 - Dibattito con Giulietto Chiesa e Lucio Manisco - ore 17.30
Venerdì 8 - Spettacolo del gruppo folkloristico Sanabel - ore 20.30

TUTTI I GIORNI MOSTRE SUL MURO DELL'APARTHEID E LA PALESTINA
 

Il caso dei palestinesi di Sanabel: profughi in Palestina e profughi in Italia
 


Il 23 giugno un gruppo di 9 compagni e compagne palestinesi e’ arrivato in l'Italia, invitati da varie associazioni di solidarieta' per un tour di cultura, tradizione e comunicazione sulla situazione in Palestina.

SANABEL e' il nome del gruppo, (spighe); a Gaza partecipano insieme a molti altri ad una associazione politico-culturale presente in tutto il territorio: "Palestinian Progressive Youth Union" (PPYU). L'associazione ha lo scopo di intervenire e organizzare attivita' socio culturali tra la popolazione giovanile e studentesca, costretta a vivere nella dura prigione della Striscia di Gaza.

Il 24 luglio avrebbero dovuto fare ritorno a Gaza, ma la compagnia egiziana "Egipt air" si e' rifiutata di imbarcarli da Fiumicino per riportarli a casa. La frontiera di Rafah, unico passaggio di entrata a Gaza per i palestinesi, e' chiusa dal 24 giugno, giorno della grande invasione di Israele, con l'operazione "Summer rain".

L'esercito israeliano, nonostante ufficialmente "non abbia piu' nessun controllo" su quella frontiera da dopo il ritiro dei coloni dalla striscia, di fatto la apre e chiude a proprio piacimento.

Neppure la Forza europea EUBAM (European Union Border Aid Monitor, sotto comando italiano dal novembre 2005 tra l’altro) predisposta per l'aiuto e il controllo della frontiera insieme all'autorita' palestinese e all'autorita' egiziana, secondo gli accordi tra tutte le autorita' compresa quella israeliana, ha saputo/voluto imporsi per l' apertura della frontiera per il passaggio dei tantissimi palestinesi rimasti bloccati prima dell'invasione nella striscia di terra fra Egitto e Gaza. Ad oggi sono ammassati in quel lembo di terra circa 10.000 palestinesi; 11 di essi sono morti per il caldo, per la stanchezza e la mancanza di cure; il governo egiziano nega l’ingresso nel paese ad altri palestinesi che andrebbero ad ingrossare questa massa, determinando cosi’ in molti paesi europei la presenza di gruppi di “doppiamente profughi” come i ragazzi di Sanabel.

I governi europei, che avrebbero la responsabilita’ di garantire il passaggio dei palestinesi attraverso il valico, sono immobili. Il governo italiano, impegnato in questo ultimo periodo a costruirsi il ruolo di “facilitatore” all’interno del conflitto che oppone i popoli arabi a Israele, sembra molto piu’ interessato a determinare l’entita’ della missione militare da spedire in Libano (alla faccia del mandato “pacifista” ricevuto dall’elettorato) piuttosto che “facilitare” realmente la vita dei popoli della regione, rendendo ad esempio praticabile il sacrosanto diritto al rientro nelle proprie case di questi palestinesi.

Nonostante l’ultima aggressione assassina verso il Libano, che ha causato piu’ di mille morti tra la popolazione e la distruzione completa del paese, Israele non viene condannato ma al contrario USA e Unione Europea avallano le sue operazioni genocide con il pretesto del “diritto all’autodifesa”. Un diritto che evidentemente per l’Occidente imperialista non vale per iracheni, palestinesi e libanesi, additati come “terroristi” se praticano il diritto all’autodifesa e alla resistenza contro gli occupanti della propria terra.

Il caso di Sanabel e’ solo un piccolo esempio della guerra che da 60 anni i palestinesi e tutti gli arabi subiscono dalle politiche sioniste dello stato di Israele. Bloccati a Fiumicino, i compagni sono stati ospitati per diversi giorni nell’emergenza piu’ totale da singoli, associazioni, strutture di immigrati e solo dopo l’esercizio di un’azione di protesta il Comune di Roma si e’ visto costretto a dare una soluzione piu’ dignitosa almeno alla questione alloggiativa, mettendo a disposizione una struttura predisposta per l’accoglienza dei profughi.

Da allora la quotidiana resistenza di Sanabel fa affidamento sulla solidarieta’ di compagni e realta’ che inviano sottoscrizioni per poter almeno avere di che fare la spesa: per questo, rilanciamo l’appello a raccogliere fondi da inviare ai compagni, attraverso un versamento sulla carta Poste Pay numero 4023 6004 3099 5144 intestata a Shokri Al Jawazneh.

Facciamo anche appello a lavorare in maniera coordinata per organizzare momenti di mobilitazione che costringano il governo italiano a muoversi per porre fine a questa vera e propria deportazione.

Esprimiamo infine la nostra incondizionata solidarieta’ alla resistenza dei popoli arabi che anche in Libano ha mostrato la strada per ottenere il rispetto dei propri diritti: quella della lotta!

Per manifestare sostegno ai ragazzi di Sanabel e raccogliere sottoscrizioni, vi invitiamo ad una Cena popolare GIOVEDI 31 AGOSTO alle 19.30 presso la Panetteria Occupata, via Conterosso 20 Milano

Coordinamento di lotta per la Palestina - Milano

fonte: coordpalestina@yahoo.it

 

 

IL CONTROLLO DEL CONFINE DI RAFAH

Un articolo di Patrizia Viglino