I Sanabel
sono arrivati a Gaza!!
Oggi, lunedi 9 ottobre, i Sanabel sono finalmente
arrivati a Gaza. Felici di questo esito e orgogliosi di
avervi nel nostro piccolo contribuito. Ben tornate a casa
giovani "spighe". Continueremo a batterci affinchè la vostra
casa e quelle di tutti palestinesi siano quantoprima libere
e accoglienti. Basta con l'occupazione israeliana della
Palestina.
Forum Palestina
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Questa mattina alle 11,30 i giovani
artisti, arrivati in Italia tre mesi fa per un tour di
interscambio culturale e rimasti bloccati dopo la chiusura
del valico di Rafah voluta da Israele, hanno attraversato il
confine tra l’Egitto e Gaza.
Ringraziamo tutte le persone, i collettivi, i comitati, le
strutture che sono stati vicini alla tenda che per quasi un
mese, davanti alla Farnesina, ha dato visibilità alla lotta
del gruppo “Sanabel”. È opportuno dire che hanno contribuito
alla soluzione della vicenda il Ministero degli Esteri
Italiano, il Segretario Generale della Lega Araba a Roma e
l’Ambasciatore della Lega Araba Walid Elgargarni.
Vogliamo anche affermare alcune questioni importanti:
- la comunità internazionale con le sue istituzioni deve
intervenire e fare pressioni sull’esercito di occupazione
israeliano per permettere ai palestinesi di esercitare il
loro diritto elementare di entrare o uscire da Gaza;
- vogliamo condannare chi oggi aiuta l’occupazione con un
embargo infame che sta strangolando il popolo palestinese;
- chiediamo, soprattutto alle istituzioni europee, di
togliere definitivamente un decreto ostile nei confronti del
popolo palestinese, quello delle "liste nere";
- vogliamo appellarci a tutti gli Stati che hanno rapporti
di cooperazione militare con lo Stato di Israele affinché li
aboliscano in quanto vengono visti come atti ostili agli
occhi dei popoli del Medio Oriente.
9.10.2006
Sono arrivati venerdì in Egitto i nove
artisti palestinesi del gruppo Sanabel. Adesso avranno la
possibilità di rientrare a Gaza attraverso il valico di Rafah che
continua però ad essere chiuso e riaperto dalle autorità israeliane
a loro totale discrezione. Rientreranno a Gaza insieme alla loro
gente e con piena dignità. Per questo si erano battuti nei mesi
scorsi ed avevano piazzato la tenda davanti alla Farnesina
respingendo proposte umilianti. Erano qui in Italia da giugno. Ci
sono voluti più di tre mesi per assicurargli il loro diritto al
ritorno.
Ci auguriamo di poter rincontrare presto i ragazzi di Sanabel,
magari a Gaza, magari in una Gaza libera e indipendente e non più
carcere a cielo aperto.
Buon viaggio e buon rientro giovani "spighe" palestinesi.
Un'immagine dei giovani di Sanabel alla manifestazione contro la guerra del 30 settembre
Finalmente, l'odissea dei giovani artisti
palestinesi bloccati in Italia ha avuto un lieto fine, per quanto possa
definirsi lieto il ritorno in una terra martoriata dalla feroce violenza
degli invasori, affamata dall'embargo economico di quasi tutto il mondo e
squassata da sempre più consistenti tentativi di rovesciare la direzione che
il popolo si è democraticamente data. In attesa di avere notizie da quei
nove ragazzi e ragazze che ormai consideriamo nostri compagni, vale la pena
di ricostruire dall'inizio quella che - bisogna dirlo - è stata una delle
pagine più indecenti della "sinistra" italiana, incapace persino di offrire
solidarietà in una situazione drammatica come quella vissuta dai ragazzi di
Sanabel. Il fatto che l'indecenza della "sinistra" sia stata riscattata
dall'impegno di tanti compagni e compagne non diminuisce la responsabilità
dei personaggi che per mesi hanno ignorato le sofferenze dei giovani
palestinesi, esattamente come hanno ignorato per settimane i bombardamenti
criminali di Israele sul Libano e continuano ad ignorare delle popolazioni
di Gaza e della Cisgiordania occupate.
Dunque, al termine della tournèe da loro effettuata in diverse città
italiane, i giovani della compagnia artistica palestinese Sanabel (spighe)
di Gaza scoprono di non poter tornare a casa, perchè Israele ha imposto la
chiusura del valico di Rafah, unico punto di passaggio fra la striscia di
Gaza e il mondo esterno che non passi per Israele stessa; la compagnia di
bandiera Egypt Air - su ordine del governo del Cairo - si rifiuta di
imbarcarli, perchè il governo egiziano ha deciso di bloccare l'afflusso di
Palestinesi sul proprio territorio, vista l'impossibilità per loro di
passare il confine di Rafah, nei pressi del quale si accalcano già migliaia
di persone. Da luglio ad oggi, sono una ventina i Palestinesi che hanno
perso la vita sul valico di Rafah, uccisi dalle malattie, dal caldo e dagli
stenti.
In pieno agosto, in una Roma semideserta, i giovani e Shoukri
(l'organizzatore della tournèe che ha condiviso tutte le loro vicissitudini
senza abbandonarli nemmeno per un istante) si trovano ad alloggiare per
alcune settimane in un centro sociale di Ostia, senza servizi igienici e in
condizioni precarie; grazie anche alla solidarietà dei militanti del circolo
di Rifondazione Comunista di Acilia e non senza aver dovuto occupare la sede
del locale Municipio, i giovani ottengono l'assegnazione di un appartamento
del Comune di Roma, destinato all'accoglienza dei rifugiati. L'assegnazione
di quell'appartamento nella periferia romana rimarrà il solo gesto di
solidarietà da parte delle istituzioni locali in tutta la vicenda.
Agosto trascorre nel tentativo di informare una città quasi vuota e
sonnolenta di quanto sta avvenendo e di ottenere dalla politica un qualche
intervento. Alcuni emissari garantiscono che il Viceministro degli Esteri,
Patrizia Sentinelli, sta seguendo la questione, ma - per tutta la durata
della loro forzata permanenza a Roma - i giovani di Sanabel Patrizia
Sentinelli non la vedranno mai, né avranno notizia di una sua qualsiasi
iniziativa.
A fine mese, molti compagni sono di nuovo in città, e c'è finalmente la
possibilità di organizzare meglio l'iniziativa; i giovani scrivono al
Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, chiedendo un suo intervento. Non
ricevendo alcuna risposta, il 4 settembre i giovani di Sanabel si accampano
in una tendopoli allestita davanti alla Farnesina, il palazzo dove ha sede
il Ministero degli Esteri. Il giorno stesso, vengono finalmente convocati
dal Ministero, dove apprendono che D'Alema ha incaricato l'ambasciatore
Riccardo Sessa - dirigente del dipartimento Mediterraneo e Medio Oriente -
di occuparsi della questione. Naturalmente, di Patrizia Sentinelli nessuna
notizia, se non che è molto infastidita dalla presenza della tendopoli sotto
le finestre dei suoi uffici.
L'iniziativa della tendopoli rompe il silenzio attorno alla vicenda: tutti i
quotidiani e i telegiornali se ne occupano, con articoli e servizi.
Il ministro D'Alema e l'ambasciatore Sessa pongono la questione nel corso
dei colloqui con il Ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, durante
la loro visita ufficiale in Israele, ma la sola cosa che ottengono è una
generica disponibilità a far rientrare i ragazzi non dal valico di Rafah -
di cui Israele perpetua la chiusura - ma dalla Giordania e dalla
Cisgiordania, subendo i controlli "antiterrorismo" israeliani. Il Ministero
degli Esteri italiano garantisce ai ragazzi l'accompagnamento di una
"scorta" diplomatica fino a Gaza, ma neanche questo può rassicurarli circa
le reali intenzioni di Israele, uso ad ignorare accordi e diritto
internazionale, e le stesse famiglie dei giovani fanno sapere che non
intendono mettere i loro figli nelle mani degli occupanti, nonostante le
garanzie diplomatiche italiane.
A questo punto - e siamo ormai a metà settembre - la situazione si incarta:
se rientrare da Rafah è impossibile, la sola cosa alternativa sarebbe
raggiungere l'Egitto e attendere la riapertura del valico insieme agli altri
Palestinesi, ma il Cairo non ne vuole sapere. La tendopoli prosegue,
nonostante il clima si faccia di giorno in giorno meno estivo e più
autunnale. Il Forum Palestina, la federazione romana del Partito Comunista
dei Lavoratori e il Comitato "Con la Palestina nel Cuore", insieme ad altri
compagni e compagne, cercano di garantire la funzionalità della tendopoli,
mettendo a disposizione un generatore, frigoriferi, tavoli, sedie, tende ed
altro materiale. Alcune sottoscrizioni giungono un po' da tutta Italia. Il
Consigliere comunale del PdCI Fabio Nobile si attiva con la Questura per
rinnovare i permessi per la tendopoli e per far avere ai giovani i servizi
igienici indispensabili. I Consiglieri comunali di Rifondazione Comunista,
contattati dai ragazzi, prima rispondono che della vicenda si sta occupando
Patrizia Sentinelli, poi passano direttamente a farsi negare.
La situazione non cambia per giorni e giorni, durante i quali si verificano
anche malori fra i ragazzi, fino a quando - sabato 30 settembre - la
Questura fa sapere che non rinnoverà il permesso per la tendopoli, che
dunque deve smobilitare. Dopo aver partecipato alla manifestazione contro la
guerra e le spedizioni militari, i ragazzi sono così costretti a tornare
nell'appartamento periferico, mentre si studiano nuove iniziative per
impedire che il problema cada nel dimenticatoio.
La situazione, invece, inizia a sbloccarsi i primi di ottobre, quando
interviene il nuovo rappresentante della Lega Araba in Italia, grazie al
quale vengono rimosse le obiezioni egiziane e i ragazzi ottengono il visto
per l'Egitto, mentre - sia pure a singhiozzo - il valico di Rafah riapre.
L'ambasciata della Libia si fa carico del costo del viaggio e i ragazzi
possono raggiungere una località egiziana nei pressi del valico, dove
possono attendere la prossima apertura.
In questa vicenda vi sono state assenze vistose: degli esponenti di
Rifondazione Comunista già si è detto, ma ricordiamo che il solo
parlamentare del PRC che abbia fatto visita alla tendopoli è stato
l'indipendente Francesco Caruso, mentre altri parlamentari hanno prodotto il
notevole sforzo di ben due interpellanze. Per quanto riguarda il PdCI, oltre
al già citato impegno di Fabio Nobile, va segnalato il costante
interessamento del parlamentare Iacopo Venier. Dai Verdi, silenzio assoluto.
Latitanza totale delle ONG e delle associazioni pacifinte.
La soddisfazione per la positiva conclusione della vicenda Sanabel e per la
solidarietà effettiva espressa da tanti compagni e compagne non possono far
passare sotto silenzio la vergognosa assenza - quando non peggio - della
sedicente "sinistra radicale" e dei pacifinti; la storia dei ragazzi di
Sanabel è paradigmatica del momento che stiamo vivendo, e sarà bene non
dimenticarla. Con nella mente l'immagine di nove coraggiosi ragazzi
palestinesi che non si sono mai arresi, pensiamo ora a costruire la
manifestazione nazionale del prossimo 18 novembre a Roma.
8.10.2006
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DOPO QUASI UN MESE, SMOBILITA LA TENDOPOLI DI FRONTE ALLA FARNESINA. I GIOVANI DI SANABEL IRROMPONO ALLO STADIO DEI MARMI E LA RAPPRESENTANZA ISRAELIANA SI DILEGUA. PRESTO NUOVE INIZIATIVE A ROMA E IN TUTTA ITALIA. 3.10.2006 La sera di sabato 30 settembre, allo Stadio dei Marmi di Roma, sono in programma i giochi internazionali di atleti disabili: naturalmente, è presente anche una rappresentativa israeliana, ma non una palestinese. I giovani di Sanabel ed altri Palestinesi hanno colto l'occasione per un'iniziativa dimostrativa, irrompendo con le bandiere della Palestina nel settore dei sostenitori di Israele nel momento in cui entrava in campo la squadra dello Stato sionista.
Le bandiere israeliane scompaiono, mentre lo speaker della manifestazione non sa cosa dire e dagli spalti arrivano applausi per i giovani palestinesi.
Smobilitata la tendopoli di fronte al Ministero degli Esteri, incapace di trovare una soluzione per i Palestinesi bloccati in Italia, i giovani di Sanabel hanno ora un fitto calendario di iniziative a Roma ed in altre città per continuare la lotta.
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LA SITUAZIONE DEI GIOVANI DI SANABEL AL 26.9.06
Pubblichiamo la nota diffusa dai giovani
artisti palestinesi della compagnia Sanabel, a tutt'oggi bloccati a
Roma. Vogliamo rimarcare alcune questioni, a nostro avviso importanti.
In primo luogo, ci associamo alla denuncia pubblica della latitanza di
istituzioni, partiti e ONG; in due settimane di presenza della tendopoli
di fronte al Ministero degli Esteri (per non parlare di quelle
precedenti), non si è vista nemmeno l'ombra di un qualche esponente di
una delle tante associazioni e ONG che si apprestano a spartirsi la
torta dei 30 milioni di euro stanziati in loro favore per gli interventi
"umanitari" in Libano, così come da tempo avviene per interventi
analoghi nei territori palestinesi occupati e avverrebbe in Afghanistan
e Iraq se, da quelle parti, non fosse diventato troppo pericoloso.
Per quanto riguarda le istituzioni, dal Comune di Roma sono giunti i
seguenti interventi: una lettera di Veltroni al Ministro D'Alema (che
abbiamo già pubblicato) e l'offerta di un buono - pasto quotidiano del
valore di 5 euro per ognuno dei nove giovani. Di fronte alle evidenti
difficoltà economiche del Comune di Roma, i giovani di Sanabel hanno
declinato l'offerta dei buoni - pasto ed hanno deciso di devolvere
all'ente locale una parte dell'incasso del loro prossimo spettacolo.
Alla conferenza - stampa tenutasi il primo giorno di presenza della
tendopoli, era intervenuto anche un assessore del Municipio Roma XI (il
cui Presidente è del PRC), promettendo aiuto e interessamento: non si
sono visti né l'uno, né l'altro, e nemmeno l'assessore. Il solo
esponente politico locale che abbia dato un contributo concreto ai
giovani è stato il Consigliere Comunale del PdCI Fabio Nobile,
ripetutamente intervenuto per assicurare sostegno logistico e per
ottenere dalla Questura i necessari permessi.
Per quanto riguarda i partiti, si sono visti Bruno Steri e Franco
Pallone, dell'area "Essere Comunisti" del PRC, il parlamentare Iacopo
Venier ed altri esponenti del PdCI. La Federazione romana del Movimento
per il Partito Comunista dei Lavoratori ha sin dal primo giorno messo a
disposizione della tendopoli un generatore, sedie, tavoli ed altro
materiale logistico, così come hanno fatto il Forum Palestina, il
Comitato "Con la Palestina nel cuore" ed altri compagni.
Infine, il Ministero degli Esteri: il Ministro D'Alema ha incaricato
l'Ambasciatore Riccardo Sessa di seguire la situazione e della vicenda
si è parlato nei colloqui con il ministro israeliano Tzipi Livni, che si
è detta disponibile a far transitare i giovani non dal valico di Rafah
fra Egitto e Striscia di Gaza ma attraverso Israele, proposta
evidentemente impraticabile, nonostante le garanzie diplomatiche offerte
dall'Italia (dopo il comunicato di Sanabel, la nota del Ministero degli
Esteri del 4 settembre scorso, primo e ultimo comunicato ufficiale della
Farnesina in proposito). Altri interventi del Ministero degli Esteri
sono stati quelli del Viceministro Patrizia Sentinelli (PRC), che -
anche in queste ore - ha tentato di esercitare pressioni per smantellare
la tendopoli.
Il Comitato promotore della manifestazione nazionale contro la guerra del prossimo 30 settembre ha deciso che saranno i giovani artisti di Sanabel ad aprire il corteo, a meno che una soluzione per la loro vicenda non venga trovata in questi giorni.
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A nome di Sanabel e dell'U.D.A.P. vogliamo
ringraziare tutti coloro che sono stati vicino a noi. RESOCONTO CONTRIBUTI SANABEL
*non riceviamo soldi da singoli individui ma questa e’ un’ eccezione ! · ci sono 230 euro che non sappiamo da chi arrivano Questi soldi sono stati utilizzati nella seguente maniera: - 750,00 euro per restituzione debito - 1000,00 euro per risarcimento al gruppo Sanabel - Il resto per supporto logistico gruppo Nb. Non abbiamo ricevuto neanche un centesimo da enti locali o da ong o da partiti . Faremo uno spettacolo per donare una parte del ricavato al sindaco Walter Weltroni ! rilevando le difficolta’ economiche del comune di Roma!!!!!!!!.
Quando la solidarieta’ arriva dal basso e’ un buon segnale che lavoriamo bene e siamo nella direzione giusta . Per il diritto al ritorno del popolo palestinese Per un immediato rientro a Gaza del gruppo Sanabel
Udap Sanabel 24/09 2006
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Dal sito ufficiale del Ministero degli Esteri
L'Ambasciatore Sessa ha ricevuto una delegazione palestinese della compagnia artistica “Sanabel”
4 settembre 2006 - I giovani palestinesi della
compagnia artistica “Sanabel”, che per sensibilizzare l'opinione
pubblica italiana sulla questione del loro rientro a Gaza hanno
allestito oggi una tenda nei pressi della Farnesina, sono stati
ricevuti in delegazione nel pomeriggio, su indicazione del Ministro
D'Alema, dal Direttore Generale per il Medio Oriente, Ambasciatore
Riccardo Sessa.
I giovani hanno rappresentato la loro situazione, ed in particolare
il fatto che da oltre un mese si trovano nel nostro Paese poiché
impossibilitati a rientrare a Gaza per via della chiusura dal giugno
scorso del valico di Rafah. I giovani hanno inoltre precisato che
con il gesto odierno hanno inteso svolgere opera di
sensibilizzazione sulla drammatica situazione della striscia di
Gaza.
L'Ambasciatore Sessa ha assicurato alla delegazione il personale
interessamento del Ministro D'Alema per il loro caso e l'intenzione
di porre in essere, pur in una situazione oggettivamente complessa,
ogni iniziativa tesa a favorire il loro rientro a casa.
Ciò anche nella prospettiva della visita che il Ministro D'Alema
effettuerà, come noto, nei prossimi giorni in Israele e nei
Territori palestinesi e nel corso della quale ribadirà la necessità
di trovare una rapida soluzione alle difficili condizioni delle
popolazioni residenti nella Striscia di Gaza.
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Nel corso dell'assemblea
svoltasi giovedì 14 presso la tendopoli dei giovani di
Sanabel davanti al Ministero degli Esteri, è stato
comunicato che anche il sindaco 15.9.2006
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Parlamentari della sinistra e dell’Ulivo presentano
una interrogazione parlamentare alla Camera sul caso
dei palestinesi “Sanabel”
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Interrogazione a risposta in Commissione
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| AL MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI Premesso che: - il 23 giugno scorso un gruppo di nove giovani palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza, componenti del gruppo artistico popolare palestinese Sanabel (Spighe) è arrivato in Italia su invito del Gruppo consiliare della Provincia di Milano per partecipare a iniziative di educazione alla pace e di scambio culturale, - il 24 giugno scorso l’esercito israeliano ha chiuso la frontiera di Rafah con l’Egitto, unico varco di accesso a Gaza impedendo a decine di migliaia di palestinesi il rientro alle loro case. - il 24 luglio scorso, il giorno in cui era prevista la partenza del gruppo di ragazzi palestinesi dall’Italia verso l’Egitto la compagnia aerea Egipt Air ha negato loro l’imbarco a causa del blocco del valico di Rafah da parte israeliana. - da quel momento il gruppo Sanabel è bloccato in Italia; - come si evince dalle notizie riportate in questi giorni dalla stampa, il Gruppo Sanabel trovandosi nell'impossibilità di rientrare nel proprio paese si è trovato sprovvisto di qualsiasi mezzo per far fronte anche ai bisogni più elementari per poter sopravvivere; - attualmente i giovani hanno deciso di vivere in un accampamento di tende di fronte al Ministero degli Affari esteri per ottenere visibilità e raccogliere la solidarietà della popolazione - ai ragazzi è ormai scaduto il visto e, non per loro responsabilità, si trovano in una condizione di irregolarità - il gruppo Sanabel chiede di rientrare al più presto presso le proprie famiglie a Gaza e che esso è composto in gran parte da studenti universitari che rischiano di perdere l’anno accademico ed il lavoro considerato che - al valico di Rafah dovrebbe essere presidiato e garantito dalla missione dell’Unione Europea di assistenza alle frontiere EUBAM (European Union Border Aid Monitor) - questa missione è sotto comando italiano dal novembre 2005 ed è predisposta per l'aiuto e il controllo della frontiera insieme all'autorità palestinese e all'autorità egiziana, secondo gli accordi tra tutte le autorità compresa quella israeliana - la presenza internazionale non ha sino ad ora potuto o voluto garantire l’apertura della frontiera per il passaggio dei tantissimi palestinesi rimasti bloccati nella striscia di terra fra Egitto e Gaza. - Ad oggi sono ammassati in quel lembo di terra circa 10.000 palestinesi; molti di essi sono morti per il caldo, per la stanchezza e la mancanza di cure; il governo egiziano nega l’ingresso nel paese ad altri palestinesi che andrebbero ad ingrossare questa massa, determinando così in molti paesi europei la presenza di gruppi di “doppiamente profughi” come i ragazzi di Sanabel si chiede, pertanto, quali iniziative intendano adottare gli on.li Ministri affinchè:
- sia riconosciuto ai nove giovani palestinesi del gruppo Sanabel il diritto di ritornare alle loro case; - sia, inoltre, garantito un sostegno materiale ed economico dignitoso ai suddetti giovani del gruppo Sanabel per tutto il periodo della loro involontaria permanenza nel nostro Paese. - sia loro riconosciuto lo status speciale in cui si trovano emettendo un decreto di “non espellibilità” dal nostro paese - sia valutata l’ipotesi di un accompagnamento consolare al confine di Rafah. Roma. 13 settembre 2006 |
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UNA SPERANZA PER I GIOVANI DI SANABEL?
ULTIMORA 11.9 ALLE 11.45
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Il lancio di agenzia palestinese sembra aprire uno spiraglio per una soluzione della vicenda dei giovani palestinesi bloccati a Roma (ma anche in altre città italiane) e per tutti gli altri di cui abbiamo notizia, bloccati a loro volta in Svizzera, Francia e Germania. Per il momento, la prudenza è d'obbligo, perchè dalla Farnesina non è giunta alcuna comunicazione ai giovani accampati - ormai da una settimana - di fronte al Ministero degli Esteri, ed anche perchè il lancio fa riferimento ad un'apertura "in uscita" del valico, e non si fa cenno alla possibilità di entrare o rientrare nella Striscia.
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Interrogazione parlamentare al Senato INTERROGAZIONE |
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Report dell'assemblea della tendopoli "Sanabel" del 05.09.2006
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L'assemblea cittadina in solidarietà con i giovani palestinesi del gruppo folkloristico "Sanabel" - bloccati in Italia da più di un mese - ha visto la partecipazione di esponenti di vari comitati, associazioni e forze politiche, fra i quali il Forum Palestina, il Comitato "Con la Palestina nel cuore", il Comitato di Solidarietà con l'Intifada, la Rete dei comunisti, il Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori, l'area dell'Ernesto di Rifondazione Comunista ed altri. I lavori sono stati introdotti da Shokri, esponente dell'Unione Democratica Arabo Palestinese e organizzatore del tour italiano del gruppo "Sanabel", che ha tratto un bilancio positivo delle prime giornate della tendopoli allestita di fronte al Ministero degli Esteri. Fra i risultati ottenuti, il ricevimento della delegazione di "Sanabel" da parte di due alti funzionari del Ministero e la grande visibilità finalmente ottenuta sui media nazionali e locali. Da parte del Ministero, sono giunte assicurazioni sull'impegno per risolvere la questione, ma non sono state fornite date, mentre il riscontro mediatico è avvenuto sia con ampi servizi sulle reti televisive nazionali e locali, sia con articoli di stampa e interviste radiofoniche. Gli europarlamentari Giulietto Chiesa e Luisa Morgantini hanno garantito il proprio impegno presso il Parlamento Europeo. Preso atto di questi primi risultati positivi, tutti gli interventi hanno però convenuto sulla necessità di continuare ed estendere la mobilitazione, sia sul piano umanitario che su quello più politico. In particolare, in molti hanno rilevato come - fatta eccezione per alcune individualità - le forze politiche istituzionali e le stesse istituzioni italiane abbiano sino ad ora completamente ignorato la vicenda, al punto che anche la messa a disposizione dell'appartamento dove dalla metà di agosto hanno trovato ricovero i giovani palestinesi è avvenuta solo grazie all'attivazione di un funzionario del Comune di Roma. Bruno Steri e Franco Pallone (PRC) hanno garantito l'impegno a coinvolgere nella vicenda i Consiglieri comunali di Rifondazione Comunista, come aveva già fatto Fabio Nobile del PdCI. E' stata approvata la proposta del Forum Palestina di un manifesto informativo sulla vicenda e di sostenere con ogni mezzo la tendopoli davanti al Ministero degli Esteri, che non smobiliterà fino a quando i giovani palestinesi non avranno garantito il loro diritto al ritorno nelle proprie case, con l'invito a tutti quelli che possono di erigere altre tende e di partecipare alla protesta. Il programma delle iniziative presso la tendopoli è - per ora - il seguente: cena palestinese mercoledì 6, alle ore 20.30; dibattito con l'europarlamentare Giulietto Chiesa e lucio Manisco giovedì 7, alle 17.30; manifestazione-spettacolo del gruppo folkloristico Sanabel, venerdì 8, alle ore 20.30. Nello spazio della tendopoli sono allestite mostre permanenti sul Muro dell'Apartheid e la Palestina. Ulteriori iniziative - se la situazione dovesse protrarsi - verranno comunicate nei prossimi giorni, mentre l'appuntamento per discutere e programmare le prossime mobilitazioni in solidarietà con il popolo palestinese e contro la guerra in Medio Oriente rimane fissato per sabato 16 settembre, giorno in cui il Forum Palestina ha convocato un'assemblea nazionale a Roma (ore 10.30, via dei Reti 25, S.Lorenzo-zona Università). Roma, 6.9.2006 Il Comitato di sostegno alla tendopoli "SANABEL" |
CONFERENZA STAMPA DEL GRUPPO SANABEL - IL COMUNICATO DEL FORUM PALESTINA (4 settembre 2006)
SOSTENIAMO LA LOTTA PER IL DIRITTO AL RITORNO IN PALESTINA
DEI GIOVANI ARTISTI DEL GRUPPO SANABEL BLOCCATI A ROMA
E’ iniziata la protesta dei giovani artisti palestinesi del gruppo folkloristico "Sanabel" di fronte al Ministero degli Esteri. I nove giovani palestinesi sono bloccati a Roma da settimane, impossibilitati a tornare nel loro Paese a causa della chiusura del valico di Rafah, unico punto di passaggio fra la striscia di Gaza e l’Egitto; nonostante la gestione del valico di Rafah sia teoricamente garantita dalla missione europea EUBAM, ed in particolare da un contingente di Carabinieri italiani, è in realtà lo Stato di Israele che ne dispone arbitrariamente apertura e chiusura.
Dalla mattina di lunedì 4 settembre, i giovani palestinesi hanno allestito una tendopoli in Viale Paolo Boselli, di fronte al Ministero degli Esteri, per sollecitare l’intervento italiano nella vicenda. Nella stessa mattinata, si è tenuta una conferenza stampa, dove sono intervenuti il portavoce del gruppo ed una cooperante italiana, che ha a sua volta sollecitato il Ministro D’Alema ad intervenire per consentire il ritorno dei giovani palestinesi e per garantire l’apertura del valico di Rafah. A nome delle rispettive organizzazioni, hanno espresso solidarietà e impegno Fabio Nobile (Consigliere comunale del PdCI) e Sergio Cararo del Forum Palestina, mentre è stata recapitata una lettera di solidarietà dell’europarlamentare Luisa Morgantini
La mobilitazione è solo all’inizio: il Forum Palestina invita tutti i compagni e gli amici del popolo palestinese a partecipare alle iniziative programmate per questi giorni presso la tendopoli allestita di fronte al Ministero degli Esteri: assemblea cittadina martedì 5 settembre, alle ore 17.30; buffet palestinese mercoledì 6, alle ore 20.30; dibattito con l’europarlametare Giulietto Chiesa e Lucio Manisco giovedì 7, alle ore 17.30; manifestazione-spettacolo del gruppo folkloristico Sanabel, venerdì 8 alle ore 20.30. Nello spazio della tendopoli sono allestite mostre permanenti sul Muro dell’Apartheid e la Palestina.
Invitiamo tutti i compagni e tutti gli amici del popolo palestinese a sostenere la lotta dei giovani di Sanabel: chiunque ne abbia la possibilità, partecipi alla tendopoli, anche per un solo giorno, garantendo la propria autosufficienza (tenda, materassini, ecc.); sono necessari materiali da campeggio (lampade, fornelli, tavoli e sedie), viveri e, naturalmente, sottoscrizioni, tutto da consegnare sul posto ai giovani di Sanabel.
Infine, ricordiamo a tutte e tutti l’assemblea nazionale sabato 16 settembre a Roma (ore 10.30, via dei Reti 25, S.Lorenzo-zona Università) per discutere e organizzare le iniziative dei prossimi mesi e una nuova manifestazione nazionale in solidarietà con la resistenza dei popoli del Libano, della Palestina, dell’Iraq e di tutto il Medio Oriente, per l’abrogazione dell’accordo di cooperazione militare fra Italia e Israele, per il ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra, per l’adozione di sanzioni politiche ed economiche nei confronti del governo di Tel Aviv fino al completo ritiro delle sue truppe da tutti i territori palestinesi occupati.
Roma, 4.9.2006
Il Forum Palestina
La conferenza stampa del 4.9 e la tendopoli di fronte al Ministero degli Esteri
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I musicisti
palestinesi del gruppo Sanabel ancora bloccati in Italia
"VOGLIAMO TORNARE A CASA E SUBITO! CI SENTIAMO OSTAGGI A ROMA!" |
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| Dal 24 luglio la compagnia folkloristica palestinese Sanabel, è
bloccata a Roma ed i suoi componenti, giovani palestinesi di Gaza, non
possono tornare nelle loro case a causa della chiusura del valico di
Rafah da parte dell’esercito israeliano. Sanabel è venuto in Italia per
un tour di interscambio culturale, promuovendo più di venti spettacoli
in tutta l’Italia. Il 24 luglio, il giorno della partenza da Fiumicino per rientrare a Gaza, sono stati bloccati e da quel momento sono stati vani tutti gli sforzi di contattare chi può fare pressioni per il loro rientro. Purtroppo Sanabel oggi vive nel dimenticatoio dal punto di vista mediatico. Nonostante i nostri appelli, siamo stati oscurati , si è parlato poco o niente di noi nella stampa. Per rendere la nostra situazione visibile all’opinione pubblica e per manifestare il nostro diritto di denunciare i crimini dello stato israeliano nei confronti nostri e della nostra popolazione, abbiamo pensato di installare una tenda permanente di protesta qui a Roma, lunedì davanti al Ministero degli Esteri. Ø Ci appelliamo all’ONU affinché faccia rispettare le convenzioni di Ginevra per garantire il libero movimento della popolazione civile nella Palestina occupata e affinché condanni le punizioni collettive messe in atto da Israele nei confronti di un popolo intero. Ø Ci appelliamo alla Comunità europea e soprattutto ai paesi che hanno osservatori sul valico di Rafah, affinché esercitino il ruolo di garanti assunto come Forza europea EUBAM (European Union Border Aid Monitor) per l’apertura e il funzionamento del valico e non cedano al ricatto israeliano. Ø Ci appelliamo a tutte le forze progressiste e a tutto il movimento contro la guerra in Italia, affinché manifestino la loro solidarietà a Sanabel e alla nostra popolazione per esercitare un diritto elementare: poter tornare alle proprie case. Ø Abbiamo scritto al Ministro degli Esteri D’Alema per denunciare questa situazione
NO ALLE POLITICHE DI DEPORTAZIONE E DI GUERRA ISRAELIANE Comunità Palestinese di Roma e del Lazio PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE DELLA TENDA DI SANABEL ALLA FARNESINA
Lunedì 4 - Conferenza stampa - ore 12.00 -
allestimento del campo
TUTTI I GIORNI
MOSTRE SUL MURO DELL'APARTHEID E LA PALESTINA |
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