In un incontro segreto a Sharm el Sheik fra Israele e i regimi arabi alleati sono state delineate le linee di condotta per la battaglia contro l'asse Iran - Siria

21/12/2006 - Betlemme

E'stato rivelato all'agenzia di notizie Ma'an che due mesi fa, durante la festività di Eid al termine del Ramadan, si è svolta una riunione segreta fra il Primo Ministro israeliano Ehud Olmert, il Primo Ministro libanese Fuad Siniora, il consigliere politico del presidente egiziano, Osama El Baz e il capo della sicurezza nazionale saudita, il principe Bandar. La fonte, un esperto di affari israeliani, ha aggiunto che la riunione, tenutasi nella residenza del presidente egiziano, è durata cinque ore e che i partecipanti hanno discusso il coordinamento e la cooperazione reciproci fra l'Egitto, il regno dell'Arabia Saudita, Israele e le relative forze alleate in Libano, per affrontare insieme l'asse Teheran-Damasco e la coalizione dei gruppi militanti quali Hamas, Hezbollah e Jihad islamico. Il Primo Ministro israeliano avrebbe detto al Primo Ministro libanese che la presenza internazionale nel Libano del sud ed il supporto americano dato ai loro amici, “ha generato un percorso, lungo cui si trova un'occasione senza precedenti per eliminare gli alleati di Iran e Siria in Libano„ ha aggiunto la fonte. La fonte inoltre ha confermato che il Primo Ministro libanese Siniora ha detto alle sue controparti israeliane che il suo governo avrebbe insistito sulla diffusione della legge e dell'ordine nel Paese e sull'allontanamento e il disarmo di tutte le milizie, comprese le armi di Hezbollah e sulla fine della presenza di qualunque gruppo o persona filoiraniano o filosiriano.

Fonte: Ma'an news

Quella che riportiamo ci sembra una notizia molto grave ma, soprattutto, molto illuminante rispetto all'attuale realtà mediorientale, realtà nella quale - non dimentichiamolo mai - sono coinvolti oltre 2.500 militari italiani, parte di quella presenza internazionale in Libano che, per il premier israeliano, fornisce a lui ed ai suoi alleati (fra cui il premier libanese Siniora) un'occasione senza precedenti per ridisegnare il volto politico della regione.
Ci sembra molto grave anche il fatto che di questi scenari in Italia non parli nessuno ed anzi si continui ad accreditare la falsa immagine di una nostra diplomazia impegnata nella mediazione fra le forze in campo, mentre la verità è che tutto il "nostro" impegno è volto a sostenere Israele e i suoi alleati, compreso il fantoccio libanese Siniora e l'aspirante golpista palestinese Abu Mazen. Dobbiamo aspettare di vedere i militari italiani coinvolti in combattimenti contro le forze della resistenza libanese o palestinese per capire che il governo Prodi non lavora per la pace, ma prosegue la politica di guerra del governo Berlusconi?