Israele: la principale minaccia per la pace[1]

 

ISM-Italia, il gruppo di supporto italiano dell’ISM Palestinese, aderisce all’appello per la Pace rivolto al Parlamento italiano.

 

Anche ISM-Italia  chiede “facendo appello alla libertā di coscienza e al rispetto dell'art. 11 della nostra Costituzione, di porre fine, immediatamente, alla presenza militare italiana in Iraq e in Afghanistan, decidendo di non rifinanziare queste missioni di guerra”.

 

Il ritiro dei contingenti militari italiani dall’Iraq e dell’Afghanistan non esaurisce tutte le possibili e tutte le necessarie azioni di Pace, ma rappresenterebbe oggi il primo segno concreto di discontinuitā nei confronti della politica  del precedente governo, di totale subalternitā alla politica imperiale e di dominio militare degli USA mascherata sotto le forme delle guerre “umanitarie” e di “civiltā”.

 

Il ritiro dei contingenti militari italiani dall’Iraq e dall’Afghanistan deve significare, come ha scritto Danilo Zolo, “mettere in discussione l’insostenibile fardello di luoghi comuni che gravano anche sulla sinistra italiana: la funzione legittimante dell’ONU nei confronti delle guerre di aggressione, l’esistenza di una giustizia internazionale diversa dalla giustizia dei vincitori, la funzione emancipativa del militarismo umanitario praticato dall’occidente in nome dei diritti dell’uomo, la capacitā delle grandi potenze occidentali di vincere la sfida mortale  del  terrorismo  globale negandone le ragioni  e addirittura qualificando il terrorismo di matrice islamica  come una nuova forma di fascismo”.

 

ISM Italia chiede allo stesso tempo di non trascurare nella mobilitazione per la Pace, la tragica situazione della Palestina. Gli avvenimenti di queste ultime settimane e la catastrofe umanitaria che si sta sviluppando sotto i nostri occhi nella Striscia di Gaza  dimostra e smaschera fuori da ogni dubbio la vera natura  della politica “unilaterale” con cui il Governo israeliano persegue i suoi obiettivi di occupazione, di pulizia etnica e di apartheid; svela in particolare i veri obiettivi del ritiro dalla Striscia di Gaza, oggi trasformata in una grande prigione a cielo aperto, di cui Israele possiede tutte le chiavi,  in cui il destino di un milione e mezzo di palestinesi č alla mercč dei comandi militari israeliani che in ogni istante possono stringere il cappio della rappresaglia, dello strangolamento economico e civile, delle punizioni collettive e degli omicidi extragiudiziari.

In Cisgiordania e a Gaza non vi sono missioni militari italiane, ma non č necessario inviare truppe per schierarsi militarmente con il paese occupante, Israele.

Il Governo Berlusconi ha stipulato nel 2003 con il governo israeliano un memorandum di intesa  per la cooperazione nel settore militare, tramutato nella legge 94 del 17 maggio 2005.

La legge riguarda l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, prevede la cooperazione nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di tecnologie militari, l’organizzazione di attivitā di formazione/addestramento e di esercitazione  militare. E’ sulla base di questa legge che l’aviazione israeliana ha potuto partecipare recentemente a esercitazioni militari in ambito Nato, a Decimomannu in Sardegna. Una vergogna a cui solo la Svezia si č sottratta.

 

Di fatto e senza l’invio di contingenti militari l’Italia oggi č al fianco di Israele nel conflitto Israelo-Palestinese. Altro che equidistanza o equivicinanza!

 

Le ultime notizie segnalano l’ulteriore escalation militare di Israele che in risposta a un attacco mirato  di un gruppo di guerriglieri Hezbollah ha scatenato una pesantissima aggressione al Libano con bombardamenti aerei e navali che destabilizzano tutta la regione mediorientale con sviluppi difficilmente prevedibili che coinvolgono sia la Siria che l’Iran.  Gli inviti alla “moderazione” che giungono da tutti i paesi e perfino dagli USA  cadono nel vuoto in un paese, Israele,  dove ormai sembra dominare solo la legge delle armi.   A maggior ragione dunque occorrono segnali forti e inequivocabili del Governo Italiano  che servano a frenare questa spirale, prima che sia troppo tardi.

 

ISM-Italia chiede quindi che nella agenda delle richieste per sostenere la Pace, accanto al ritiro delle truppe dall’Iraq e dall’Afghanistan venga inserita con determinazione la richiesta della  revoca dell’accordo di Cooperazione militare  e della legge 94/2005.

 

ISM-Italia , anche in previsione della annunciata visita di Ehud Olmert in Italia il 27 luglio p.v., chiede una mobilitazione generale  e permanente.

 

ISM-Italia č il gruppo di supporto italiano dell’ISM.

L’International Solidarity Movement (ISM www.palsolidarity.org) č un movimento palestinese impegnato a resistere all’occupazione israeliana usando i metodi e i principi dell’azione-diretta non violenta. Fondato da un piccolo gruppo di attivisti nel 2001,  ISM ha l’obiettivo di sostenere e rafforzare la resistenza popolare assicurando al popolo palestinese la protezione internazionale e una voce con la quale resistere in modo nonviolento alla schiacciante forza militare israeliana di occupazione.


 

[1] Quanto sta avvenendo dall’inizio del mese di giugno nella Striscia di Gaza e ora anche in Libano č la conferma tragica del risultato di un  sondaggio voluto dalla Commissione dell’Unione Europea nel 2003.