ISRAELE: UN GOVERNO DI CORROTTI E DI FASCISTI
 
Il quotidiano francese Le Soir del 30 ottobre pubblica un articolo titolato "Svolta a destra in Israele", dedicato all'ingresso nel governo del partito razzista Israele casa nostra e del suo leader, Avigdor Lieberman, con l'approvazione dei Laburisti di Amir Peretz. Le Soir ricorda che Lieberman (già ministro in un precedente governo di Ariel Sharon) è un "Partigiano delle maniere forti (...)" che già nel 2001 si era pronunciato a favore di attacchi contro l'Iran e contro la Diga di Assuan in Egitto. Lieberman - il cui partito conta 11 deputati su 120 del parlamento israeliano - si è opposto al ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza ed allo smantellamento di un certo numero di piccoli avamposti coloniali in Cisgiordania, smantellamento comunque più apparente che reale. Lieberman è inoltre uno sfegatato sostenitore della deportazione - parziale, bontà sua - degli Arabi con cittadinanza israeliana verso i territori palestinesi e la Giordania, al fine di ottenere la pulizia etnica dello Stato ebraico. 
L'ingresso nel governo israeliano di un partito apertamente fascista e razzista non sembra aver scandalizzato particolarmente quei democratici di casa nostra sempre pronti a gridare all'antisemitismo quando qualcuno osa criticare le politiche criminali di Israele; anche il rappresentante dell'Unione Europea, Javier Solana, nel suo recente viaggio in Israele e nella Palestina occupata, non ha avuto problemi nell'incontrare il fascista Lieberman, mentre non ha avuto alcun contatto con esponenti del governo dell'ANP guidato da Hamas. I soli a protestare sono stati i - pochi - deputati arabi eletti nel parlamento israeliano.
 
Manifestazione dei deputati arabi palestinesi davanti la Knesset contro la presenza dell’estrema destra nel governo israeliano - le 30.10.2006
 
Con l'ingresso dei fascisti di Lieberman nel proprio governo, la coppia Olmert - Peretz intende rafforzarsi in un momento di gravi difficoltà, dovute principalmente agli scandali che coinvolgono l'intera leadership sionista, dal Presidente Katsav (accusato di stupro e molestie sessuali) allo stesso premier Olmert (che deve rispondere di accuse di grave corruzione in merito a vicende di speculazione immobiliare e finanziaria che lo coinvolgerebbero in prima persona), dal Capo di Stato Maggiore Dan Halutz (accusato di aver approfittato delle sue informazioni sull'andamento della guerra in Libano per operazioni in Borsa) al Ministro della Difesa Amir Peretz, ex sindacalista e spacciato per "pacifista", che appare comunque, a suo modo, un uomo coerente: dopo aver ordinato e diretto le stragi di Palestinesi a Gaza e di Libanesi, infatti, non potava che accondiscendere alla collaborazione con un fascista dichiarato come Lieberman, a dimostrazione del fatto che aveva ragione Yasser Arafat quando avvertiva che la differenza fra destra e sinistra israeliane non è superiore a quella fra Coca Cola e Pepsi Cola.
Purtroppo, la crisi politica israeliana non produrrà alcun miglioramento nella condizione dei Palestinesi, almeno a breve termine, anche a causa della complicità sempre più stretta di cui i sionisti possono godere non solo negli U.S.A., ma anche fra i governi europei. Anzi, è molto probabile che i prossimi giorni vedano un'ulteriore recrudescenza delle violenze sioniste a Gaza e in tutti i territori occupati.