LA DERIVA COLLABORAZIONISTA DI FATAH NON FERMA LA RESISTENZA
La notizia della resa delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa e del loro leader, Zakaria Zubeidi, in cambio del "perdono" israeliano è solo una delle tante conseguenze dell'esplicitazione della scelta collaborazionista di Al Fatah, di cui le Brigate sono uno dei bracci armati. Sono ormai settimane che dai bantustan cisgiordani arrivano notizie sempre più frustranti, notizie che raccontano degli omicidi, dei sequestri e delle intimidazioni compiuti dalle squadracce di Fatah ai danni non solo di esponenti di Hamas, ma di chiunque dissenta dalla scelta repubblichina di Abu Mazen. Data questa situazione, la presa di posizione dell'organizzazione armata del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, la principale organizzazione della sinistra palestinese, riveste la massima importanza, sul piano interno ed anche in relazione al movimento italiano di solidarietà con il popolo palestinese. Dal sito www.infopal.it riprendiamo il lancio sul comunicato delle Brigate Abu Ali Mustafa, ala militare del FPLP.
| Le Brigate del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina non consegnano le armi all'Anp e non accettano la tregua con Israele. |
| 16-07-2007 Ramallah |
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Le Brigate del
martire Abu Ali Mustafa, ala militare del Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina, hanno smentito la notizia trasmessa dalla
televisione "Filastin", secondo cui alcuni suoi combattenti avrebbero
consegnato le armi all'Anp nell’ambito dell'"amnistia" israeliana dei
"ricercati". In un comunicato stampa, le Brigate hanno confermato "il rifiuto categorico a consegnare le armi finché esisterà l’occupazione sulla nostra terra. Ci meraviglia molto la notizia falsa trasmessa dalla tv oggi". Le Brigate hanno condannato la notizia "avvelenata", falsa, confermando che nessuno dei loro resistenti "ha consegnato una pallottola". Il comunicato ha sottolineato il rifiuto delle Brigate Abu Ali Mustafa dell'"amnistia" israeliana, considerandola un tentativo disperato per dividere la resistenza e il popolo palestinese: "Chi ha resistito e lottato per la libertà non aspetta l’amnistia dell’occupante". Le Brigate hanno ammonito a non toccare le armi della resistenza perché "sono sacre e non devono essere mai mescolate con quelle dell’illegalità". E hanno aggiunto: "La resistenza palestinese è stata sottoposta a una serie di cospirazioni volte a frustrare e a indebolire la volontà dei combattenti. Ma nonostante ciò, la resistenza è andata avanti con ancora più forza perché il popolo palestinese la ritiene l'unico mezzo per porre fine all'occupazione". |
Parole semplici e chiare, quelle di cui c'è bisogno in momenti come questi. Ed è proprio in momenti come questi che si vede chi sono i veri amici del popolo palestinese: quelli che ne appoggiano la resistenza contro l'occupazione militare e coloniale sionista. E' importante che questo sostegno si manifesti da subito e quindi invitiamo nuovamente tutti e tutte a partecipare numerosi agli appuntamenti programmati, dall'incontro con il Coordinatore delle ONG palestinesi in Libano, Kassem Aina, che si terrà sabato 21 luglio nell'ambito della Festa dei Comunisti a Spoleto, al campeggio di solidarietà organizzato dall'Unione Democratica Arabo-Palestinese, che inizia oggi e proseguirà fino al 15 agosto.