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I rappresentanti dei principali movimenti politici
della resistenza palestinese in esilio in Siria hanno respinto la
convocazione di elezioni anticipate decisa dal presidente Abu Mazen. In
un comunicato congiunto Hamas, Jihad Islamica e Fronte popolare per la
la liberazione della Palestina (Fplp) hanno preso posizione contro il
presidente che è invece spalleggiato aspertamente da USA e Gran Bretagna
ed anche da Israele.
La dichiarazione è stata letta in una conferenza stampa congiunta a
Damasco dal leader di Hamas, Khaled Meshaal, da Maher Taher (Fplp),
Ramadan Shalah (Jihad Islamica) e da Faruk Qaddumi, segretario di Al
Fatah e direttore dell'Ufficio politico dell'Organizzazione per la
liberazione della Palestina (Olp). Da parte sua, il Comitato centrale di
Fatah ha dichiarato oggi che la posizione di Kaddoumi "non rispecchia"
quella ufficiale del partito. Il portavoce di Fatah, Ahmed Abdul Rahman,
ha affermato che Kaddoumi "non è qualificato a determinare la politica
del movimento".
Nel comunicato finale adottato all'unanimità e letto da Maher Taher, un
dirigente della principale forza della sinistra palestinese, il Fronte
Popolare di Liberazione della Palestina (Fplp), questi movimenti
''ritengono che non ci siamo veri motivi per organizzare'' queste
elezioni perche' ''elezioni democratiche ed oneste'' si sono gia'
tenute.
I gruppi hanno anche chiesto la formazione di un governo di unità
nazionale e il proseguimento di un dialogo con al Fatah di Abu Mazen.
Nel comunicato l'appello di Abu Mazen viene definito ''illegittimo, una
violazione della legge e senza un consenso nazionale palestinese''. I
movimenti palestinesi si sono detti convinti della importanza ''della
costruzione dell'unita' palestinese basata sulle costanti nazionali
palestinese, a cominciare dal diritto alla resistenza e dal diritto al
ritorno dei rifugiati palestinesi e al recupero delle loro proprieta'''.
I partecipanti hanno anche insistito sulla ''creazione di uno stato
palestinese indipendente e sovrano con Gerusalemme come capitale''.
Al contrario della posizione critica espressa dalle organizzazioni
palestinesi, dopo Gran Bretagna e Stati Uniti, anche Israele ha espresso
il pieno appoggio al presidente Abu Mazen per la decisione annunciata
sulla convocazione delle elezioni anticipate. La sfida ad Hamas lanciata
da Abu Mazen è la mossa che il governo di Ehud Olmert si aspettava da
tempo, scrive oggi il Corriere della Sera. «Noi sosteniamo i moderati —
commenta la portavoce Miri Eisin — che puntano a riaprire i negoziati
senza ricorrere alla violenza. Abu Mazen è un leader di questo tipo.
Speriamo che sia in grado di rafforzare la sua autorità su tutto il
popolo palestinese».Negli ultimi mesi, i consiglieri politici di Olmert,
Yoram Turbowicz e Shalom Turjeman, hanno condotto delle trattative
segrete con Rafik Husseini e Saeb Erekat, tra i più vicini al presidente
nella squadra della Mukata. L'obiettivo resta riuscire a organizzare un
incontro tra i due leader.
da
www.forumpalestina.org
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