PALESTINA SOTTO ATTACCO
Aggiornamento all'8 luglio
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Aggiornamenti al 6 luglio e foto
Aggiornamenti al 4 luglio
Continuiamo a pubblicare le notizie ed i commenti della volontaria italiana che si trova a Gaza. Continua anche il silenzio ignobile del governo italiano, e finalmente Rifondazione Comunista getta la maschera, partecipando al congresso delle comunità ebraiche italiane.
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La violenza devastatrice dell'occupazione sionista è tornata a colpire la terra di Palestina. Nell'indifferenza complice dei governi (a cominciare da quello italiano) e nell'impotenza dei movimenti di solidarietà, la striscia di Gaza e la Cisgiordania sono investite dal ferro e dal fuoco israeliani. Il primo documento che pubblichiamo è stato inviato da una volontaria italiana nella striscia di Gaza.
Aggiornamento di oggi: stanotte forti attacchi a a Khan younis, colpita l'universita'
islamica a gaza city.
Non si registrano vittime o forti resistenze da parte palestinese.
la gente sta conducendo la solita vita. anche se i movimenti in alcune aree sono
limitate.
E' invece pesante la situazione per quanto riguarda la linea elettrica, siamo
razionati, alle 13.30 ci levano la corrente e la riaccendono alle ore 20.
In questo momento nel nord si sentono bombardamenti, gia' da questa mattina le
forze militari di terra hanno cominciato a posizionarsi tutt'intorno a beit
lahya, beit hanun e jabalia. Si pensa che attaccheranno forte questa notte.
Hanno chiesto alla popolazione del nord di evacuare la zona...ma dove vanno???
Inoltre notizia di adesso e' che israele ha chiesto agli ambasciatori dei paesi
arabi di lasciare gaza.
baci Meri
Gaza, 28.06.06
Operazione "Summer rain"
E cosi' e' stato una pioggia di missili che hanno colpito ponti, trasmettitori
di elettricita', strade.
Con la scusa di limitare i movimenti dei palestinesi che hanno in mano
l'ostaggio, hanno colpito tutto quello che era possibile buttare giu' in questo
primo attacco.
La pioggia di missili, in questa calda sera di estate ha cominciato a farsi
sentire intorno alle ore 11.30. I mezzi militari ammassati alla frontiera si
sono mossi in direzione di Rafah (a sud della Striscia di Gaza, confine con
l'Egitto) occupando l'area dell'aereoporto palestinese, dove hanno preso
posizione e da li e'
iniziato il bombardamento.
3 ponti di collegamento nord - sud della stris ciasono stati distrutti.
La grande centrale elettrica e' stata bersagliata dai missili.
Finita di costruire lo scorso anno, serve circa il 60% della popolazione di
Gaza, Anche israele avrebbe dovuto acquistare una quota di elettricita'. "I
danni subiti ammontanno a circa 20 milioni di dollari"...ci dice l'ingegnere
Walid "e ci vorranno dai tre ai sei mesi per rimetterla a regime.. " . Sono
stati tirati sulle sei turbine 10 missili. Sono pezzi difficili da trovare e
molto costosi, inoltre con la chiusura ormai cronica di ogni frontiera, i tempi
si allungheranno molto.
Nessuno ha dormito questa notte, la gente e' rimasta incollata ai televisori e
alle radio per avere le notizie della preannunciata invasione militare.
Questa mattina erano assonnati, per la notte passata in bianco, o meglio di
fuoco. Hanno iniziato un nuovo giorno contando i danni e,
pronta ancora una volta a ricostruire, riprendendo con tenacia e la solita
speranza, la vita quotidiana.
I ponti distrutti sono gia' stati sostituiti da strade alternative per le quali
i palestinesi hanno lavorato tutta la notte per poter riaprire le vie di
comunicazione. Stessa cosa per garantire l'elettricita', Stanno cercando di
riparare e razionare l'elettricita' alla popolazione. Chiaramente per il momento
si sta facendo uso di generatori, ma considerando la scarsita' di gasolio, una
volta terminate le scorte, la situazione sara' alquanto difficile.
Nel frattempo sul fronte diplomatico, pare che le trattative siano ferme, la
percezione e' quella che ad israele non interessi tanto la vita dell'ostaggio,
quanto annientare per sempre la forza di Hamas.
Alle organizzazioni umanitarie, Croce Rossa Internazionale compresa, e' stato
chiesto di evacuare tutte le aree coinvolte dall'invasione militare. In un
momento di cosi grave crisi umanitaria, a nostro parere l'atteggiamento dovrebbe
essere inverso, dovrebbero essere permesse e garantite tutte le operazioni
umanitarie possibili, affinche' la popolazione non paghi il solito alto prezzo
di morte.
Meri
Di seguito il comunicato stampa di Hamas del 28 giugno
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Infine, le (poche, purtroppo) mobilitazioni messe in campo nel nostro Paese.
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