Rice
prepara
giā il "dopoguerra"
per le
multinazionali?
Mentre
Israele
prosegue
la sua
aggressione
generalizzata
contro
il
popolo
libanese
e i
bombardamenti
si
intensificano
contro i
media e
le
telecomunicazioni
in
Libano,
con l'obiettivo
di
impedire
al mondo
di
seguire
i
crimini
di ogni
sorta
commessi
contro
il
nostro
popolo,
si
annuncia
che il
"Core
Group",
che
aveva
messo a
punto un
piano di
manomissione
economica
del
Libano (per
il
tramite
della
Banca
Mondiale
e del
FMI),
terrā,
il 26
luglio,
un
congresso
a Roma
per
discutere
di molti
punti
che ci
riguardano.
Questi
punti
vanno
dal
cessate
il fuoco
- o
meglio,
dal
seguito
dell'escalation
militare
israeliana
- fino
alle
assise
di un "Nuovo
Medio
Oriente"
che
dovrebbe
nascere
nel
sangue
libanese
e
palestinese,
secondo
le
parole
di
Condoleezza
Rice a
Washington.
Fra il
primo e
il
secondo
punto:
l'applicazione
della
risoluzione
1559 che
stabilisce,
come
sappiamo,
il
disarmo
della
zona
frontaliera
libanese
per una
profonditā
di 20
chilometri,
la
rinuncia
alle
Fattorie
di Sheba
ed alle
alture
di
Kfarchouba,
che
sovrastano
i corsi
d'acqua
essenziali
nel Sud
libanese
agognati
da
Israele
e,
beninteso,
la
normalizzazione
delle
relazioni
fra
Israele
e il
governo
libanese,
che Rice
definisce
"giovane
governo
democratico
che ha
bisogno
di
essere
aiutato"
in modo
che
possa
virare
senza
intralci
verso la
politica
mediorientale
made in
USA…
Quali
sono gli
elementi
di
questa
politica?
Sappiamo
giā che
gli
Stati
Uniti di
George
W. Bush
hanno
fallito
nella
loro
politica
di "pacificazione"
dell'Iraq,
politica
che
ricorda
su certi
punti
quella
dei loro
antenati
nelle
regioni
indiane
dell'America.
Sappiamo
anche
che l'amministrazione
americana
attuale
ha
bisogno
di una "vittoria"
(anche
se di
Pirro)
prima di
novembre,
data di
apertura
della
campagna
presidenziale.
Questo
smacco e
la
volontā
di
uscirne
non
potevano
attuarsi
che
attraverso
grandi
promesse,
come:
noi
siamo i
soli
capaci
di "contrastare
il
terrorismo
sia
sciita
che
sunnita"
che si
profila
in
palestina
e in
Libano e
solo noi
possiamo
promettere
nuovi
profitti
alle
multinazionali
delle
armi e
del
petrolio
in
ricompensa
del loro
aiuto ad
Israele
e di un
nuovo
aiuto
possibile
agli
amici di
Bush
nella
nuova
campagna
elettorale.
Per
questi
obiettivi,
gli
Stati
Uniti e
Israle
utilizzano
l'adesione
di
alcuni
governi
europei
che,
invece
di
stigmatizzare
i
massacri
dei due
popoli
libanese
e
palestinese,
si fanno
portavoce
del
padrone
americano
e
anticipano
i suoi
desideri
preparandogli
ogni
sorta di
progetti
di
risoluzione
e di
piani
per
ostacolare
ogni
possibilitā
di un
cessate
il fuoco
immediato,
dato che
Condoleeza
Rice
aveva
promesso
a Ehud
Olmert
ed ai
suoi
generali
di
aiutarli
con ogni
mezzo a
sopprimere
definitivamente
le cause
della
guerra:
Hezboullah
ed ogni
resistenza
- armata
e non -
al
Grande
Medio
Oriente.
Quanto a
quelli
che
rifiutano
questi
obiettivi,
sono
accusati
di
antisemitismo,
anche se
alcuni
di loro
sono
ebrei!
La
solidarietā
internazionale
In
opposizione
a questa
politica
di
aggressione
ed ai
diktat
della
Rice, i
popoli
si
muovono
e
manifestano
la loro
collera
di
fronte
al
genocidio
dei
Libanesi
e dei
Palestinesi,
soprattutto
perchč
la loro
resistenza
č nel
pieno
diritto
degli
accordi
di
Ginevra
e delle
convenzioni
internazionali.
I
resistenti
difendono
il
proprio
pese
contro
un'aggressione
straniera.
Sono gli
Israeliani
che
aggrediscono
il
Libano.
Sono le
loro
truppe
che
tentano
di
introdursi
nel sud
del
Paese.
Sono i
loro
aerei
che
bombardano
gli
obiettivi
civili (popolazione
e
infrastrutture).
Sono i
loro
mezzi di
informazione
che
parlano
di
distruggere
il
nostro
Paese e
incitano
il loro
popolo a
non
manifestare
contro i
massacri
perché
questa č
una "guerra
fra due
civiltā"
che deve
terminare
con la
morte
del "debole",
vale a
dire i
popoli
arabi...
Il
Grande
Medio
Oriente
merita
bene dei
"sacrifici"
sull'altare
del dio
Denaro,
devono
pensare
Bush e
la sua
squadra
ed i
suoi
amici
israeliani.
Nonostante
tutto
questo,
noi gli
assicuriamo
che non
gli
permetteremo
di
trasformarci
in
offerte
sacrificali
e quelli
che
conoscono
bene la
storia
del
Libano
sanno
che
tutti
gli
aggressori,
da
Alessandro
il
Grande
in poi,
si sono
rotti i
denti
sulle
nostre
roccie.
Israele
ne sa
giā
qualcosa
dal 1982
ed anche
da prima
di
questa
data. E
sa anche
che non
potrā
trarre
alcun
profitto
nč dai
suoi
amici di
vecchia
data, nč
da
quelli
che li
hanno
raggiunti
ultimamente
M.
D.
Beirut,
sabato
22
luglio
2006