La società americana Caterpillar citata in giudizio dai genitori di Rachel Corrie


La società americana Caterpillar, accusata di aver violato il diritto internazionale e quello americano, è stata portata in giudizio dai genitori di Rachel Corrie, la giovane militante americana assassinata nel 2003 da un bulldozer Caterpillar dell'esercito sionista di occupazione, mentre tentava di opporsi alla demolizione di una casa palestinese nella striscia di Gaza.

L’esercito di occupazione sionista ha ucciso Rachel Corrie, giovane studentessa di Olympia (nel nord-est degli USA) militante del Movimento di solidarietà Internazionale (ISM), il 16 marzo 2003 nel campo profughi di Rafah, una città vicina al confine con l'Egitto. «Caterpillar ha violato il diritto internazionale e il diritto americano fornendo all'esercito di occupazione israeliano bulldozer pecialmente equipaggiati, sapendo che le macchine sarebbero servite a distruggere case ed a mettere in pericolo delle vite umane», hanno dichiarato Cindy e Craig Corrie nella loro denuncia.
La società si è difesa con un comunicato in cui dice che ogni giorno più di due milioni di macchine Caterpillar sono utilizzate nel mondo, affermando di non avere né il diritto, né i mezzi per vigilare sull'utilizzo dei propri prodotti.
Nell'aprile del 2004 era stata presentata la richiesta di studiare le violazioni da parte di Caterpillar del suo stesso codice di condotta, a causa dell'equipaggiamento dell'esercito israeliano, ma gli azionisti di Caterpillar l'avevano respinta.
Il Ministero israeliano della Guerra e l'esercito sionista erano stati ugualmente denunciati in Israele dai genitori di Rachel Corrie, costituitisi in giudizio contro lo Stato ebraico.
Il Centro americano per i diritti costituzionali ha reso noto che l’esercito di occupazione israeliano ha distrutto in quattro anni 4.000 case di famiglie di attivisti palestinesi o di membri della resistenza all'occupazione.

17 marzo 2005