SIAMO TUTTI ISRAELIANI!

Per una volta, siamo d'accordo con l'ambasciatore israeliano in Italia. Quando dice: "Oggi destra e sinistra italiane non esistono. La presenza di tanti esponenti politici è un segnale di grande amicizia per lo Stato di Israele", il solitamente ringhioso Ehud Gol ha perfettamente ragione. E' sufficiente leggere l'articolo pubblicato il 4 maggio 2006 dalla cronaca romana del Messaggero per rendersi conto che, dopo la vittoria del centrosinistra, i rapporti fra l'Italia e lo Stato sionista continueranno a prosperare come ai bei tempi di Berlusconi, con buona pace degli amici del popolo palestinese che si erano fatte illusioni in proposito. Ecco l'articolo:

 
Giovedì 4 Maggio 2006  

Leader politici, imprenditori e ambasciatori all’Excelsior festeggiano il “compleanno” dello Stato


Brindisi bipartisan, Israele compie 58 anni
 

di SALVATORE TAVERNA

Tremila amici varcano le antiche mura dell’Excelsior per festeggiare i 58 anni di Israele. E la serata, via via, diventa emozionante: destra e sinistra, per l’occasione, non si sfidano a duello. Anzi, Silvio Berlusconi , arrivato nel gran finale e scortato da dodici giganti, brinda con Romano Prodi. E’ il miracolo. Il merito? Dell’ambasciatore Ehud Gol che, con tanta voce, al microfono invia questo messaggio: «Oggi destra e sinistra italiane non esistono. La presenza di tanti esponenti politici è un segnale di grande amicizia per lo Stato di Israele», applausi da stadio. Il seme della pace entra subito negli animi. «Questa sera sono sicuro: le bandiere israeliane non potranno essere bruciate», incalza Gol che sta per lasciare il suo mandato. L’ambasciatore abbraccia Gianfranco Fini , saluta calorosamente il sindaco Walter Veltroni e Romano Prodi .
Quando la sala Ludovisi è gremita, quando Massimo D’Alema lascia l’Excelsior, fa il suo ingresso trionfale il presidente del Consiglio uscente. Boato di applausi, alcuni Silvio, Silvio, Silvio , e Berlusconi con un saltello, conquista il palco. A fine discorso alza la voce: «Siamo tutti israeliani». Nuovo boato. Da lontano, tra gli invitati, Marco Pannella non perde una sola parola. Tutto in due ore emozionanti, sì, un susseguirsi di messaggi di pace.
Il primo politico che mette piede all’Excelsior? Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, accompagnato dal senatore Antonio De Poli. Seguono Susanna Agnelli , l’avvocato Mario D’Urso e la ritrovata Ira Furstenberg. Ecco il presidente degli industriali del Lazio Giancarlo Elia Valori, accompagnato dall’avvocato Alessandro Ruben, Margherita Boniver, Pippo Marra, re dell’Adn Kronos, e l’elegante e vulcanico Andrea Ronchi, portavoce di Fini. Tutti in fila per salutare Gol e la sua Sharon . In pochi minuti si forma un piccolo corteo che inizia da Doney: ambasciatori (tra gli altri l’americano e il francese), addetti militari e alti gradi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei carabinieri e della polizia.
Colpo di scena: Francesco Cossiga saluta Gol e gli toglie, scherzando, il distintivo con la bandierina di Israele per inserirlo nell’occhiello della sua giacca. «Questa è più bella della mia», dice giocando l’ex presidente della Repubblica. Alla scena assistono Gianni Letta e la sua Maddalena . Pochi attimi e i due politici si trovano a un passo da Massimo D’Alema: saluti calorosi e qualche parola soffocata dal ronzìo delle voci... Visti Goffredo Bettini, Francesco Rutelli, Carlo Giovanardi , il rabbino capo Riccardo Di Segni, Elio Toaff, Piero Fassino, Furio Colomb , l’ex presidente del Senato Marcello Pera, il senatore a vita Giorgio Napolitano, Maurizio Gasparri e Adolfo Urso. Torta, brindisi, saluti. «Che la pace trionfi», dice la bella Or Feldman , assistente dell’ambasciatore. Lei non si ferma un solo istante, in questa magica notte israeliana.

In Cisgiordania e nella striscia di Gaza, oltre che per le pallottole e le bombe israeliane, ora si comincia anche a morire di fame, grazie anche all'infame blocco dei fondi europei destinati all'ANP; a soffrire dell'embargo, centinaia di migliaia di famiglie, uomini, donne, vecchi e bambini, ma che importa? Siamo tutti israeliani, quindi che cazzo ci frega dei Palestinesi, dei loro diritti calpestati, delle Risoluzioni dell'ONU ignorate?

P.S. Non che ce ne fosse bisogno, ma questo episodio rafforza la nostra convinzione che i compagni che hanno dato vita a Roma alla lista Arcobaleno per sostenere la rielezione di Walter Veltroni, che ne siano consapevoli o meno, stanno truffando i cittadini e le cittadine che pensano di trovare in loro un'alternativa. A questo punto, dovrebbe essere evidente a tutti che l'alternativa si costruisce fuori dal centrosinistra. Lo sappiamo che è più facile aggregarsi al carro dei vincitori (si tratta di una tradizione consolidata del nostro Paese), ma di fronte a certi spettacoli, se non il cuore, almeno lo stomaco dovrebbe ribellarsi.