A ROMA IL MURO VA GIU'...

Almeno simbolicamente, il Muro dell'Apartheid è stato abbattuto da un valoroso manipolo di ciclisti, sotto gli occhi di migliaia di cittadini romani e di turisti. Si è svolta così una delle tante iniziative che, in tutto il mondo, hanno voluto ricordare che Israele è lo Stato dell'apartheid e che il Muro, nonostante le condanne internazionali, continua ad essere una realtà che ha trasformato le città e i villaggi della Palestina occupata in altrettanti lager a cielo aperto. Per qualche ora, Largo Corrado Ricci è diventato Piazza Yasser Arafat, il Presidente palestinese e Premio Nobel per la Pace 1994 cui il Comune di Roma - prima con Veltroni, ora con Alemanno - si rifiuta di intitolare un luogo della città, come invece avvenuto da anni per l'altro Premio Nobel per la Pace 1994, il premier israeliano Ytzakh Rabin, assassinato da un fanatico sionista per aver avviato un processo di pace proprio insieme a Yasser Arafat.
Qualche immagine dell'iniziativa, anche questa in preparazione della manifestazione nazionale del 29 novembre.