FIERA DEL LIBRO: BOICOTTAGGIO E INFORMAZIONE A SENSO UNICO
La polemica sull'annunciato boicottaggio della
Fiera del Libro di Torino sta dilagando, con più di tre mesi di anticipo
sull'evento, in programma a partire dall'otto maggio. A leggere i grandi
giornali o a guardare le televisioni, sembrerebbe che non ci sia partita, perché
contro la proposta di boicottaggio si sono schierate tutte le forze politiche -
ad eccezione del Partito dei Comunisti Italiani - e la stragrande maggioranza
dei commentatori, più o meno autorevoli, in una sorta di union sacrèe che
va da Vittorio Feltri a Valentino Parlato, da fausto bertinotti ad Alleanza
Nazionale, da giovanni russo spena al sindaco di Torino e agli editorialisti del
giornale di Confindustria. A favore del boicottaggio, invece, solo "quattro
gatti" in odore di antisemitismo e gli scrittori e intellettuali arabi, egiziani
in testa.
Il fatto che i dirigenti di Rifondazione Comunista si trovino in perfetta
sintonia con la destra e i vertici di Confindustria non sorprende: hanno
governato in nome e per conto loro per quasi due anni, e gli piacerebbe
continuare a farlo... cosa non si farebbe, per una poltrona da Presidente della
Camera con annesso aereo di Stato? A questo proposito, è molto istruttivo il
capitolo 4 de "La casta", di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, che inizia con
"Sevve un passaggio, cavo?" e
racconta del bertinotti che, la sera del 20 settembre 2006, a Parigi, offriva
passaggi per il ritorno in Italia agli ospiti della festa in onore delle future
nozze di Clotilde D'Urso, nipote del banchiere Mario, con Arthur de Kersauson de
Pennendreff, rampollo di una nobile famiglia che può vantare anche un antenato
ammiraglio della flotta di San Luigi alle crociate. Naturalmente, il passaggio
era a spese del contribuente, così come la partecipazione alla festa privata
parigina di Clotilde e Arthur.
Non stupisce nemmeno il fatto che i promotori del boicottaggio siano linciati a
mezzo stampa con argomenti inverosimili e tacendo vergognosamente l'elemento più
grave di tutta la vicenda, vale a dire il vero e proprio scippo effettuato dai
vertici della Fiera del Libro, che, dopo aver conferito lo status di ospite
d'onore dell'edizione 2008 all'Egitto, si sono rimangiati la decisione per
obbedire agli ordini dell'ambasciata israeliana, la vera regista di tutta
l'operazione per conto dello Stato e del governo di Israele. Su questo punto, la
documentazione inoppugnabile resa pubblica ormai da giorni dal Forum Palestina
non permette dubbi, e spiega la reazione degli intellettuali arabi, a partire da
quel Mohamed Salmawy, scrittore e giornalista egiziano, che risulta un po'
difficile etichettare come fondamentalista ed estremista, visto che il
Presidente Carlo Azeglio Ciampi, nel non lontano 2006, gli ha conferito il
titolo onorifico di Grande Ufficiale della Repubblica Italiana, con lo stesso
decreto con cui ha nominato Cavaliere Walter Veltroni, che così può gareggiare
ad armi pari con il pari grado Silvio Berlusconi.
Ciò che sorprende è il disprezzo mostrato verso la capacità di discernimento
della nostra opinione pubblica, che si starà, comprensibilmente, interrogando
sulla manifesta contraddizione di chi afferma che i promotori del boicottaggio
della Fiera sono "quattro gatti", mentre da giorni gli dedica pagine e pagine di
carta stampata. A titolo di mero esempio, facciamo notare che La Repubblica del
4 febbraio 2008 per il secondo giorno consecutivo piazza un articolo contro il
boicottaggio in prima pagina (che prosegue poi nella pagina dei commenti) e gli
dedica l'intera pagina 4 (titolone: "Boicottaggio ad Israele, stop di bertinotti"),
mentre relega in un articolino in fondo a pagina 16 la notizia della bomba
contro un centro islamico di Milano. Curioso senso delle proporzioni, che i
lettori non mancheranno di notare, perché in questo Paese la gente normale,
fortunatamente, continua a pensare che le bombe sono decisamente più pericolose
di una civile manifestazione di dissenso.
Di seguito, il comunicato emesso al termine della riunione nazionale dei
comitati e delle associazioni di solidarietà con il popolo palestinese che si è
tenuta a Roma domenica 3 febbraio, che naturalmente non leggerete su nessun
giornale.
“2008 anno della Palestina”
Resoconto della riunione nazionale del 3 febbraio a Roma
Domenica 3 febbraio si è riunita a Roma la rete di associazioni impegnate nella Campagna “2008 anno della Palestina”. La discussione è stata estremamente ampia e partecipata con decine di interventi sui punti del calendario di lavoro della campagna nei prossimi mesi.
Da novembre infatti è partita una campagna di iniziative in tutto il paese – “2008 anno della Palestina” – tesa a tenere al centro dell’agenda politica e culturale la lotta del popolo palestinese per i suoi diritti, a ricordare che quest’anno ricorrono i sessanta anni dalla Nakba del 1948 che espulse centinaia di migliaia di palestinesi dalle loro terre e avviò il processo di occupazione coloniale e di apartheid tuttora attuato da Israele.
Le autorità israeliane vorrebbero celebrare il 2008 come esclusivo atto di nascita del proprio stato sessanta anni fa, ma omettendo e nascondendo all’opinione pubblica ciò che questo ha significato concretamente per la popolazione palestinese. La nostra campagna prevede nei prossimi mesi decine di incontri, assemblee, mostre, spettacoli, manifestazioni sia a livello locale che a livello nazionale tesi a spiegare, documentare, denunciare che cosa è stata la Nakba del 1948 per i palestinesi e che cosa significhi oggi continuare a vivere sotto occupazione e sotto un regime di apartheid ampiamente documentato e documentabile a tutti i livelli.
La campagna “2008 anno della Palestina” intende mettere in risalto la situazione intollerabile della popolazione palestinese a Gaza, in Cisgiordania e nei campi profughi disseminati in tutto il Medio Oriente. In modo particolare ci preoccupa e va risolta immediatamente l’insostenibile situazione nella Striscia di Gaza.
1) Dal 15 al 18 febbraio una delegazione composta da attivisti della campagna e giornalisti si recherà a Rafah per portare solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza, per denunciare con forza la volontà di rompere l’assedio contro Gaza e la complicità dei governi europei (anche di quello italiano) nell’attuazione dell’embargo e portare un messaggio teso all’unità della resistenza palestinese. La delegazione prevede un fitto calendario di incontri con organizzazioni, organi di informazione e associazioni sia egiziane che palestinesi fuori e dentro Gaza. L’obiettivo della delegazione è quello di riuscire ad entrare a Gaza e di contribuire così a creare le condizioni affinché il valico di Rafah sia sempre agibile e non strumento dell’assedio israeliano alla popolazione palestinese della Striscia.
2) Il prossimo 1 marzo la Palestina dovrà essere ben presente e visibile (con bandieroni e striscioni) nella manifestazione nazionale convocata a Roma dal movimento No War per il ritiro immediato dei militari italiani dai fronti di guerra.
3) E’ evidente a tutti come il tentativo del governo israeliano di occupare la Fiera del Libro di Torino a maggio 2008 – dopo aver scippato all’Egitto il ruolo di ospite d’onore per l’edizione di quest’anno- stia incontrando crescenti contraddizioni ed opposizioni sia in Italia che all’estero. La campagna “2008 anno della Palestina” ha riaffermato che ritiene inopportuna e vergognosa la decisione del Consiglio Direttivo della Fiera del Libro di Torino - una città democratica e antifascista da sempre - di assegnare proprio nel 2008 a Israele il ruolo di ospite d’onore. Intendiamo batterci apertamente affinché questa decisione venga revocata. Su questo obiettivo è stata convocata una prima manifestazione a Torino per sabato 29 marzo che verrà preparata con incontri e dibattiti sia a Torino che in tutte le città italiane dove è attiva la nostra campagna.
4) Qualora non venga revocata la decisione di assegnare a Israele l’edizione 2008 della Fiera del Libro di Torino, si passerà dalla fase della denuncia a quella della contestazione. Dal 7 al 12 maggio – sempre a Torino – ci saranno sei giorni di mobilitazioni, spettacoli, mostre, presidi e incontri politico-culturali alternativi alla Fiera del Lingotto e all’interno della Fiera stessa. La mobilitazione vedrà il suo momento centrale in una manifestazione nazionale a Torino sabato 10 maggio contro l’occupazione israeliana della Fiera del Libro e per la fine dell’occupazione israeliana in Palestina.
5) Nei prossimi giorni verrà lanciato un appello agli editori affinché richiedano alla direzione della Fiera del Libro di recedere dalla decisione di dedicare a Israele l’edizione di quest’anno. Come abbiamo chiarito ogni volta che ce n’è stata offerta l’opportunità, in discussione non è la Fiera del Libro né gli scrittori che vi parteciperanno, in discussione c’è una decisione politica inaccettabile che va revocata.
Nelle prossime settimane verranno invitati in Italia per cicli di incontri, seminari e dibattiti, autori palestinesi e israeliani impegnati contro l’occupazione e l’apartheid ma che hanno rifiutato di partecipare ad un evento ufficiale che legittima proprio l’occupazione israeliana e l’apartheid. Un primo giro è già in corso con Jamil Hilal e con Mohammed Bakri, altri ne saranno comunicati già dai prossimi giorni.
Infine riteniamo assai curioso che si cerchi di manipolare anche in Italia una questione tutta politica – quella dei diritti dei palestinesi – travisandola come ostracismo verso gli scrittori israeliani. (dei quali si potrà e dovrà pur discutere delle ombre nei loro lavori, nelle loro dichiarazioni e nel loro ruolo). Il boicottaggio verso gli scrittori non solo è un falso ma è anche ipocrita perché si potrebbe sottolineare come in questi decenni scrittori e intellettuali palestinesi come Ghassan Kanafani, Wael Zwaiter, Kamal Nasser, Mahmoud Hamshari, Majed Abu Sharar, Naji el Ali, non sono stati “boicottati” ma ammazzati dagli apparati militari israeliani. La differenza - a ben vedere - è sostanziale.
Prima o poi non solo nel mondo della politica ma anche in quello della cultura qualcuno dovrà chiedere conto dei loro omicidi ai loro uccisori.
Buon lavoro a tutte e tutti
Roma, 3 febbraio 2008
Associazione di amicizia Sardegna-Palestina
Associazione Wael Zwaiter
Associazione I Mediterranei (Milano)
Associazione Casa della Pace (Roma)
Cecina Social Forum
Centro occupato autogestito Transiti (Milano)
Centro popolare occupato La Fucina (Sesto S. Giovanni)
Circolo Arci Agorà (Pisa)
Comunità Palestinese di Roma e del Lazio
Comunità araba (Napoli)
Comitato Palestina nel cuore (Roma)
Comitato di Solidarietà con il popolo palestinese (Torino)
Comitato di sostegno alla resistenza palestinese (Versilia)
Comitato di solidarietà internazionalista Dino frisullo
Coordinamento toscano di solidarietà con la Palestina
Coordinamento per l'unità dei comunisti
Corrispondenze metropolitane (Roma)
Forum Palestina
Gruppo di sostegno al popolo palestinese (Massa e Carrara)
Infopal (redazione)
International Solidarity Movement (Italia)
Lotta e unità per l’organizzazione proletaria
Partito Comunista dei Lavoratori
Partito dei Comunisti Italiani
Rete dei Comunisti
Spazio Antagonista Newroz (Pisa)
Unione Democratica Arabo Palestinese (Italia)