L'ASSEMBLEA ROMANA: SABATO 8 NOVEMBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE

Venerdì 26 settembre si è svolta a Roma l'importante assemblea cittadina convocata da alcuni organismi impegnati nella solidarietà con il popolo palestinese. L'assemblea è stata caratterizzata da numerosi interventi (una dozzina) e dalla presenza di un ampio schieramento di associazioni e forze politiche. Di seguito, una sintesi - forzatamente succinta - degli interventi.
Germano Monti, del Forum Palestina, ha aperto il dibattito lanciando la proposta di costruire anche in Italia la giornata internazionale di mobilitazione contro il Muro dell'Apartheid, raccogliendo l'appello della campagna internazionale Stop the Wall. In particolare, il Forum Palestina propone l'organizzazione di una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 8 novembre, caratterizzando anche la manifestazione del 4 ottobre con le bandiere palestinesi e uno striscione per la sospensione dell'accordo di associazione di Israele all'Unione Europea.
Carla, del Comitato di Solidarietà con l'Intifada, ha proposto di costruire capillarmente la campagna di sensibilizzazione e informazione sul Muro, sottolineando l'importanza della connessione con le manifestazioni promosse per il 9 novembre (che è una domenica) in Palestina e proponendo di considerare anche l'ipotesi di una manifestazione con caratteristiche cittadine per sabato 8 novembre.
Bassam Saleh, Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, ha detto che il Muro sarebbe la fine di ogni possibilità di dialogo e che ai Palestinesi non resterebbe alternativa alla continuazione ad oltranza della resistenza. Sulla manifestazione dell'8 novembre, ha sostenuto con forza la necessità del suo carattere nazionale, in considerazione della gravità della situazione e dell'urgenza di un livello adeguato di mobilitazione.
Yousef Salman (Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia) ha concordato sulla necessità del carattere nazionale e unitario della manifestazione dell'8 novembre, lanciando un appello al sostegno delle forze laiche e democratiche palestinesi.
Il giornalista Fulvio Grimaldi ha invitato a non limitare il contenuto della manifestazione e delle altre iniziative alla questione palestinese, visto lo stretto legame esistente fra questa e l'occupazione dell'Irak.
Stefano Chiarini, giornalista del Manifesto e animatore del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila, ha a sua volta evidenziato la necessità della manifestazione nazionale sulle parole d'ordine della campagna Stop the Wall e della richiesta di liberare il Presidente Arafat e tutti i prigionieri politici dell'Intifada. Chiarini ha invitato a costruire il fronte più ampio possibile a sostegno della manifestazione, proponendo di invitare in Italia alcuni importanti esponenti del movimento israeliano contro l'occupazione.
In sintonia con Chiarini l'intervento di Maurizio Musolino, del Partito dei Comunisti Italiani, che ha garantito l'impegno per l'organizzazione e la riuscita della manifestazione nazionale sulle parole d'ordine della campagna internazionale.
Bruno Steri, del Dipartimento Esteri del PRC, ha concordato sull'opportunità di una grande mobilitazione in solidarietà con il popolo palestinese e per una pace giusta nella regione.
Andrea - Comitato contro la guerra Roma sud - ha sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei soggetti che devono dare vita alla mobilitazione, in linea con il percorso che caratterizzò la costruzione della manifestazione del 9 marzo 2002. In particolare, Andrea ha invitato a costruire passaggi di discussione collettiva, locali e nazionali.
Sergio Cararo - Forum Palestina - nel suo intervento ha messo l'accento sulla crisi morale che sta investendo la società israeliana, testimoniata da ultimo dalla presa di posizione di 27 piloti militari, l'èlite dell'esercito e della società israeliani, nonostante l'apparente consenso al governo criminale di Sharon. Cararo ha anche evidenziato l'importanza del ruolo degli organismi che hanno fatto del sostegno alla causa palestinese la propria ragione sociale, ricordando che è compito loro quello di inserire nell'agenda politica una questione - quale, appunto, quella palestinese - che molti rimuoverebbero con grande sollievo. Conseguentemente, lo sforzo deve essere in direzione di una grande manifestazione nazionale, in sintonia con le mobilitazioni internazionali. Una manifestazione che si misuri anche con la forte impronta filoisraeliana e filoamericana del governo Berlusconi.
Letizia Mancusi (Associazione Marxista Rivoluzionaria - sinistra del PRC) ha comunicato l'adesione della sinistra di Rifondazione Comunista alla manifestazione nazionale e l'impegno alla sua costruzione in tutto il Paese; ha proposto un massiccio volantinaggio alla manifestazione del 4 ottobre e ha suggerito di non disperdere le energie in convocazioni a carattere locale. Sul piano politico, ha messo in luce - riprendendo una parte dell'intervento di Carla - la ripresa di discussione in merito a proposte diverse dal canonico "Due popoli, due Stati", quali quella di un solo Stato laico e democratico sul territorio dell'intera Palestina mandataria.
Paolo, del Comitato Al Awda - Emergenza Palestina, ha ribadito l'opportunità di una grande manifestazione nazionale l'8 novembre a Roma e la necessità dei passaggi di discussione, a cominciare da un'assemblea nazionale prima della manifestazione.
L'assemblea si è conclusa con la formazione di un "gruppo di contatto" incaricato di incontrare rapidamente altri interlocutori Partiti, sindacati, associazioni) per la manifestazione nazionale. Un primo momento di dibattito nazionale avverrà la mattina di domenica 5 ottobre, alle 10.00, nei locali di Via Giolitti n. 231 (a fianco della Stazione Termini). Entro breve, sarà attivo un indirizzo di posta elettronica per comunicare le adesioni alla manifestazione nazionale e tutte le iniziative ad essa collegate.