Roma, 9 dicembre 2003
Si va dalle telecomunicazioni di Telecom e
StMicroelectronics alle tecnologie di Finmeccanica, dalle
infrastrutture idriche di Acea
fino al comparto energetico con Enel, da quello farmaceutico con Bracco a
quello informatico con Elsag. Sono queste le principali aziende che
accompagneranno il Vice Ministro alle Attività Produttive con delega al
Commercio Estero, Adolfo Urso nella missione che lo vedrà impegnato
in Israele e Palestina dal 13 al 16 dicembre insieme a Stefano Parisi,
direttore generale di Confindustria. Con loro oltre 100 piccole e medie
imprese, la più grande delegazione italiana, parteciperà al primo Forum
per lo sviluppo e l’occupazione in Medio Oriente.
"Puntiamo – dichiara Urso – a costruire a
Gerusalemme il primo distretto della pace, con imprese italiane,
israeliane e palestinesi. Non è un progetto velleitario, né improvvisato
perché ci lavoriamo sopra da quasi due anni, da quando Berlusconi lanciò
l’idea di un Piano Marshall per la Palestina. Sappiamo che non si tratta
di un altro canale diplomatico. La Road Map deve andare avanti per
suo conto. E’ soltanto un progetto economico e a questo livello va
mantenuto. Non ci illudiamo, ma siamo pure consci che delle opportunità
esistono. Solo la stabilizzazione economica dell'intera area
israelo-palestinese potrà facilitare il difficile dialogo politico".
Tutto nasce due anni fa. Nel dicembre 2001 con la prima
visita del vice Ministro in Israele. Poi un altro incontro nel novembre
del 2002 e infine quest’anno decisivo per rilanciare il progetto. Ad
aprile a Roma sono venuti cinquanta imprenditori che operano in Palestina.
Il risultato di quell’incontro è stata l’attivazione di una trentina di
progetti italo-palestinesi del valore di 80 milioni di euro. Tutti
progetti deliberati dalla SIMEST che puntano al comparto delle piastrelle,
del marmo e dell’agroalimentare, in particolare per la lavorazione
dell’olio.
Il ghiaccio tra gli imprenditori italiani e israeliani
invece è stato rotto lo scorso ottobre a Villa Piccolomini nel corso di un
incontro organizzato dalla SIMEST (la società pubblica che incentiva
l’internazionalizzazione delle imprese italiane partecipando il capitale
delle società fino al 25% del capitale). Durante questo meeting il Vice
Ministro Urso ha incontrato, tra gli altri, il vice premier
israeliano Ehud Olmert che aveva chiesto espressamente nel corso del
vertice Euromediterraneo di Palermo (6 luglio) un forum tra le imprese dei
due paesi. Le aziende israeliane interessate a stringere rapporti di
joint-venture sono circa ottanta, tutte sopra i 150 addetti, e vogliono
attuare dei rapporti di joint venture con quelle italiane. Per fare alcuni
nomi Bioterm Pharmaceutical, Silvernet computer, Gonet Channels, Yissum
Research development e Sat Smart.
"Con la missione in Israele e Palestina – conclude il
Vice Ministro – chiudiamo anche il semestre italiano della politica
commerciale. Siamo riusciti ad ottenere dei buoni risultati, come la
creazione di un mercato unico per i Balcani e l’accelerazione dell’area di
libero scambio nel Mediterraneo. Adesso dobbiamo concentrarci maggiormente
sul Medio Oriente, dove l’Italia è un paese che gode del profondo rispetto
di tutti i paesi arabi".