L'iniziativa di Ginevra apre la strada alla liquidazione della causa palestinese
FPLP - STATO DI PALESTINA, 6.12.2003.
A proposito della grandemente propagandata iniziativa o documento o accordo di Ginevra, il Dr. George Habash, fondatore del Movimento dei Nazionalisti Arabi(MNA) e del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), ha fatto le seguenti dichiarazioni:
· Il documento di Ginevra e i più recenti incontri
palestino-israeliani, sono degni di condanna e ripudio e costituiscono un grave
esempio di rinuncia ai diritti nazionali palestinesi, con in testa il diritto al
ritorno. la cui eliminazione viene a essere una priorità della politica
statunitense-sionista, già preparata con la Road Map. Questa visione,
rappresentata dall'associazione USA-Israele, lancia piani e iniziative con il
fine di liquidare la causa palestinese - la cui essenza è il diritto al ritorno
e la sovranità sulla propria patria - attraverso il sabotaggio dell' Intifada e
della Resistenza.
· La Direzione dell'Autorità Palestinese continua con decisione a perseguire il
suo cammino fino alla firma di transazioni sospette e a basso prezzo che, senza
soddisfare minimamente le aspirazioni del popolo palestinese, riguardo la
libertà, l'indipendenza e il ritorno, nè minimamente la piattaforma del consenso
nazionale, rinunciano agli obiettivi e ai princìpi assiomatici nazionali, per i
quali il nostro popolo palestinese e la nostra Nazione Araba stanno offrendo
colossali sacrifici lungo la loro traiettoria di lotta ed eroismo. · Queste
manovre sospette conducono unicamente all'aborto dell'Intifada e alla
liquidazione della Resistenza. La direzione dell'OLP deve trarre delle lezioni e
delle conclusioni dalle sue esperienze anteriori , così come dalle tragedie
derivate da queste politiche a svantaggio del nostro popolo, a iniziare dagli
accordi di Oslo, passando per tutte le contrattazioni che sono state effettuate
mentre si sommetteva il nostro popolo ai più abominevoli e continui massacri e
crimini.
· Mentre tutto il mondo sta condannando il muro razzista, e invece di
intensificare la lotta e rafforzare la lotta mondiale per il popolo palestinese,
con gli argomenti ed elementi per il suo sviluppo e la sua continuità, nasce il
documento di Ginevra firmato ufficialmente da alcune influenti parti
palestinesi, concedendo uno "attestato di assoluzione" ai sionisti per tutti i
massacri da loro commessi, con l'accettazione esplicita del "carattere giudeo
dello stato"; e con il principio della permanenza degli insediamenti sionisti
sulle terre palestinesi occupate dal 1967, come se tutto ciò fosse poco; la
rinuncia al sacro, legale e possibile diritto al ritorno, di quattro milioni di
rifugiati; oltre ad abbandonare il nostro popolo palestinese delle zone occupate
nel 1948.
· Esortiamo al rifiuto di questi incontri e iniziative, tramite l'
intensificazione del ripudio popolare palestinese dell'accordo di Ginevra e di
tutti gli accordi e iniziative similari. Esortiamo il popolo palestinese
rappresentato dalle sue forze vive, le istituzioni della società civile e i
comitati di difesa del diritto al ritorno, a proseguire la lotta in tutte le sue
forme, e a tener testa a tutti i fautori del percorso concessionista e alla
trappola delle manovre sioniste-statunitensi. · Parteggiamo per lavorare con
serietà e incessantemente per la celebrazione della "conferenza per il ritorno
palestinese" che deve avere, fra le sue fila, rappresentanti di tutti i gruppi
del nostro popolo in patria e nella diaspora, per arrivare a risoluzioni
pratiche, che promuovano e sviluppino la mobilitazione popolare attuale in
difesa del diritto al ritorno. · Esortiamo la Nazione Araba, le sue forze
popolari e i comitati della solidarietà internazionale, ad appoggiare il popolo
palestinese nella sua lotta, nella sua Resistenza e Intifada, soprattutto nel
suo diritto legittimo, sacro e legale al ritorno ai suoi focolari, alle sue
terre, case e città, da dove fu espulso nel 1948.
· E' necessario e indispensabile che aderiamo all'opzione dell'Intifada e della
Resistenza, che è limpida e fattibile, per il recupero dei diritti inalienabili
del popolo palestinese.