GIOVANI COMUNISTI: BOICOTTAGGIO DELL'ECONOMIA ISRAELIANA ANCHE A REGGIO CALABRIA

Anche a Reggio Calabria è stato lanciato il boicottaggio dei prodotti israeliani; alla campagna, promossa dai Giovani Comunisti, daranno un contributo anche il Centro sociale "Angelina Cartella" e l'associazione culturale "L'albero del riccio", quest'ultima vicina alla Cgil. Di seguito, il comunicato dei Giovani Comunisti di Reggio Calabria e le prime iniziative in programma.
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I Giovani Comunisti del PRC lanciano la campagna di boicottaggio dell’economia israeliana: “Un’arma pacifica per fermare il massacro in Medio Oriente”. L’elenco dei prodotti da non acquistare.

        Secondo voi, qual è lo stato che vanta il deprecabile record del maggior numero di risoluzioni dell’Onu violate? L’Iraq… l’Iran… il Pakistan? No, siete lontani: questo stato si chiama Israele ed è il partner privilegiato degli Stati Uniti in Medio Oriente, considerato da molti – anche nel nostro Paese – un’“oasi di democrazia”… Sin dalla fondazione, avvenuta a spese delle popolazioni arabe originarie, è autore di continue violazioni dei diritti più elementari del popolo palestinese: in mezzo secolo si è macchiato di uccisioni sommarie, anche di donne e bambini, di rastrellamenti, torture, devastazioni di case e campi coltivati, di cui hanno fornito ampia documentazione Amnesty International e numerosi osservatori indipendenti. Crimini contro l’umanità non molto diversi da quelli subiti, nel corso della seconda guerra mondiale, dagli ebrei europei per mano del nazi-fascismo.

           Tra le ultime vittime di Israele vi è anche una giovane cittadina americana, Rachel Corrie, schiacciata da un bulldozer dell’esercito perché “colpevole” di aver difeso con il proprio corpo le povere dimore di civili palestinesi. Negli Usa nessun politico ha protestato contro questo omicidio: Rachel era una pacifista, non un marine, e Sharon - il macellaio di Sabra e Chatila -, con le sue testate nucleari mai sottoposte a ispezione, è un “arnese” utile nella scacchiera mediorientale, ora che  Bush ha lanciato la sua crociata contro il popolo iracheno e, più in generale, contro il mondo arabo.

           Di fronte al massacro in corso da mezzo secolo in Palestina, davanti a un atteggiamento così spregiudicato nei confronti dei diritti umani e della legalità internazionale, le forze democratiche non possono restare impassibili. Non possono continuare a celare il capo sottoterra, a porre sullo stesso piano l’illegittima occupazione israeliana e la lotta di liberazione del popolo palestinese, a tacere sui crimini commessi in Terra Santa per paura di essere tacciate strumentalmente di “antisemitismo”.

           I Giovani Comunisti di Reggio Calabria non saranno complici indifferenti dell’occupazione. Nessuna equidistanza: l’organizzazione giovanile del Prc si schiera senza indugi dalla parte dell’Intifada, della Resistenza palestinese contro il quinto esercito più forte del mondo, ma anche dalla parte delle forze pacifiste israeliane, delle centinaia di soldati, di “refusenik”, che hanno deciso di disertare per non sporcarsi le mani di sangue innocente. E per sostenere fattivamente i loro sforzi, si appresta a lanciare anche in riva allo Stretto una campagna di boicottaggio dell’economia di guerra israeliana. Una campagna non rivolta contro la popolazione, a differenza degli embarghi, bensì contro le aziende che traggono profitto dal colonialismo di Israele, che mira a premere sul governo Sharon affinché receda dall’occupazione di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est, permetta la costruzione su questi territori di uno stato palestinese indipendente e accetti il ritorno dei profughi espulsi nel 1948 e nel 1967.

           Il boicottaggio delle imprese israeliane o che investono massicciamente in Israele ha già avuto un largo seguito in tutta Europa e perfino negli Stati Uniti, dove è supportato anche da intellettuali e gruppi ebraici che si battono per la pace. Nel nostro Paese ha raccolto, tra gli altri, l’adesione della “Rete degli ebrei contro l’occupazione”. Pertanto, i Giovani Comunisti rigettano sin da subito le possibili accuse di “antisemitismo” di cui potrà essere oggetto questa azione, come già avvenuto in altre città della Penisola. Accuse, guarda caso, quasi sempre scagliate da quei partiti di destra, in primis Alleanza Nazionale, dal passato tutt’altro che impeccabile su questo tema…

           La lista delle aziende da boicottare è lunga e articolata: si va da prodotti che provengono dalle colonie e i territori occupati, come le Alture del Golan, a prodotti di notissime multinazionali finanziatrici del fondamentalismo ebraico. Da prodotti dai nomi esotici e quasi sconosciuti, rigorosamente “made in Israel” e riconoscibili dal codice a barre che comincia con il numero 729, tipo “Carmel” e “Jaffa”, a prodotti che quotidianamente riempiono i nostri frigoriferi: “Coca Cola”, “Nestlé”, “Danone”, ecc. Si invitano i cittadini a boicottare i fast-food “Mc Donald’s”, presenti anche nella nostra provincia, e i supermercati “Auchan”, “Carrefour”, “La Rinascente” e “Panorama”, marchi di profumi e cosmetici come “L’Oréal”, “Lancốme”, “Vichy”, “Garnier” e “Ralph Lauren”, fino ai mezzi della “Caterpillar”, che fornisce bulldozer e corazzati all’esercito israeliano.

           Parallelamente, i Giovani Comunisti inviteranno i “consumatori” anche a non acquistare le merci legate a un’altra economia di guerra, quella americana. In questo caso, l’elenco è davvero interminabile, ma il boicottaggio può concentrarsi sui prodotti più noti e di largo consumo: oltre alla già citata “Coca Cola”, si potrebbe tranquillamente fare a meno della frutta e dei succhi marchiati “Dole” e “Del Monte”, delle bevande dietetiche “Gatorade”, delle lamette “Gilette”e della carne in scatola “Simmenthal”. Come sarebbe opportuno evitare di acquistare carburante presso i distributori “Esso”, legati al marchio “Exxon”, la più grande multinazionale petrolifera del mondo, che ha vinto l’appalto per i rifornimenti delle truppe Usa.

           A partire dalla prossima settimana, la campagna promossa dai Giovani Comunisti si svilupperà attraverso presidi e volantinaggi nelle vie principali e davanti i supermercati di Reggio Calabria, ma anche a Villa San Giovanni, nella Piana di Gioia Tauro e nella Locride. Dove, ovviamente, al boicottaggio dell’economia israeliana si unirà la mobilitazione contro l’aggressione anglo-americana all’Iraq e la campagna referendaria per l’estensione dei diritti, in primis l’articolo 18.

 Reggio Calabria, 2 aprile 2003

p. l’Esecutivo provinciale dei Giovani Comunisti

 Omar Minniti,

Responsabile stampa e propaganda

 Gianluca Romeo,

Responsabile movimento contro la guerra

Prime iniziative in programma:

REGGIO CALABRIA

lunedì 7 aprile, volantinaggio e sit-in davanti il Mc Donald's di Piazza Garibaldi

mercoledì 9 aprile, volantinaggio e sit-in nei pressi dell'ipermercato Quiper.

GIOIOSA J., ROCCELLA J., SIDERNO

tutta la settimana, volantinaggio davanti le scuole superiori

CINQUEFRONDI, POLISTENA

Durante il finesettimana volantinaggio nelle vie del centro

VILLA SAN GIOVANNI

Durante il finesettimana volantinaggio nei pressi de "La perla dello Stretto"