I sionisti abbandonano "sdegnati" la piazza di Roma...un successo per
tutti gli antimperialisti!
Alcuni gruppi sionisti presenti questa mattina a Roma al Campidoglio hanno
abbandonato la piazza "sdegnati" poichè un gruppo è giunto in piazza
sventolando le bandiere della Palestina e cantando "Israele prima della
lista". Questo riferisce il telegionale nazionale di Rai3 delle ore 14.
E' giusto precisare a tutti i compagni che, oltre alle bandiere palestinesi,
il nostro striscione portato in piazza recitava "Dai Gap al popolo
arabo, contro l'imperialismo la resistenza continua!" e che la canzone
citata è quella "chi semina terrore è il vero terrorista, USA ed Israele
i primi della lista!".
Aldilà degli slogan e dello striscione, ambedue doverosi a nostro avviso, ciò
che merita una menzione è l'ennesimo tentativo di annacquare il significato
storico della Resistenza antifascista ed il suo legame diretto con la
Resistenza antimperialista ed antisionista dell'oggi.
Dopo le aspre polemiche per la caratterizzazione troppo "filo-palestinese"
delle manifestazioni del 25 aprile dell'anno scorso, polemica fomentata sempre
dagli stessi gruppi di pressione filo-israeliani, se anche quest'anno i
filo-imperialisti ed i sionisti presenti nelle piazze hanno trovato una
significativa ostilità nelle parole e nelle bandiere dei compagni, ed hanno
dovuto abbandonare la piazza, questo è da considerarsi un piccolo ma
significativo successo per tutti coloro che si vogliono opporre fermamente
alla guerra imperialista permanente ed alle politiche di sfruttamento e
repressione dei governi capitalisti nei nostri paesi.
Questo "abbandono" della piazza non è uno "strappo da ricucire" e non ha
niente a che vedere con gli aspetti "religiosi" del problema, come qualcuno va
irresponsabilmente dicendo, ma esplicita semplicemente una verità che
ipocritamente si cerca di celare: non c'è nessuna simmetria possibile tra gli
occupanti colonialisti imperialisti e sionisti ed i popoli arabi che
resistono.
Nessuna equidistanza è possbile tra oppressi ed oppressori, questo ci hanno
insegnato i combattenti partigiani impugnando le armi contro i fascisti ed i
nazisti!
Caratterizzare le nostre piazze con gli slogan antimperialisti ed antisionisti
non è un crimine ma da un significato politico più alto a manifestazioni che
altrimenti, a nostro avviso, rischiano di rimanere "incolori" e poco
combattive a dispetto della gravità del momento.
i compagni e le compagne dell'Assemblea Nazionale Anticapitalista
Roma 25 aprile 2003