I SIONISTI COME I GANGSTER: NON VOGLIONO TESTIMONI DEI LORO CRIMINI.

Negli ultimi giorni, dopo gli omicidi dei volontari internazionali e dei giornalisti, le truppe di occupazione israeliane hanno intensificato le iniziative per allontanare i testimoni scomodi dalle scene dei loro crimini. Come i gangster, non vogliono lasciare tracce.

Silvia Cattori : I militari israeliani vogliono privare i Palestinesi di ogni protezione e dei testimoni

venerdì 9 maggio 2003

Beit Sahour, Betlemme. Questa mattina, 20 jeep, 50 soldati e poliziotti, hanno circondato gli uffici dell'International Solidarity Movement. Hanno assaltato e fatto quello che fanno di solito in queste circostanze: hanno devastato tutto, distrutto materiali, classificatori, sottratto documenti, ecc. Hanno «sequestrato» le tre persone che si trovavano casualmente sul posto. Si tratta di Flo, una donna di nazionalità americana, membro dell'ISM. Miranda, di nazionalità australiana, membro di una ONG umanitaria, di Fida, une Palestinese, quest'ultima rilasciata dopo un interrogatorio. Flo et Miranda sono detenute e saranno, sembra, espulse fuori da Israele. Si tratta di sequestri puri e semplici, poichè le forze di polizia di Israele hanno proceduto a questi atti a Beit Sahour, in Palestina, dunque fuori Israele. Questo paese non ha alcuna autorità per impedire a nessuno di recarsi liberamente in Palestina. I generali che sono a capo dello Stato di Israele si comportano come gangster e non come i capi di uno Stato civile. Israele occupa quel poco di territorio che resta ai Palestinesi.

Più tardi, ho appreso che i soldati hanno arrestato due membri dell'ISM mentre passavano il check-point di Erez.

Si tratta di Alice, un'inglese di 27 annni e di Nick, inglese di Londra, 19 anni. Quando li ho incontrati, erano sotto choc. Avevano visto decine di Palestinesi cadere sotto le pallottole dei soldati israeliani durante il loro soggiorno. Avevano visto due compagni dell'ISM cadere: Rachel Corrie e Tom Hurndall.

I militari li avevano arrestati con il pretesto che ai membri dell'ISM è proibito entrare in Palestina. Tutti gli internazionali, che siano funzionari dell'ONU o altro, devono essere, a partire da ora, in possesso di un permesso speciale rilasciato da Israele.

Nei fatti, si tratta di impedire agli internazionali di andare dove i soldati israeliani commettono dei crimini. L'International Solidarity Movement non ha intenzione di farsi intimidire.

Quando l'Europa metterà Israele sul banco degli accusati?

Silvia Cattori


 

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