INTERVISTA A RAFAT EL NAIJAR, DEL FPLP.
L'intervista che segue è stata realizzata alcuni giorni or sono da un volontario internazionale che, per ovvi motivi, non si firma.
"Sono un semplice palestinese
nato a Khan Younis e come tutti ho visto un sacco di disgrazie. Vivo come tutti
gli altri,sono felice quando gli altri lo sono e sono triste quando la mia gente
è triste. Così Rafat El Najjar, eroe della guerra del 67, imprigionato per 20
anni nelle carceri israeliane come uno dei fondatori del Fronte Popolare nella
striscia di Gaza e deputato della striscia al consiglio nazionale palestinese,
risponde alla mia domanda di parlare di se. Rafat è stato eletto a stragrande
maggioranza come rappresentante del Fronte Popolare in una delle roccaforti di
Hamas e Jihad la cui tendenza politica è esattamente opposta a quella laica e di
ispirazione marxista del Fronte Popolare, testimonianza della sua popolarità tra
la gente della striscia. Come tutti i rappresentanti della resistenza
palestinese non ha vita tranquilla, specialmente da quando, dall'inizio della
seconda intifada 150 dirigenti palestinesi sono stati assassinati da 450 missili
israeliani, tre a testa più o meno.
Non è ben visto dall'autorità nazionale palestinese,al punto che ad ogni suo
intervento Arafat minaccia di uscire dall'assemblea. E questo e' un'altro suo
punto a favore presso la gente di Gaza. Rafaat e' stato puntualmente
imprigionato ogni volta che grossi eventi stavano per sconvolgere la società
palestinese, come la fondazione dei primi fronti di liberazione negli anni
sessanta e all'inizio della prima intifada. Ha accettato di rispondere a delle
domande su quella serie di eventi che hanno portato alla fine di ogni processo
di pace ed alla atroce situazione attuale.
D. Da cosa nascono gli accordi di Oslo?
R. Durante la prima intifada gli israeliani cercano degli accordi con i palestinesi. La prima intifada aveva messo in crisi lo stato israeliano:dopo la cacciata dei fedayin dal Libano non vi era più protezione per la popolazione civile da fuori le frontiere israeliane, la pressione interna aumenta in termini di deportazioni, nuovi insediamenti coloniali, distruzioni ma all'esterno vi e' il vuoto. La popolazione palestinese si inizia ad organizzare fino a quando nel novembre '87 scoppia l'intifada.Tutto il popolo prende parte all'intifada, e' una rivolta pacifica senza armi e,nei primi due mesi, senza pietre,ma la violenza di risposta contro i palestinesi e' stata impressionante: solo nei primi due mesi ci sono stati 7000 arresti! Ma dopo due anni di Intifada lo stato ebraico deve far fronte a dei costi elevatissimi per mantenere l'occupazione militare nei territori e l'economia israeliana subisce un brutto colpo. L'intifada spinge il governo Israeliano a cercare accordi con i palestinesi, ma gli accordi non sono cercati con la controparte palestinese che rappresenta l'intifada, solida, militante e capace di trattare con Israele, ma bensi' con la vecchia leadership in esilio. Dall'altra parte la paura di perdere il potere sotto la pressione popolare, spinge quest'ultima ad accogliere la proposta di accordo degli israeliani. L'intifada aveva creato una leadership capace di trattare con Israele,ma l'attuale autorita' nazionale palestinese aveva paura di perdere il suo primato politico. Prima di Oslo si e' parlato a Madrid, Bush si dichiara d'accordo con la costituzione di uno stato palestinese, ma all'epoca si stava preparando la guerra del golfo. Oggi Bush junior parla come il padre allora. Come potrebbe essere questo stato? Solo un'autonomia limitata secondo la nuova spartizione americana del medio oriente.
D. Cosa rappresentano allora gli accordi di Oslo?
R. Un'autorita' limitata sotto
il controllo di Israele. Ma gli accordi di Oslo rappresentano anche un accordo
economico per preservare gli interessi della vecchia classe. L'Autorità
Nazionale Palestinese sembra un giocattolo nelle mani degli israeliani e la
seconda intifada e' stata programmata a partire dal deterioramento della
politica israeliana e delle condizioni di vita della popolazione palestinese
negli anni che hanno seguito Oslo.
D'altronde anche la vita di Arafat e' programmata, prigioniero non puo' muoversi
senza permesso, gli portano da mangiare, potrebbero deportarlo o ucciderlo
quando vogliono e l' ANP e' sempre informata in anticipo quando l'esercito
israeliano sta per compiere incursioni nelle citta' palestinesi, cosi' se ci
sono interessi particolari questi sono avvertiti in tempo. E tutto cio' non ha
indebolito il potere dell'autorita' nazionale anzi, l'ANP ha lo stesso potere di
prima.
D. Perché la divisione tra palestinesi e le accuse di terrorismo all'opposizione democratica durante gli accordi stessi? Faruk Kaddoumi (Ministro degli esteri dell'OLP) ed altri importanti figure della leadership palestinese lasciarono gli accordi.
R. Quando sei forte i tuoi
interessi sono forti e per questo sei buono. I poveri non hanno interessi forti
da difendere e quindi se accampano diritti sono cattivi. In questo caso gli
islamici e l'opposizione democratica difendevano la loro terra, ma di fronte ad
una politica internazionale che spingendo per questi accordi legittimava
l'occupazione diventavamo terroristi. Ognuno di noi secondo una legge naturale
ha il diritto di difendere la sua terra, ma se l'occupazione di questa diventa
legittima noi diventiamo terroristi poiché siamo costretti a combattere
interessi forti.
Il ritiro di Kaddumi ed altri dopo Oslo e' la conseguenza della debolezza
dell'opposizione palestinese nell'organizzare il popolo contro gli accordi
stessi.
Arafat poteva controllare molti soldi, tutti i finanziamenti all'autorita'
palestinese, promise molte cose e fu fatta una campagna di sostegno a tale
politica incentrata su slogan di benessere per tutti come :"la Palestina sara'
una nuova Singapore". La gente ha creduto a tali promesse ed adesso la
situazione e' peggiore che nella prima intifada, e' il momento più critico della
nostra storia ed ora con la guerra non sappiamo cosa può succedere, siamo
isolati senza nessun aiuto.
D. Gli accordi di Oslo sono sembrati una resa incondizionata...
R. E’ stato un momento storico
contrassegnato da una parte dalla caduta dell’Unione Sovietica e dall’altra da
una fortissima pressione degli stati arabi su di noi affinché accettassimo tali
accordi, specialmente l’Egitto di Mubarak era sotto una forte influenza
americana a causa delle promesse di aiuto economico. D’altronde l’Egitto era ed
e’ il maggior beneficiario degli aiuti americani nel mondo arabo.
La rimozione della classe dirigente della prima intifada in seguito ad Oslo,
lascia il posto a degli accordi economici tra Israele e PNA, per cui quest’ultima
diviene dipendente dai flussi di soldi controllati da Israele (si tratta
dell’IVA che, pagata agli israeliani per le merci in transito attraverso i suoi
confini, viene versata all’ANP. Attualmente questi flussi finanziari sono
bloccati e vengono sbloccati dagli israeliani con il contagocce n.d.r.). Quando
Israele blocca i flussi la ANP chiama il popolo all’intifada per fare pressione,
quando Israele libera il flusso si cerca di arrestarla. Trattative segrete tra
ANP ed Israele vengono portate avanti continuamente per tutto il tempo, mentre
la nostra gente muore nell’intifada. I poveri stanno con l’intifada.
D. L’ANP e’ accusata dall’opposizione di corruzione (11 ministri si dimettono dal governo nel 1997 per scandali finanziari n.d.r.). I soldi versati all"ANP arrivano alla gente ed in quali forme?
R. L’ANP Ha ricevuto due
grosse tranche di finanziamento dai paesi donatori dal 94 al 96: la prima
tranche e’ stata di 850 milioni, la seconda di 1 miliardo e 550 milioni. Di
questi soldi il 50% e’ scomparso, l’altro 50% e’ servito per pagare i salari del
personale amministrativo. Gli investimenti dell’autorita’ nazionale sono serviti
per le infrastrutture della polizia, servizi di sicurezza e poi ville, palazzi,
hotel, belle macchine... molte persone sono diventate ricche. La maggior parte
delle infrastrutture sono state realizzate dalla gente stessa con i propri soldi
o con i soldi delle rimesse dei vari familiari che lavorano all’estero, l’ANP ha
contribuito con ben poco denaro. Abbiamo scritto una relazione su questi
abusi,ma a nessuno nell’autorita’ importa molto di cio’. I lavoratori dell’autorita’percepiscono
un salario di 600 nis al mese (120 euro) che per la maggior parte delle volte
viene pagato con mesi di ritardo!
La corruzione e’ stata voluta dai paesi donatori, nel senso che loro avrebbero
potuto chiedere trasparenza e accertarsi del destino dei fondi, ma nonostante le
denunce di corruzione non lo hanno mai fatto. Questo e' ancora piu' vero per i
finanziamenti provenienti dai paesi arabi, ma vedi non e' nei loro interessi
avere democrazia in Palestina, loro sono contro la democrazia. Loro potevano
cambiare Arafat e altri personaggi coinvolti, dati i finanziamenti che erogavano
avevano il potere di farlo, ma nonostante sia stata tracciata una nuova mappa
del medio oriente Arafat e' ancora li. La questione e' che se noi fossimo liberi
di produrre per i nostri fabbisogni non avremmo piu' bisogno dei donatori, la
nostra vita migliorerebbe e non saremmo piu' un submercato disponibile. La
democrazia che essi intendono sta a significare solo i loro interessi.
D.Quale e' la differenza tra la prima e la seconda intifada?
R. Durante la prima intifada
c'era un popolo sotto occupazione e solidarieta' sia tra noi palestinesi che
internazionale. Oggi abbiamo l'autorita' nazionale ma l'occupazione continua: ci
trattano come uno stato nemico, entrano nelle nostre citta' e distruggono come
se fossimo in una normale guerra mentre l'autorita' nazionale mercanteggia con
gli israeliani su tutto quello che chiedono. Siamo sotto due occupazioni.
La prima intifada era guidata da leader popolari, la seconda e' comunque
manipolata dalla leadership di Oslo: all'inizio loro stavano dietro e
spingevano, adesso che ne hanno perso il controllo cercano di fermarla. La
seconda intifada che era sorta come una lotta di liberazione, adesso viene
utilizzata per trattare con gli israeliani su questioni che non riguardano
l'occupazione ma su dei punti quali le ore di apertura dei check point (posti di
blocco militari che isolano completamente le citta' palestinesi impedendo il
traffico delle merci e delle persone ndr) che strozzano la popolazione o il
passaggio delle nostre merci attraverso le frontiere israeliane, punti di ordine
pubblico o amministrativo. L'intifada quindi non ha raggiunto nessuno scopo e
mentre con l'assenza della solidarieta' internazionale ogni giorno subiamo
distruzioni e perdiamo decine di vite, l'ANP tratta segretamente e cosi'
falliamo tutti i nostri obiettivi .
D. In questi giorni le varie parti palestinesi si stanno incontrando al Cairo, di cosa si sta discutendo?
R. Stanno trattando per i
soldi: Abu Mazen (futuro primo ministro dell'ANP) propone di fermare l'Intifada
per un anno, niente piu' attacchi ad obbiettivi israeliani mentre l'esercito
continua ad occupare ed a distruggere Gaza. Tutto cio' in cambio di trattative
con Israele. L'ANP sta proponendo all'opposizione di fare proprie quelle che
sono gia' decisioni acquisite con la controparte israeliana. E' una proposta
fatta con la lingua di Israele ed ha creato una grossa frattura tra l'ANP e
l'opposizione che ha una forte paura di sospendere l'intifada. Gli attacchi
all'opposizione da parte del ANP non fanno altro che creare un clima da guerra
civile invece di favorire un comune terreno di lotta. L'opposizione ha deciso
cosi', nonostante le sue differenze, una posizione unitaria per continuare l'intifada:
cosa potremmo dire altrimenti ai nostri martiri?
L'autorita' ci ha proposto a questo punto di andare avanti con la lotta, mentre
loro andranno avanti con le trattative!