STOP THE WALL: SABATO 8 NOVEMBRE TUTTI A ROMA.

Pubblichiamo di seguito il testo in italiano della petizione STOP THE WALL a sostegno della giornata internazionale di mobilitazione promossa per il 9 novembre. In Italia, un vasto schieramento di associazioni, comitati, forze politiche, intellettuali, giornalisti e rappresentanti istituzionali sta promuovendo una manifestazione nazionale a Roma per sabato 8 novembre.
Per firmare la petizione e visionare i nomi dei firmatari: www.pengon.org

 
 
 

    The Apartheid Wall Campaign

Ferma il Muro!
Solidarietà con la Giornata Internazionale contro il Muro!

Noi, i firmatari di questa petizione, esprimiamo il nostro orrore e sgomento di fronte all’ Muro dell’Apartheid che lo stato d’Israele sta costruendo nei Territori Occupati Palestinesi del ’67 e chiediamo ai popoli e ai leader di questo mondo di usare tutta la loro influenza affinché la costruzione del Muro venga fermata immediatamente!

 

Il Muro dell’Apartheid si prospetta come il piu’ grande furto di terre dal 1967 in poi. Secondo i piani attuali , il Muro permetterà ad Israele di controllare circa la metà della Cisgiordania e avrà una lunghezza di circa 650 chilometri. Questa costruzione, che chiamano in modo fuorviante “recinzione di sicurezza”, penetra per ora fino a 6 km dentro la Cisgiordania e, in certe zone, taglierà fino a 16 km all’interno. La logica dietro il percorso del Muro permette l’annessione del maggior numero di colonie possibili e il controllo di enorme quantità di terre palestinesi.

La vita dietro il Muro dell’Apartheid sarà impossibile: il popolo palestinese, imprigionato dentro ghetti circondati da muri e spogliato da quasi tutti i Diritti Umani, perderà gran parte delle terre, delle risorse d’acqua e dei suoi mezzi di sostentamento. L’oppressione e la miseria generate da questo muro sono già visibili nelle zone in cui lo hanno già completato. Circa il 10% della popolazione della Cisgiordania e’ colpito dalle distruzioni della prima fase del Muro e ha perso ogni possibilità di raggiungere la terra e di guadagnarsi la vita. L’apertura recente di tre “punti di passaggio” – istallati su terra palestinese al fine di dividerla – e’ soltanto un’altro passo nell’istituzionalizzazione di questo furto di terra. Durante meno di un mese dall’apertura dei portoni, ai contadini e le loro famiglie e’ stato sistematicamente vietato l’accesso alle loro terre - sono stati invece umiliati, malmenati e obiettivo per i fucili israeliani. Questo Muro e i suoi cosiddetti punti di passaggio sono disumani ed illegali.

Sotto il pretesto della “sicurezza”, Israele continua ad attuare con la costruzione del Muro la sua politica di Occupazione, Discriminazione ed Espulsione che porta alla pulizia etnica e la distruzione della base materiale per la sopravvivenza e lo sviluppo della società Palestinese nel suo complesso.

Uno stato Palestinese libero ed indipendente diventerà impossibile. Dietro la retorica delle “trattative” gli oltre 100 bulldozer, che lavorano ogni giorno nei cantieri del Muro, costruiscono sul terreno il percorso effettivo che sta delineano la “Road Map”.

Noi, i firmatari, siamo la voce dei popoli di questo mondo. All’inizio di questo Millennio continuiamo ad alzare questa voce, forte e chiara, contro guerre ed occupazione. Dobbiamo dire no a questo Muro dell’Apartheid che costituisce - anche secondo la legislazione internazionale - un “Crimine di Guerra”, un “Crimine di Apartheid” e und “Crimine contro l’Umanità’”.

Le comunità colpite dal Muro, sotto gli auspici della campagna palestinese contro il Muro, hanno indetto la “Giornata Internazionale contro il Muro” che si terrà il 9 Novembre 2003, data della caduta del Muro di Berlino. Chiediamo tutti di sostenere questa iniziativa palestinese perché possa ottenere il richiamo mondiale e la spinta necessaria per poter fermare il Muro.

Vi chiediamo di unirvi da oggi ai nostri sforzi e di far valere la vostra influenza sullo stato d’Israele e i suoi sostenitori affinché applichino le nostre richieste:

Fermate e smantellate il Muro dell’Apartheid Immediatamente!
Restituite tutte le terre rubate per la costruzione del Muro ai proprietari palestinesi!
Fermate l’Occupazione!