Ferma il Muro!
Solidarietà con la Giornata Internazionale contro il
Muro!
Noi, i firmatari di questa petizione, esprimiamo il nostro orrore
e sgomento di fronte all’ Muro dell’Apartheid che lo stato d’Israele sta
costruendo nei Territori Occupati Palestinesi del ’67 e chiediamo ai
popoli e ai leader di questo mondo di usare tutta la loro influenza
affinché la costruzione del Muro venga fermata immediatamente!
Il Muro dell’Apartheid si prospetta come il piu’ grande furto di
terre dal 1967 in poi. Secondo i piani attuali , il Muro permetterà ad
Israele di controllare circa la metà della Cisgiordania e avrà una
lunghezza di circa 650 chilometri. Questa costruzione, che chiamano in
modo fuorviante “recinzione di sicurezza”, penetra per ora fino a 6 km
dentro la Cisgiordania e, in certe zone, taglierà fino a 16 km
all’interno. La logica dietro il percorso del Muro permette l’annessione
del maggior numero di colonie possibili e il controllo di enorme
quantità di terre palestinesi.
La vita dietro il Muro dell’Apartheid sarà impossibile: il popolo
palestinese, imprigionato dentro ghetti circondati da muri e spogliato
da quasi tutti i Diritti Umani, perderà gran parte delle terre, delle
risorse d’acqua e dei suoi mezzi di sostentamento. L’oppressione e la
miseria generate da questo muro sono già visibili nelle zone in cui lo
hanno già completato. Circa il 10% della popolazione della Cisgiordania
e’ colpito dalle distruzioni della prima fase del Muro e ha perso ogni
possibilità di raggiungere la terra e di guadagnarsi la vita. L’apertura
recente di tre “punti di passaggio” – istallati su terra palestinese al
fine di dividerla – e’ soltanto un’altro passo
nell’istituzionalizzazione di questo furto di terra. Durante meno di un
mese dall’apertura dei portoni, ai contadini e le loro famiglie e’ stato
sistematicamente vietato l’accesso alle loro terre - sono stati invece
umiliati, malmenati e obiettivo per i fucili israeliani. Questo Muro e i
suoi cosiddetti punti di passaggio sono disumani ed illegali.
Sotto il pretesto della “sicurezza”, Israele continua ad attuare
con la costruzione del Muro la sua politica di Occupazione,
Discriminazione ed Espulsione che porta alla pulizia etnica e la
distruzione della base materiale per la sopravvivenza e lo sviluppo
della società Palestinese nel suo complesso.
Uno stato Palestinese libero ed indipendente diventerà
impossibile. Dietro la retorica delle “trattative” gli oltre 100
bulldozer, che lavorano ogni giorno nei cantieri del Muro, costruiscono
sul terreno il percorso effettivo che sta delineano la “Road Map”.
Noi, i firmatari, siamo la voce dei popoli di questo mondo.
All’inizio di questo Millennio continuiamo ad alzare questa voce, forte
e chiara, contro guerre ed occupazione. Dobbiamo dire no a questo Muro
dell’Apartheid che costituisce - anche secondo la legislazione
internazionale - un “Crimine di Guerra”, un “Crimine di Apartheid” e und
“Crimine contro l’Umanità’”.
Le comunità colpite dal Muro, sotto gli auspici della campagna
palestinese contro il Muro, hanno indetto la “Giornata Internazionale
contro il Muro” che si terrà il 9 Novembre 2003, data della caduta del
Muro di Berlino. Chiediamo tutti di sostenere questa iniziativa
palestinese perché possa ottenere il richiamo mondiale e la spinta
necessaria per poter fermare il Muro.
Vi chiediamo di unirvi da oggi ai nostri sforzi e di far valere la
vostra influenza sullo stato d’Israele e i suoi sostenitori affinché
applichino le nostre richieste:
Fermate e smantellate il Muro dell’Apartheid Immediatamente!
Restituite tutte le terre rubate per la costruzione del Muro ai
proprietari palestinesi!
Fermate l’Occupazione!