UNA TESTIMONIANZA DELL'OCCUPAZIONE
Tra le tante situazioni oltre il limite della dignita' e
della violazione dei diritti umani a cui sono soggetti i civili palestinesi,
quello che succede agli abitanti di al-Mawasi e' certamente una delle forme piu'
gravi.
Situata nel sud della Striscia della di Gaza a pochi chilometri dalla citta' di
Khan Yunis, la zona di al-Mawasi e' diventata da due anni a questa parte una
enclave palestinese circondata dall' insediamento israeliano di Gush-Katif e dal
relativo esercito che lo "protegge".
La zona di al-Mawasi e' la zona pił ricca di acqua dolce e le sue terre sono tra
le piu' fertili di tutta Gaza, forse a causa di questo al-Mawasi deve i suoi
problemi. I circa 6000 abitanti, in prevalenza agricoltori e pescatori, sono
alla merce' dei coloni, i quali in passato hanno compiuto incursioni vandaliche
nei terreni coltivati, che oltre provocare notevoli danni economici hanno
terrorizzato la popolazione forse con lo scopo di far andare via gli
abitanti. In generale le condizioni di vita sono estremamente disagiate,
Le infrastrutture sono carenti: ci sono due cliniche mediche che provvedono solo
servizi di base, mentre per tutte la altre cure bisogna andare a Khan Yunis,
check-point permettendo, al-Mawasi e' isolata anche anche per le organizzazioni
umanitarie, infatti sia la Croce Rossa internazionale che l' UNRWA
(l'organizzazione delle Nazione Unite che si occupa dei profughi palestinesi)
non possono entrare nonostante le ripetute richieste fatte; le due scuole
elementari e medie presenti spesso sono chiuse perche' senza insegnanti che
venendo da fuori rimangono bloccati al check-point, inoltre a volte e' anche
proibito l'uso di veicoli all' interno dell'area, in questi casi i bambini
devono camminare anche sei chilometri per poter raggiungere la propria
scuola; la corrente elettrica nella maggioranza delle case e' assente, (c'e'
solo quando il generatore riesce ad essere rifornito di gasolio proveniente
dall'esterno).
Gli abitanti di al-Mawasi sono soggetti ad estreme limitazioni della liberta' di
movimento, per esempio agli uomini sotto i 50 anni non e' piu' consentito di
lasciare la zona, cosi' se si trovavavo fuori al momento dell' imposizione del
divieto non hanno piu' la possibilita' di rientrare alle proprie case e dalle
proprie famiglie. In pratica il passaggio al check-point di Tufakh (l'unico modo
per uscire da al-Mawasi) e' consentito solo alle donne ed ai bambini, se
accompagnati. La pratica del passaggio del check-point e' a totale discrezione
dei soldati israeliani, (durante il 2002 e' stato chiuso anche per 50 giorni di
seguito), normalmente e' aperto solo a determinate ore, ma e' prassi normale che
venga chiuso senza avviso preventivo, lasciando le donne ad aspettare per ore
sotto il sole, solo per raggiungere Khan Yunis che dista pochi chilometri.
Chiudere il check-point significa anche impedire alle donne di al-Mawasi di
guadagnare il necessario per il sostentamento della famiglia, visto che i
prodotti che vengono coltivati devono essere portati al mercato di Khan Yunis
per essere venduti.
Con questa politica del check-point l'esercito israeliano in teoria vuole
controllare la sicurezza delle sue colonie abusive, ma in pratica e' solo un
modo per vessare tutta la popolazione civille, umiliarla nello svolgimento delle
piu' basilari esigenze umane.
Roberto del gruppo di Assopace in Palestina.