|
Cari compagni,
come abbiamo annunciato in varie occasioni, stiamo lavorando per
organizzare anche quest'anno una delegazione che si recherà in
Libano in occasione dell' anniversario dell' eccidio di Sabra e
Chatila: le difficoltà e la tristezza che ci accompagnano dopo la
scomparsa del nostro amato Stefano potete immaginarle.
In queste settimane abbiamo avuto una serie di contatti con i nostri
amici libanesi e palestinesi, dal coordinatore delle Ong palestinesi
e arabe in Libano Qassem Aina, al direttore del quotidiano
progressista libanese Talal Salman per finire con le autorit à
locali del comune di Gobheiri - il municipio nel cui territorio si
trova il campo di Chatila: tutti ci hanno confermato l'utilità di
una nostra presenza a Beirut, soprattutto dopo i recenti fatti che
hanno riportato drammaticamente alla ribalta delle cronache
internazionali l'esistenza dei campi profughi palestinesi in Libano.
Il gioco al massacro continua sulla pelle dei rifugiati dimenticati
nei ghetti del Libano dal 1948: le provocazioni e le uccisioni parte
di gruppi contro cui gli stessi palestinesi hanno lanciato da tempo
l'allarme riconfermato il preoccupante uso del terrore per rendere
marginali le organizzazioni che, insieme ai palestinesi, si
oppongono alle occupazioni USA e israeliana nell'area mediorientale
e per accendere la miccia di una possibile guerra civile.
Il quadro di crescente tensione ci conferma la necessità una
iniziativa tesa a rompere l'isolamento dei palestinesi e dei loro
sostenitori. Per questo abbiamo confermato proprio nello spirito
condiviso con Stefano la presenza di una delegazione italiana a
Beirut nei giorni in cui saranno ricordati i martiri di Sabra e
Chatila con i seguenti obiettivi:
1) Ricordare la necessità di continuare la lotta per non dimenticare
l’eccidio del 1982 e per chiedere che sia resa giustizia alle
vittime di quell’offesa alla vita.
2) Ricordare al mondo la tragica situazione dei profughi palestinesi
in Libano – ulteriormente peggiorata dopo il recente conflitto - le
discriminazioni di cui sono vittime per quanto riguarda il lavoro e
il diritto alla proprietà immobiliare e la necessità, se si vuole
arrivare alla pace, che siano riconosciuti i loro diritti a
cominciare da quello al ritorno (realizzabile poi con un accordo tra
le parti).
3) Sostenere la resistenza palestinese e libanese e l’indipendenza e
la sovranità del Libano e della Siria di fronte al tentativo Usa di
soffiare sul fuoco delle differenze etniche e religiose per
riassumere (insieme alla Francia) una sorta di mandato coloniale sul
Libano e utilizzare la Repubblica dei Cedri per portare avanti un
progetto di destabilizzazione e di frammentazione, nonostante i
tragici risultati dell’esperienza irachena, della Repubblica Araba
di Siria
4)Rivendicare il diritto di ogni popolo a lottare contro il proprio
occupante e sostenere le popolazioni libanesi messe in ginocchio
dall'invasione e dai bombardamenti, criminali, che gli israeliani
hanno compiuto la scorsa estate.
Gli appuntamenti principali del viaggio (sperando di potervi fornire
al più presto un’agenda più esatta):
1) Visitare i campi profughi palestinesi
(Beirut, Tripoli, Sidone, Valle della Beqaa) ed esprimere la nostra
solidarietà ai rifugiati, alle loro organizzazioni politiche, alle
forze della resistenza palestinese e ai parenti delle vittime
dell’eccidio del 1982.
Incontrare il nuovo rappresentante dell’Olp a Beirut.
2) Visitare i quartieri meridionali di Beirut
e il Sud del paese nella zona di confine con Israele e incontrare
gli esponenti locali della resistenza libanese (Hezbollah) per
esprimergli la nostra solidarietà e amicizia contro l'occupante
israeliano;
3) Visitare la città di Sidone e incontrare il
sindaco progressista della città
4) Incontrare i rappresentanti delle
istituzioni e del parlamento dal presidente della repubblica Emile
Lahoud a quello del parlamento, Nabih Berri, alle commissioni
diritti umani ed esteri del parlamento, per esprimere loro la nostra
solidarietà nei confronti dei tentativi di esasperare le tensioni
confessionali, dividere le forze politiche, spezzare i tradizionali
rapporti storici, umani, culturali e politici tra il Libano e la
Siria, disarmare la resistenza palestinese e libanese, arrivare ad
un nuovo trattato di pace separato tra il Libano e Israele.
Da tener presente che quest’anno il nostro
viaggio precederà di pochi giorni la contestatissima elezione del
Capo dello Stato: dunque è possibile che alcuni incontri
istituzionali possano saltare. Per quanto riguarda i palestinesi
esprimeremo ai rappresentanti delle istituzioni e delle forze
politiche, nel rispetto della sovranità libanese, l’augurio che
siano rimossi gli ostacoli legislativi ad una piena parità di
diritti nel campo del lavoro e della proprietà per i rifugiati
palestinesi. Il tutto nel rifiuto di ogni progetto teso a
naturalizzare i palestinesi in Libano cancellando il loro diritto al
ritorno sancito dalla risoluzione dell’Onu 194.
Più in generale è nostra intenzione smentire nei fatti, con la
nostra presenza, la teoria di uno «scontro di civiltà» sostenuta
dall’Amministrazione Usa, ma anche dai settori islamisti più
radicali, come quelli protagonisti del grave assedio del campo di
Nahr Al-Bared, e già presenti nel campo di Ain al-Hilweh nei pressi
di Sidone. A tale riguardo riteniamo della massima importanza
sostenere il lavoro svolto dai ragazzi di questo campo (di oltre
70.000 abitanti) dalla Ong Beit Atfal Assoumud (nostra partner nel
viaggio) unico vero argine al lavoro dei gruppi estremisti
fondamentalisti.
Al di là di queste attività, naturalmente, porteremo anche quest’anno
i nostri fiori alla fossa comune all’ingresso del campo di Chatila
con le Ong palestinesi, i rappresentanti del comune di Ghobeiry, le
forze politiche palestinesi e libanesi della periferia nel giorno
dell’anniversario della strage.
Il viaggio sarà per tanti di noi, sicuramente per tutti coloro che
lo hanno conosciuto, l'occasione per continuare il lavoro iniziato
da Stefano Chiarini in favore dei rifugiati palestinesi :
ricorderemo in varie iniziative la sua figura di intellettuale e di
militante, senza il cui impegno non sarebbe esistito il Comitato Per
non dimenticare Sabra e Chatila.
NOTIZIE PRATICHE
Il viaggio avrà luogo da lunedì 10 a
sabato 15 settembre: sarà effettuato con la
compagnia libanese Middle East Airlines (MEA) al
costo di 389 euro (tasse incluse). La prenotazione
va fatta presso il comitato organizzatore entro il
15 giugno contestualmente al versamento di 100 euro
(Conto corrente bancario n° 63105/32
intestato all'associazione "Per non dimenticare.
Onlus" presso la Banca di Roma - filiale 10 via
Monte Santo 48 - 00195 Roma ABI: 3002, CAB: 05021,
CIN: j. Ovviamente sarà restituita in caso di
cancellazione) per l'iscrizione e le spese di
trasporto in Libano. Quest'anno rispetto al passato
c'è una novità: mentre il volo di lunedì 10 per
Beirut fa scalo sia a Roma che a Milano, il ritorno,
sabato 15 settembre il rientro è previsto solo su
Roma..
L'Agenzia di viaggi presso la quale ci siamo rivolti
è la Majesty Tour che si trova a Roma, in Via Sestio
Calvino 45, telefono 06 71072193, fax 06 7100504.
Chiedere di Barbara o Loredana.
Il pagamento del biglietto aereo di euro va fatto
entro il 15 luglio presso l'Agenzia o tramite
bonifico bancario a: Banca di credito cooperativo di
Roma - agenzia 23 C/C 7092 - intestato a Majesty
Tour srl ABI 8327 - CAB 03223 - CIN S.
Nel caso facciate il bonifico è importante inviare
un fax con la dicitura
«bonifico gruppo Beirut settembre» alla stessa
Agenzia al numero 06 7100504 ed informare anche il
Comitato con una mail.
ALBERGHI
Per l'albergo il comitato Per non
dimenticare Sabra e Chatila si limiterà a fare le
prenotazioni per ottenere il massimo sconto
possibile e poi ognuno pagherà per suo conto.
Conviene il pagamento in dollari e non in euro.
Anche quest'anno abbiamo scelto per un buon rapporto
qualità prezzo l'hotel Casa D'or. Il costo di una
camera singola si aggira attorno ai 50 dollari a
notte per la singola; 65 Usd per la doppia, 75 per
la junior suite (trasformabile in tripla con un
sovrapprezzo di circa 10 dollari), 85 per la
business suite anch'essa trasformabile in tripla con
un sovrapprezzo di dieci dollari. I prezzi, che
comunque sono ancora indicativi, vanno maggiorati di
un 10% di tasse. Nel prezzo è compresa la prima
colazione. Tutte le camere hanno aria condizionata e
prese per il collegamento internet (a pagamento).
Da tener presente anche che il visto verrà fatto
all'aeroporto e costerà circa 15 euro.
A tale proposito occorre ricordare che non è
possibile ottenere il visto di ingresso in Libano se
si hanno timbri israeliani, anche quelli di
espulsione o di ingresso vietato. In tal caso
occorrerà rifarsi il passaporto (tenendo conto che
nei mesi estivi i tempi sono di gran lunga più
lunghi).
Per la partecipazione ed altre
informazioni:
Stefania Limiti 339 24 232 19
Monica Maurer 333 57 999 74
Maurizio Musolino 335 53 008 61
|