A Stefano
Zac.
Una lampadina s'accende
e luce arriva nella penombra
a scaldare le parole
a incoraggiare le cose giuste
e a scoprire quelle vere
spingendo se stesso
oltre la solita tiritera di opportunismo
e convenienza
a prendere le difese di chi
nella guerra di ogni giorno
non chiede saluto,
né trincea, né aiuto
anche se si combatte da soli,
anche se ci si ritrova soli
con un megafono
invisibile e virtuale
a gridare parole
che altri
non conoscono nemmeno.
Poi, all'improvviso
una sera più sera delle altre
- in un buio tanto più nero
di quello che albergava
nell'inchiostro della biro -
una nuova luna si porta via
il suo nome, i suoi occhi
e una sigaretta non finita,
quasi a ricordare lo strappo
a sottolineare il furto
in un vortice senza nome
in un vortice senza tempo.
Zac. Una lampadina si spegne.
E si torna al buio.
Ramon Parral