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Messaggi su Stefano Chiarini
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Stefano: un amico e un compagno
sornione e testardo della causa palestinese CI MANCHERAI, STEFANO Attorno alle 18 di oggi è improvvisamente morto nella sua
casa romana Stefano Chiarini, giornalista del quotidiano Il
Manifesto. Se lo è portato via un infarto, non c'è stato niente
da fare. Il Medio oriente era da sempre la sua passione, ed è
stato l'unico giornalista italiano ad essere presente a Baghdad
durante la prima Guerra del golfo, nel 1991 ed a tornarci anche
in questi ultimi anni, sfidando la guerra e quegli squadroni
della morte che hanno fatto pagare con la vita molti giornalisti
troppo curiosi. Un abbraccio da tutta la redazione di Radio Città Aperta Abbiamo perso un amico, un compagno ma soprattutto un uomo che ha dedicato la sua vita alla causa dei popoli oppressi e soprattutto al popolo palestinese. La perdita di Stefano Chiarini, è incommensurabile. Le ultime due volte che abbiamo incontrato Stefano sono
momenti che custodiamo con amore nei nostri cuori: Tutto il nostro cordoglio alla sua compagna e ai due
giovanissimi figli. Caro Stefano, dall’ Italia al Medioriente sono tanti a ricordarsi di te. Da
Sabra e Chatila, dal sud del Libano, da tutti gli angoli della
Palestina, da Baghdad, migliaia e migliaia di persone
ricorderanno quell’uomo onesto, giusto che nei momenti cruciali,
anche di grande pericolo ha voluto stare o meglio vivere vicino
alle popolazioni oppresse. Shokri Hroub (U.D.A.P.) Sono sconvolto nell'apprendere la notizia
della scomparsa di Stefano Chiarini ,avvenuta pochi ore fa nella
sua abitazione a roma. Stefano Chiarini era uno dei rarissimi
giornalisti onesti che circolano in Italia dove, come si sa, la
quasi totalità è fatta da mercenari "intellettuali" sempre
disposti a qualunque menzogna, a qualunque denigrazione, a
qualunque montatura...
sono tempi molto duri per noi palestinesi. Non avremmo mai
immaginato o sognato di assistere a quello che sta accadendo
oggi fra di noi a Gaza, dove un palestinese spara ed uccide
un'altro palestinese. Una guerra civile vera e propria, che è
anche la conseguenza del fallimento della politica
internazionale. Il giornalismo italiano perde oggi una grande voce libera, acuta e cosciente Ne sentiranno la mancanza in molti soprattutto i popoli oppressi del Medio Oriente Con grande rammarico e tristezza vi comunichiamo la notizia, di poche ore fa, dello spegnimento del giornalista de il manifesto il compagno Stefano Chairini a causa di un malore al cuore. Gli arabi ed i palestinesi dell’Unione Democratica Arabo Palestinesi in Italia presentando il loro sincero e sentito cordoglio si stringono fortemente ai famigliari e parenti di Stefano nel loro dolore. Appena sapremo, quando ci saranno i funerali, ve lo comunicheremo subito. Ai funerali, preghiamo i nostri amici arabi di esserci tutti
dando un segnale di riconoscimento alla bravura, sensibilità,
solidarietà ed umanità di questo compagno che porteremo nei
nostri cuori. Oggi ho perso un solido compagno, un amico gentile, un grande
giornalista. Un abbraccio intenso a tutta la redazione del Manifesto ed alla sua adorata famiglia. Ciao Stefano, mi manchi già tantissimo. Iacopo Venier (Responsabile Esteri Partito dei
Comunisti Italiani) Non ho parole adeguate per comunicarvi la notizia della morte
di Stefano Chiarini. Non ci posso credere... Ma il destino si accanisce sui migliori ? Stefano carissimo, preziosissimo, ammirevole... E' troppo grande il dispiacere. Nella Ginatempo cari compagni, che dire? Sono letteralmente annichilito dalla
notizia! Noi compagne e compagni del Centro Sociale Vittoria di Milano
abbiamo appena appreso la dolorosa notizia della scomparsa di
Stefano. Ciao Stefano I compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria di Milano Apprendiamo in questo momento la notizia della morte di
Stefano Chiarini: Molto molto addolorata. La sua purezza, la sua serietà lo sentivo come un fratello. Teneteci informati flavia donati una vera tragedia. io che per anni raccolgo materiale sulla Palestina, potete capire come mi sento: triste, notificate mie condoglianze alla famiglia per favore. muore un amico della Palestina, ragione di più continuare il nostro impegno per ricordarlo in eterno. alex schiavi con immenso dolore apprendiamo della tua scomparsa, carissimo
stefano. sono dispiaciuto di questa grande perdita' condoglianza al
forum e la traducco e diffondo alla mia lista (delle traduzioni del
manifesto in francese), Stefano à quello che ho di più tradotto
gli articoli ; non riesco a immaginare la lotta con la sua
assenza... Stefano è morto. Per chi ha la Palestina nel cuore è morto un pezzetto di sé. Stefano era un giornalista vero, come ce ne sono pochi, molto pochi in Italia. I suoi meriti sono stati non solo l’onestà nel fare il lavoro di informazione, ma anche di amare la verità e la giustizia schierandosi apertamente contro quella che è l’ingiustizia profonda: la Palestina, se si continua a parlare dei crimini israeliani di Sabra e Chatila lo si deve a lui. La prima cosa che facevo dopo aver acquistato il giornale su cui scriveva regolarmente, era di guardare il suo articolo che mi faceva vivere e conoscere l’Irlanda, la Palestina, l’Iraq, il Libano; leggevo e sapevo, ero certo di sapere. Dal Manifesto del 2 settembre del 2000: E i palestinesi? Il mondo pensa veramente che si possa arrivare alla pace ignorando la loro esistenza? Il mondo pensa veramente che si possa continuare a negare loro una casa, un lavoro e, nel caso di Chatila, anche una degna sepoltura? Noi del manifesto non lo pensiamo. E abbiamo deciso di batterci perché il ricordo di quei morti non vada perduto. Che venga data loro una degna sepoltura. E siamo stati sommersi di lettere di sostegno. Una risposta che è anche una speranza di giustizia. Se ognuno portasse a Chatila un fiore nessuno potrebbe più ignorare quella fossa. Per quanto ci riguarda il sedici settembre noi saremo li con il "nostro fiore dall'odore del sangue ma anche del gelsomino". Ci sono morti che pesano come piume, altre che pesano come montagne: per noi, che amiamo la Palestina, la giustizia e la verità, che siamo contro l’imperialismo americano e contro il sionismo oggi ci troviamo a subire questa immensa perdita. Sarà più difficile ma dovremo saper andare avanti anche senza Stefano. Il suo ricordo lo porteremo nel cuore e nelle piazze per farlo vivere ancora. Un abbraccio forte ai suoi familiari Francesco Giordano Orribile, siamo tutti più poveri e la politica e il
giornalismo italiano Non mi sono fatto più vivo perchè ho avuto qualche casino
personale di troppo, e pure noie di salute ... MA ora, davanti a
questa notizia arrivatami or ora, non posso tacere. Ho saputo adesso di Stefano, sono sorpreso e sconvolto, non
bastano le Raffaele Della Corte Con Stefano Chiarini la Palestina ha perso un amico sincero,
uno che non ha mai intrapreso la strada del compromesso e che ha
saputo sempre e senza esitazioni individuare la differenza tra
oppresso ed oppressore, documentandola e promuovendone la
conoscenza con le sue puntuali corrispondenze dal campo, con i
viaggi in Libano del comitato “Per non dimenticare Sabra e
Chatila”, con il contributo attivo, e preziosissimo, a tutte le
campagne di solidarietà con il popolo palestinese.
Il messaggio del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina Alla famiglia di Stefano Chiarini Ai suoi amici e compagni Ai membri del Comitato (Per non dimenticare Sabra e Chatila) Vogliamo essere vicini a Voi e vicino a Stefano che ha vissuto nelle viuzze dei campi profughi palestinesi e nel campo di Chatila e per tutta la dimensione della causa palestinese. Stefano non era un testimone ma ha messo la penna di fronte ai proiettili, contro la morte e per tenere viva la memoria dei nostri caduti contro il dimenticatoio ed il silenzio. Abbiamo conosciuto Stefano che è stato sempre vicino a noi, nei momenti di grande paura anche di disperazione ma soprattutto nella nostra lunga attesa di incontrare un sogno in comune che è la libertà. Stefano è un italiano con un cuore palestinese, ha combattuto sul fronte della memoria per non dimenticare il genocidio, la patria e la resistenza. Alla sua famiglia vogliamo dire che Stefano ha voluto appartenere ad una grande famiglia che è l'umanità ed ha avuto un'identità che è la coscienza che non muore mai e noi saremo la continuazione dello spirito col quale lavorava Stefano, per non dimenticare chi non ha dimenticato i nostri caduti. Stefano,tu rimarrai vivo nella nostra memoria per sempre. Permettici si salutarti come facciamo con tutti i nostri cari avvolgendoti con una kefia che per noi è il simbolo di orgoglio e dignità per tutti gli uomini come te che hanno lottato per un'umanità libera e giusta. Tu hai sempre avuto un grande cuore, hai voluto abbandonarci presto, soprattutto in un momento in cui abbiamo molto bisogno di te perché la nostra strada è lunga. Sarai sempre con noi il 27 settembre di ogni anno, diremo a tutti che tu sei presente, che tu sei un fiore nel cuore di tutti i palestinesi. Stefano ci hai insegnato una lezione che non dimenticheremo e che trasmetteremo alle future generazioni: quando i cuori sono grandi come il tuo, scompaiono le frontiere e si costruiscono i ponti per mano di uomini semplici come te perché in fondo noi siamo fatti di valori e posizioni coraggiose come le tue. Ti salutiamo e ti promettiamo di continuare sulla tua strada per sconfiggere i nemici dell'umanità e per realizzare la nostra libertà. A te la gloria e alla nostra causa la vittoria. Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina I figli dei campi profughi nel Libano
A testa alta, sempre.
PER STEFANO CHIARINI Abbiamo battuto le stesse terre, abbiamo frequentato le stesse facce, le stesse voci, abbiamo percorso gli stessi marciapiedi sfasciati da embarghi e bombe, ci siamo incisi dentro gli stessi bimbetti squarciati, abbiamo nuotato nello stesso sangue, abbiamo gridato sul muso agli stessi delinquenti, abbiamo smerdato gli stessi ignavi, abbiamo detto e scritto cose impertinenti e gravissime, abbiamo stracciato tante cortine di bugie, quasi da soli… Ma tu eri sempre un passo avanti. Sapevi il nome di quel vicolo di Basra, avevi sulla punta delle dita tutti i quartieri di Beirut, conoscevi le cent o confessioni e sottoconfessioni, i grandi e i miseri e i testi di cinquemila anni di imperi e migrazioni sotto i palmeti. Con un sorriso ti confondevi tra martiri, eroi e testimoni, con un ghigno inoppugnabile stendevi cialtroni e fasulli. Eri di casa dappertutto e c’era chi ti detestava e chi ti adorava, a te appeso come alla scheggia strappata al muro dei silenzi o degli inganni. Nessuno ti poteva ignorare. Hai presente quell’alza bandiera su Iwo Jima. Era una finta. Noi abbiamo presente un’alzabandiera che non c’è, ma vero: quello delle bandiere degli arabi perduti e redivivi, dunque dei popoli dl mondo, che tu continuavi ad innalzare da palchi e nelle piazze, in colonne di piombo e in marce di verità e di lotta. Oggi, mi devo guardare attorno, nella trincea siamo rimasti in pochi. Manca la tromba dell’assalto. Ma stai allegro, quelli che stavano con te oggi ti piangono, ma, se ti guardi attorno, li vedrai ancora tutti lì, a ricordarti, a riascoltarti, a cantarti, a portarti appresso in prima fila. Come il Che. Ti sembra un accostamento azzardato. Non lo è. Un bacio, compagno di strada e di trincea. Fulvio Grimaldi. ai compagni/e di forumpalestina, mi è giunta all'estero, durante un incontro con Jumalat e
Pierre mentre stavamo proprio parlando della situazione in
Palestina, la notizia della morte di Stefano Chiarini. é una grave, una gravissima perdita, per tutti noi. ci lascia una persona mite, rigorosa, severa con se stessa, generosa, un punto di riferimento morale e intellettuale. alfredo tradardi Ancora attoniti, in ricordo di Stefano Chiarini per tutto
quanto ha speso per la Palestina. E' una perdita che ci lascia
senza forze e senza parole. Ci mancherà immensamente. Anche in
suo nome e ricordo continueremo a lavorare e lottare dalla parte
degli oppressi. Ciao Stefano. Caro Stefano,
associazione per la pace partecipo vivamente al lutto che colpisce la famiglia ed il
movimento socialista. Le compagne e i compagni romani del Movimento per il Partito
Comunsita dei Lavoratori piangono la scomparsa di Stefano
Chiarini, un grande giornalista, un grande e generoso amico dei
popoli oppressi, un grande compagno. Il coraggio e l'amore per
la verità e la giustizia che hanno segnato la vita di Stefano
saranno sempre presenti nel nostro impegno. Siamo e saremo
vicini alla compagna ed ai bambini di Stefano, ai suoi compagni
del Manifesto ed a tutti quelli con cui Stefano ha vissuto e
lottato. Le compagne e i compagni di Roma del PCL Esprimo profonda tristezza per la scomparsa di Stefano
Chiarini. In una panorama informativo sempre più omologato alla
verità del potere, la sue inchieste erano fra le poche cose
ancora in grado di suscitare interesse e desiderio di
approfondimento. Franco Ragusa Per Stefano Avevamo ancora tanto da imparare e da capire attraverso i tuoi racconti e le tue analisi. Dovevamo ancora scherzare e ridere insieme con le tue battute. Lasci un vuoto enorme nel giornalismo italiano e nella lotta per la libertà dei popoli del Medio Oriente. Ci mancherai tanto, compagno e amico. Mila – Radio Città Aperta CARO STEFANO CI VEDIAMO IN PALESTINA CARO COMPAGNO TI SCRIVO, MENTRE IL MIO CUORE PIANGE RABBIA ET
SANGUE; DR JEAN EL CHEIKH
Institut Paoli-Calmettes. Sugli articoli di stefano chiarini ci siamo cresciuti.
Stefano ci ha aiutato a capire i complessi meccanismi del
medioriente, ci offriva a portata di mano dati e informazioni in
ordine e comprensibili. Era un esempio per noi, perché sapeva
mettere in fila i fatti e trarre le inevitabili conclusioni.
Senza sconti, senza mediazioni, senza tenere conto della loro
opportunità. La sua dedizione allo studio e la sua vasta
conoscenza del medioriente gli permettevano di distillare in un
articolo quella che per noi diventava un mappa mentale, uno
strumento di orientamento e interpretazione, un punto di
partenza per cercare nuove informazioni. E soprattutto ci
sbatteva in faccia con chiarezza PER STEFANO CHIARINI “Stefano era uno studioso, profondo, calmo e silenzioso.
Capace di vivere con passione i grandi sommovimenti del mondo.
Uomo di poche parole e di grande umanità. Nel comitato Los Quinchos di Bolzano Stefano aveva amici e
compagni con i Comitato Los Quinchos Bolzano A STEFANO CHIARINI Ci sono vite che pesano come piume, altre che pesano come montagne, ci sono uomini che vivono per se stessi, altri che vivono per l’Umanità.
nei nostri cuori e nelle nostre menti.
ha dato per difendere i dannati della terra, un compagno che sempre ha lottato contro l’ingiustizia, contro la guerra
che con la parola e la penna, in Palestina, in Libano. in Irak, le bandiere ha alzato dei diritti, delle libertà.
nei nostri cuori e nelle nostre menti : il suo nome onoriamo nell’esempio, nella memoria. Gian Luigi Nespoli ADDIO STEFANO CHIARINI , FRATELLO PALESTINESE IL compagno Stefano Chiarini è morto, stroncato da un infarto
mentre era intento al consueto lavoro di infaticabile
comunicatore e sostenitore della causa palestinese e dei popoli
oppressi attraverso il quotidiano Il Manifesto,le radio
comunitarie( Onda Rossa,Città Aperta,Onda D’Urto,….),i periodici
del movimento. CONFEDERAZIONE COBAS
La morte di Stefano è stata per me un colpo durissimo. Stefano è una delle persone che più hanno segnato la mia vita e la mia formazione politica, sin da quando, nei primi anni 80, condividevamo la passione – non solo politica, ma anche culturale – per la lotta di liberazione del popolo irlandese. Gli articoli e gli interventi di Stefano sull’Irlanda, il movimento repubblicano e l’I.R.A. rappresentano un esempio insuperato di quanto sia possibile essere un giornalista impegnato e coraggioso, l’esatto contrario di quanto troppo spesso ci capita di constatare nei confronti delle grandi firme della nostra informazione. Con Stefano e i suoi amici organizzammo moltissime iniziative, incontri e concerti di musica celtica; fu Stefano a portare in Italia alcune figure storiche della lotta di liberazione irlandese, fra cui “father Desy” Wilson, sacerdote nei quartieri popolari di Belfast ovest, e Bernadette Devlin, l’icona del movimento per i diritti civili della minoranza cattolica dell’Irlanda del Nord. Stefano affiancava al suo impegno per la causa irlandese quello per far conoscere la lotta dei comunisti filippini del New People’s Army, e non credo di esagerare se dico che è stato l’unico a parlarne e farne parlare. Ricordo che tentammo insieme di ottenere un finanziamento dall’Università di Roma per uno studio proprio sulle Filippine e sul movimento popolare in quel Paese, ma il nostro progetto venne respinto, perché in quegli anni i soldi destinati alle iniziative degli studenti venivano sistematicamente rastrellati da Comunione e Liberazione e dalle sue associazioni collaterali. E’ impossibile non ricordare il coraggio di Stefano, unico giornalista occidentale insieme a Peter Arnett a rimanere a Baghdad terremotata dai bombardamenti americani ed europei, in quel 1991 che segnò il ritorno dell’Italia sulle scene della guerra guerreggiata. Gli articoli dall’Iraq di Stefano sul Manifesto e le corrispondenze dagli U.S.A. di Lucio Manisco sul TG 3 erano per me e per tanti altri il solo antidoto alla disinformazione sistematica, alle bugie di guerra profuse a piene mani, come avverrà ancora negli anni successivi, in maniera sempre più scientifica. L’impegno di Stefano sul Medio Oriente ci ha fatto incontrare nuovamente verso la fine del 2001, quando facemmo nascere il Forum Palestina. Stefano aveva già intrapreso l’avventura del Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila, ed era diventato una vera autorità in Libano, assumendo su di sé l’onere di impedire che la pluridecennale tragedia dei profughi palestinesi venisse dimenticata. E’ anche grazie al suo contributo determinante se la questione palestinese non è stata cancellata dall’agenda politica italiana. E’ stato anche grazie a Stefano se il 9 marzo del 2002 più di centomila persone sono scese in piazza a Roma a fianco dei Palestinesi, volutamente dimenticati da una sinistra malata, che aveva già fatto della sicurezza di Israele la priorità assoluta, cui tutto il resto – a cominciare dai diritti storici dei Palestinesi – doveva essere necessariamente subordinato. E’ grazie a quella manifestazione ed a quelle che sono seguite negli anni successivi se la Palestina non è stata cancellata dall’agenda politica, nonostante il proliferare di sciacalli asserviti allo strapotere delle lobby sioniste. Stefano aveva il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, e per questo si era fatto tanti nemici: per lui il sionismo è sempre stato un’ideologia razzista, Israele uno Stato confessionale e militarista, le lobby sioniste centri di potere e intimidazione. Insieme a quelli che condividevano il suo coraggio, italiani e palestinesi, abbiamo costruito centinaia di iniziative, piccole e grandi, rispondendo colpo su colpo alle provocazioni ed alle intimidazioni. E’ buffo pensare che l’episodio per me più divertente riguardo Stefano sia uno di quelli a cui non ho assistito, e che mi è stato raccontato dai nostri compagni. Nell’aprile del 2002, mentre ero nella Palestina martoriata dai tank e dai bombardieri di Sharon, a Roma era stato allestito un presidio permanente a Piazza Venezia, dove migliaia di compagni seguivano costantemente quello che si riusciva a comunicare da Ramallah, Betlemme, Gerusalemme. Un giorno, le squadracce sioniste provenienti dal vicino Ghetto tentarono di assaltare il presidio. I due schieramenti, separati solo da un fragile cordone di polizia e carabinieri, si fronteggiavano a pochi metri l’uno dall’altro, e Stefano era in prima fila fra i compagni, a gridare “assassini” ai sionisti, agitando minacciosamente il suo ombrello; un tipo, che doveva essere uno di quegli insopportabili “equidistanti”, lo tirò per la giacca, rimproverandogli i suoi toni non pacifici. Mi hanno raccontato che Stefano girò solo la testa verso di lui, rispondendogli soavemente: “Io dico quello che cazzo mi pare”. E riprese subito ad inveire contro gli squadristi. C’era e c’è bisogno di compagni che hanno il coraggio di gridare quello che cazzo gli pare, ed anche di scriverlo. Di fronte alla marea montante di conformismo, omologazione e sudditanza verso un governo amico, sì, ma dei sionisti e dei padroni, c’è bisogno di compagni che almeno assomiglino a Stefano, che abbiano un po’ del suo coraggio, del suo amore per la verità, della sua onestà intellettuale. Solo questo riesco ad augurarmi, perché conosco troppo bene Stefano per non sapere che era un uomo unico e irripetibile. Ciao, Stefano. Non lasceremo soli i Palestinesi, torneremo nelle nostre piazze e nei vicoli di Chatila, non daremo tregua alle coscienze addormentate. Ancora e sempre con la Palestina nel cuore. E con te. Germano Monti Io mi collego ed associo al dolore, che mi colpisce in prima
persona, poichè ho conosciuto ed apprezzato Stefano, il suo
aplomb, la sua capacità di prendere parte, ma con stile, durante
un viaggio a Sabra e Chatila del 2004 e poi ancora l'ho rivisto
tra Napoli e Roma...
Una persona così è difficile da trovare e per questo ci uniamo al profondo dispiacere di averlo perso. Di certo cercheremo di prendere la sua esperienza per portarlo nel lavoro di tutti i giorni. Un saluto dalle compagne e i compagni riuniti nell’Assemblea Nazionale Anticapitalista Ciao Stefano...sono passati tanti anni dal nostro primo incontro: c'era un dibattito sulla Palestina e tu eri lì in veste di giovane scrittore. Dietro un tavolo vendevi i tuoi primi libri; ne presi uno in mano e chiesi: - chi è l'autore? - Con quel tuo sorriso dolcissimo, un pò timido, confuso tra la barba e una massa di riccioli scuri, rispondesti: - Io - Ricambiai il sorriso e incominciai a sfogliare il libro...non lo comperai...lo feci poi in seguito, ma tu non sprecasti una parola per invogliarmi... anche questo era Stefano. Nonostante le infinite volte che ci siamo abbracciati e parlati, negl'anni avvenire, durante le varie manifestazioni per la scomoda causa palestinese, il ricordo più nitido, ora, in questa chiesa, confusa tra tanta gente che ti commemora commossa, a me sovviene quel quasi sussurrato “io” Caro Stefano, ti saluto con l'umidità di una lagrima e il ricordo di un sorriso...Spero di incontrarti in un mondo migliore....Ciao Stefano! Adriana Sabbatini – resp. sez. Palestina in Altri Mondi Cari amici, Mi unisco al dolore per la perdita del compagno Stefano
Chiarini La notizia della scomparsa di Stefano ci ha colto di sorpresa e ci ha addolorato enormemente. Stefano era un esempio, un uomo che i suoi ideali, la sua onesta' e il suo attivismo ci ha accompagnato nella nostra crescita politica e ha sostenuto le nostre battagle. La scomparsa di Stefano e' una perdita inestimabile per noi non solo in quanto palestinesi ma soprattutto in quanto giovani. La fiducia che ha avuto in noi, il sostegno e la partecipazione al nostro lavoro sono stati per noi fonte di coraggio e motivo di orgoglio. La passione per la giustizia con la quale ha lottato accanto ai palestinesi e alle popolazioni arabe oppresse e' e rimarra' per noi un esempio forte. Speriamo di riuscire a fare tesoro di quanto ci hai insegnato Stefano, e ce la metteremo tutta per continuare a lottare per la liberta' e la pace in Palestina e in Medio Oriente come tu hai sempre fatto nella tua vita. In questo momento tragico siamo vicini alla famiglia Stefano,
agli Associazione Giovani Palestinesi "Wael Zuaiter"
La nostra Associazione rende omaggio a Stefano, giornalista, comunista, uomo. Aggettivi rari, rarissimi se adottati nel pieno della sincerità, e noi siamo sinceri; e francamente vorremmo porgere le nostre condoglianze non solo ai suoi cari, ai suoi amici intimi, alle persone che ha amato e che lo hanno amato, ma anche a tutte quelle che ha difeso, quelle per cui ha lottato, a cui ha dato voce e dignità. Ha lasciato un enorme vuoto, non colmabile, la sua penna non toccherà più i giornali su cui scriveva e da oggi sono più poveri, privi della sua saggezza e della sua umanità. Per la nostra associazione era anche un amico, un compagno che aveva accettato di essere uno dei giurati del nostro Premio Marenostrum dedicato alla cultura migrante. Ti salutiamo compagno Stefano… Hasta Siempre, Associazione Puntocritico Caro Stefano, il tuo ricordo per me sarà sempre indelebile. Non parlo solo del giornalista, che è stato grande e al
quale, meglio di me, Elisabetta Filippi Stefano ci mancherà per sempre. Non sarà la stessa cosa
continuare senza di lui, senza poter parlargli dei progetti,
delle attività da fare; senza chiedergli "Quando vai in Libano?"
o "Quanto resti qua? Riesci a venire a questo incontro a
Trieste?" con lui che rispondeva sempre si, sempre disponibile,
sempre gentile e pronto ad ascoltare. Cari amici vi sono vicino in questo momento possa il ricordo di Stefano dare anoi tutti la forza e Gualtiero Via Cari/e compagni/e, Vorremmo esprimere il nostro cordoglio per la scomparsa di Stefano Chiarini. Al di la della facile emozione dei momenti di disgrazia e della retorica del necrologio,vorremmo ricordare la figura umana di Stefano ed il suo grande impegno intellettuale per i popoli del Medio Oriente e per tutti i popoli oppressi. Gli intellettuali non servono a gran ché quando si pensano come punto di riferimento solo per coloro che riescono a capirli e ,soprattutto, quando scelgono di tirare le proprie conclusioni disturbando il meno possibile. La coerenza si misura con quella che è la realtà e prendendo cioè una posizione chiara,definita. A maggior ragione quando c'è di mezzo il saccheggio e la violenza esercitata come sistema di interessi su popoli interi. In questo panorama di intellettuali, eredi della cultura cortigiana del Principe, Stefano si è distinto, scegliendo di stare dalla parte delle vittime coerentemente come compagno e come uomo.Di passare dall’impegno culturale come giornalista all’atto di solidarietà e militanza. Per questo pensandolo non possiamo non vedere il panorama squallido del giornalismo italiano,compreso anche un certo di sinistra. La mancanza di Stefano per noi sarà pari all’abisso che lo separava da tutto questo. Il Medio Oriente e la Palestina sono lo specchio dei nostri tempi, la misura della vigliaccheria politica e dell’inanizione politica delle nostre democrazie e della nostra libertà d’informazione. Nelle parole e nei pensieri ha vissuto da uomo coraggioso, per i palestinesi e’ un martire caduto nella loro lotta e avvolto nella loro bandiera. E con un proverbio palestinese,caro Stefano, ci piacerebbe salutarti:chi non ha paura di morire,non muore mai. Mauro Ghignoni ex cooperante Cric Palestina Paola Chiari Michele Carlomagno ex cooperante Cric Palestina Ester Gallo prof.a contratto Universita’di Perugia Walter Santoni circolo PRC Chiusi Luca Scaramelli Abed Seyaj Massimo Casagrande prof. a contratto Universita’di Sassari Andrea Cenni Marco Bistacchia ciao Stefano, ti saluto con affetto augurandoti un viaggio quieto e luminoso. Sei stato un modello, un padre spirituale, una guida, tu che sapevi smascherare le ideologie che impestano questo mondo. Ai compagni del Forum Palestina, agli amici della Palestina, del Libano, dell'Iraq, ai compagni di viaggio, dico che non tutto è perduto perché quello che Stefano ha saputo costruire e creare continuerà e durerà nella memoria di tutti. A Beirut dunque, a Baghdad, in Palestina e in Italia, per stare dietro ai tuoi passi, caro Stefano, come sempre, in solidarietà patrizia viglino |