PALESTINA
MERCOLEDI' 3 aprile 2002
Dheishe, 03-04-02 hr23:00 by
imc italia
A Betlemme la situazione nelle chiese, specialmente nella chiesa dell Nativita`,
continuano ad essere molto difficili. Poche ore fa attreverso Al Jazera TV siamo riusciti
ad avere una corrispondenza con uno dei civili tenuto in ostaggio nella chiesa . Non hanno
cibo, acqua e elettricita` e una persona e` gravemente ferita. I civili si appellano alla
Croce Rossa e alla Comunita` Internazionale per portare soccorsi e assistenza medica.
Ma l`esercito dopo aver permesso alla Croce Rossa di mandare un`ambulanza per recuperare i
corpi, ha arrestato tutto il team medico.
Nel frattempo oltre che a Betlemme si sta alzando il livello del conflitto anche a Nablus
e a Jenin.
Violenti scontri sono esplosi stasera a Nablus, mentre colonne di carri armati (circa 400)
e di veicoli blindati israeliani facevano il loro ingresso nella maggiore citta' della
Cisgiordania controllata dall'Autorita' nazionale palestinese. Secondo fonti palestinesi,
i mezzi corazzati hanno incontrato una strenua resistenza in almeno tre punti mentre
attorno al campo profughi di Balata. Per il momento si ha notizia del ferimento di almeno
quattro palestinesi.
La popolazione di Nablus, che conta circa 180 mila abitanti, negli ultimi giorni aveva
fatto rifornimenti di viveri e di altri generi di prima necessita' in previsione
dell'assalto.
Un grande numero di carri armati sta cercando di entare a Jenin dalla parte Ovest della
citta`. La resistenza, anche in quella zona e` molto forte e ci sono combattimenti di arma
da fuoco in corso. Oggi pomeriggio i combattenti palestinesi hanno fatto saltare in aria
un carro armato, uccidendo tutti i soldati a bordo.
E l`esercito continua a mirare contro i civili ed il personale medico: anche a Janin oggi
e` stato aperto il fuoco contro un abulanza, senza fortunatamente aver ferito il personale
medico.
Oggi le forze israeliane hanno occupato un`altra cittadina
della Cisgiordania, Salfit che con Nablus e Jenin si vanno ad aggiungere a
Betlemme,Tulkarem, Qalqiliya e Ramallah, dove il presidente palestinese Yasser Arafat
continua ad essere assediato nel suo 'bunker'.
aggiornamenti da altremappe
3.4.2002 23.00, Beirut MIGLIAIA IN PIAZZA A BEIRUT,
80 FERITI IN SCONTRI - Una ottantina di feriti: questo il bilancio di scontri tra
le migliaia di manifestanti scesi in piazza a Beirut e le forze anti-sommossa libanesi.
Fonti del gruppo islamico sciita di Hezbollah (Partito di Dio) riferiscono che i feriti
sono almeno 75 manifestanti che protestavano contro l'offensiva israeliana nei Territori
palestinesi e 4 agenti. La polizia, riferiscono testimoni oculari, ha caricato usando gas
lacrimogeni quando il corteo ha cercato di raggiungere l'ambasciata Usa a Beirut, nella
parte nord della capitale libanese. Altre migliaia di manifestanti, in maggioranza
palestinesi, avevano protestato ore prima davanti agli uffici dell'Onu, circondati da un
imponente servizio di sicurezza, urlando slogan contro Israele e contro gli Usa, accusati
di "coprire i crimini commessi da Ariel Sharon". Critiche anche ai paesi arabi
per la loro mancata difesa dei palestinesi. (AGI)
3.4.2002 22.30, Baghdad - La polizia ha dovuto contenere 20.000 persone,
in maggioranza palestinesi immigrati, che oggi a Baghdad hanno tentato di fare irruzione
in una sede dell'Onu. C'era molta rabbia tra i manifestanti e gli slogan piu' urlati
quelli contro Egitto e Giordania - unici due paesi arabi ad avere rapporti diplomatici con
Israele - cui si chiede di tagliare ogni contatto e agire contro lo stato ebraica.
Innalzando gigantografie di Yasser Arafat e Saddam Hussein i manifestanti hanno incendiato
bandiere israeliane e hanno ripetutamente invocato la Giordania, la Siria e l'Egitto - i
tre paesi che confinano con Israele - di consentire il passaggio di volontari disposti a
lottare al fianco del popolo palestinese. (REUTERS)
Jenin resiste
da Al Jazeera www.aljazeera.net
3.4.2002 h 17.30 GMT
Il corrispondente di Al Jazeera in Palestina afferma che i carri armati israeliani si sono
ritirati dai dintorni del campo profughi di Jenin, dopo il fallimento di numerosi
tentativi di invasione.
Dozzine di carri hanno fatto irruzione nella citta' all'alba, ma non sono riusciti a
raggiungere il centro a causa della forte resistenza opposta dai militanti palestinesi,
dotati di armi leggere.
I combattenti caduti sono sei, ai quali vanno aggiunti un'infermiera ed un quattordicenne,
colpiti dal fuoco israeliano diretto su abitazioni civili.
La resistenza palestinese ha ucciso un soldato israeliano e ne ha feriti altri tre. Hanno
inoltre danneggiato due carri armati ed un bulldozer. Sono successivamente riusciti ad
impadronirsi di tre fucili M-16, sorprendendo una squadra delle forze speciali israeliane
mentre compivano un'incursione.
aggiornamenti da altremappe
3.4.2002 ore 16.30 Dal Media Center di Gerusalemme. Resoconto
della manifestazione al check point di Al Aram.
Si è conclusa la manifestazione al ceckpoint di Al Aram.
La manifestazione è stata molto partecipata: vi hanno preso parte circa 5000 pacifisti,
militanti di associazioni e movimenti Palestinesi, pacifisti Israeliani, attivisti
internazionali. Erano presenti anche circa 400 italiani di Action for Peace ,della Rete No
Global e dei Disobbedienti. Un primo lancio di lacrimogni e bombe assordanti da parte
della polizia Israeliana ha fatto arretrare il gruppo di circa 700 persone che si era
posizionato immediatamente davanti al checkpoint.
In un secondo momento i manifestanti hanno fatto pressione sul cordone dei poliziotti
isaeliani in assetto antisommossa per far passare un convoglio umanitario che doveva
dirigersi a Ramallah.
Non appena il convoglio è riuscito a passare i dimostranti sono stati nuovamente caricati
con gas e bombe assordanti e spinti indietro a forza.
Nel frattempo facevano ritorno a Gerusalemme , passando per lo stesso checkpoint , alcuni
degli Italiani che si trovavano a Ramallah.
Mentre la manifestazione stava per sciogliersi ed i manifestanti si accingevano a tornare
ai propri pulmann, questi sono stati nuovamente attaccati. Questa volta la polizia ha
usato anche i manganlli e sono state viste molte persone picchiate selvaggiamente dai
poliziotti israeliani. Sembrebbe che qualcuno sia stato anche fermato.
Qualche testimonianza parla di un lancio di pietre da parte di alcuni coloni che
stazionavano nei pressi della manifesazione e che avevano, già in precedenza, provocato
ripetutamente i manifestanti.
Comunicato Stampa delle
Delegazioni Internazionali presenti nei campi profughi
by imc italia a Deheishe 3:32pm Wed Apr 3 '02
COMUNICATO STAMPA da parte delle DELEGAZIONI INTERNAZIONALI presenti nei campi
profughi di BETLEMME
La situazione nei territori palestinesi si sta aggravando di ora in ora. L'esercito
israeliano ha ormai occupato tutte le aree della Cisgiordania e di Gaza, negando ogni
movimento a civili, internazionali, giornalisti ambulanze.
Vengono compiuti massacri indescrivibili dalle forze delle esercito israeliano, nessuno ha
la garanzia di rimanere in vita, nessun diritto internazionale e' garantito. (quarta
convenzione internazionale di Ginevra).
Per questo motivo le delegazioni internazionali composte da italiani, francesi, svizzeri,
americani, tedeschi e olandesi che sono presenti nei campi profughi palestinesi della zona
di Betlemme per la protezione della popolazione civile dalle rappresaglie israeliane, e
per testimoniarne le violenze, pongono la seguente condizione: la garanzia di un corridoio
umanitario aperto alla possibilita' di movimento alle ambulanze per il soccorso dei
feriti, agli aiuti alimentari, alla stampa, al movimento dei civili e di tutte le
delegazioni internazionali che rimarranno presenti a sostegno della popolazione
palestinese.
Facciamo un appello a tutti i governi per condannare e fermare questa occupazione
illegittima che non portera' mai a una risoluzione del conflitto israelo palestinese.
Contatti:
in italiano - 0039 339 60 66 408 - coordintifada@yahoo.it
en francais - 0041 78 711 65 36 - f_ch_palestine@hotmail.com
E' possibile utilizzare entrambi i contatti per
comunicazioni in lingua inglese.
Betlemme: peggiorano condizioni
delle famiglie assediate
by IMC Italy 9:48am Wed Apr 3 '02
Ancora numerossissime le famiglie, con bambini, donne e anziani presenti nelle
chiese di betlemme e nel municipio assediati dall` esercito iraeliano. la situzione e`
sempre piu drammatica. Continua il divieto imposto da Israele per qualsiasi ambulanza di
transitare nell` area di Betlemme e di soccorrere i feriti o addirittura di avere un
statistica esatta del numero di morti e feriti che in queste ultime ore sembra sia
aumentato grazie i combattimenti che si sono susseguiti tutta la notte. I militari hanno
fatto esplodere la porta del Municipio per intimare le fmiglie ad uscire, ma ancora non ci
sono riusciti. Aumenta il terrore e le condizioni delle famiglie peggiorano: manca acqua,
cibo, elettricita`e i cellulari non funzionano, e `impossibile per le persone comunicare
da li. E` anche stato imposto il coprifuoco totle e quindi e ` s impossibile per gli
osservtori internazionali e per i medici di recarsi nei pressi di bBtlemme.
Noi da Dheisheh sentiamo spari ed esplosioni e aspettimo il momento giusto pr recarci con
i volontari dell` ONU edell` UNRWA a soccorrere i feriti.
Deheishe: cosa vuol dire
coprifuoco!
by gekked 9:40am Wed Apr 3 '02
ci chiedevamo: cosa vuol dire coprifuoco?
corrispondenza dal campo di Deheishe, ore 10.30
Bloccati da circa 35 ore nel centro culturale Ibdaa dala guerra senza tregua che sta
sconvolgendo Betlemme, io e un'altra persona avevamo deciso di prendere una boccata d'aria
e dare un occhiata per capire quanto fosse stretto il coprifuoco.
Siamo usciti. Il cielo e' grigio e piove, ma l'aria e' fresca e piacevole, la
"liberta'" e' fresca e piacevole, e' bello poter respirare a pieni polmoni e
sentire la pioggia. "potrebbero interrompere il coprifuoco per un attimo!"
pensiamo all'unisono, fantasticando di recuperare sigarette e di fare una passeggiata con
la macchina fotografica.
Poi abbiamo visto tre giornalisti camminare lentamente lungo la strada davanti a noi,
intenti a fotografare il risultato di un giorno di guerra. Le nostre possibilita'
aumentavano sensibilmente a questo punto!! "Delle persone stanno camminando per
strada!" pensiamo.
Cominciamo a lasciare il portico dove siamo e a dare un occhaita sulla strada,
vagabondando qualche decina di metri.
E poi... una raffica... soldati dell'esercito israeliano stano sparando ai tre giornalisti
che avevamo appena visto camminare. Non li vediamo piu' adesso.
Ritorniamo al volo dentro Ibdaa, ridendo come pazzi per il briciolo di liberta' atipica
appena vissuto, realizzando come fosse piu' un illusione che altro. In un certo senso e'
esilarante.
A quel punto i colpi di fucile mitragliatore si fanno piu' vicini. Alcuni colpi
raggiungono la porta dalla quale siamo appena rientrati, e una delle finestre che danno
luce alle scale si rompe attraversata da un proiettile. Il proiettile rimbalza sul muro,
esplodendo sula parte inferiore delle scale.
Quindi, pensandoci bene, ci viene il dubbio che il coprifuoco non sia finito.
Dehesihe,
Betlemme occupata da Israele
MO: Papa mobilita diplomazia,
Osservatore aspro con Israele
by Repubblica Online 9:24am Wed Apr 3 '02
L'organo della Santa Sede parla senza mezzi termini di
"Sterminio".
Città del Vaticano, 09:40
Giovanni Paolo II che muove la sua diplomazia e l'Osservatore Romano che non
misura la condanna: il dramma del Medio Oriente scuote il Vaticano.
«Raramente - scrive l'Osservatore - la storia è stata violentata con questa rudezza e
spinta a ritroso da una chiara volontà di offendere la dignità di un popolo». Il
quotidiano prosegue criticando «l'irritante sussiego» di chi afferma che «gli attacchi
sferrati da Israele sarebbero una difesa contro il terrorismo». E aggiunge: «In realtà
quello che sta avvenendo si configura come un attacco sferrato contro persone, territori,
luoghi, i luoghi santi: la terra del risorto è profanata col ferro e col fuoco e rimane
quotidianamente vittima di un'aggressione che si fa sterminio».
La Santa sede ha mosso la sua diplomazia, per decisione di Wojtyla in prima persona. Sue
sono le indicazioni fatte arrivare da Roma al Nunzio Apostolico in Israele e al delegato
apostolico a Gerusalemme «perché prendano opportune iniziative diplomatiche», ha
spiegato il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Giovanni Paolo II ha anche disposto
che la diplomazia vaticana prendesse contatto, oltre che con Israele e l'Anp, anche con
Usa, Lega Araba e le istitizioni europee. E Radio Vaticana ha chiesto che Betlemme venga
dichiarata città aperta. (Red)