I COMUNICATI SULLA SITUAZIONE ATTUALE DELLE DELEGAZIONI INTERNAZIONALI IN PALESTINA
appuntamenti, manifestazioni, presidi, iniziative, appelli
ricevuto il 2 aprile 2002 da Nicola Licciardello Padova
Proponiamo appello al santo Pontefice per fermare
il genocidio in Palestina contro l'umanità
Si allega testo, da inviare all'Osservatore Romano e
alla Segreteria di Stato Pontificia
CHI PUO' FERMARE LA GUERRA IN MEDIORIENTE
di Nicola Licciardello (049-8808854)
Chi potrebbe raccomandare a qualcun altro di recarsi personalmente nel teatro di questa
guerra per negoziare la pace ? Forse chi ritenesse che soltanto quella persona-istituzione
potrebbe avere l'ultima, decisiva possibilità di successo.
Ma se non sono bastate le risoluzioni dell'ONU (Usa compresi), le raccomandazioni di
governi europei, le proposte di stati arabi, le dimostrazioni di pacifisti interni a
Israele e internazionali, se si spara alle ambulanze, ai religiosi come agli scudi umani
delle Ong, se non c'è più linguaggio politico ma solo militare - se un uomo viene irriso
in ostaggio contro il suo popolo, a costo di farne un martire e così scatenare una
reazione antisemita tale da rilegittimare una reazione occidentale-sionista etc. - allora
qui non è in gioco solo la sorte di due popoli, ma la sicurezza dell' umanità intera.
Occorre dis-identificare questo conflitto, etnico-storico, dal suo livello attuale, che lo
rende per tutti drammatica emergenza internazionale. Non si tratta più di com-passione
per qualcun altro, come ancora sembrano ritenere persino alcuni pacifisti, ma anche per
noi stessi - solo una compassione universale può diventare davvero politica. E il nodo
mediorientale è quello che l'Europa e i vicini devono saper sciogliere, pena uno scenario
bellico apocalittico.
Che questo sia lo scenario probabile è riaffermato nei telegiornali (all' avvento del
nuovo millennio era stato annunciato lo scudo spaziale per il terrore globale): come se il
neo-darwinismo filosofico, ovviamente maggioritario, non avesse più bisogno di
opposizione - perché i più deboli sono solo un ostacolo allo sviluppo dei forti. E se
questa fu la posizione di alcuni sofisti ateniesi - allora la nostra attuale crisi del
Diritto fa pensare al ritorno a un'era pre-cristiana, qualcosa di simile al tempo del
crollo dell'Impero di Alessandro (che aveva informatizzato l'Eurasia), in cui le
geopolitiche si riassestano a prezzi umani altissimi, e scomparsi i grandi saggi (Lao-Tse,
Socrate, Buddha), si attende che si affermi un nuovo tipo di impero (Roma) e una nuova
religione (Cristo).
Quale migliore prova politica, religiosa, umana - che il Cristianesimo è ancora la
religione europea ed ecumenica - la sola che può salvare il mondo, sarebbe se un papa si
recasse nella Terra d'origine della sua religione, se gettasse come poche volte nella
storia tutto il suo peso politico e simbolico ? Se dovesse stare da una parte, sarebbe a
riabbracciare il fratello che abbracciò solo due anni fa, e che ora è forzato all'esilio
o al martirio: ma non occorre stare da una parte per fermare un genocidio, che è contro
l'umanità. Solo il Papa potrebbe: se non lo tenta, ha perso l'antica Gerusalemme e il
mondo qualsiasi Nuova Gerusalemme.