I COMUNICATI SULLA SITUAZIONE ATTUALE DELLE DELEGAZIONI INTERNAZIONALI IN PALESTINA
Condannati alla pena capitale
(Inviata da Comitato Salaam Ragazzi dell'Ulivo)
Sent: Monday, April 01, 2002 12:57 AM
Subject: Colpevoli di essere palestinesi....!!!
Cari amici e amiche,
noi tutti e tutte siamo stati condannati alla pena capitale da Israele. Siamo colpevoli di
essere Palestinesi. Siamo colpevoli di difendere le nostre case, i nostri bambini, le
nostre scuole, le nostre vite e il nostro presidente. Siamo stati tutti e tutte condannati
alla pena capitale da Sharon e dal suo governo. Senza processo, senza difesa, senza
neppure un'ultima confessione o un ultimo desiderio.
Saremo giustiziati con un colpo alla testa. Non fa differenza il sesso o l'età. Vecchi o
giovani, uomini o donne, siete tutti colpevoli. E se non morirete subito, i soldati
israeliani si assicureranno che moriate dissanguati. A nessuna ambulanza è permesso
aiutare chi è stato giustiziato.
A Ramallah, i soldati israeliani hanno già giustiziato trenta o più Palestinesi. Li
hanno colpiti alla testa o al cuore, poco importa. E' difficile sbagliare: in quanto
giustizieri, dovete stare solo a un paio di metri di distanza. Più ne giustiziate, più
lunga sarà la vostra licenza. Dovete tenere a mente quanti ne avete giustiziati, se non
volete perdere il premio finale. Potete anche scattare una foto alla vostra vittima, per
essere sicuri di ricordare.
Molti soldati israeliani portano con sé le loro cineprese e riprendono le loro vittime
palestinesi. I bei ricordi meritano di essere ripresi e conservati, non vi pare?
L'esercito israeliano ha bisogno di tutto l'aiuto possibile perché in Cisgiordania e
nella striscia di Gaza restano ancora 3.499.070 palestinesi, che sono anch'essi colpevoli.
Marina Barham, anch'essa colpevole - INAD Theatre - Beit Jala
Betlemme 12 marzo 2002
Cari Amici, sono trascorsi cinque giorni dall'occupazione delle nostre citta (Beit Jala, Bethlehem), villaggi (AL-Douhah, AL Khader, Irtas) e campi profughi (Dheisheh, Aida e Azza).
Ieri vi ho scritto dell'umiliazione inflitta
agli uomini dai 14 ai 50 anni del campo di Dheisheh; di quel campo oggi non resta piu
nulla. I carri armati e i bulldozer israeliani hano distrutto le case di decine di
famiglie, le strade del campo e qualsiasi altra infrastruttura. Mentre tutti gli uomini
venivano radunati per essere arrestati, i soldati hanno perquisito centinaia di case e
quindi le hanno demolite o rese completamente inagibili, terrorizzando bambini e donne.
Tamara di 14 anni e Hanin di 12, entrambi del gruppo teatrale Annoud, sono sotto shock per
aver visto brutalizzare i loro papa, i loro parenti e i loro vicini. Anche molti dei
nostri amici del centro per l'infanzia Ibda a sono stati arrestati. In questo momento il
campo di Dheisheh e ancora circondato dai carri armati israeliani.
Alle 20 di oggi ho ricevuto un messaggio sul mio cellulare: era Mohammed Awwad, mio amico
e collega, che mi chiedeva di pregare per lui e per la sua famiglia perche i carri armati
israeliani stavano bombardando la loro casa.
Non potevo credere a quello che leggevo. Ho richiamato Mohammed che mi ha risposto
terrorizzato. Mi ha detto che un carro armato si era avvicinato allo loro casa ed aveva
cominciato a sparare. In quel momento sua madre e le sue due sorelle erano sdraiate sul
pavimento cercando di salvarsi dai colpi. I suoi vicini stavano ancora peggio perche il
loro appartamento era proprio di fronte al carro armato. Ho continuato a chiamare Mohammed
per sapere se lui e la sua famiglia erano salvi. Mohammed mi ha risposto che l'edificio
era danneggiato molto seriamente ma che erano stati fortunati ed erano tutti vivi. Il
carro armato aveva smesso di sparare e si era allontanato dalla loro zona.
Mia cugina Mervat, che abita nel campo profughi di Aida, si e rifugiata nel sottoscala di
casa sua, con le sue cinque figlie. La piu piccola ha un mese. Mervat ha vissuto gli
ultimi cinque giorni da sola, con le figlie e la suocera che ha un'anca rotta. Suo marito,
Munther, non e potuto tornare a casa da quando Betlemme e stata occupata. Munther lavora
come imbianchino nell'Ospedale Augusta Victoria ed e rimasto bloccato la. Munther e Mervat
hanno vissuto l'inferno negli ultimi cinque giorni, perche i carri armati non hanno mai
smesso di sparare sul campo e sui dintorni di Beit Jala. Immaginate cinque bambine, tra 9
anni e un mese, sottoposte ad un tale incubo e terrore. Ho chiamato Mervat tutti i giorni
per sapere come stava.
Linda Massou, una giovane vedova con due figli, vive a Beit Jala. Dopo lamorte del marito,
Linda ha lavorato molto duramente per garantire una casa a lei e ai due bambini. Due
giorni fa Linda e andata a trovare i suoigenitori, alla porta accanto, e un carro armato
ha sparato sulla sua casa provocando un immenso incendio che ha bruciato tutto. Linda ha
perso tut ti i suoi mobili, vestiti, oggetti di casa, compresi i libri dei bambini. Ora si
e trasferita a casa di parenti con i suoi figli. Linda e i suoi bambini sono una delle
centinaia di famiglie che hanno perso le loro case e i loro beni.
Noi cerchiamo di consolare questa famiglie dicendo loro che sono stati fortunati, che sono
vivi e stanno bene. Non so bene se pigliamo in giro loro o noi stessi.
Questo pomeriggio Khaled, un mio collega, e apparso all'improvviso alla mia porta. Mi sono
spaventata vedendolo: sembrava terrorizzato e cercava un telefono. Khaled mi ha detto che
sua figlia Daniella aveva una febbre altissima da due notti e che era riuscito a portarla
dal dottore che viveva nel mio quartiere. Ma ora non poteva piu tornare a casa, perche i
soldati sparavano su chiunque tentasse di violare il coprifuoco a Beit Jala. Khaled ha
chiamato la sua famiglia per tentare di tranquillizzarli. Io ho cercato di calmarlo, ma
lui voleva andare a casa. Sua moglie e la bambina erano ancora in macchina, con suo
fratello. Gli ho chiesto di rimanere a casa mia fino a quando non potevano tornare a casa,
ma lui insisteva per andare. L'ho pregato di essere prudente e sono andati via. Sono
riusciti a rientare sani e salvi, evitando le jeep militari e i carri armati.
Se penso all'orrore che mi circonda, mi viene da piangere e gridare per tutta la mia
gente. La notte scorsa, in mezz'ora sono stati uccisi 20 Palestinesi nel campo di Jabalia.
Vi rendete conto di quanto poco valga la vita umana oggi In Palestina! In questi giorni la
vita umana non vale piu nulla per gli Israeliani.
Piu di dieci carri armati sono passati davanti alla mia casa. Non so co sa altro possa
accadere questa notte ma, credetemi, i soldati israeliani non hanno piu alcun senso di
umanita.
Pregate per noi... Se potete, fare sentire la vostra voce a chi ha il potere... Continuate
a chiedere la pace per la Terra Santa....
Con affetto a voi tutti
Marina Barham - Inad Theatre - Beit Jala
COSA ANCORA PUO' FARCI TENTENNARE SULLE SCELTE DA COMPIERE?
Betlemme, 11 marzo 2002
Cari Amici,
in questi ultimi quattro giorni ho iniziato tante volte a scrivere per dirvi che cosa sta succedendo qui. Ogni volta mi sembrava che fosse inutile. Voi avreste solo ascoltato e risposto, mentre chi ha il potere non avrebbe battuto ciglio.
Ma una cosa è quello che è successo negli ultimi quattro giorni, con la terza invasione di Betlemme e dei suoi tre campi profughi, e un'altra cosa è ciò che è accaduto questa mattina.
Durante tutta la notte del 10 marzo 2002, il campo profughi di Dheisheh ha subito l'attacco di carri armati, F16, elicotteri e soldati israeliani. Tutto questo ha portato, questa mattina, all'arresto di centinaia di giovani uomini che sono stati braccati come pecore da portare al macello. Questa mattina centinaia di giovani uomini sono stati radunati in uno stabilimento di lavorazione della pietra, vicino al campo profughi, occupato dai soldati israeliani. E' stato chiesto loro di togliersi gli abiti e quindi sono stati perquisiti, mentre le mani erano legate con fili di nylon e gli occhi coperti da centiniaia di pezzi di stoffa bianca preparati apposta per loro. Poi i soldati li hanno spinti in un'altra parte dello stabilimento. Queste scene sono state riprese da un cameraman e trasmesse da una televisione locale.
Questa mattina, dopo una lunga notte con il rombo di missili, bombe ed elicotteri, mi sono svegliata presto per vedere alla televisione molti dei miei amici del campo di Dheisheh che venivano portati al macello. Mi sembrava che mi esplodesse testa . Sono così arrabbiata, così furiosa per il trattamento inumano che i miei amici stanno subendo. E ancora non so che cosa succederà loro. Mi sento così impotente nel vedere i carri armati che li circondano e nel non poter far nulla per aiutarli. Ma sei io non posso, so che molti di voi possono. Per favore, urlate, manifestate, fate qualsiasi cosa possa servire per fermare questa ingiustizia. Fermate tutte queste brutalità. Gli Israeliani ci stanno facendo quello che i Nazisti fecero aloro.
Io non so per quanto tempo potremo resistere. Ma credetemi, la gente esploderà. E invece di una bomba suicida, ce ne saranno centinaia. Noi non possimao continuare a vedere i nostri parenti ed amici trattati in questo modo e limitarci a guardare.
Non è normale che i bambini siano svegliati dai boati dei missili, delle bombe e dei carri armati. Non è normale che i neonati muoiano con le loro madri perché non è stato loro permesso di raggiungere gli ospedali. Non è normale che i bambini muoiano mentre vanno a scuola e che i padri e i fratelli muoiano mentra vanno a lavorare.
Per favore, non ditemi di resistere e di sperare. Non credo di poter continuare a farlo. Noi siamo in guerra, che lo crediamo o meno.
Molti edifici dell'Università di Betlemme sono stati distrutti. La scuola Dar Al-Kalemah è stata occupata dai carri armati israeliani, così come il centro infantile Ibdaa del campo di Dheisheh e molte abitazioni. Le case di Beit Jala, Betellemme, Al-Khader, Al-Dohah e del campo di Aida sono state colpite da missili e carri. In quattro guiorni sono stati uccisi più di 70 Palestinesi in Cisgiordania e Gaza. Che cosa ci aspetta ora? Solo Dio sa che cosa gli Israeliani ci hanno preparato .....!
A tutti quelli che hanno ancora a cuore l'umanità, con affetto
Marina Barham - Inad Theatre - Beit Jala