Vorrei rispondere alla lettera di Minniti del 22 aprile.
Innanzitutto ti dico subito che all'ottavo municipio di Roma, come circolo di Rifondazione
abbiamo aderito ad un'iniziativa sul 25 aprile chiedendo che vi partecipasse un compagno
palestinese in rappresentanza della comunità palestinese a Roma. Questo compagno è stato
eletto democraticamente coordinatore di tale comunità, quindi aveva tutti i requisiti per
parlare a nome della comunità. Questo per dirti che anch'io ritenevo che in occasione
della ricorrenza della nostra liberazione bisognasse esprimere solidarietà con il popolo
palestinese contro ogni forma di oppressione e di invasione. Ma ci sono due cose che non
hanno senso nella manifestazione del 25 aprile: la prima è che non si può fare una
manifestazione solo a favore della Palestina in un giorno che per noi deve essere di
recupero della memoria storica specialmente in questo momento in cui i revisionismi si
sprecano da destra e da sinistra. La seconda è che se si deve sostenere il popolo
palestinese lo si deve fare in modo da incidere veramente sulla questione mediorentale e
quindi bisogna essere in molti, moltissimi, e a vari livelli altrimenti si scende in
piazza per dimostrare che noi siamo i soliti duri e puri e non ci importa niente di
aiutare un popolo oppresso e stremato da decenni di lotta. Non dimentichiamo, compagni,
qualle è il nostro obiettivo, noi dobbiamo aiutare concretamente il popolo palestinese a
riavere i territori che gli erano stati assegnati e a far si che possa finalmente nascere
uno stato chiamato PALESTINA nel quale ogni palestinese possa riconoscersi, quindi uno
Stato LAICO, DEMOCRATICO E INDIPENDENTE. Quindi dobbiamo lottare affinchè cessi
l'occupazione militare israeliana dei territori palestinesi e l'occupazione dei coloni
ebrei e si costituisca una forza di interposizione europea che garantisca il rispetto
delle risoluzioni ONU E PORTI ALLA NASCITA DELLO STATO PALESTINESE. E per raggiungere
questo obiettivo ci si deve alleare con chi vuole questo, come ad esempio gli ebrei e gli
israeliani che si battono per la liberazione dei territori occupati e rifiutano
l'arruolamento nell'esercito israeliano e finiscono in galera. E, infine, non si può non
condannare gli attentati terroristici contro i civili sia quelli contro i civili
palestinesi che quelli contro i civili israeliani, questo non significa essere "anime
pie", ma capire la differenza fra una lotta vincente e realmente liberatoria e forme
che quanto meno fanno il gioco di chi vuole risolvere la questione con la forza (vedi
Sharon, Bush, Hamas, ecc.) e che quindi porta alla distruzione di uno dei due popoli.
Questi sono solo alcuni confusi motivi per cui ritengo che la manifestazione del 25 aprile
sia stata totalmente sbagliata, sia sotto il profilo politico, che quello umano.
Giorgio Coluccia