29 aprile 2002
Una risposta alla lettera "Sulla dissociazione del PRC romano dalla manifestazione del 25 aprile"

Vorrei rispondere alla lettera di Minniti del 22 aprile. Innanzitutto ti dico subito che all'ottavo municipio di Roma, come circolo di Rifondazione abbiamo aderito ad un'iniziativa sul 25 aprile chiedendo che vi partecipasse un compagno palestinese in rappresentanza della comunità palestinese a Roma. Questo compagno è stato eletto democraticamente coordinatore di tale comunità, quindi aveva tutti i requisiti per parlare a nome della comunità. Questo per dirti che anch'io ritenevo che in occasione della ricorrenza della nostra liberazione bisognasse esprimere solidarietà con il popolo palestinese contro ogni forma di oppressione e di invasione. Ma ci sono due cose che non hanno senso nella manifestazione del 25 aprile: la prima è che non si può fare una manifestazione solo a favore della Palestina in un giorno che per noi deve essere di recupero della memoria storica specialmente in questo momento in cui i revisionismi si sprecano da destra e da sinistra. La seconda è che se si deve sostenere il popolo palestinese lo si deve fare in modo da incidere veramente sulla questione mediorentale e quindi bisogna essere in molti, moltissimi, e a vari livelli altrimenti si scende in piazza per dimostrare che noi siamo i soliti duri e puri e non ci importa niente di aiutare un popolo oppresso e stremato da decenni di lotta. Non dimentichiamo, compagni, qualle è il nostro obiettivo, noi dobbiamo aiutare concretamente il popolo palestinese a riavere i territori che gli erano stati assegnati e a far si che possa finalmente nascere uno stato chiamato PALESTINA nel quale ogni palestinese possa riconoscersi, quindi uno Stato LAICO, DEMOCRATICO E INDIPENDENTE. Quindi dobbiamo lottare affinchè cessi l'occupazione militare israeliana dei territori palestinesi e l'occupazione dei coloni ebrei e si costituisca una forza di interposizione europea che garantisca il rispetto delle risoluzioni ONU E PORTI ALLA NASCITA DELLO STATO PALESTINESE. E per raggiungere questo obiettivo ci si deve alleare con chi vuole questo, come ad esempio gli ebrei e gli israeliani che si battono per la liberazione dei territori occupati e rifiutano l'arruolamento nell'esercito israeliano e finiscono in galera. E, infine, non si può non condannare gli attentati terroristici contro i civili sia quelli contro i civili palestinesi che quelli contro i civili israeliani, questo non significa essere "anime pie", ma capire la differenza fra una lotta vincente e realmente liberatoria e forme che quanto meno fanno il gioco di chi vuole risolvere la questione con la forza (vedi Sharon, Bush, Hamas, ecc.) e che quindi porta alla distruzione di uno dei due popoli.
Questi sono solo alcuni confusi motivi per cui ritengo che la manifestazione del 25 aprile sia stata totalmente sbagliata, sia sotto il profilo politico, che quello umano.

Giorgio Coluccia