I "vulcani di collera" e la storia dei tunnel delle Brigate Al Qassam

16 dicembre 2004

 
 

Palestina – speciale

 

L’operazione del punto di transito di Rafah è stata effettuata dall'unità anti-terrorismo delle Brigate Al Qassam, il braccio militare del movimento di resistenza islamica Hamas, e dai Falchi di Fatah, braccio militare del Movimento di Liberazione Nazionale Palestinese « Fatah », domenica 12/12/2004.

In questa operazione sono stati uccisi cinque sionisti ed altri sette sono rimasti feriti. le ferite di quattro di loro sono molto gravi, secondo le stesse fonti sioniste.

Questa operazione eroica non è la prima nella quale la resistenza palestinese ha utilizzato un tunnel per raggiungere un obiettivo, bensì la sesta dall'inizio dell'Intifada di Al Aqsa.

La resistenza palestinese, le Brigate Al-Qassam in primo luogo, è dietro queste operazioni. Essa ha recentemente rafforzato le sue operazioni militari utilizzando il sistema dei tunnel. Questa resistenza è spinta dalla maggiore difficoltà di arrivare alle posizioni militari sioniste a causa delle nuove tecnologie avanzate utilizzate per rinforzale e proteggerle.

 

 

"Vulcani di collera"

 

Fornendo i dettagli sull'ultima operazione dei "vulcani di collera", un portavoce che parlava a nome delle Brigate Al-Qassam e dei Falchi di Fatah, in una conferenza stampa organizzata la sera di domenica 12/12 nella città di Gaza, sottolinea che è stato costruito un lungo tunnel per arrivare ad un luogo preciso al di sotto di una postazione militare sionista installato sul lato della frontiera palestino-egiziana. Non meno di una tonnellata e mezzo di esplosivo è stata piazzata e fatta esplodere in due tempi; l'operazione è stata filmata e le immagini saranno diffuse in seguito.

Il portavoce aggiunge: «Il primo tempo dell'esplosione è avvenuto alle 17.07 di domenica sera. La prima esplosione è stata effettuata con 1300 kg di esplosivo. Un'esplosione molto grande ha scosso la postazione militare sionista. Poi è stato impartito ai combattenti delle Brigate Al-Qassam ed ai Falchi di Fatah l'ordine di invadere la postazione per prendere alla sprovvista i soldati sionisti. I combattenti della resistenza hanno avuto uno scontro con quel che restava dei soldati sionisti. Sono stati uccisi almeno sette soldati sionisti, mentre altri chiedevano soccorso agli stessi combattenti, secondo un nostro combattente tornato indenne dalla battaglia sotto la protezione del Misericordioso».

Inoltre: «Dopo che i nostri combattenti hanno finito il resto [dei soldati di occupazione], si sono impossessati di una mitragliatrice pesante di tipo  MIG, che è stata portata ai fratelli combattenti. Uno dei nostri combattenti nonha voluto sparare su un soldato sionista ferito, ma il soldato ha tentato di resistere, il che ha costretto il combattente a finirlo.

I combattenti si sono ritirati dopo essersi assicurati che tutti quelli che si trovavavno nella postazione militare fossero morti. Nel corso del combattimento, il combattente Al-Aga, membro dei Falchi di Fatah, è caduto in martirio, dopo aver colpito altri soldati dell'occupazione sionista».

Il portavoce ha proseguito dicendo: «Poi, il secondo tempo è stato effettuato facendo esplodere duecento kilogrammi di esplosivo. L'esplosione è avvenuta mediante un timer regolato sul tempo dell'arrivo dei rinforzi sionisti sul posto».

 

 

Morti e feriti nelle file del nemico

 

Ufficiali sionisti, dopo un sopralluogo sul sito dell'operazione nel punto di transito di Rafah, hanno affermato che la postazione militare è stata completamente distrutta in seguito alla grande esplosione. Hanno affermato che anche un'altra postazione militare vicina è stata totalmente distrutta a causa dell'esplosione.

I media sionisti hanno riportato le stime degli ufficiali, che parlavano di più di una tonnellata di esplosivo utilizzata.

Il comandante della regione Sud dell'esercito sionista, generale Dan Hirïl, ha descritto quello che è avvenuto in questo modo: « All'inizio, si sono prodotte due esplosioni in due luoghi differenti della postazione militare. Poi, due uomini sono entrati all'interno della postazione ed hanno aperto il fuoco in direzione dei soldati, che hanno risposto e ne hanno ucciso uno. Il secondo è riuscito a fuggire».

Ha aggiunto: « Quando sono arrivate le forze di salvataggio, c'è stata una terza esplosione in un altro punto della postazione militare».

Fonti dell'esercito sionista hanno comunicato la morte di cinque soldati, fra cui un ufficiale, e il ferimento di almeno altri sei, di cui quattro in condizioni molto gravi.

E' da notare che, all'inizio dell'Intifada di Al-Aqsa, il governo sionista aveva preso la decisione di proibire ogni diffusione di dati riguardanti il numero di morti e feriti sionisti nelle operazioni effettuate dalle organizzazioni della resistenza palestinese, allo scopo di salvaguardare il morale delle truppe. 

 

 

Fonti sioniste : l'obiettivo di questa operazione era di prendere dei soldati in ostaggio

 

L’entità sionista ha ammesso lo scacco subito dai suoi servizi di informazione militari, dopo l'eroica operazione di Rafah. Fonti militari hanno detto alla radio dell’esercito sionista che l'operazione di Rafah è uno « scacco dei servizi di informazione», aggiungendo che : « il comando dell'esercito israeliano è stato sorpreso dalla coordinazione dell'operazione congiunta e ben pianificata effettuata dalla resistenza palestinese».

Militari di alto livello parlano di questa sconfitta dicendo: «I partigiani riescono a scavare i tunnel uno dopo l'altro, mentre noi non siamo riusciti ad individuare i luoghi dove scavano».

 

Tradotto dal sito francese del Centro Palestinese di Informazione