Palestina –
speciale
L’operazione
del punto di transito di Rafah è stata effettuata
dall'unità anti-terrorismo delle Brigate Al Qassam,
il braccio militare del movimento di resistenza
islamica Hamas, e dai Falchi di Fatah, braccio
militare del Movimento di Liberazione Nazionale
Palestinese « Fatah », domenica 12/12/2004.
In
questa operazione sono stati uccisi cinque sionisti
ed altri sette sono rimasti feriti. le ferite di
quattro di loro sono molto gravi, secondo le stesse
fonti sioniste.
Questa operazione eroica non è la prima nella quale
la resistenza palestinese ha utilizzato un tunnel
per raggiungere un obiettivo, bensì la sesta
dall'inizio dell'Intifada di Al Aqsa.
La
resistenza palestinese, le Brigate Al-Qassam in
primo luogo, è dietro queste operazioni. Essa ha
recentemente rafforzato le sue operazioni militari
utilizzando il sistema dei tunnel. Questa resistenza
è spinta dalla maggiore difficoltà di arrivare alle
posizioni militari sioniste a causa delle nuove
tecnologie avanzate utilizzate per rinforzale e
proteggerle.
"Vulcani di collera"
Fornendo i dettagli sull'ultima operazione dei "vulcani
di collera", un portavoce che parlava a nome delle
Brigate Al-Qassam e dei Falchi di Fatah, in una
conferenza stampa organizzata la sera di domenica
12/12 nella città di Gaza, sottolinea che è stato
costruito un lungo tunnel per arrivare ad un luogo
preciso al di sotto di una postazione militare
sionista installato sul lato della frontiera
palestino-egiziana. Non meno di una tonnellata e
mezzo di esplosivo è stata piazzata e fatta
esplodere in due tempi; l'operazione è stata filmata
e le immagini saranno diffuse in seguito.
Il
portavoce aggiunge: «Il primo tempo dell'esplosione
è avvenuto alle 17.07 di domenica sera. La prima
esplosione è stata effettuata con 1300 kg di
esplosivo. Un'esplosione molto grande ha scosso la
postazione militare sionista. Poi è stato impartito
ai combattenti delle Brigate Al-Qassam ed ai Falchi
di Fatah l'ordine di invadere la postazione per
prendere alla sprovvista i soldati sionisti. I
combattenti della resistenza hanno avuto uno scontro
con quel che restava dei soldati sionisti. Sono
stati uccisi almeno sette soldati sionisti, mentre
altri chiedevano soccorso agli stessi combattenti,
secondo un nostro combattente tornato indenne dalla
battaglia sotto la protezione del Misericordioso».
Inoltre: «Dopo che i nostri combattenti hanno finito
il resto [dei soldati di occupazione], si sono
impossessati di una mitragliatrice pesante di tipo
MIG, che è stata portata ai fratelli combattenti.
Uno dei nostri combattenti nonha voluto sparare su
un soldato sionista ferito, ma il soldato ha tentato
di resistere, il che ha costretto il combattente a
finirlo.
I
combattenti si sono ritirati dopo essersi assicurati
che tutti quelli che si trovavavno nella postazione
militare fossero morti. Nel corso del combattimento,
il combattente Al-Aga, membro dei Falchi di Fatah, è
caduto in martirio, dopo aver colpito altri soldati
dell'occupazione sionista».
Il
portavoce ha proseguito dicendo: «Poi, il secondo
tempo è stato effettuato facendo esplodere duecento
kilogrammi di esplosivo. L'esplosione è avvenuta
mediante un timer regolato sul tempo dell'arrivo dei
rinforzi sionisti sul posto».
Morti e feriti nelle
file del nemico
Ufficiali sionisti, dopo un sopralluogo sul sito
dell'operazione nel punto di transito di Rafah,
hanno affermato che la postazione militare è stata
completamente distrutta in seguito alla grande
esplosione. Hanno affermato che anche un'altra
postazione militare vicina è stata totalmente
distrutta a causa dell'esplosione.
I
media sionisti hanno riportato le stime degli
ufficiali, che parlavano di più di una tonnellata di
esplosivo utilizzata.
Il
comandante della regione Sud dell'esercito sionista,
generale Dan Hirïl, ha descritto quello che è
avvenuto in questo modo: « All'inizio, si sono
prodotte due esplosioni in due luoghi differenti
della postazione militare. Poi, due uomini sono
entrati all'interno della postazione ed hanno aperto
il fuoco in direzione dei soldati, che hanno
risposto e ne hanno ucciso uno. Il secondo è
riuscito a fuggire».
Ha
aggiunto: « Quando sono arrivate le forze di
salvataggio, c'è stata una terza esplosione in un
altro punto della postazione militare».
Fonti
dell'esercito sionista hanno comunicato la morte di
cinque soldati, fra cui un ufficiale, e il ferimento
di almeno altri sei, di cui quattro in condizioni
molto gravi.
E' da
notare che, all'inizio dell'Intifada di Al-Aqsa, il
governo sionista aveva preso la decisione di
proibire ogni diffusione di dati riguardanti il
numero di morti e feriti sionisti nelle operazioni
effettuate dalle organizzazioni della resistenza
palestinese, allo scopo di salvaguardare il morale
delle truppe.
Fonti sioniste :
l'obiettivo di questa operazione era di prendere dei
soldati in ostaggio
L’entità sionista ha ammesso lo scacco subito dai
suoi servizi di informazione militari, dopo l'eroica
operazione di Rafah. Fonti militari hanno detto alla
radio dell’esercito sionista che l'operazione di
Rafah è uno « scacco dei servizi di informazione»,
aggiungendo che : « il comando dell'esercito
israeliano è stato sorpreso dalla coordinazione
dell'operazione congiunta e ben pianificata
effettuata dalla resistenza palestinese».
Militari di alto livello parlano di questa sconfitta
dicendo: «I partigiani riescono a scavare i tunnel
uno dopo l'altro, mentre noi non siamo riusciti ad
individuare i luoghi dove scavano».
Tradotto dal sito francese del Centro
Palestinese di Informazione