MANUALE DI DISINFORMAZIONE SIONISTA
Dal sito
www.informationguerrilla.org,
che a sua volta lo ha ripreso dal sito
www.nuovimondimedia.it, abbiamo "importato" questo documento sulle tecniche
di propaganda sionista. Si tratta di un testo sconvolgente per il suo cinismo e
per la capacità tecnica di manipolazione della verità che trasmette.
Anche se questo manuale di disinformazione è stato concepito per influire
sull'opinione pubblica statunitense, leggendolo vi accorgerete che molti degli
argomenti che contiene vengono usati anche dalle nostre parti.
10.6.2003
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Un esempio di come si organizza un piano di brain
washing
Quella che segue é la traduzione di uno studio affidato dalla Wexner foundation, un'organizzazione ebrea americana che ha come obiettivo il rafforzamento della leadership ebrea negli USA e in Israele, alla The Luntz Research Companies e apparso in inglese sul sito dell' American-Arab Anti-Discrimination Committee. Lo studio tratta le priorità della comunicazione israeliana nel 2003. |
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WEXNER ANALYSIS:
le priorità della comunicazione israeliana nel 2003
SOMMARIO
Il mondo è cambiato. Parole, argomenti e messaggi a favore di Israele ora devono contenere e comprendere la nuova realtà del mondo dopo Saddam.
In passato, abbiamo dovuto tenere un profilo più basso a favore di Israele per la paura che il popolo americano potesse incolpare Israele per quello che succedeva nel resto del Medio Oriente. Ora invece è giunto il momento di collegare il successo americano nel combattere il terrorismo e i dittatori da una posizione di forza, con gli sforzi in corso in Israele per sradicare il terrorismo dentro e fuori i suoi confini. In questa nuova situazione, c’è molto da guadagnare allineandosi con l’America e niente da perdere. Con tutto l’antiamericanismo che c’è nel mondo, proteste e dimostrazioni, noi stiamo cercando alleati che condividano il nostro impegno per la sicurezza e la fine del terrorismo e siamo preparati a dirlo. Israele è proprio un alleato di questo tipo.
IL PROSSIMO PASSO
Il fatto che Israele sia rimasto relativamente silenzioso nei tre mesi prima della guerra e nelle tre settimane della guerra stessa, è stata assolutamente la strategia corretta - e secondo tutti i sondaggi effettuati, ha funzionato. Ma ora che il conflitto sta finendo, è tempo che Israele prepari la sua “road map” per il futuro che include un sostegno incondizionato all’America e un impegno incondizionato alla guerra in corso contro il terrorismo.
Le percezioni di Israele e del conflitto israelo-palestinese è stata
completamente deformata e oscurata dalla guerra in Iraq. Certo visioni di parte
ancora esistono (i politici di sinistra restano il vostro problema) insieme alle
lamentele sulla mano pesante di Israele.
I sostenitori di Israele hanno due settimane per mettere ordine nei loro
messaggi prima che l’attenzione mondiale torni alla cosidetta “road map” e a
come “risolvere” al meglio il conflitto israelo-palestinese. Sviluppare questo
messaggio è lo scopo di questo memo.
Nota dell’autore: Questo non è un documento di politica. E’ solamente un
manuale di comunicazione. E come tutti i memo che curiamo, abbiamo usato la
stessa metodologia scientica per isolare specifiche parole, frasi, argomenti e
messaggi che siano in risonanza con almeno il 70 % degli americani. Ci saranno
sicuramente persone, specie quelle di sinistra, che non saranno d’accordo quali
che siano i termini usati, ma il linguaggio che segue vi aiutare ad assicurvi il
sostegno di un’ampia maggioranza degli americani.
Queste raccomandazioni sono basate su due sessioni di “test telefonici” fatte a
Chicago e Los Angeles, durante i primi dieci giorni della guerra, per la
Fondazione Wexner.
Conclusioni essenziali
Questo documento è piuttosto lungo perché non si riesce a comunicare tutto quello che è necessario con una sola e semplice frase ad effetto. Sì, noi abbiamo fornito queste nelle pagine che seguono, ma abbiamo utilizzato lo spazio necessario per spiegare perché il linguaggio è così importante e il contesto nel quale è necessario che sia utilizzato. Se leggete solamente le prossime due pagine, queste sono le conclusioni chiave:
1) L’Iraq altera tutto. Saddam è la vostra migliore difesa, anche se è morto. La visione del mondo americana è completamente dominata dagli sviluppi della questione irachena. Questa è un’occasione unica per gli israeliani per mandare un messaggio di sostegno e unità, in una fase di grande ansietà internazionale e di opposizione dei nostri “alleati” europei. Per un anno – un INTERO ANNO - dovrete evocare il nome di Saddam Hussein e come Israele ha sempre sostenuto gli sforzi americani per liberare il mondo e il popolo irakeno da questo spietato dittatore. Saddam resterà un potente simbolo del terrore per gli Americani per molti anni. Una espressione filoisraeliana di solidarietà con il popolo americano nel loro sforzo vittorioso di cacciare Saddam sarà molto apprezzata.
2) Persistete nel messaggio ma non usate due volte le stesse parole. Lo abbiamo visto nel passato ma mai così chiaramente come in questo periodo. Gli americani guardano con molta attenzione agli sviluppi internazionali e sono particolarmente sensibili a ogni tipo di dogma apparente o presentazioni a scatola chiusa. Se vi sentono ripetere le stesse esatte parole più volte, non si fideranno del vostro messaggio. Se i vostri portavoce non sono capaci di trovare modi diversi per esprimere gli stessi principi, allontanateli.
3) NON AIUTA se elogiate il presidente Bush. Se volete identificarvi e allinearvi con l’America, basta che lo diciate. Non usate Bush come sinonimo per gli Usa. Nonostante la distruzione del regime di Saddam e la reazione positiva degli iracheni, circa il 20 % degli americani è contro la guerra. Sono per lo più democratici. Quindi restano metà dei democratici che sono a favore della guerra anche se non tengono per Bush. Quindi vi contrapponete senza necessità a quest’ultima metà ogni volta che elogiate il Presidente. Non lo fate.
4) Trasmettere sensibilità e senso dei valori è un must. La maggior parte delle frasi ad effetto più efficaci sono quelle che parlano di figli, famiglia e valori democratici. Non dite solo che Israele è moralmente allineata con gli Usa. Ditelo con le vostre parole. La componente dei bambini è molto importante. E’ fondamentale che voi parlate “del giorno, non lontano, in cui i bambini palestinesi e israeliani giocheranno insieme sotto gli sguardi di approvazione dei loro genitori”.
5) SECURITY vende. La sicurezza è diventata il principio chiave fondamentale di ogni americano. La sicurezza è il contesto nel quale potete spiegare la necessità israeliana di prestiti garantiti e di aiuti militari, e perché Israele non può rinunciare a un metro quadrato di terra. Gli insediamenti sono il nostro tallone d’Achille e la migliore risposta (che è ancora abbastanza debole) è la necessità di sicurezza che porta a creare queste zone cuscinetto.
6) Il linguaggio di questo documento funziona, ma funziona ancora meglio se lo accompagnate con passione e compassione. Troppi sostenitori di Israele parlano con rabbia e gridano quando si confrontano con gli oppositori. Chi vi ascolta accetterà molto meglio le vostre idee se gli piace il modo in cui le esprimete. Benediranno queste parole ma le accetteranno veramente solo se accettano voi.
7) Trovatevi una donna bella e brava come portavoce. Secondo i nostri test, le donne sono più credibili degli uomini. E se la donna ha dei figli, ancora meglio.
8) Legate la liberazione dell’Iraq con la condizione difficile del popolo palestinese. Gli argomenti più efficaci sono quelli che stabiliscono un legame tra il dirittto degli iracheni alla libertà con quello dei palestinesi ad essere governati da chi veramente li rappresenta. Se esprimete il vostro interesse per la situazione pesante dei palestinesi e come è iniquo, ingiusto e immorale che siano costretti ad accettare leader che rubano e uccidono in loro nome, avrete costruito una credibilità per il vostro sostegno al palestinese comune, togliendo invece credibilità alla loro leadership.
9) Un po’ di umiltà porta lontano. Lo avete visto con i vostri occhi. Avete bisogno di parlare in continuazione della vostra comprensione “della situazione pesante dei palestinesi” e del vostro impegno ad aiutarli. Sì, questo “È” un doppio standard (anche se nessuno si aspetta niente di pro-israeliano dai palestinesi) ma è proprio così che vanno le cose. Umiltà è una pillola amara da ingoiare, ma vi vaccinerà dalle critiche di non aver fatto abbastanza per la pace. Ammettete gli errori, ma poi mostrate come Israele è un partner che lavora indefessamente per la pace.
10) Naturalmente le domande retoriche funzionano sempre. Fate domande che abbiano una sola risposta. Avrete sicuramente successo. E’ importante che la vostra comunicazione contenga domande retoriche, che è il modo in cui gli Ebrei parlano nel modo megliore.
11) Mahmoud Abbas è ancora un punto interrogativo, ma lasciatelo fare. Adesso
avete solo da perdere attaccandolo. Nello stesso tempo non merita nemmeno elogi.
Parlate delle vostre speranze per il futuro, ma sottolineate i punti che vi
aspettate realizzi: la fine delle violenze, il riconoscimento di Israele , le
riforme del suo governo, etc
LE DUE PAROLE ANCORA PIU’ IMPORTANTI : SADDAM HUSSEIN
Questo documento tratta di linguaggio, quindi lasciatemi essere schietto:
“Saddam Hussein” sono le due parole che legano Israele agli Usa e sono le più
efficaci per ottenere il supporto nel Congresso. Al momento risultano due delle
parole più odiate in Inglese.
Senza essere ripetitivi, gli Americani pensano che una democrazia
fondamentalmente ha il diritto di proteggere il suo popolo e i suoi confini.
Sfortunatamente, come democrazia, tendiamo a insistere sui nostri errori
(Vietnam, Watergate, etc) invece che sui nostri successi. Invece è essenziale
per portare avanti un conflitto di lunga durata con un impegno militare forte
che si ricordi alla gente continuamente che ci sono situazioni in cui bisogna
agire preventivamente e che l’azione militare è meglio dell’arrendevolezza (appeasement).
AVVERTENZA
Ci sono alcuni che sostengono che ormai anche Saddam Hussein ha fatto il suo tempo. Non capiscono la storia. Non capiscono la comunicazione. Non capiscono come integrare e influenzare la storia e la comunicazione a beneficio di Israele. Il giorno che permetteremo che Saddam prenda il suo eventuale posto nel mucchio di sciocchezze della storia, quel giorno avremo perduto la nostra arma migliore nella difesa linguistica di Israele.
I riferimenti al successo della guerra contro l’Iraq giovano a Israele. Siccome gli americani non vogliono aumentare gli aiuti agli stranieri in una fase di deficit interno e tagli dolorosi delle spese, c’è solo un argomento che può funzionare per convincerli che è bene continuare a foraggiare Israele (in quattro facili step):
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