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Le parole servono
per pensare. Quello che possiede il potere di inquinarne
il senso –e di introdursi così in modo surrettizio nella
testa altrui– giunge ad assicurarsi un ascendente
sull'opinione pubblica ed ad imporre il suo dominio. |
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| (1) "Vigilanza s.v.p. Propositi pericolosi. Comunicato all'attenzione di tutte le associazioni amiche della Palestina", 14 marzo 2004, Ufficio Nazionale dell'Ujfp. |
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È
così che, durante questi anni tanto crudeli per i
palestinesi, dove le critiche contro la politica brutale
d'Israele sono andate amplificandosi, abbiamo visto il
vice presidente dell'Ujfp, Pierre Stambul, intervenire
presso siti o persone che davano (ed è loro diritto) la
parola a personalità, come Israele Shamir o Dieudonné,
affermando che erano degli antisemiti: |
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(2) testo che M. Stambul ha inviato al Foro del sito "Marsiglia solidale" il 30-11-2004, per protestare contro la diffusione del colloquio di Dieudonné registrato da Silvia Cattori. |
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Il presidente dell'Ujfp, Richard Wagman, non è da meno. Difatti, quando è alla vigilia di una manifestazioni, si mette in guardia e avverte che «un dispositivo speciale è previsto per separare il corteo da ogni elemento insicuro [...] le cui parole d’ordine rischierebbero di screditare il movimento di solidarietà" (3) |
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(3) comunicato del 21 dicembre 2004 dove M. Wagmann delimita in anticipo la cornice della manifestazione prevista per il 12 gennaio 2005 contro la venuta a Parigi della Polizia di frontiera. |
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Alla domanda di un militante indignato, «Chi sono i commissari politici e gli altri inquisitori incaricati di fare l'elenco degli "elementi insicuri"?", M. Wagman risponde: "Io", ed aggiunge: «gli "elementi insicuri" che bisogna tenere in disparte e da cui occorre prendere le distanze sono sostenitori di Israele Shamir che hanno fieramente brandito il suo lavoro antisemita "Il viso nascosto d'Israele"...» (4). |
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(4) il titolo del libro citato da R. Wagman non è "Viso nascosto…", ma "L'altro viso di Israele", di Israele Shamir, Ed. Al-Qalam, 2004. Libro che è in libera vendita . [Edizioni Al-Qalam, Libreria del Mondo Arabo, 220 St Jacques, 75005 Parigi, tél. (0)1-43294022, fax (0)1-43296629, e-mail: librairiemondearabe@free.fr A.S)]. |
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Perché è
calunniato con una tale perseveranza Israele Shamir ? E, per
assimilazione, tutti quelli che lo leggono o lo citano? Nei partiti politici le cose non si presentano meglio per le vittime dell'oppressione israeliana. Gli eletti che votano un sostegno cieco allo stato razzista d'Israele non si nascondono neanche. Così Dominique Strauss-Kahn: "considero che ogni ebreo della diaspora, e dunque della Francia, deve, dovunque può, portare il suo aiuto a Israele. È del resto la ragione per la quale è importante che gli ebrei assumono delle responsabilità politiche. Tutto sommato, nelle mie funzioni e nella mia vita di tutti i giorni, attraverso l'insieme delle mie azioni, provo a portare la mia modesta pietra alla costruzione d'Israele" (5). |
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(5) citazione tratta del settimanale francese La Vie, 11-4-2002 |
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Gli
esempi di esclusione abbondano e non hanno frontiere. |
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(6) Licra (Lega Internazionale Contro il Razzismo e l'antisemitismo) è un'organizzazione che si differenzia sempre meno dal Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche della Francia [Crijf]) e di altre organizzazioni ebraiche razziste. |
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Sono
ancora degli eletti socialisti che, nel 2004, hanno voluto
scartare da un elenco elettorale la candidata dei Verdi,
Alima Boumédienne-Thiery, che sospettavano di
«antisemitismo" per la sua critica allo Stato d'Israele, ha
avuto un bel protestare:
"Sfido chiunque ad
attribuirmi delle dichiarazioni antisemite", il
male era fatto. |
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(7) comunicato stampa del "Collettivo Emergenza Palestine/Vaud" concernente la direzione della conferenza "Un solo Stato democratico in Israele/Palestina", redatto da Pierrette Iselin e P.A. Weber, 15-6-2004 (abbiamo tolto i nomi di persone citate che, nel caso presente, servono a screditare Dieudonné e Shamir). |
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I
partecipanti palestinesi che avevano riposto molta speranza
in questo incontro internazionale, erano sbalorditi di
scoprire che le persone che dicevano di agire in nome della
loro causa, conducevano delle campagne sul tema dell’
«antisemitismo", arma favorita utilizzata dai sionistici
contro gli oppositori alla politica d'Israele! |
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(8) "Coordinamento intercomunitario contro l'anti-semitismo e la diffamazione". funziona un poco sul model dell'Adl, che si può considerare come un'antenna al servizio dello Stato dell'Israele. |
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Forte
della polemica aperta dal "Collettivo Urgenza Palestina", M.
Gurfinkiel poteva rincarare, aumentare la pressione sui
media per fare fallire la conferenza. |
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(9) opinione espressa in "24 Ore", il 18 dicembre 2004 da M. Gurfinkiel. |
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Tutto ciò non regge, ma permette di sfuggire alle vere poste. Se non avessi visto coi miei occhi, nel dicembre 2003, Israele Shamir battersi contro i giovani soldati israeliani che brutalizzavano dei poveri contadini, se non avessi sentito un resistente, a Jenin, dire che gli scritti di Shamir erano tra i migliori attrezzi intellettuali di cui disponevano per "spiegare la barbarie di cui sono vittime", me ne starei ancora a credere ciò che l'Ujfp proclama. Ecco perché è importante diffidare delle demonizzazioni e cercare di sapere ciò che esse nascondono. Che ciò sia chiaro. Non si tratta di prendere le difese di Israele Shamir o di Dieudonné. Ma se ci sono dei colpevoli, vi siano tribunali per giudicare e avvocati per difendere, perché occorre che tutte queste calunnie cessino. Tutto porta a pensare che quelli che si servono di parole quali "néo-nazista", "negazionnista", "antisemitismo" non sono "neutrali"! Ciò che è al centro delle preoccupazioni di quelli che se ne servono è, spesso, il controllo ideologico della questione palestinese e la preoccupazione di far dimenticare il progetto di dominio e di conquista coloniale di Israele deviando l'attenzione su falsi problemi.
Una
domanda si pone a questo punto. |
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(10) Testo diffuso via posta, da D. Breitrach, nel 2004. |
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"Peste,
néo-nazista, antisemita patologico...." Quelli
che usano e abusano di queste parole tabù, di queste parole
raggelanti capaci di segnare durevolmente le coscienze,
sanno molto bene perché! Sanno che la persona così
insudiciata, sarà subito assimilata a quel momento terribile
della storia: ai crimini di Hitler, alle camere a gas, ai
campi di concentramento, dunque esclusa per sempre del
dibattito. Tutto ciò è triste. Perché la calunnia non porta niente di positivo. Contribuisce a disorientare ed a distogliere le persone sincere da una causa giusta che ha bisogno di appoggio. Non c'è un altro modo di essere presenti nel dibattito e di lottare per la giustizia se non si vogliono creare nuove ingiustizie? La lotta per la giustizia non dovrebbe dividere le persone. Dovrebbe idealmente umanizzarle. Quanti intellettuali di primo piano non sono stati calunniati a torto? I rabbini Weiss, Friedmann, Webermann, gli intellettuali impegnati come Noam Chomsky, Norman Finkielstein ne sanno qualcosa! (11). |
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(11) L'editore di Norman Finkelstein è stato perseguito in giudizio da William Goldnadel, presidente dell’associazione Avvocati senza frontiere, per avere pubblicato: L'industria dell'olocausto, Éditions La Fabrique, Parigi, 2001, un libro che denuncia la strumentalizzazione dell'olocausto da parte di un certo numero di persone e di gruppi ebraici che si servono della sofferenza del loro popolo per fini materiali e politici. |
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Interrogati sul
loro impegno, in quanto ebrei, ecco ciò che rispondono:
"Sono accusato di tutto ciò che potete sognare:
di essere un propagandista nazista, un antisemita....
penso che per i tempi che corrono è un buon segno." Siamo tutti capaci, insieme, ne sono sicura, di ispirarcici al loro esempio, per andare verso una maggiore umanità. Silvia Cattori |
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Grassetti,
colori, parentesi quadre, sottolineature |