RITIRO UNILATERALE: LA VERITA'
Sono state spese molte parole
a proposito del cosiddetto "ritiro unilaterale" israeliano dalla
striscia di Gaza e da una parte della Cisgiordania, operazione che ha avuto il
pieno sostegno dell'amministrazione Bush, ma non quello della comunità
internazionale. Nessuno dei grandi media, tuttavia, ha pubblicato integralmente
il testo del "piano di disimpegno" di Sharon, dal quale si evince con
chiarezza la reale volontà del governo sionista. Per quanto ci riguarda, ci
asteniamo da ogni commento, perché il testo parla da solo.
Su un solo punto ci permettiamo di richiamare l'attenzione dei lettori: nel
testo, si legge chiaramente che non sarà creato nemmeno uno staterello
palestinese finche' la leadership non sara' sostituita ,
frase che abbiamo evidenziato in rosso e che suona sinsitramente come un avallo
americano alla "sostituzione", cioè all'eliminazione, del Presidente
Arafat, il che rende tragicamente ridicole e ipocrite le prese di posizione
americane in dissenso dall'esplicita intenzione di Sharon di eliminare - dopo il
Segretario del FPLP Abu Alì Mustafa e dei leader di Hamas Yassin e Rantissi -
il simbolo stesso della Palestina.
Il piano di disimpegno di Sharon
21 aprile 2004
Questo il testo completo del piano di disimpegno dalla striscia di Gaza e da
una parte della Cisgiordania comunicato alla stampa il 18 aprile 2004.
1. Linee generali
Israele e' impegnato per il processo di pace e aspira ad arrivare a una
soluzione concordata del conflitto sulla base del principio "due stati per
due popoli", lo stato di Israele come stato del popolo ebraico e uno stato
palestinese come stato del popolo palestinese, nel quadro dell'attuazione della
prospettiva indicata dal presidente Bush [nel discorso del 24 giugno 2002].
Israele si preoccupa di far progredire e di migliorare la situazione attuale.
Israele e' giunto alla conclusione che attualmente non esiste un interlocutore
palestinese affidabile con cui possa fare progressi nel processo di pace
bilaterale. Di conseguenza, Israele ha sviluppato un piano di disimpegno
unilaterale basato sulle seguenti considerazioni:
I. Lo stallo imposto dalla situazione attuale e' dannoso. Per uscire dallo
stallo, Israele deve avviare iniziative indipendenti dalla cooperazione
palestinese.
II. Il piano condurra' a un miglioramento delle condizioni di sicurezza,
perlomeno a lungo termine.
III. Il concetto secondo cui qualunque futura composizione definita non
prevedera' citta' o villaggi israeliani nella striscia di Gaza. D'altra parte, e'
chiaro che in Cisgiordania vi sono zone che faranno parte dello stato di
Israele, comprese citta', cittadine e villaggi, aree e installazioni di
sicurezza e altri luoghi di interesse particolare per Israele.
IV. Il trasferimento dalla striscia di Gaza e dalla Samaria settentrionale (come
indicato nella mappa) ridurra' le frizioni con la popolazione palestinese e
comportera' un potenziale miglioramento dell'economia e delle condizioni di vita
palestinesi.
V. La speranza e' che i palestinesi colgano l'occasione creata dal disimpegno
per interrompere la spirale di violenze e tornare a impegnarsi nel processo
negoziale.
VI. Il processo di disimpegno servira' a cancellare attribuzioni di
responsabilita' a Israele per i palestinesi nella striscia di Gaza.
VII. Il processo di disimpegno non pregiudica gli accordi israelo-palestinesi.
Le intese pertinenti continueranno a essere applicate.
VIII. Quando la parte palestinese dimostrera' la volonta', la capacita' e
l'attuazione in concreto della lotta contro il terrorismo e delle riforme
istituzionali previste dalla Road Map, allora sara' possibile tornare al dialogo
e al tavolo negoziale.
2. Elementi principali
I. Striscia di Gaza
1) Israele sgombrera' la striscia di
Gaza, comprese tutte le cittadine ei villaggi israeliani che vi esistono, e si
riposizionera' al di fuori della striscia di Gaza.Cio' non comprende il
dispiegamento militare nell'area di confine tra la striscia di Gaza e l'Egitto
(la "Philadelphi Route"), come specificato piu' oltre.
2) Una volta completato questo processo, non vi sara' piu' alcuna presenza
permanente di civili o di forze di sicurezza israeliane nelle parti di
territorio della striscia di Gaza che saranno state sgomberate.
3) Di conseguenza non vi sara' piu'
fondamento per sostenere che la striscia di Gaza e' territorio occupato.
II. Cisgiordania
1) Israele sgomberera' un'Area
Settentrionale della Samaria (vedi mappa), compresi quattro villaggi e tutte le
installazioni militari, e di riposizionera' al di fuori dell'area sgomberata.
2) Una volta completato questo processo, non vi sara' piu' alcuna presenza
permanente di civili o di forze di sicurezza israeliane nell'Area Settentrionale
della Samaria.
3) La manovra permettera' la continuita' territoriale per i palestinesi
nell'Area Settentrionale della Samaria.
4) Israele migliorera' le infrastrutture dei trasporti in Cisgiordania al fine
di agevolare la continuita' dei trasporti palestinesi.
5) Il processo agevolera' le attivita' economiche e commerciali palestinesi in
Cisgiordania.
6) Barriera di sicurezza: Israele
continuera' a costruire la barriera di sicurezza, in conformita' con le
pertinenti decisioni del governo.Il tracciato terra' conto di considerazioni
umanitarie.
3. Situazione della sicurezza dopo il disimpegno
I. Striscia di Gaza
1) Israele custodira' e monitorera' il
perimetro di territorio esterno alla striscia di Gaza, continuera' a mantenere
esclusiva autorita' sullo spazio aereo di Gaza e continuera' ad esercitare
attivita' di sicurezza nel mare di fronte alla costa della striscia di Gaza.
2) La striscia di Gaza sara' smilitarizzata e priva di armamenti la cui presenza
non sia conforme agli accordi israelo-palestinesi.
3) Israele si riserva il proprio
inalienabile diritto all'autodifesa, sia preventiva che reattiva, compreso
quando necessario l'uso della forza a fronte di minacce provenienti dalla
striscia di Gaza.
II. Cisgiordania
1) Una volta completato lo sgombero dall'Area Settentrionale della Samaria, non
restera' alcuna presenza militare israeliana permanente nell'area.
2) Israele si riserva il proprio
inalienabile diritto all'autodifesa, sia preventiva che reattiva, compreso
quando necessario l'uso della forza a fronte di minacce provenienti dall'Area
Settentrionale della Samaria.
3) In altre aree della Cisgiordania continueranno le attuali attivita' di
sicurezza. Comunque, circostanze permettendo, Israele prendera' in
considerazione la riduzione di tali attività nelle citta' palestinesi.
4) Israele operera' per ridurre il numero di posti di blocco all'interno della
Cisgiordania.
4. Installazioni militari e infrastrutture nella striscia di Gaza e nell'Area
Settentrionale della Samaria
In generale saranno smantellate e rimosse, ad eccezione di quelle che Israele
decidera' di lasciare e trasferire ad un altro soggetto.
5. Assistenza ai palestinesi sulla sicurezza
Israele concorda che, in coordinazione
con esso, vengano forniti consulenza, aiuto e addestramento alle forze di
sicurezza palestinesi per l'adempimento del loro compito di combattere il
terrorismo e mantenere l'ordine pubblico, ad opera di esperti americani,
britannici, egiziani, giordani o altri, in accordo con Israele. Nessuna forza di
sicurezza straniera puo' entrare nella striscia di Gaza o in Cisgiordania senza
coordinamento e approvazione d'Israele.
6. L'area di confine fra striscia di Gaza ed Egitto (Philadelphi Route)
Inizialmente Israele continuera' a
mantenere una presenza militare lungo il confitto tra striscia di Gaza ed Egitto
(Philadelphi route). Questa presenza e' una necessita' di sicurezza essenziale.
In certi luoghi, considerazioni di sicurezza possono richiedere un ampliamento
dell'area in cui viene condotta l'attivita' militare.
Successivamente verra' preso in considerazione lo sgombero da quest'area. Lo
sgombero dall'area dipendera', fra l'altro, dalla situazione di sicurezza e dal
grado di cooperazione con l'Egitto nel creare un accomodamento alternativo
affidabile.
Se e quando le condizioni permetteranno
lo sgombero da quest'area, Israele sara' disposto a considerare la possibilita'
di istituire un porto marittimo e un aeroporto nella striscia di Gaza, in
conformita' con intese da concordare con Israele.
7. Citta' e villaggi Israeliani
Israele si sforzera' di lasciare intatti beni immobili relativi a cittadine e
villaggi israeliani. Il trasferimento di attivita' economiche israeliane ai
palestinesi comporta una potenzialita' di significativo miglioramento
dell'economia palestinese. Israele propone che venga istituito un ente
internazionale (sulla falsariga dell'AHLC) che, con l'accordo di Stati Uniti e
Israele, ricevera' da Israele il possesso di proprieta' che resteranno in loco e
stimera' il valore di tali beni.
Israele si riserva il diritto di
richiedere che si tenga conto del valore economico dei beni lasciati nelle aree
sgomberate.
8. Infrastrutture civili e intese
Infrastrutture relative ad acqua, elettricita', scarichi e telecomunicazioni che
servono i palestinesi resteranno al loro posto. Israele si sforzera' di lasciare
al loro posto le infrastrutture relative ad acqua, elettricita' e scarichi che
attualmente servono cittadine e villaggi israeliani. In generale, Israele
permettera' la continuazione delle forniture di elettricita', acqua, gas e
benzina ai palestinesi, in conformita' con le attuali intese. Resteranno in
vigore altre intese oggi in atto, come quelle relative alle sfere idrica ed
elettromagnetica.
9. Attivita' delle organizzazioni internazionali
Israele riconosce la grande importanza della continua attivita' delle
organizzazioni internazionali che assistono la popolazione palestinese. Israele
coordinera' delle intese con queste organizzazioni per facilitare tali attivita'.
10. Intese economiche
In generale, le intese economiche attualmente in atto tra Israele e palestinese
resteranno nel frattempo in vigore. Tali intese comprendono, fra l'altro:
I. l'ingresso di lavoratori in Israele in conformita' ai criteri esistenti
II. l'ingresso e l'uscita di beni tra striscia di Gaza, Cisgiordania, Israele e
l'estero
III. il regime monetario
IV. intese su tasse e dogane
V. intese su poste e telecomunicazioni.
A lungo termine, in linea con
l'interesse che ha Israele nell'incoraggiare una maggiora indipendenza economica
palestinese, Israele conta di ridurre il numero di lavoratori palestinesi che
entrano in Israele. Israele appoggia lo sviluppo di fonti di impiego
nella striscia di Gaza e nelle aree palestinesi della Cisgiordania.
11. Zona industriale di Erez
La zona industriale di Erez, situata nella striscia di Gaza, da' lavoro a circa
4.000 lavoratori palestinesi. La continua operativita' della zona e' prima di
tutto un chiaro interesse palestinese. Israele considerera' la continuazione
dell'operativita' della zona sulle basi attuali, a due condizioni:
I. l'esistenza di appropriate intese sulla sicurezza
II. l'esplicito riconoscimento da parte della comunita' internazionale che la
continua operativita' della zona sulle basi attuali non verra' considerata come
continuazione del controllo d'Israele sull'area.
In alternativa, la zona industriale verra' trasferita alla responsabilita' di un
ente palestinese o internazionale concordato.
Israele cerchera' di esaminare, insieme all'Egitto, la possibilita' di creare
un'area industriale congiunta nella zona tra la striscia di Gaza, l'Egitto e
Israele.
12. Passaggi internazionali
I. Il passaggio internazionale tra striscia di Gaza e Egitto
1) Continuera' l'accomodamento attuale
2) Israele e' interessato a spostare il passaggio nella zona "dei tre
confini", approssimativamente due chilometri a sud dell'attuale
collocazione. Cio' va attuato in coordinamento con l'Egitto. Tale mossa
permetterebbe di estendere le ore di operativita' del passaggio.
II. I passaggi internazionali tra Cisgiordania e Giordania:
Continueranno gli accomodamenti attuali.
13. Il punto di passaggio di Erez
La parte israeliana del punto di passaggio di Erez sara' spostata in un luogo
all'interno di Israele secondo un calendario da stabilire separatamente.
14. Calendario
Il processo di sgombero e' programmato per essere completato entro la fine del
2005. Gli stadi dello sgombero e il calendario dettagliato saranno resi noti
agli Stati Uniti.
15. Conclusione
Israele conta su un vasto sostegno al
piano di disimpegno da parte della comunita' internazionale. Questo sostegno e'
essenziale al fine di portare i palestinesi a rispettare nel concreto il loro
dovere di combattere il terrorismo e attuare le riforme, permettendo cosi' alle
parti di tornare al tavolo negoziale.
Impegni degli Usa come parte del piano di disimpegno
1. Il 14 aprile con una lettera presidenziale gli Stati Uniti si sono assunti i
seguenti impegni:
- Mantenere il principio fondamentale del governo secondo cui nessun processo
politico con i palestinesi avra' luogo prima dello smantellamento delle
organizzazioni terroristiche, come previsto dalla Road Map.
- Impegno americano che non verra' esercitata alcuna pressione politica su
Israele affinche' adotti altri piani oltre alla Road Map e che non vi saranno
negoziati politici con i palestinesi finche' non rispetteranno i loro impegni
sulla base della Road Map (piena cessazione di terrorismo, violenza e
istigazione; smantellamento delle organizzazioni; cambio di leadership e
attuazione di riforme complessive nell'Autorita' Palestinese).
- Inequivocabile riconoscimento americano del diritto di Israele a confini
sicuri e riconosciuti, che siano confini difendibili.
- Riconoscimento americano del diritto di Israele a difendersi, da se' e
ovunque, e salvaguardia del suo potere deterrente contro ogni minaccia.
- Riconoscimento americano del diritto
di Israele di difendersi da attivita' terroristiche e organizzazioni
terroristiche dovunque siano, comprese le aree da cui Israele si sara' ritirato.
- Inequivocabile posizione americana circa i profughi, secondo cui non vi sara'
ritorno di profughi in Israele.
- Posizione americana secondo cui non vi
sara' ritorno alle linee del 1967 sulla base di due considerazioni principali:
importanti centri di popolazione israeliana e attuazione del criterio confini
difendibili.
- Posizione americana secondo cui importanti centri di popolazione israeliana
saranno in ogni caso parte di Israele. Tutte le restanti aree di Giudea e
Samaria saranno soggette a negoziato.
- Gli Stati Uniti pongono chiare condizioni per la creazione di un futuro stato
palestinese e dichiarano che lo stato palestinese non sara' creato finche' le
organizzazioni terroristiche non saranno smantellate, finche'
la leadership non sara' sostituita
e non saranno completate riforme complessive nell'Autorita' Palestinese.
2. Le lettere del presidente Bush al primo ministro israeliano e del primo
ministro israeliano al presidente Bush costituiscono parte del complessivo piano
di disimpegno. Queste intese con gli Stati Uniti saranno valide solo se il piano
di disimpegno sara' approvato da Israele. Lo scambio di lettere tra il
presidente Bush e il primo ministro israeliano, nonche' la lettera del capo
ufficio del primo ministro al consigliere Usa per la sicurezza nazionale vengono
allegate a questo piano e ne costituiscono parte integrante.
3. Secondo la Road Map adottata dal governo d'Israele, Israele si e' assunto un
certo numero di impegni riguardo allo smantellamento di avamposti non
autorizzati, limiti alla crescita degli insediamenti ecc. Nel quadro dei
negoziati con gli americani, tutti i precedenti impegni d'Israele su tali
questioni davanti all'amministrazione americana sono stati inclusi nella lettera
del capo ufficio del primo ministro al consigliere Usa per la sicurezza
nazionale.
(Ministero degli esteri israeliano, 18.04.04)