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Una comparazione delle tre redazioni
Gush Shalom
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Principi di Base I tre documenti cominciano tutti affermando il principio di "Due Stati per Due Nazioni". Il documento Ayalon-Nusseibeh e il documento di Ginevra includono in questo contesto l'obbligo dei Palestinesi a riconoscere il carattere ebraico di Israele. (Ayalon-Nusseibeh : «Le due parti dichiareranno che la Palestina è il solo Stato del popolo palestinese e che Israele è il solo Stato del popolo ebraico». - Il documento di Ginevra : «Lo Stato di Israele e l'Organizzazione della Liberazione della Palestina (...) affermano che questo accordo segna il riconoscimento del diritto del popolo ebraico ad uno Stato e il riconoscimento del diritto del popolo palestinese ad uno Stato, senza pregiudizio per gli uguali diritti dei rispettivi cittadini delle Parti »). Il documento di Gush Shalom non include un tale riferimento. Gush Shalom : il documento menziona come base per un accordo le risoluzioni 242, 338 e 194 delle Nazioni Unite. Ginevra : il documento menziona le risoluzioni 242, 338 e 1387 (che non esisteva ancora al momento della redazione della proposta di Gush Shalom) come basi per un accordo globale. La 194 non è menzionata nel preambolo del documento di Ginevra, ma è menzionata nell'articolo specifico sul problema dei rifugiati. Ayalon-Nusseibeh : non vi è alcuna menzione delle risoluzioni nel documento. I tre documenti includono la dichiarazione che la loro realizzazione costituisce la fine del conflitto (il documento di Gush Shalom stipula specificamente che le due parti faranno un rapporto comune alle Nazioni Unite a proposito del completamento di questo accordo). Le Frontiere Nei tre documenti, le frontiere fra i due Stati sono basate sulle frontiere del 4 giugno 1967, con una possibilità di scambio di territori. Il documento Ayalon-Nusseibeh e il documento di Ginevra stipulano specificamente che lo scambio si farà secondo una ratio di 1:1, mentre il documento di Gush Shalom dichiara che «lo scambio di territorio può avere effetto dopo un accordo fra le due parti». (La ratio dello scambio è stato uno dei problemi che ha causato lo scacco della Conferenza di Camp David nel 2000, quando il primo ministro Ehoud Barak aveva proposto uno scambio in ragione del 9:1 a favore di Israele). Mentre il documento di Gush Shalom e quello Ayalon-Nusseibeh non fanno alcuna proposta concreta sullo scambio di territori, il documento di Ginevra disegna una frontiera esatta quasi al centimetro, la cui demarcazione è stata il soggetto di negoziati precisi, prolungati e che hanno provocato alcune crisi fra i redattori israeliani e i redattori palestinesi. Ginevra : nel documento su Internet, c'è una lista dettagliata di colonie che saranno annesse ad Israele e che fanno parte dell'accordo proposto (fra cui le colonie principali ultra-ortodosse, Beitar-Illit e Modi'in-Illit/Kiryat Sefer che sono situate tutte e due vicino alla Linea Verde. Ma la loro inclusione è senza dubbio destinata a guadagnare il sostegno dei partiti ultraortodossi). I territori israeliani che saranno dati ai Palestinesi in cambio sono per la maggior parte vicino alla Striscia di Gaza, al fine di aumentare i territori già sovrappopolati. Si tratta di terre fertili in continuità con la Striscia, a differenza della proposta fatta all'epoca di Camp David, che voleva dare ai Palestinesi le Sabbie di Halutza, una zona desertica e senza continuità con la Striscia di Gaza. Continuità fra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza Gush Shalom : il documento dichiara: «Una grande strada sarà costruita fra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e apparterrà allo Stato di Palestina.» Ayalon-Nusseibeh : il documento dice: «Lo Stato palestinese avrà una connessione fra le sue due zone geografiche, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.» Ginevra : il documento contiene un lungo articolo dettagliato che definisce un corridoio fra la Cisgiordania e la Striscia di Gaza che sarà «sotto sovranità israeliana», mais «sotto amministrazione palestinese», ed ogni persona che passi in questo corridoio sarà soggetta alla legge palestinese. Il territorio del corridoio non è incluso nel calcolo dello scambio di terra. Il documento di Ginevra include ugualmente degli accordi affinché la circolazione civile israeliana possa utilizzare delle «strade designate in Palestina» (strada 443 che connette Tel Aviv e Gerusalemme di cui gran parte passa per la Cisgiordania, la strada Gerusalemme -Tiberiade che passa per la Valle del Giordano e la strada Gerusalemme - Ein Gedi). Gli Israeliani riceveranno dei «permessi speciali per l'utilizzo delle strade designate». Le strade saranno sotto sovranità e amministrazione palestinese, ma vi saranno pattuglie delle forze multinazionali (verosimilmente per intervenire in caso di incidenti in cui siano coinvolti Israeliani di passaggio, anche se questo non è esplicitato nel testo. L'accordo di Oslo aveva assegnato questo ruolo a pattuglie miste israeliane e palestinesi che, malgrado un parziale successo, non potevano evitare di essere considerate dai Palestinesi come una forma di continuazione dell'occupazione). Calendario per mettere fine all'occupazione Gush Shalom : «in meno di un anno». Ayalon-Nusseibeh : non fa riferimento ad un calendario specifico. Ginevra : il ritiro dovrà avvenire in due tappe: la prima dopo nove mesi, e la seconda dopo un altro periodo di 21 mesi. Dopo la seconda tappa, tutto il territorio sarà sotto la totale sovranità palestinese, ma Israele potrà mantenere una piccola presenza militare nella Valle del Giordano durante altri 36 mesi. Due stazioni israeliane di allarme preventivo resteranno indefinitamente in territorio palestinese, ma i Palestinesi potranno chiedere una riapertura delle discussioni su questa questione dopo 10 mesi. La smilitarizzazione della Palestina Gush Shalom : «Lo Stato di Palestina si impegna ad astenersi dal dotarsi di armi pesanti offensive durante 25 anni. Questa obbligazione sarà nulla e non avvenuta se verranno firmati i trattati di pace fra Israele e gli Stati Arabi.» Ayalon-Nusseibeh : «Lo Stato palestinese sarà smilitarizzato e la comunità internazionale garantirà la sua sicurezza e la sua indipendenza.» Ginevra : «La Palestina sarà uno Stato non militarizzato, con una potente forza di sicurezza.» Contrastare l'attività terrorista Gush Shalom : «Le due parti si impegnano a combattere il terrorismo e le iniziative terroriste organizzate da uno Stato contro l'altro Stato, i suoi abitanti e le sue istituzioni.» Ginevra : le due parti devono «astenersi dall'organizzare, incoraggiare o permettere la formazione di forze irregolari o di bande armate, fra cui i mercenari e le milizie nei rispettivi territori e devono impedire la loro creazione. (...) Le Parti faranno in comune e unilateralmente nei rispettivi territori sforzi continui ed intensi contro ogni forma di violenza e di terrorismo.» Ayalon-Nusseibeh : non fa specifici riferimenti a questo proposito. Lo spazio aereo Gush Shalom : «Le due parti arriveranno ad un accordo per quel che concerne lo spazio aereo di ciascuno.» Ginevra : ha chiesto ad Israele di facilitare il traffico aereo palestinese secondo la Convenzione di Chicago sull'Aviazione Civile Internazionale, ma le forze aeree israeliane potranno indefinitamente «utilizzare lo spazio aereo sovrano palestinese a scopo di addestramento». Il passaggio delle frontiere Gush Shalom : «Lo Stato Palestinese avrà il controllo sovrano su tutti i suoi passaggi di frontiera, su terra, mare ed aria.» Ayalon-Nusseibeh : il documento non fa riferimenti al proposito. Ginevra : «Tutte le frontiere saranno controllate da squadre comuni» della forza multinazionale e dai Palestinesi, forza che impedirà l'ingresso in Palestina «di tutte le armi, materiale o equipaggiamento che siano in contravvenzione con le stipulazioni di questo Accordo». Israele potrà mantenere una «presenza invisibile» al passaggio delle frontiere durante 30 mesi e un controllo telecomandato di questi passaggi ancora per due anni. Israele potrà chiedere in ogni momento una nuova ispezione della forza multinazionale e dei Palestinesi quando stimerà che un controllo non è stato sufficiente. Contatti militari con l'estero Gush Shalom : «Le due Parti si impegnano a prevenire l'ingresso nei loro territori di ogni forza armata militare. Ogni contravvenzione a questa disposizione dell'uno o dell'altro Stato potrà autorizzare l'altro Stato a prendere le misure necessarie per la sua difesa.» Ayalon-Nusseibeh : il documento non fa riferimenti al proposito. Genève : La Palestina e Israele «si asterranno dall'aggiungersi, dall'assistere, promuovere o cooperare con ogni coalizione, organizzazione o alleanza a carattere militare o securitario, i cui obiettivi o attività includano il lancio di un'aggressione o ogni altro atto di ostilità contro l'altro Stato.» Colonie Gush Shalom : «Gli abitanti delle colonie situate in un territorio cha va a far parte dello Stato di Palestina saranno evacuati da questo territorio prima della fine dell'occupazione israeliana.» Ayalon-Nusseibeh : «Dopo lo stabilimento delle frontiere riconosciute, nessun colono resterà nello Stato palestinese.» Ginevra : «Lo Stato di Israele avrà la possibilità di reinsediare gli Israeliani abitanti nel territorio sovrano palestinese fuori da questo territorio.» Mentre il documento di Gush Shalom scrive: «Le colonie saranno trasferite intatte alle autorità palestinesi, senza che gli edifici o altre proprietà immobiliari siano danneggiati. La proprietà evacuata dai coloni sarà considerata come facente parte del contributo israeliano alla riabilitazione dei rifugiati palestinesi», il documento di Ginevra contiene una disposizione molto similare ma più dettagliata e il documento Ayalon-Nusseibeh non fa riferimenti a questo aspetto. Implicazione internazionale e forza multinazionale Ci sono differenze evidenti su questo aspetto fra il documento di Ginevra e gli altri due. Gush Shalom : c'è una disposizione che dice che «il comitato internazionale riconosciuto controllerà la messa in opera di questo accordo e servirà da arbitro in caso di differenze di opinione» ed una implicazione internazionale è menzionata nel contesto della questione dei rifugiati. (Rapporto ulteriore) Ayalon-Nusseibeh : ugualmente, il documento fa riferimento ad una implicazione internazionale principalmente per quel che riguarda i rifugiati, come fa riferimento (senza entrare nei dettagli) alla comunità internazionale che garantirà la sicurezza e l'indipendenza dello Stato smilitarizzato palestinese senza entrare nei dettagli. Ginevra : d'altro canto, in questo documento, l'implicazione internazionale è molto più diretta e importante, non solo per quel che riguarda i rifugiati, ma anche in tutti gli aspetti della messa in opera della pace israelo-palestinese e nel mantenimento di questa pace. La valorizzazione dell'implicazione internazionale costituisce chiaramente un elemento centrale ed essenziale nella percezione della pace dei redattori dei questo accordo. Secondo il documento di Ginevra, sarà creato «un Gruppo di applicazione e verifica» (GAV), che includerà i partner dell'attuale Quartetto: Stati Uniti, Federazione Russa, Unione Europea e Nazioni Unite, così come «altre parti, regionali e internazionali, per le quali le Parti dovranno dare il loro assenso». Il GAV manterrà in permanenza il suo quartier generale a Gerusalemme, una forza multinazionale sul terreno, e stabilirà un dispositivo permanente per trattare le rimostranze di ciascuna parte verso l'altra in caso di violazione dell'accordo. Quasi tutti gli articoli del documento includono un riferimento dettagliato sul ruolo del GAV in rapporto alla messa in opera degli stessi articoli. Il ruolo della Forza Multinazionale sarà vario e considerevole: controllo ravvicinato del ritiro israeliano, protezione dell'integrità territoriale dello Stato di Palestina, che non deve avere un suo proprio esercito, controllo dei valichi di frontiera della Palestina, aiuto per mettere in vigore le misure contro il terrorismo, mantenimento di una presenza permanente sul complesso di al-Haram al-Sharif/Monte del Tempio con il 'personale di sicurezza palestinese e, nella Città Vecchia di Gerusalemme, con le forze di polizia israeliane e palestinesi. Il documento di Ginevra considera il GAV come un partner attivo il cui ruolo non si limita a rispondere ai ricorsi delle Parti ma che potrebbe avviare azioni che consideri necessarie sulla base dei rapporti provenienti dal suo stesso personale sul terreno. La maniera in cui è scritto il documento di Ginevra sembra indicare che i redattori volevano anticipare il più possibile i problemi che potrebbero sopravvenire e fornire delle soluzioni. E le soluzioni includono abitualmente il coinvolgimento attivo del GAV (una lezione probabilmente appresa a seguito del fallimento di Oslo). Si deve menzionare una questione essenziale. In tutte le altre sfere, il documento di Ginevra prevede un coinvolgimento internazionale che sarà esercitato dal GAV, e che include molti e diversi attori internazionali. Ma tutte le questioni dei servizi di intelligence e lo scambio di informazioni per quel che riguarda il terrorismo, sono assegnate ad un comitato trilaterale che, con gli Israeliani e i Palestinesi, include solo rappresentanti degli Stati Uniti. Il documento non fornisce alcuna spiegazione per questo accordo eccezionale. Gerusalemme Nei tre documenti,
la base di una soluzione per Gerusalemme è una sovranità israeliana sui
quartieri ebraici ed una sovranità palestinese sui quartieri arabi. Ciascuno
Stato stabilirà la sua capitale nella parte di Gerusalemme sotto il suo
controllo. (Questo deriva dai principi del
«Clinton Parameters"
del Dicembre 2000 - vedere: Gush Shalom : afferma che «il quartiere ebraico della Città Vecchia farà parte dello Stato di Israele e sarà collegato al suo territorio. I quartieri musulmani, cristiani e armeni della Città Vecchia faranno parte dello Stato di Palestina». Ayalon-Nusseibeh : il documento non menziona specificamente come dividere la Città Vecchia. Ginevra : la divisione è simile a quella di Gush Shalom salvo per quel che concerne la «Torre di David» storica che si trova nel quartiere armeno e che sarà sotto la sovranità palestinese, ma sotto amministrazione israeliana. Il documento conferisce ad Israele anche la sovranità sulla strada situata a sud dei bastioni della Città Vecchia al fine di creare una continuità territoriale fino al quartiere ebraico. (L'idea che questa strada dia ad Israele una tale continuità territoriale era stata avanzata dal presidente Arafat nel corso di una riunione con una dlegazione di Gush Shalom a Gaza alcuni anni addietro). Bisogna notare che le mappe dettagliate riguardanti la sovranità divisa di Gerusalemme, mappe che sono sul sito web di Ginevra, non includono Har Homa fra i «quartieri ebraici» che passeranno sotto l'autorità israeliana, ma che quella passerà ai Palestinesi. Il Dr Menachem Klein, il principale esperto israeliano su Gerusalemme fra i redattori israeliani di questo accordo, ha notato che la colonia di civili israeliani di Har Homa è stata inaugurata solamente dopo che il presidente Clinton avesse pubblicato i «parametri» citati prima e dopo che questi parametri erano stati accettati dalle due parti. Il documento nota anche che i quartieri ebraici a Gerusalemme che sono stati creati aldilà della Linea Verde e che saranno annessi ad Israele, sono computati nel calcolo dello scambio di territorio. Il documento di Gush Shalom nota che «la municipalità della Gerusalemme palestinese e la municipalità della Gerusalemme israeliana stabiliranno un consiglio municipale basato sul principio di uguaglianza, al fine di gestire i servizi municipali divisi». Un paragrafo equivalente nel documento di Ginevra menziona «un Comitato di Coordinamento e di Sviluppo» incaricato di «cooperare e di coordinare i servizi municipali» con dei sotto-comitati nei campi della Pianificazione e della Divisione in Zone, dell'Infrastruttura Idrologica, del Trasporto, dell'Ambiente, dello Sviluppo Economico, dei Servizi di Polizia e di Urgenza e della Città Vecchia. La differenza fra l'amministrazione comune dei servizi municipali secondo il documento di Gush Shalom e il coordinamento fra i servizi amministrati separatamente nel documento di Ginevra è più che verbale e sembra riflettere una differenza fondamentale sulla questione ella libertà di movimento. (Rapporto ulteriore) Ayalon-Nusseibeh : il documento non fa riferimenti specifici al proposito. Ginevra : secondo il documento, «i Gerosolimitani palestinesi che sono attualmente residenti permanenti di Israele perderanno questo status dopo il trasferimento all'Autorità Palestinese delle zone nelle quali risiedono» ma «misure transitorie» saranno applicate al fine di preservare «i diritti socio-economici accumulati dagli abitanti di Gerusalemme Est». Gli altri documenti non fanno riferimenti a questo proposito. Libertà di Movimento Ayalon-Nusseibeh : il documento dice che «Gerusalemme sarà una città aperta, capitale dei due Stati», senza elaborare di più. Gush Shalom : il documento dichiara esplicitamente che «non vi saranno barriere o ostacoli che impediscano un passaggio limitato fra le due parti della città. Le due parti stabiliranno dei posti di controllo frontalieri, se lo decidono, all'entrata ed all'uscita della Città». Ginevra : per contro, questo documento definisce «un regime di frontiera» che sarà instaurato a Gerusalemme e che prenderà in considerazione «i bisogni specifici della città. (Vale a dire lo spostamento dei turisti e l'utilizzo intensivo dei passaggi di frontiera, ivi comprese le disposizioni per i Gerosolimitani)». Durante una conferenza al Club Tzavta a Tel Aviv, il Dr Klein ha confermato che questo potrebbe essere interpretato come la costruzione di una barriera frontaliera fra le due parti di Gerusalemme: «non una barriera come quella che Sharon sta costruendo, ma una barriera frontaliera effettiva e funzionante fra due Stati sovrani che vivono in pace l'uno con l'altro ma che non hanno ancora raggiunto lo stesso grado di prossimità degli Stati Uniti con il Canada o l'Olanda con il Belgio», ha spiegato. (Citato a memoria, ma non necessariamente parola per parola). Nel documento, la libertà di movimento non si applica a tutta Gerusalemme, ma solo alla Città Vecchia circondata dai bastioni. Il documento consacra un lunghissimo capitolo molto dettagliato alla Città Vecchia e al regime speciale che la governerà. Secondo il documento, la divisione di sovranità nella Città Vecchia sarà marcata da «un piano visibile e codificato in colori» ma senza barriere fisiche, l'ordine pubblico e la sicurezza saranno presi in carico da unità di polizia palestinese, israeliana e multinazionale che lavorino insieme, contemporaneamente ad un comitato speciale trilaterale dei servizi di sicurezza palestinesi, israeliani e americani che dovranno occuparsi delle minacce di attacchi terroristici. Nella Città Vecchia, contrariamente alle altre parti di Gerusalemme, il documento definisce un'amministrazione comune israelo-palestinese dei servizi municipali piuttosto che un coordinamento di servizi separati. Alcune porte della Città Vecchia saranno sotto controllo palestinese ed altre sotto controllo israeliano. Ogni persona che entri nella Città Vecchia potrà spostarsi liberamente all'interno delle sue frontiere ma non potrà uscire che passando attraverso le porte controllate dalla stessa sovranità che l'ha fatta entrare. Il documento menziona la possibilità che «le Parti esamineranno la possibilità di estendere queste soluzioni aldilà della Città Vecchia e potranno accordarsi su una tale estensione». Apparentemente, i redattori di questo accordo considerano la Città Vecchia di Gerusalemme come un terreno favorevole per esperienze che possano essere estese successivamente. Ayalon-Nusseibeh : il documento dichiara che «nessuna delle due parti eserciterà sovranità sui luoghi santi. Lo Stato di Palestina sarà designato come guardiano di al-Haram al-Sharif, a beneficio dei musulmani. Israele sarà il guardiano del Muro del Pianto a beneficio degli ebrei. Nel documento di Ginevra e in quello di Gush Shalom, i due Stati avranno la sovranità e non solamente la custodia dei suddetti luoghi santi. Il documento di Ginevra include delle disposizioni allegate riguardanti il mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza sul complesso di al-Haram al-Sharif/Monte del Tempio attraverso la presenza di personale di sicurezza palestinese e multinazionale. Questi ultimi saranno dal GAV e da altri membri dopo un accordo fra le parti, compresi i membri dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC) - il che implica che almeno una parte della presenza multinazionale su questo importante sito musulmano verrà da paesi musulmani. I tre documenti stipulano che non vi saranno scavi archeologici o altri sul complesso di al-Haram al-Sharif/Monte del Tempio senza il consenso delle due Parti. Il documento di Gush Shalom applica questa disposizione anche agli scavi sul complesso del Muro del Pianto (questa questione non è teorica: negli anni 70 e 80, gli scavi archeologici israeliani al Muro del Pianto sono stati la ragione di tensioni e controversie costanti). Il documento di Ginevra conferisce ad Israele la sovranità non solo sul Muro del Pianto ma anche sul tunnel sotto questo muro, la cui apertura nel settembre 1996 ha provocato tumulti e scontri sanguinosi. Il documento di Ginevra prevede ugualmente un'amministrazione israeliana sul cimitero ebraico del Monte degli Ulivi, argomento non menzionato negli altri due documenti. I rifugiati palestinesi Su questa questione, c'è una differenza manifesta fra il documento Ayalon-Nusseibeh e gli altri due documenti. Ayalon-Nusseibeh : il documento utilizza il termine «Diritto al Ritorno», ma gli da la seguente interpretazione: «i rifugiati palestinesi non torneranno che nello Stato di Palestina. Gli ebrei non torneranno che nello Stato di Israele», il che rende questo documento molto avversato da parte palestinese.
Gush Shalom : il documento dichiara «che Israele riconosce il principio
del Diritto al Ritorno in quanto diritto umano fondamentale» e stabilisce
che «al fine di sanare la ferita storica e come atto di giustizia, Israele
permetterà il ritorno nel suo territorio di un certo numero di rifugiati,
che sarà deciso di comune accordo. Le persone potranno tornare secondo una
ragionevole quota annuale durante un periodo di tempo che non eccederà i 10
anni». Secondo questa concezione, l'arrivo dei rifugiati palestinesi che andranno a vivere nello Stato di Israele non è considerato come un «ritorno» ma piuttosto come l'assorbimento di rifugiati assimilabile a quello nei paesi terzi nei confronti dei quali non esistono rivendicazioni. Di conseguenza, il numero dei rifugiati che Israele accetterà sarà determinato da Israele sulla base della «media del numero totale dei rifugiati (ammesso) dai differenti paesi terzi». I tre documenti stipulano che un fondo internazionale fornirà una compensazione finanziaria ai rifugiati palestinesi. Il documento di Gush Shalom dichiara che «Israele contribuirà per una quota proporzionale a questo fondo, prendendo in conto il valore della proprietà palestinese che è restata in Israele». Un simile principio guida il documento di Ginevra, ma qui un processo dettagliato spiega che una «Commissione di Esperti» determinerà in sei mesi il valore della proprietà palestinese restata in Israele nel 1948. Questo costituirà «la somma globale israeliana per il fondo internazionale», dopo di che «nessun'altra rivendicazione finanziaria risultante dal problema dei rifugiati potrà essere invocata contro Israele». Il documento Ayalon-Nusseibeh dichiara solamente in termini generali che Israele e lo Stato palestinese inizieranno un fondo internazionale e vi contribuiranno. Ginevra : nel documento, l'implicazione internazionale è più importante che negli altri documenti, ivi compreso quel che riguarda i rifugiati. Il documento dichiara che non sarà creato solamente un fondo internazionale, ma anche «una Commissione Internazionale che avrà la piena ed esclusiva responsabilità» su tutte le questioni riguardanti i rifugiati. La Commissione dovrà includere, ad eccezione di Israele e Palestina, le Nazioni Unite, gli Stati Uniti, l'UNRWA, i paesi di accoglienza arabi, l'Unione Europea, la Svizzera, il Canada, la Norvegia, il Giappone, la Banca Mondiale, la Federazione Russa ed altri. Secondo il documento, il processo di risoluzione della questione dei rifugiati prenderà cinque anni, periodo al termine del quale i rifugiati, anche quando rifiutassero di accettare una delle opzioni offerte dall'accordo, perderanno il loro status di rifugiati e l'UNRWA, che li ha presi in carico dal, sarà smantellato e le sue funzioni saranno trasferite ai paesi di accoglienza. e Tutto sommato, un approccio piuttosto duro che rischia di trasformare i rifugiati che si oppongono all'accordo e che rifiutano di abbandonare le loro rivendicazioni individuali in vagabondi senza Stato e senza alcuno status legale. A proposito del documento che offre ai rifugiati la scelta di risiedere «nelle zone di Israele che saranno trasferite alla Palestina nel quadro dello scambio di territorio», diverse osservazioni meritano di essere effettuate. In primo luogo, definendo la frontiera, gli autori del documento di Ginevra hanno incluso il territorio vicino alla regione di Hebron, una zona dove è esistito il villaggio palestinese di Duheimeh distrutto dall'esercito israeliano alla fine del 48; molti civili vennero uccisi e nessuna comunità israeliana si è mai stabilita sulle rovine del villaggio reso deserto. Di conseguenza, il trasferimento di questo territorio alla Palestina permetterà ai rifugiati di Duheimeh, contrariamente a quelli di altri villaggi, di realizzare pienamente il diritto al ritorno nel senso della ricostruzione del loro villaggio sul sito esatto della sua situazione originaria, il che potrebbe divenire un evento profondamente simbolico. Inoltre, l'estensione della Striscia di Gaza porterà nelle mani dei Palestinesi delle terre che erano appartenute prima del 1948 a Palestinesi che oggi vivono nei campi profughi di Gaza. Ma, data la sovrappopolazione di questi campi, si potrebbe anche scegliere di costruire in quei posti nuove città per i rifugiati in generale. Infine, bisogna notare che, ponendo la frontiera nella zona di Latrun, il documento di Ginevra lascia nelle mani di Israele tutta la strada principale Tel Aviv - Gerusalemme, ma da ai Palestinesi l'enclave di Latrun di prima del 1967, dando così la possibilità ai tre villaggi distrutti da Israele nel giugno 1967 di essere ricostruiti. Responsabilità storica e memoria del passato Gush Shalom : nel documento, «Israele riconosce la sua responabilità centrale riguardante la creazione di questa tragedia all'epoca delle guerre del 1948 e del 1967». Nulla di questo è ripreso negli altri due documenti, e i partecipanti israeliani del documento di Ginevra mettono attualmente l'accento sul fatto che l'assenza di una clausola che riguardi la responsabilità storica sia una delle loro vittorie durante i negoziati con i loro partner palestinesi. Ayalon-Nusseibeh : il documento include «il riconoscimento della sofferenza e delle difficili condizioni dei rifugiati palestinesi». Gush Shalom : il documento dettaglia: «Le due parti stabiliranno una «commissione verità» composta da storici (israeliani, palestinesi e internationali) che esamineranno le cuse precise che hanno condotto lla creazione del problema in tutti i suoi aspetti, ed emetterà un rapporto obiettivo e conclusivo entro tre anni. Questo rapporto sarà incorporato nei libri scolastici dei due Stati.» Ginevra : nel documento, c'è un programma della stessa natura: «Le Parti incoraggeranno e assicureranno la promozione e lo sviluppo della cooperazione fra le loro istituzioni appropriate e le società civili, creando dei forum per scambiare i racconti storici e valorizzare la mutua comprensione del passato. Le Parti incoraggeranno e faciliteranno gli scambi al fine di diffondere una migliore valutazione dei rispettivi racconti, nei campi dell'educazione formale e informale, offrendo le condizioni per contatti diretti fra le scuole, le istituzioni educative e la società civile (...) Questi programmi potranno sviluppare dei mezzi per commemorare in maniera appropriata i villaggi e le comunità che esistevano perima del 1949.» Liberazione dei prigionieri e i detenuti Ginevra : nel documento, tutti i prigionieri e i detenuti palestinesi nelle mani degli Israeliani saranno liberati senza eccezione, in tre tappe : tutti i prigionieri incarcerati prima del 4 maggio 1994 (quando l'Accordo di Oslo è entrato in vigore) ssaranno liberati immediatamente al momento della firma dell'accordo... così come tutti i detenuti amministrativi, prigioniere e prigionieri malati. Gli altri prigionieri saranno liberati dopo 18 mesi, salvo quelli i cui nomi saranno specificamente menzionati nell'allegato all'accordo (che verosimilmente include molti prigionieri che rientrano nel criterio allargato israeliano come aventi «le mani sporche di sangue»); questo gruppo di prigionieri sarà liberato nei cinque anni successivi all'entrata in vigore dell'accordo. Gli altri due documenti non hanno clausole sui prigionieri. Secondo il programma Uvdah della seconda rete della televisione israeliana che il 18 novembre ha diffuso un materiale autentico filmato durante le discussioni che hanno condotto al documento di Ginevra, la clausola sui prigionieri è stata il motivo di un dibattito animato e prolungato fra i partner israeliani e aplestinesi. Ad un certo punto, Yossi Beilin è stato sentito dichiarare che se un tale accordo fosse stato proposto nel governo nel momento in cui lui era Ministro della Giustizia, vi si sarebbe opposto. Ma Sufian Abu-Zaida, che ha condotto le discussioni per i Palestinesi sulla questione di prigionieri, ha insistito sul fatto che sarebbe impossibile arrivare ad un accordo che metta fine al conflitto lasciando dei prigionieri palestinesi dietro le sbarre israeliane. Armi di distruzione di massa Ginevra : nel documento, «Israele e la Palestina lavoreranno di concerto con i loro vicini e con la comunità internazionale per costruire un Medio Oriente stabile e sicuro, libero da tutte le armi di distruzione di massa, convenzionali o non, nel contesto di una pace stabile generale e duratura, caratterizzata dalla riconciliazione, la buona volontà e la rinuncia all'uso della forza. A questo scopo, i Palestinesi le Parti lavoreranno insieme per stabilire un regime di sicurezza regionale.» Gli altri due documenti non fanno riferimenti a questo proposito. L'acqua Gush Shalom : Il documento dice: «Le risorse idriche di tutta la terra fra la riva del Giordano e il Mare Mediterraneo appartengono alle due parti. Sarà nominato un Comitato Supremo israelo-palestinese che sarà responsabile delle risorse idriche e della loro distribuzione. L'acqua sarà assegnata equamente e legittimamente sulla base della proporzione numerica degli abitanti dei due Stati. Le due Parti coopereranno su progetti per lo sviluppo delle risorse idriche addizionali come la desalinizzazione dell'acqua marina.» Ginevra : Una clausola su questo argomento importante è assente dal documento. Nel testo, come è stato presentato al pubblico israeliano e palestinese, questa lacuna è riconosciuta e si dichiara che questo problema è stato affidato ad una équipe di esperti che, apparentemente, non hanno ancora finito il loro lavoro. Ayalon-Nusseibeh : il documento non menziona il problema dell'acqua. I testi originali in inglese si trovano su :
Gush Shalom :
http://www.gush-shalom.org/archives/peace.html
Adam Keller |
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