A VICENZA RINASCE IL MOVIMENTO
200.000, 300.000, mezzo milione... che importa? Ciò che conta è che a Vicenza il popolo di sinistra, il popolo contro la guerra è tornato in piazza, senza lasciarsi intimidire dal terrorismo di Stato dei vari Amato e Rutelli. D'ora in avanti, sarà veramente dura per il governo della guerra. Un Primo Piano diverso, con poco testo e molte immagini... che parlano da sole.
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Prodi che tende l'orecchio agli ordini del macellaio Olmert mentre il cieco Napolitano ieri non vedeva l'invasione dell'Ungheria come oggi non vede l'occupazione della Palestina. Anche a Vicenza la Palestina era nel cuore. |
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L'equazione movimento = terrorismo non ha funzionato. Il ricatto è stato rispedito al mittente. I soli provocatori, a conti fatti, si sono rivelati essere un Ministro degli Interni che in un Paese serio avrebbe già dato le dimissioni ed un vicepremier al di sotto di ogni commento. Senza dimenticare, naturalmente, il premier vero e proprio, quello che vuole dare vita ad un partito democratico mentre la democrazia non sa nemmeno dove stia di casa, visto che la sola cosa che sa dire ad una città che ha espresso chiaramente la sua volontà è che lui se ne infischia e procederà come se nulla fosse avvenuto... difficile che ci riesca, però.
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Prossima stazione: Roma, sabato 17 marzo, ancora in piazza contro la guerra e la partecipazione italiana alla guerra. Contro il governo amico dei padroni e dei mercanti di morte. Ripartiamo da 3... centomila!