BERTINOTTI OSCAR
L'Italia č un
Paese strano. Ma veramente strano. L'Italia č il solo Paese al mondo in cui il
segretario del Partito Comunista riceve - e accetta con entusiamo - un premio "Per
la revisione delle radici comuniste, per il ripudio della violenza come
strumento di lotta politica, per la condanna senza se e senza ma del terrorismo
anche se islamico, e per la rifondazione del suo partito come forza di governo".
Questa č la motivazione del premio "Oscar per la politica" assegnato dalla
giuria del quotidiano il Riformista a Fausto Bertinotti, il quale ha
gioiosamente accettato, senza provare una puntina di imbarazzo nemmeno di fronte
alla condivisione dei favori della giuria con un certo Ariel Sharon, a sua volta
vincitore dell'Oscar per la politica internazionale, con la fantastica
motivazione che "ha riavviato Israele su un
percorso di pace, decidendo unilateralmente il ritiro da Gaza e raggiungendo
l’accordo con i laburisti per il nuovo governo". Oltre a Bertinotti e Sharon,
gli Oscar del Riformista vanno a Walter Veltroni (per la politica locale) ed a
Bruno Vespa (per la comunicazione politica).
A questo punto, non possiamo mancare di informare sul voto di un componente
d'eccezione della giuria del Riformista, quel Sandro Curzi fino a poco fa
direttore del giornale comunista Liberazione ed entusiasta clarinetto del suo
datore di lavoro ed Oscar per la politica: per la politica internazionale, Curzi
non ha votato Sharon (il che va a suo onore), bensė Bush (il che fa un po'
schifo), mentre per la politica locale il buon Curzi ha votato per Francesco
Storace, governatore del Lazio. Comprendiamo bene che, pur di non votare
Veltroni, si sia disposti a tutto, ma Curzi non era obbligato a scegliere fra i
due.
Insomma, il comunista Bertinotti viene premiato per il suo anticomunismo insieme
al boia Sharon che viene premiato per il suo pacifismo confermato dal
sangue di qualche migliaio di Palestinesi. Sono proprio fatti l'uno per l'altro.
Tutti gli articoli relativi all'Oscar per la politica sono sull'edizione del 20 gennaio 2005 del quotidiano Il Riformista; i principali sono su www.ilriformista.it