BUON 2005!
L'anno che sta
finendo verrà ricordato a lungo per le sue contraddizioni, sia in casa nostra
che all'estero. Nel mondo, il 2004 è stato l'anno dell'evidenza della resistenza
del popolo iracheno all'occupazione occidentale, ma anche quello della trionfale
rielezione di Bush negli USA; è stato l'anno dell'unità della resistenza
palestinese all'occupazione sionista, ma anche quello della (ancora oscura)
morte di Yasser Arafat, il Padre della Patria palestinese; è stato l'anno della
conferma della popolarità di Chavez e della sua rivoluzione bolivariana in
Venezuela, ma anche quello della disillusione verso il governo Lula in Brasile.
A casa nostra, il 2004 ha segnato il punto più basso del gradimento verso il
governo Berlusconi, ma anche la bassezza della cosiddetta "opposizione",
decisamente più attenta alla distribuzione degli spazi di potere al proprio
interno che alla battaglia contro il governo di centrodestra; il 2004 è stato
l'anno di grande lotte sociali, da Melfi a Scanzano, ma anche quello del
rilancio della concertazione fra i sindacati confederali e il compagno
Montezemolo; il 2004, infine, è stato l'anno del maggior successo elettorale di
Rifondazione Comunista, ma anche quello della sua definitiva virata verso
l'omologazione al governismo e l'abiura delle proprie ragioni fondative.
In questo anno, non siamo riusciti a stare dietro a tutto quello che succedeva,
e nemmeno ci abbiamo provato: troppo ampio è il divario fra la necessità e le
nostre possibilità. Tuttavia, Arcipelago si è confermato strumento utile
all'informazione ed al dibattito del popolo di sinistra, con un
particolare rilievo per quel che riguarda la lotta di liberazione del popolo
palestinese e l'evoluzione del Partito della Rifondazione Comunista. L'impegno
su queste vicende ci ha procurato molte soddisfazioni ed anche qualche
grattacapo: i nostri visitatori non lo sanno, perchè il nostro stile di lavoro è
diverso da quello di Indymedia, ma abbiamo il nostro daffare con lo
spamming sionista, comprese (ma non da oggi) le intimidazioni tipo: "Vi abbiamo
denunciato per violazione della legge Mancino, per il contenuto antisemita del
vostro sito". Naturalmente, queste denunce - ammesso che siano state
effettivamente sporte - non sortiscono alcun effetto, per il semplice fatto che
la nostra critica radicale non è rivolta ad un popolo e nemmeno ad una religione
(fermo restando che, da laici quali siamo, abbiamo il diritto di criticare
qualunque fondamentalismo religioso, compreso quello ebraico), ma ad
un'ideologia politica nefasta, razzista, colonialista e - appunto -
fondamentalista, quale è il sionismo. Riteniamo il colonialismo sionista la
causa profonda del dramma non solo del popolo palestinese, ma dell'intero Medio
Oriente, nonché la causa potenzialmente scatenante di nuove ondate di
antiebraismo, nel momento in cui si vuole strumentalmente accreditare la falsa
equazione sionismo = ebraismo, assimilando tutti i cittadini ebrei del mondo ai
crimini commessi da un governo e da uno Stato. A queste mistificazioni,
rispondiamo che, se tutti gli Ebrei del mondo fossero da ritenere complici di
Sharon, bisognerebbe dare ragione a chi sostiene che tutti i Musulmani del mondo
sono complici di Bin Laden. Noi non la pensiamo così, e continueremo a fare del
nostro meglio affinché la resistenza palestinese possa finalmente raggiungere
l'obiettivo di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, con Gerusalemme
capitale, in pace con uno Stato di Israele al quale auguriamo di liberarsi delle
proprie catene religiose e colonialiste, in modo che quella terra - santa per
molte religioni - divenga luogo ospitale per Ebrei, Musulmani, Cristiani... ed
anche atei o semplicemente dubbiosi, se permettete.
I lettori di Arcipelago non sanno nemmeno che, oltre agli estremisti sionisti,
con Arcipelago ce l'ha a morte anche qualche dirigente (bertinottiano,
ovviamente) di Rifondazione Comunista, che ha chiesto al suo partito non meglio
definiti "interventi" contro questo sito; anche qui, non abbiamo nulla da
temere, ma troviamo significativo che i dirigenti nazionali di un partito che si
sta accreditando per il governo del Paese non trovino di meglio e più
intelligente da fare che minacciare una piccola voce della sinistra. Oddio, mica
tanto piccola: allo stato attuale, Arcipelago registra mediamente 700 - 800
visite al giorno, più di 20.000 su base mensile, il che sta a significare una
platea di 3.000 - 4.000 "affezionati", un numero semplicemente impensabile
quando, insieme all'indimenticata compagna Meri Rampazzo, mettemmo in linea le
prime pagine, soltanto tre anni fa.
Sionisti e rifondaroli governisti ricordano quella pagina di Guareschi in cui
Don Camillo spiega ad un infuriato Peppone che, quando uno ha la febbre, è
sciocco prendersela con il termometro; fuor di metafora, se il governo di
Israele appare come una congrega di gangster e il gruppo dirigente di
Rifondazione come un branco di lupi affamati di poltrone, la colpa non è di chi
- come Arcipelago e moltissimi altri - denuncia questo stato di cose.
Buon 2005, dunque. Buon 2005 al popolo palestinese ed alla sua eroica
resistenza. Buon 2005 al popolo iracheno ed ai suoi patrioti. Buon 2005 a Chavez,
al sempiterno comandante Fidel, ai loro popoli ed a tutti quelli che resistono
all'imperialismo nordamericano. Buon 2005 ai Sem Terra ed a Via Campesina, ai
piqueteros ed ai combattenti delle FARC. E buon 2005 a San Precario, ai Cobas,
alle RdB, ai centri sociali, a chi occupa le case sfitte, a chi si fa lo sconto
da solo, a Cesare Battisti, a chi rischia di restare a piedi ma non fa benzina
alla Esso nemmeno quando il serbatoio è agli sgoccioli, a chi non dimentica
Sabra e Chatila (e Jenin, e Rafah, e tutti i villaggi stuprati dal Muro
dell'Apartheid), a chi si ostina a tenere fuori dalla finestra la bandiera
arcobaleno. Buon 2005 a tutti quelli che sanno che ribellarsi è giusto.