BUON LAVORO, COMPAGNE E COMPAGNI

Il movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori è da oggi - 18 giugno 2006 - una realtà. Non lo testimoniano solo le centinaia di compagni e compagne che hanno affollato il cinema Barberini per partecipare al primo appuntamento del movimento, ma - paradossalmente - i tentativi di disinformazione e provocazione che stanno già infestando Indymedia, dove alcune foto scattate ad arte propongono l'immagine di una sala semivuota. Poco male, foto e filmati realistici saranno presto a disposizione di tutti, ma quello che sta succedendo in queste ore non è che l'inizio del tentativo di soffocare sul nascere un'esperienza che, per il solo fatto di essersi manifestata, mette con le spalle al muro tutta la sedicente "sinistra" di questo Paese, a cominciare da quella che ama definirsi "radicale".
Il nuovo movimento si candida esplicitamente ad organizzare e rappresentare non qualche centinaio o qualche migliaio di superstiti dell'ideologia, ma i milioni di uomini e donne colpiti dalla precarietà, dai sacrifici, dalla disoccupazione, dall'iniquità ed oggi anche dalla guerra. Nel suo intervento conclusivo, Marco Ferrando ha squadernato impietosamente le truffe della sinistra politica ai danni del suo stesso popolo: a chi chiede pace e solidarietà con i popoli oppressi, si risponde con il rifinanziamento delle missioni di guerra; a chi chiede più certezze per il proprio futuro, si risponde confermando il precariato della Legge Biagi e del Decreto Treu; a chi chiede più diritti e più libertà, si risponde con l'ossequio al Vaticano. Questo - ed anche peggio - è ciò che offre il governo dell'Unione a lavoratori, giovani, studenti, donne e uomini che hanno sperato di vedere una qualche discontinuità con il governo di Berlusconi e delle destre.
Di fronte a questo scenario a metà fra l'orribile e il ridicolo, c'è qualcuno che si propone di tentare la forzatura dell'orizzonte, di rompere l'infernale meccanismo dell'alternanza, di un bipolarismo che prevede due soli schieramenti, divisi sulla carta ma uniti nella difesa dei poteri forti. Forse, è per questo che la manifestazione del cinema Barberini da tanto fastidio, al punto che nel giro di poche ore si organizza uno spamming tanto massiccio e puntuale da far inevitabilmente pensare ad un'operazione preordinata e che, probabilmente, conoscerà ulteriori escalation nei prossimi giorni.
I fatti, però, hanno la testa dura: i parlamentari di Rifondazione Comunista, del PdCI e dei Verdi non faranno mancare il loro sostegno al governo Prodi nemmeno sul finanziamento delle missioni militari e su una manovra aggiuntiva ed un DPEF che già si annunciano punitivi per la stragrande maggioranza dei cittadini. Certo, gli illusionisti alla bertinotti tireranno fuori dal cilindro qualche coniglio, magari una mozione di accompagnamento al voto piena di belle intenzioni, ma alla fine voteranno come i loro colleghi dei DS, della Margherita, della Rosa nel Pugno, dell'Udeur e compagnia cantando, dimostrando che Romano Prodi ha perfettamente ragione nel definirli folkloristici e innocui. Folkloristici e soprattutto innocui per lui, naturalmente, non certo per chi dovrà ancora stringere la cinghia o per quegli Iracheni e quegli Afghani che continueranno ad importare democrazia sotto forma di occupazione militare.
Contro questo immondo scenario, nasce il nuovo movimento: le intenzioni sono ottime e la necessità indiscutibile. Il risultato, però, è tutt'altro che certo: occorreranno molta pazienza e moltissima determinazione. I Comunisti non hanno mai avuto vita facile, soprattutto quando governa gente che si richiama al Comunismo, pur non avendovi più nulla a che fare. Per parte nostra, facciamo gli auguri al nuovo movimento e, nei limiti delle nostre modestissime possibilità, non gli faremo mancare il nostro contributo, anche critico, come è giusto che sia. Buon lavoro, compagne e compagni.

Le prime immagini della manifestazione (agg. 19.6.06)