CATTIVE COMPAGNIE
| 19-10-2006 Gaza-West Bank |
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Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR)
ha reso noto che 28 palestinesi - di cui 17 civili, tra cui due bambini
e una donna - sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliana
nella settimana tra il 12 e il 18 ottobre. |
Nelle poche righe di questo
scarno comunicato è contenuta tutta la viltà dei governi europei, primo fra
tutti quello di Romano Prodi e Massimo D'Alema, che pure i sionisti più
sfacciati tentano di far passare come troppo "filopalestinese". Qualcuno ha
notizia di una qualsiasi dichiarazione di deplorazione dell'operato israeliano
da parte di un qualsiasi esponente del governo amico o dei parlamentari
"dissidenti"? Niente, silenzio assoluto, perchè a Gaza e negli altri territori
della Palestina occupata il sionismo deve poter continuare a sterminare i
Palestinesi in tutta tranquillità.
Se non si ha il tempo e la voglia di andarsi a cercare su internet, perlopiù su
siti non italiani, informazioni su quello che accade quotidianamente in
Palestina, si può anche pensare che il problema principale dei Palestinesi sia
quello dello scontro in atto fra Hamas e Al Fatah, e non le condizioni di "vita"
cui sono costretti da decenni di feroce occupazione militare da parte dello
Stato canaglia per eccellenza, quello che detiene il record assoluto di
Risoluzioni ONU ignorate e sbeffeggiate. questo Stato canaglia dispone della
licenza di genocidio rilasciatagli dalla sedicente comunità internazionale,
quella che ha distrutto la Jugoslavia federale, l'Iraq, l'Afghanistan e si
prepara ad estendere la propria opera meritoria al Libano, alla Siria, all'Iran
ed a chissà chi altro... forse, Cuba e Venezuela, perchè no?
E il governo amico è pienamente complice: non solo mantiene in essere la
sostanza della politica estera del governo Berlusconi, ma la implementa. Solo i
papponi che hanno conquistato un lauto stipendio da parlamentare governativo o
da dirigente di ONG e se lo vogliono tenere stretto possono far finta di credere
che qualcosa sia realmente cambiato in meglio. La realtà ci dice che questo è il
momento in cui l'Italia ha il maggior numero di militari impegnati all'estero
dalla seconda guerra mondiale e in cui le spese militari hanno raggiunto il
livello più alto.
Il genocidio del popolo palestinese è pienamente in atto, e l'Italia vi
partecipa a pieno titolo attraverso quell'accordo di cooperazione militare con
Israele che, sottoscritto dal governo Berlusconi, viene implementato dal governo
Prodi. L'Italia è complice del genocidio attraverso la sua adesione all'infame
embargo internazionale contro il popolo palestinese, colpevole di aver eletto
democraticamente un'amministrazione che alle democrazie della comunità
internazionale non va a genio. L'Italia è complice del genocidio perchè finanzia
in tutti i modi Israele, anche attraverso gli enti locali, mentre lascia morire
di fame e di malattie i Palestinesi, in una sorta di solidarietà al contrario
che farebbe ridere, se non fosse una tragedia.
Mentre il governo amico si rende complice delle nefandezze sioniste e i
"movimenti" si lasciano comprare con qualche consulenza, qualche incarico e
qualche appalto, da sinistra si leva ancora una volta la voce della solidarietà,
quella vera, quella con chi soffre e lotta e resiste all'oppressione; per
fortuna, è una voce forte, che non si lascia imbavagliare dalla censura e dalle
mistificazioni dei media. E' la voce di chi è sceso in piazza il 27 luglio
scorso, mentre gli Israeliani massacravano in Libano e a Gaza e il sindaco di
Roma, Walter Veltroni, partecipava alle manifestazioni di solidarietà con
Israele. E' la voce di chi è tornato in piazza il 30 settembre contro tutte le
missioni militari, perchè una guerra non può essere sbagliata se la fanno
Berlusconi e Fini e diventare giusta se la fanno Prodi e D'Alema. E' la voce di
chi tornerà in piazza a Roma il prossimo 18 novembre, ancora una volta a fianco
della Palestina senza se e senza ma. Non ci saranno quelli di "Forza ONU", non
ci saranno quelli che "prima di tutto, la liberazione dei soldati israeliani
catturati", non ci saranno quelli che "bisogna garantire la sicurezza di
Israele": quelli se ne andranno da qualche altra parte, come hanno sempre fatto
negli ultimi anni. Questo è un bene: il 18 novembre non avremo cattive
compagnie.