CHIAGNI E FOTTI...
L'esecuzione di Saddam Hussein
ha chiuso in bellezza l'anno che ci lasciamo alle spalle. Quella barbarie, in
effetti, è l'immagine più degna per salutare un anno in cui il mondo ha mostrato
la parte peggiore, per esempio mobilitandosi per imporre un embargo mai visto
nei confronti di un popolo già provato da decenni di occupazione militare e
colpevole di continuare a resistere per non essere cancellato dalla faccia della
terra... si, perchè - mentre i leader sionisti ed i loro complici nel mondo - si
stracciano le vesti perchè il presidente iraniano fanfaroneggia su
un'impossibile distruzione di Israele, Israele distrugge davvero, giorno dopo
giorno, il popolo palestinese, senza che nessuno di tutti quelli che si
indignano per le performances di Ahmadinejad provi almeno un po' di rossore per
quello che avviene (nei fatti, non a parole) in quell'immenso lager che una
volta era la Palestina.
Dal sito www.infopal.it (prezioso strumento
di informazione quotidiana in italiano) riprendiamo i numeri diffusi
dall'organizzazione umanitaria israeliana Betselem sull'ultimo anno trascorso
nei territori palestinesi occupati.
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Quanto agli Iracheni che hanno
perso la vita nel quarto anno di democrazia, sono talmente tanti che non si
riesce a contarli, così come è impossibile quantificare le distruzioni operate
in quel Paese. Non dimentichiamo - almeno noi! - quello che è successo fra
luglio e agosto in Libano, dove migliaia sono stati i morti sotto i
bombardamenti israeliani, centinaia di migliaia gli sfollati e immani le
devastazioni alle infrastrutture civili. Anche lì, il mondo non ha dato una gran
bella prova di sé: poiché la soldataglia sionista si era trovata inchiodata al
terreno dalla resistenza libanese - in gran parte islamica ma anche (non
dimentichiamo neanche questo) comunista - le grandi potenze si sono affrettate
ad intervenire per soccorrere gli aggressori, nell'ennesima missione di "pace".
Nessuna sanzione contro gli aggressori, naturalmente, nessuna incriminazione per
i boia di Tel Aviv, nessuna giustizia per i martiri di Qana e per tutte le altre
vittime del terrorismo sionista, anzi baci ed abbracci al limite della
pornografia con il capo degli assassini, mentre persino il Presidente della
Repubblica si sente in dovere di indignarsi per tre pupazzi di cartone bruciati
a margine di una grande e splendida manifestazione di solidarietà con il popolo
palestinese. Insomma, il napoletano chiagni e fotti ci sembra il detto
migliore per indicare la linea di condotta dei padroni del mondo, linea nella
cui applicazione i sionisti sono maestri insuperabili: si piange per le
fanfaronate del presidente iraniano mentre si affamano i Palestinesi, si piange
per tre pupazzi mentre si baciano i serial killer di persone in carne ed ossa,
si piange in manifestazioni bipartisan per un'eventuale repressione verso
studenti iraniani mentre si guarda dall'altra parte quando le ragazzine
palestinesi vengono assassinate ai piedi di un Muro dell'Apartheid del quale
nessuno parla più, e chi se ne fotte se esiste una sentenza della Corte di
Giustizia Internazionale che lo ha condannato... le sole sentenze che vengono
eseguite in questo mondo sono quelle emesse dai tagliagole agli ordini di
Washington e Tel Aviv.
Chiagne e fotte anche la nostra "sinistra". Piange per i disastri
combinati dal governo Berlusconi e fotte milioni di lavoratori, precari,
immigrati, aumentando tasse, tariffe e ticket mentre regala miliardi alle
imprese ed al Vaticano. Fantastico (o fantastica, come preferisce) in questo
esercizio si è rivelato/a Vladimir Luxuria, che piange perchè non sa in quale
cesso debba andare a pisciare e poi fotte i contribuenti italiani votando anche
lui/lei per mantenere esenti dall'I.C.I. tutti gli immobili di proprietà del
Vaticano. Non solo i luoghi di preghiera, si badi bene, ma anche i negozi, i
ristoranti, i bar e gli appartamenti.
E che dire dei parlamentari "dissidenti" di PRC, PdCI e Verdi, che prima ci
hanno fottuto, votando a favore del rifinanziamento delle missioni miliatri, poi
ci hanno rifottuto votando la Finanziaria e fra qualche settimana ci fotteranno
ancora, di nuovo sulle missioni militari e poi su pensioni, legge elettorale e
quant'altro? Ovviamente, mentre ci fottono piangono ininterrottamente, ostentano
la loro sofferenza interiore, addirittura chiedono solidarietà, perchè -
poverini - stanno tanto male mentre ci fottono.
Altro campione di chiagni e fotti si è rivelato il Manifesto, che ci ha
tormentato per mesi con le sue difficoltà economiche e il rischio di chiusura,
mentre censurava quasi ogni notizia che potesse risultare imbarazzante per il
governo amico, così come lo scorso anno censurò le centinaia di persone che
avevano sottoscritto l'appello della "Sinistra per il proporzionale"; i lettori
del Manifesto ben poco o nulla sapranno degli scandali che hanno investito la
gestione della sanità nel Lazio, perchè il "buco" da dieci miliardi non lo ha
scavato solo Storace, ma i lavori sono iniziati quando governavano gli amici e
anche gli attuali assessori alla sanità ed al bilancio sono amici, quindi non si
può scrivere che è uno schifo che venga fatto un bando di gara su misura per una
cooperativa amica (tanto lurido che, alla fine, Marrazzo ha dovuto annullarlo) e
non si può scrivere che in una delle più grandi truffe degli ultimi anni
andavano a braccetto maneggioni patentati e sindacalisti confederali. Va bene
che il Manifesto, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, ma forse è ora di
fargli capire che i contributi degli amici (CGIL, ARCI e Legacoop)sono
importanti, ma anche i semplici lettori hanno qualche diritto, tipo quello di
essere informati.
Così - ed anche peggio di quello che abbiamo scritto - è andato il 2006. Nel
mondo, qualcosa di buono è successo, per la verità, come la trionfale rielezione
di Hugo Chavez alla presidenza del Venezuela, ma è ancora poco per gioire. In
questi ultimi scampoli di festività, non vogliamo cedere al pessimismo, per cui
- nonostante tutto e con l'incrollabile ottimismo della volontà - auguriamo a
tutte e tutti BUON 2007.