CHIAGNI E FOTTI...

L'esecuzione di Saddam Hussein ha chiuso in bellezza l'anno che ci lasciamo alle spalle. Quella barbarie, in effetti, è l'immagine più degna per salutare un anno in cui il mondo ha mostrato la parte peggiore, per esempio mobilitandosi per imporre un embargo mai visto nei confronti di un popolo già provato da decenni di occupazione militare e colpevole di continuare a resistere per non essere cancellato dalla faccia della terra... si, perchè - mentre i leader sionisti ed i loro complici nel mondo - si stracciano le vesti perchè il presidente iraniano fanfaroneggia su un'impossibile distruzione di Israele, Israele distrugge davvero, giorno dopo giorno, il popolo palestinese, senza che nessuno di tutti quelli che si indignano per le performances di Ahmadinejad provi almeno un po' di rossore per quello che avviene (nei fatti, non a parole) in quell'immenso lager che una volta era la Palestina. 
Dal sito www.infopal.it (prezioso strumento di informazione quotidiana in italiano) riprendiamo i numeri diffusi dall'organizzazione umanitaria israeliana Betselem sull'ultimo anno trascorso nei territori palestinesi occupati.  

660 palestinesi uccisi, di cui 141 minori e 322 di non-combattenti e 22 omicidi mirati.

Nella sola Striscia di Gaza, dalla cattura del soldato israeliano Gilad Shalit, a giugno, le forze israeliane hanno ucciso 405 palestinesi, compresi 88 minorenni. Di questi 205 non stavano partecipando a combattimenti.
Da parte loro, nel 2006, i palestinesi hanno ucciso 23 israeliani, compresi 6 membri delle forze di sicurezza e un minorenne.

Prigionieri

Le autorità di occupazione hanno imprigionato 9.075 palestinesi, compresi 345 minorenni. Di questi, 738 (22 minori) sono tenuti in amministrazione detentiva, senza imputazione alcuna.

Demolizioni delle abitazioni

Le autorità israeliane hanno demolito 292 case, di cui 279 nella Striscia di Gaza, che alloggiavano circa 1.769 persone. A Gerusalemme Est sono state abbattute 42 case perché senza "permessi".

Checkpoint e limitazione negli spostamenti.

Israele ha 54 checkpoint permanenti nella West Bank, 12 altri solo nella città di Hebron. E circa 160 "volanti" istituiti ogni settimana.
Oltre a questi, i militari israeliani erigono barriere di cemento, di ferro, cumuli di immondizia e altri ostacoli che limitano gli spostamenti. Inoltre, l'accesso a circa 41 strade è limitato.

Quanto agli Iracheni che hanno perso la vita nel quarto anno di democrazia, sono talmente tanti che non si riesce a contarli, così come è impossibile quantificare le distruzioni operate in quel Paese. Non dimentichiamo - almeno noi! - quello che è successo fra luglio e agosto in Libano, dove migliaia sono stati i morti sotto i bombardamenti israeliani, centinaia di migliaia gli sfollati e immani le devastazioni alle infrastrutture civili. Anche lì, il mondo non ha dato una gran bella prova di sé: poiché la soldataglia sionista si era trovata inchiodata al terreno dalla resistenza libanese - in gran parte islamica ma anche (non dimentichiamo neanche questo) comunista - le grandi potenze si sono affrettate ad intervenire per soccorrere gli aggressori, nell'ennesima missione di "pace". Nessuna sanzione contro gli aggressori, naturalmente, nessuna incriminazione per i boia di Tel Aviv, nessuna giustizia per i martiri di Qana e per tutte le altre vittime del terrorismo sionista, anzi baci ed abbracci al limite della pornografia con il capo degli assassini, mentre persino il Presidente della Repubblica si sente in dovere di indignarsi per tre pupazzi di cartone bruciati a margine di una grande e splendida manifestazione di solidarietà con il popolo palestinese. Insomma, il napoletano chiagni e fotti ci sembra il detto migliore per indicare la linea di condotta dei padroni del mondo, linea nella cui applicazione i sionisti sono maestri insuperabili: si piange per le fanfaronate del presidente iraniano mentre si affamano i Palestinesi, si piange per tre pupazzi mentre si baciano i serial killer di persone in carne ed ossa, si piange in manifestazioni bipartisan per un'eventuale repressione verso studenti iraniani mentre si guarda dall'altra parte quando le ragazzine palestinesi vengono assassinate ai piedi di un Muro dell'Apartheid del quale nessuno parla più, e chi se ne fotte se esiste una sentenza della Corte di Giustizia Internazionale che lo ha condannato... le sole sentenze che vengono eseguite in questo mondo sono quelle emesse dai tagliagole agli ordini di Washington e Tel Aviv.
Chiagne e fotte anche la nostra "sinistra". Piange per i disastri combinati dal governo Berlusconi e fotte milioni di lavoratori, precari, immigrati, aumentando tasse, tariffe e ticket mentre regala miliardi alle imprese ed al Vaticano. Fantastico (o fantastica, come preferisce) in questo esercizio si è rivelato/a Vladimir Luxuria, che piange perchè non sa in quale cesso debba andare a pisciare e poi fotte i contribuenti italiani votando anche lui/lei per mantenere esenti dall'I.C.I. tutti gli immobili di proprietà del Vaticano. Non solo i luoghi di preghiera, si badi bene, ma anche i negozi, i ristoranti, i bar e gli appartamenti.
E che dire dei parlamentari "dissidenti" di PRC, PdCI e Verdi, che prima ci hanno fottuto, votando a favore del rifinanziamento delle missioni miliatri, poi ci hanno rifottuto votando la Finanziaria e fra qualche settimana ci fotteranno ancora, di nuovo sulle missioni militari e poi su pensioni, legge elettorale e quant'altro? Ovviamente, mentre ci fottono piangono ininterrottamente, ostentano la loro sofferenza interiore, addirittura chiedono solidarietà, perchè - poverini - stanno tanto male mentre ci fottono.
Altro campione di chiagni e fotti si è rivelato il Manifesto, che ci ha tormentato per mesi con le sue difficoltà economiche e il rischio di chiusura, mentre censurava quasi ogni notizia che potesse risultare imbarazzante per il governo amico, così come lo scorso anno censurò le centinaia di persone che avevano sottoscritto l'appello della "Sinistra per il proporzionale"; i lettori del Manifesto ben poco o nulla sapranno degli scandali che hanno investito la gestione della sanità nel Lazio, perchè il "buco" da dieci miliardi non lo ha scavato solo Storace, ma i lavori sono iniziati quando governavano gli amici e anche gli attuali assessori alla sanità ed al bilancio sono amici, quindi non si può scrivere che è uno schifo che venga fatto un bando di gara su misura per una cooperativa amica (tanto lurido che, alla fine, Marrazzo ha dovuto annullarlo) e non si può scrivere che in una delle più grandi truffe degli ultimi anni andavano a braccetto maneggioni patentati e sindacalisti confederali. Va bene che il Manifesto, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo, ma forse è ora di fargli capire che i contributi degli amici (CGIL, ARCI e Legacoop)sono importanti, ma anche i semplici lettori hanno qualche diritto, tipo quello di essere informati.
Così - ed anche peggio di quello che abbiamo scritto - è andato il 2006. Nel mondo, qualcosa di buono è successo, per la verità, come la trionfale rielezione di Hugo Chavez alla presidenza del Venezuela, ma è ancora poco per gioire. In questi ultimi scampoli di festività, non vogliamo cedere al pessimismo, per cui - nonostante tutto e con l'incrollabile ottimismo della volontà - auguriamo a tutte e tutti BUON 2007.