DEMOCRAZIA

Democrazia, singolare femminile, secondo il Grande Dizionario Garzanti significa: forma di governo in cui la sovranità appartiene al popolo, che la esercita direttamente o mediante rappresentanti liberamente eletti.
Non crediamo che i curatori del Grande Dizionario concorderebbero con il Bertinotti impavido assertore della tesi secondo la quale le recenti "elezioni" in Iraq non sono state una farsa, una ignobile messinscena. Quelle elezioni sono un insulto alla coscienza civile ed alla dignità individuale per molti motivi, di cui forniamo un parziale elenco:
a) Gli Iracheni hanno "votato" in piena occupazione militare, condizionati non dai cartelloni 6 x 6 di Storace o di Marrazzo, ma dalle ben più inquietanti sagome dei carri armati americani.
b) I "votanti" non conoscevano - perchè tenuti segreti - né i candidati, né i programmi dei "partiti" in lizza. Non conoscevano nemmeno la dislocazione dei seggi elettorali, anch'essa tenuta segreta fino all'ultimo momento per ragioni di sicurezza.
c) I mezzi impiegati per indurre i cittadini alla partecipazione sono stati, diciamo così, piuttosto discutibili: basti citare la sospensione delle tessere annonarie indispensabili per procurarsi il cibo o la minaccia di sanzioni (divine e terrene) per chi non si fosse recato alle urne. E' vero che in Puglia l'imprenditore Divella distribuisce generosamente pacchi di pasta per invogliare a sostenere il centrosinistra (del candidato Vendola), ma non ci sembra un motivo sufficiente per plaudere alle elezioni irachene.
d) Nessuno è in grado di dire quanti Iracheni abbiano effettivamente votato: in assenza - a giorni di distanza - di dati ufficiali, le stime variano spensieratamente fra meno del 30% degli aventi diritto ed il 72% (ma perchè proprio 72?) proclamato dal Presidente Bush, uno che con le panzane ha una certa dimestichezza, come si è visto nel caso delle armi di distruzione di massa del povero Saddam.
e) L'intensità della resistenza - civile e armata - non è affatto diminuita ed è evidente a tutti (meno che a Bertinotti) l'unità nel considerare una farsa le "elezioni" e dei volgari quisling (o repubblichini, se preferite) gli esponenti e le forze politiche che si sono prestati alla sceneggiata, compreso il sedicente Partito Comunista Iracheno che ha collaborato con il gauleiter Bremer prima e con il quisling Allawi poi, mentre migliaia di comunisti iracheni combattono e resistono insieme alle altre componenti, laiche e religiose, della società irachena. Alla faccia di Bertinotti, che ha mostrato di aver pienamente meritato di condividere l'Oscar della politica con quell'altro fior di democratico che si chiama Ariel Sharon, che non definiamo un nazista perchè sennò Bertinotti e quelli come lui cominciano a ragliare che siamo antisemiti.
Considerazioni simili, se non proprio analoghe, si potrebbero fare per le elezioni palestinesi, dalle quali è uscito il successore di Yasser Arafat, quell'Abu Mazen che non spende una parola per le vittime del suo popolo massacrato dalle truppe di occupazione sioniste, ma si affretta ad obbedire agli ordini degli occupanti, schierando le sue "forze di sicurezza" contro i combattenti della resistenza. Come se Giap avesse schierato le sue truppe contro i Vietcong di Ho Chi Min.
Il prossimo 19 marzo il mondo potrebbe avere un sussulto di dignità. Sono state indette manifestazioni contro la guerra e l'imperialismo negli USA, in Europa, in Asia, dappertutto. Le parole che provengono dal ventre della bestia, dagli USA di George W. Bush, non potrebbero essere più chiare: "
Come si sviluppa la resistenza, così noi negli USA abbiamo l’obbligo di non essere scoraggiati da queste false elezioni o di programmare “tabelle di marcia”. Noi dobbiamo sostenere subito il popolo Iracheno e sollevare alta la sua richiesta: l’immediato, completo, senza condizioni, ritiro di tutte le forze di occupazione degli Stati Uniti". Per questo si scenderà in piazza anche in Italia, ed è un dovere di tutti noi contribuire a fare grande ed incisiva quella manifestazione, con la consapevolezza che i bertinotti di destra e di sinistra faranno di tutto per boicottarla, come hanno cercato di boicottare le manifestazioni per i diritti del popolo palestinese.
Diamo voce e gambe al popolo contro la guerra, agli amici dei Palestinesi e degli Iracheni: non è solo la risposta ai bertinotti di ogni risma, è la doverosa riconoscenza verso quegli ignoti combattenti che - come ieri i Cheyennes con le loro frecce contro i Winchester e le Colt delle Giacche Blu - con i loro Qassam ed RPG lottano contro i Merkava e gli Apaches (e i Mangusta) di un nemico mille volte più forte, mille volte più feroce, ma mille volte più vile.