DIMENTICARE FALLUJA

A seguire le contorsioni del quadro politico italiano c'è da farsi venire il mal di testa: il centrodestra dato per moribondo prima dell'estate si ritrova ricompattato e rinvigorito in autunno, per essere poi nuovamente scosso dalle bizze del revenant Umberto Bossi; il centrosinistra baldanzoso dei mesi scorsi si ritrova devastato dallo scontro fra Prodi e Rutelli, nonché dall'alzata di testa di Clemente Mastella, che poi rientra dalla finestra in coincidenza con la (definitiva?) riappacificazione fra Cicciobello e il Professore; Bertinotti, infine, dopo avere maramaldeggiato per mesi in virtù della sua riammissione nel salotto buono del futuro governo di centrosinistra, si vede svergognato dall'evidenza della sua assenza di scrupoli, messa sotto gli occhi di tutti da una gestione del tesseramento sconosciuta alla storia della sinistra, ma conosciutissima dalle parti della politica mafiosa e clientelare.
Per quanto riguarda l'allegra brigata del Cavaliere, è difficile pensare che Bossi faccia sul serio. Probabilmente, l'intemerata sulla possibilità di andare da soli alle prossime Regionali, condannando la Casa della Libertà (su cauzione) ad essere sconfitta, rientrerà, in cambio di ulteriori contropartite sul terreno della devolution. L'incompatibilità strategica fra la Lega e i centristi più Alleanza Nazionale è destinata a manifestarsi su un periodo più lungo di quello che ci separa dalle elezioni regionali ed anche dalle politiche, e scommettere su un futuro così lontano è scientifico come leggere le viscere di un animale.
Sull'altro versante dell'alternanza, la pace forzata fra Rutelli e Prodi copre a malapena le difficoltà di una coalizione che può solo sperare che l'avversario decida di suicidarsi. Nonostante il dichiarato appoggio dei poteri forti, a cominciare da Confindustria, il centrosinistra non appare in grado di rappresentarsi come alternativa credibile, perchè se è vero che la Casa della Libertà (provvisoria) è un'accozzaglia di tutto e il contrario di tutto, ci vuole molta fantasia per vedere un denominatore comune diverso dalla smania di potere all'interno di una coalizione che non riesce a trovarsi nemmeno un nome.
Bertinotti, infine, incontra difficoltà impreviste nel suo disegno di normalizzare il Partito della Rifondazione Comunista e di riportarlo nell'ovile del centrosinistra: la squallida vicenda del tesseramento gonfiato, degna dei tempi d'oro della DC di Gava e Lima, è la cartina di tornasole della miseria politica - e, se permettete, anche della bassezza morale - di un ceto politico che pensa solo alla propria autoconservazione, a dispetto delle speranze suscitate in tutti questi anni.
Mentre Rutelli litiga con Prodi, Veltroni aspetta il proprio turno, D'Alema tesse trame tanto complesse quanto inconcludenti (è la sua specialità), i cespugli reclamano spazio e Bertinotti sogna poltrone ed auto blu, gli effetti delle politiche scellerate inaugurate dal centrosinistra e proseguite dal centrodestra hanno ferito in profondità il corpo sociale e la stessa tenuta culturale del Paese.
Anche se nessuno sembra farci più caso, continuiamo ad essere complici dell'occupazione di uno Stato sovrano, a suo tempo motivata con la famosa storiella delle armi di distruzione di massa possedute da Saddam Hussein, delle quali non si è trovata la minima traccia e che ora, infatti, nessuno perde più tempo a cercare. Abbiamo assistito senza battere ciglio a bombardamenti su una città irachena che si chiama Falluja che ricordano quelli effettuati anni fa su una città tedesca che si chiama Dresda, inutili da un punto di vista strettamente militare ma finalizzati a terrorizzare le popolazioni. Prendiamo nota senza scomporci dei Palestinesi assassinati ogni giorno, delle case distrutte, degli alberi sradicati, dei bambini sparati in fronte e ci confortiamo pensando che il successore di Arafat farà il miracolo di convincere i Palestinesi a rinunciare alla lotta armata in cambio di niente (l'importante è non apparire antisemiti). Certo, se si potesse contribuire alla pace con un SMS, ci sentiremmo con la coscienza proprio a posto, come abbiamo fatto con le vittime del maremoto nel sud est asiatico... un impegno maggiore non vogliamo assumercelo, e poi nessuno ce lo chiede più, perchè i movimentisti di ieri oggi pensano solo alle prossime elezioni ed agli assessorati che potranno spartirsi in caso di vittoria.
Del resto, quelli che dovrebbero mobilitare contro la guerra e per una pace giusta in Medio Oriente sono gli stessi che ancora oggi si vantano delle 250 operazioni di bombardamento effettuate dalla nostra aviazione sulla pressoché indifesa Jugoslavia del 1999, perchè quelle bombe lì, in quanto di centrosinistra, erano umanitarie, e non si comprende perchè non possano diventarlo anche quelle su Falluja, beninteso se al governo tornerà il centrosinistra, arricchito dalla presenza di chi si è detto pacifista "senza se e senza ma" ed ora ha scoperto che un paio di ministeri valgono bene qualche migliaio di carabinieri e bersaglieri in Iraq, in Afghanistan, in Jugoslavia e chissà dove altro ancora. Per andare al governo, insomma, si può chiudere un occhio sulla guerra... e tutti e due sul resto. Proprio come faceva la DC.