ENZO BALDONI: UN CRIMINE CON MOLTI COMPLICI.

Impossibile non intervenire sull'assassinio del giornalista italiano Enzo Baldoni. Impossibile, anche se si prova un senso di indignazione per la differenza dello spazio che la "nostra" informazione sta riservando a questo terribile episodio e quello dedicato alla strage dei pacifici manifestanti iracheni che cercavano di raggiungere Najaf assediata: oltre cento morti, sterminati come a Marzabotto dalle truppe di occupazione e dai loro quisling, inferociti per l'impossibilità di chiudere a cannonate la partita con la resistenza irachena.
L'assassinio di Baldoni è un crimine che si colloca nel contesto di una tragedia scatenata dall'occupazione dell'Iraq. Chiunque sostenga o tolleri quell'occupazione, è colpevole quantomeno di concorso morale e questo è il punto di partenza per ogni ragionamento.
L'assassinio di Bladoni è un crimine, perchè il sequestro di un giornalista non embedded, di un operatore umanitario non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello dei contractors, per i quali, peraltro, venne immediatamente attivata una trattativa ben più consistente di quella - svogliata e dilettantesca - messa in campo per Baldoni. Diciamo apertamente quello che pensano in molti: vi è stata una sostanziale differenza fra le iniziative intraprese anche dalla Croce Rossa Italiana per liberare i contractors italiani e quelle per salvare la vita ad un giornalista fuori controllo e pure un po' di sinistra. Su questo aspetto, ci auguriamo che l'impegno dei colleghi di Baldoni, della redazione di Diario, sia implacabile. Vogliamo sottolinare, invece, la differenza di spessore morale che esiste fra chi si oppone alla guerra e chi, a vario titolo, la sostiene o la tollera: i primi sono persone in carne ed ossa che non hanno esitato a mobilitarsi anche per salvare la vita a personaggi sicuramente poco amati, come appunto i contractors Agliana, Stefio e Cupertino; i secondi, squallidi fantasmi che sono arrivati non solo a strumentalizzare questa tremenda questione, ma addirittura ad insultare a mezzo stampa il prigioniero, come ha fatto quel rotolo di carta igienica imbrattato di inchiostro che si chiama Libero.
Quello che possiamo fare in questo spazio è fornire alcuni spunti di ragionamento sulle strumentalizzazioni e sulla bassezza che hanno fatto seguito all'assassinio di Enzo Baldoni, esaminando brevemente alcune dichiarazioni a caldo.

FABRIS (UDEUR), BRONZO EX AEQUO ITALIA-IRAQ. In memoria di Enzo Baldoni sarebbe opportuno assegnare la medaglia di bronzo olimpica ex aequo alle nazionali di calcio di Italia e Iraq senza far giocare la finale olimpica per il terzo e quarto posto. E' il suggerimento del capogruppo dei senatori dell'Udeur Mauro Fabris che sottolinea cone lo strappo alle regole olimpiche servirebbe a salvaguardare lo spirito dei giochi. (Questo cerca solo un po' di pubblicità.)

GIORNALISTA AL JAZEERA, TROPPO RAPIDA ESECUZIONE. Nell'uccisione di Enzo Baldoni "quello che lascia un po' perplessi è la rapidità con cui è stata fatta la cosa". Lo ha detto a margine di un convegno al Meeting di Rimini Imad El Atrache, vice capo servizio esteri di Al Jazira. Come mai questa rapidità? è stato chiesto. "Non ho proprio elementi per poterlo dire - è stata la risposta - resta il fatto che il primo filmato in cui Baldoni appariva abbastanza tranquillo, lasciava intravedere un pò di ottimismo e che la fine sarebbe stata diversa". (Vogliamo approfondire?)

AMOS LUZZATTO, EBREI ITALIANI SI STRINGONO A FIANCO DELLA FAMIGLIA. "Siamo inorriditi". Così si è espresso il presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane Amos Luzzatto per il quale "mai come oggi la ricerca di una soluzione politica appare necessaria". "A nome degli ebrei italiani, che assieme agli altri sono duramente privati dall'odierno terrorismo, ci stringiamo a fianco della famiglia di Baldoni e di quella di tutti i giornalisti, condividendo il loro lutto". (Bravo Luzzatto. Hai mandato un messaggio simile anche ai famigliari di Raffaele Ciriello?)

DI PIETRO, ONORIAMO BALDONI COME AVREBBE VOLUTO: VIA DALL'IRAQ. "Lo sgomento e lo sdegno che tutti proviamo per l'omicidio barbaro di Enzo Baldoni, non può e non deve costituire un comodo alibi per il governo italiano per mantenere in Iraq la presenza dei nostri militari". E' quanto afferma Antonio Di Pietro, leader de l'Italia dei Valori, che osserva come "per commemorare degnamente la memoria di una persona per bene come il giornalista Baldoni, dovremmo trarre insegnamento dal suo sacrificio umano trovando la forza e l'umiltà per dire basta all'occupazione militare". (Stavolta, Di Pietro c'azzecca in pieno.)

UNIONE ISLAMICA, COSA C' E' DIETRO MESSINSCENA DELITTO? La famiglia di Enzo Baldoni non deve arrendersi "davanti alla messa in scena dell' assassinio del loro caro", "un' uccisione dalle dinamiche oscure", sulla quale il direttivo nazionale dell' Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii) esprime esplicitamente la sua "perplessità", invitando i parenti del giornalista ucciso a cercare "la verità". (Ancora: vogliamo approfondire?)

SCELLI 1, FAREMO TUTTO IL POSSIBILE PER RECUPERARE SALMA BALDONI. "Ci stiamo già muovendo per recuperare il cadavere di Baldoni, un corpo che ci è dovuto anche per una forma di rispetto della nostra religione. Sono stati attivati gli stessi contatti che ci avevano fatto ottenere la restituzione della salma di Maurizio Quattrocchi". Lo ha dichiarato il commissario straordinario della Croce Rossa italiana Maurizio Scelli. (Ma non poteva attivarsi quando Baldoni era ancora vivo?)

SCELLI 2, CROCE ROSSA CE L'HA MESSA TUTTA. La Croce Rossa Italiana "ce l'ha messa tutta" per la liberazione di Enzo Baldoni, ed è fortemente rammaricata per l'epilogo della vicenda. Lo ha detto il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli. "I contatti - ha aggiunto - non erano mai stati interrotti dai momenti successivi al sequestro ed erano contatti con alti esponenti sia sunniti, sia sciiti. Proprio ieri - ha detto ancora Scelli - era giunta la conferma che il canale di contatto funzionava. E ci era stato assicurato che l' ultimatum non sarebbe stato rispettato". (Ma il contatto di Scelli parlava con forte accento napoletano?)

SCELLI 3, POLEMICHE NON HANNO RISCONTRO. Le polemiche sollevate sull'operato della Croce Rossa Italiana in Iraq "non hanno nessun riscontro". Lo dice il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli, replicando alle accuse mosse da più parti riguardo alla gestione delle trattative all' indomani del rapimento di Enzo Baldoni, il giornalista italiano ucciso ieri in Iraq.
"Le nostre trattative - aggiunge Scelli - erano ad altissimo livello e i nostri interlocutori ci avevano assicurato che le cose si stavano mettendo per il meglio. Poi qualcosa è sicuramente cambiato", e probabilmente all' interno del gruppo dei rapitori "ha prevalso la parte più dura". (Insistiamo: le trattative si svolgevano a Forcella?)

SCELLI 4, SONO DELUSO E AMAREGGIATO. "Sono profondamente deluso e amareggiato": così il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, ha definito il suo stato d' animo all' indomani dell' esecuzione in Iraq del giornalista italiano Enzo Baldoni. Scelli nei giorni scorsi si era attivato per la liberazione dell' ostaggio. (Pensasse allo stato d'animo dei famigliari, degli amici e dei colleghi di Baldoni.)

IRAQ: MINISTERO ESTERI SCONSIGLIA VIAGGI. Anche alla luce dei ripetuti sequestri di persona in Iraq, e da ultimo del tragico assassinio del giornalista Enzo Baldoni, la Farnesina ritiene opportuno ricordare che da molti mesi sono sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq. Il Ministero degli Esteri ritiene necessario che sia quanto più possibile limitata la presenza in Iraq di italiani che non svolgono funzioni istituzionali. (Buona idea: così non arriveranno più notizie non censurate.)

BORGHEZIO, E' UNO SCONTRO DI CIVILTA'. "Di fronte alla nuova ennesima manifestazione dell'efferata barbarie del terrorismo islamico, che colpisce ciecamente anche le persone più innocenti, sarebbe ora che tutti riconoscessero la realtà: siamo di fronte ad un vero e proprio scontro di civiltà". Lo afferma Mario Borghezio, eurodeputato della Lega. "I buonisti nostrani e di tutti il mondo - aggiunge - smettano dunque con le ipocrisie del 'politically correct' e si schierino, con chiarezza e senza ambiguità, dalla parte di chi difende i valori della nostra civiltà minacciati dalla barbarie islamica". (Secondo noi, questo è da denuncia ai sensi della Legge Mancino... qualcuno lo farà?)

DILIBERTO, GOVERNO E' POLITICAMENTE RESPONSABILE. "Il governo Berlusconi è ancora una volta responsabile politicamente della morte di un cittadino italiano". Lo afferma il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto che, commentando l'uccisione di Enzo Baldoni "un uomo di pace, un uomo impegnato in prima linea per dire no a questa guerra", rinnova la richiesta di immediato ritiro delle truppe italiane. (Come per Di Pietro.)

CAPEZZONE, PER AL JAZEERA VIDEO SCOMODO. "Per giustificare la non trasmissione del video della morte di Baldoni, usa l'argomento per cui le immagini sarebbero raccapriccianti". Lo afferma il segretario dei Radicali. Daniele Capezzone, secondo il quale Al Jazeera ha ritenuto di trovare materiale "non utile alla propaganda fondamentalista". (Sono arrivate le istruzioni da Washington e Tel Aviv.)

ANGIUS, ORA UNA SVOLTA D'INTESA CON LA UE. "Ora è necessario che il governo assuma una chiara e ferma iniziativa politica d'intesa con l'Ue per imprimere una svolta vera alla crisi irachena. E' ciò che da mesi andiamo ripetendo ed è invece ciò che finora il governo non ha fatto". Lo afferma Gavino Angius, capogruppo dei senatori Ds. (Scusa, Angius, che cazzo vai dicendo? Proprio non ce la fai a dire che bisogna richiamare tutte le truppe di occupazione?)

COSSUTTA: "GRAVI RESPONSABILITA' DEL GOVERNO". "A nome di tutto il partito dei comunisti italiani esprimo sdegno e cordoglio per l'uccisione di Baldoni e la piena solidarietà con i suoi cari. Lo ha dichiarato il presidente del Pdci Armando Cossutta. "Ormai tutti gli italiani, al di là della loro volontà - prosegue Cossutta - vengono identificati come appartenenti ad una forza occupante. Sono gravi le responsabilità del governo Berlusconi che ci ha trascinato in questo conflitto imperiale". (Non ci sarebbe nemmeno una parola da aggiungere, se non una domanda: secondo Cossutta, come vengono identificati gli italiani dalle parti di Belgrado e di Kosovka Mitrovica?)

Per completezza, avremmo voluto aggiungere anche qualche esternazione di Fausto Bertinotti, ma le agenzie non ne riportano. Peccato, con Bertinotti c'è sempre da divertirsi.