GIORNI IMPORTANTI

Stiamo vivendo giorni importanti. Diremmo che stiamo vivendo i giorni della chiarezza, se preferite i giorni in cui si comincia a dissolvere la nebbia e si distingue il fumo dall'arrosto, il grano dal loglio, i passeri dai merli. Giorni in cui i gatti smettono di essere tutti grigi.
Nonostante il fiume di parole che provengono dall'affollato palco del teatrino della "sinistra" italiana, è ormai chiaro che il patto fra Prodi e Bertinotti è un patto d'acciaio, malvisto da alcune componenti del centrosinistra che, però, sono costrette a fare buon viso a cattivo gioco, perchè senza il pacchetto di voti del PRC al governo non ci si torna (viceversa, senza il carrozzone ulivista, addio assessorati e ministeri per i famelici compari di Bertinotti). A fare le spese di questo mercimonio non sono solo i comunisti che ancora ci credono, ma anche e soprattutto i milioni di persone che hanno animato il movimento contro la guerra, a cominciare dagli ingenui che hanno fatto fare a Rifondazione il pieno di voti alle ultime elezioni europee proprio per il suo impegno per il ritiro delle truppe dall'Iraq "senza se e senza ma". Ora Bertinotti ha chiarito che l'obiettivo non è quello della mobilitazione per il disimpegno italiano da una guerra infame e coloniale, ma la convocazione di una "conferenza internazionale" - congiuntamente alle potenze occupanti, naturalmente - al termine della quale, eventualmente, si tornerà a parlare di ritiro delle truppe di occupazione e della loro sostituzione con altre truppe sotto comando ONU... sempre che la Grande Alleanza Democratica (GAD) non decida diversamente, per esempio scegliendo di far rimanere anche bersaglieri e carabinieri sotto comando ONU, nel qual caso Bertinotti si adeguerà. E tanti saluti al movimento.
Sul livello della comunicazione di massa, Bertinotti ed i suoi amici stanno incassando un risultato importante: il dibattito sulle cosiddette "primarie" ha di fatto cancellato la questione vera, appunto l'avvenuto abbandono da parte del PRC del movimento contro la guerra. Anche sul Manifesto, purtroppo, si dedica molto più spazio alle manovre politiciste di Bertinotti e del suo attuale sponsor Romano Prodi, di quanto ne venga dedicato al prezzo che è stato pagato per l'ingresso nell'area di (futuro) governo; in questo caso, il fumo nasconde l'arrosto.
Sul versante del movimento, il tentativo di cooptarne almeno una parte nei ranghi della GAD è affidato a Patrizia Sentinelli, che però conferma di essere più abile nel mercanteggiare assessorati e incarichi di varia natura con Rutelli e Veltroni che nell'azione politica di movimento; a conti fatti, la povera Sentinelli è costretta ad arrampicarsi sugli specchi per tentare di far credere che il Forum Sociale Europeo di Londra abbia aderito alla GAD. " C'è un filo che lega il Forum di Londra con le manifestazioni del 30 ottobre ed il 6 novembre a Roma.", scrive la Sentinelli su Liberazione del 20 ottobre, specificando che " dopo Londra gli appuntamenti più prossimi - quello del 30 ottobre e poi quello del 6 novembre (quando le opposizioni finalmente chiamano in piazza per una manifestazione contro la finanziaria e per i diritti sociali) - divengono più impegnativi. Queste manifestazioni, infatti, parlano tra loro e sarebbe davvero dannoso separarle". Per quanto il Forum Sociale Europeo non abbia espresso contenuti particolarmente rivoluzionari, piegarne gli esiti alle esigenze politiche della GAD ci sembra davvero troppo. La manifestazione del 30 ottobre rischia di essere una parata inconcludente (e nemmeno tanto partecipata, crediamo), mentre quella del 6 novembre non potrebbe essere definita una manifestazione di movimento nemmeno dal surrealista più estremo. Su questo, veramente, non c'è sufficiente fumo per nascondere l'arrosto della strumentalizzazione.
Il 6 novembre, viceversa, una manifestazione di movimento ci sarà, è stata convocata da tempo e ci auguriamo sia una manifestazione imponente: stiamo parlando del corteo nazionale per il reddito per tutti e guerra per nessuno, promossa dal sindacalismo di base e dalle reti di lavoratori e lavoratrici precari, moltissimi dei quali lo sono proprio in virtù delle leggi sciagurate approvate dagli attuali protagonisti della GAD amici di Bertinotti, quando erano loro a governare e Bertinotti li sosteneva (vedi il pacchetto Treu).
E ci sarà anche una grande manifestazione contro la guerra imperialista e la ferocia sionista, il 13 novembre a Roma; una manifestazione chiara nei contenuti e negli obiettivi, che sarà di stimolo per ulteriori iniziative politiche a sostegno del popolo palestinese, di quello iracheno e del loro legittimo diritto a resistere. Come dimostrano le decine di adesioni già giunte e che continuano a giungere, quella del 13 novembre è una manifestazione unitaria, alla quale Bertinotti ed i suoi amici non parteciperanno, perchè il patentino di partner di governo affidabile devono rilasciarglielo anche le lobby sioniste, un po' come è avvenuto, sull'altra sponda del bipolarismo, per il suo alter ego Gianfranco Fini.
Allora, in questi giorni si vede anche chi sta con il fumo e chi con l'arrosto. Fuor di metafora, in questi giorni si vede chi sta con la guerra e chi contro la guerra, chi sta con l'occupazione e chi sta con quelli che resistono all'occupazione. Giorni importanti, dunque, per l'oggi e per il futuro.