IL GOLPE DEL WATER
I colpi di Stato hanno sempre qualcosa a che
fare con l'estate, nel senso che avvengono o si preparano in questa stagione.
Nonostante la voglia di modernità, il golpe auspicato dalla classe politica del
centrosinistra segue la tradizione e prende le mosse in piena calura estiva.
E' appena terminata la raccolta di firme per il referendum che intende affossare
definitivamente ogni forma di democrazia rappresentativa nel nostro Paese, ed è
interessante vedere che a sostenere il solito paranoico del maggioritario, il
noto iettatore Mariotto Segni, anche questa volta si sono schierati molti pezzi
grossi dell'Ulivo, dai ministri Parisi e Di Pietro alla ministra Melandri
(quella che ama frequentare i festini tribali di Flavio Briatore, per
intenderci), fino al candidato segretario del futuro Partito Democratico e
sindaco pro tempore di Roma, Water Veltroni, per nulla imbarazzati dalla
compagnia dei camerati Fini, Alemanno e Larussa, anche loro fieri sostenitori
della riduzione della democrazia in Italia (giustamente: sono o non sono gli
eredi del più grande statista del secolo scorso?).
Curiosamente, il successo della raccolta di firme arriva negli stessi giorni in
cui il governo ulivista porta a termine il massacro delle pensioni e la
blindatura della precarietà legalizzata, rendendo esplicito anche sul terreno
sociale il ruolo della sinistra di governo e di conflitto, che è
esattamente quello del rotolo di carta igienica che si tiene a portata di mano
nei pressi del water (quello in ceramica, non quello in carne ed ossa).
Il manifesto politico del Water in carne ed ossa, affidato alla pubblicazione
sul Corriere della Sera, rappresenta la sintesi golpista, con l'obiettivo di
trasformare in sistema compiuto quelli che ora appaiono come singoli
provvedimenti, modificando definitivamente e in profondità la struttura statale
e costituzionale nata dalla Resistenza e dunque, sia pure con tutti i suoi
limiti, permeata da istanze di libertà, giustizia e pace.
E' sufficiente leggere i dieci punti del manifesto politico di Water Veltroni
per capire che siamo di fronte ad uno di quei tornanti della storia in cui ci si
deve schierare e si deve scegliere da che parte stare, senza sofismi e senza
mezzi termini. Prendiamo in esame i punti che ci hanno maggiormente colpito (il
testo integrale del manifesto del Water lo trovate cliccando
qui).
Al secondo punto, scopriamo che bisogna "operare
una drastica riduzione del numero dei parlamentari, coerente con
la specializzazione delle due camere: 470 deputati e 100 senatori porterebbero
l'Italia al livello delle altre grandi democrazie europee come quella francese
alla quale sempre di più dobbiamo saper guardare". La demagogia sui
politici papponi non è una novità, come non è una novità il fatto che la
riduzione del numero dei rappresentanti eletti dal popolo ha più a che fare con
la diminuzione della democrazia che con la trasparenza e l'onestà, tanto è vero
che Water cita l'esempio francese ma si guarda bene dal fornire i numeri, che lo
smentirebbero clamorosamente: infatti, con una popolazione pari a quella
italiana, i deputati francesi sono 577, quindi meno dei nostri attuali 630, ma
molti di più dei 470 vagheggiati dal Water, mentre i Senatori sono addirittura
di più (321, a fronte dei nostri 315, e saliranno a 346 dal 2010). Anche nel
Regno Unito la popolazione è pari a quella italiana e lì i deputati sono di più
dei nostri: 646. Un Paese che, proporzionalmente al numero degli abitanti, ha
meno deputati è la Germania, che ne ha 603, ma provate a parlare al Water di
sistema tedesco e gli fate venire l'orticaria.
Infatti, al terzo punto Water intima la necessità di "riformare la legge
elettorale, in modo da ridurre la assurda frammentazione e favorire un
bipolarismo basato su competitori coesi programmaticamente e politicamente. Il
governo sarebbe così capace di assicurare l'attuazione del programma per il
quale è stato scelto dagli elettori, come in tutte le grandi democrazie europee.
E, infine, la ricostruzione di un rapporto fiduciario tra elettori ed eletti,
mediante la previsione per legge di elezioni primarie per la selezione dei
candidati. Tutto questo è ora reso ancora più necessario dalla positiva sfida
del referendum". Inutile ricordare al Water che il numero dei partiti
presenti in Parlamento è lievitato spropositatamente proprio in seguito
all'introduzione del maggioritario: lo sa benissimo, come sa che il vero
obiettivo del referendum che tanto lo attizza è quello di eliminare ogni
possibilità di rappresentanza per le forze minori, quelle che esprimono il
conflitto, la critica e il dissenso più radicali. Il sogno del Water è quello di
un bel parlamento all'americana, con due soli partiti che fanno e dicono più o
meno le stesse cose, e soprattutto che non conta nulla, perchè il Presidente fa
come cavolo gli pare. Infatti, al
punto immediatamente successivo, il Water chiarisce che è assolutamente
necessario
rafforzare decisamente la figura del
Presidente del Consiglio, sul modello tipicamente europeo del governo del primo
ministro, in modo da garantire unitarietà e coerenza all'azione di governo e
coesione alla maggioranza parlamentare, attribuendogli, ad esempio, il potere di
proporre nomina e revoca dei ministri al Presidente della Repubblica.
L'evidenziazione è di pugno del Water, che evidentemente, vedendosi già
futuro premier, vuole mettere le cose in chiaro e far sapere che il solo che
comanderà è proprio lui.
Per non perdere tempo con fastidiosi dibattiti parlamentari, poi, Water propone
"una corsia preferenziale, con tempi certi, per l'approvazione dei disegni di
legge governativi e voto unico della Camera sulla legge finanziaria nel testo
predisposto dalla Commissione Bilancio, sulla falsariga dell'esperienza inglese"
(punto sesto). Al punto ottavo si provvede a
"completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli
aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale", con
buona pace dell'unità e della solidarietà nazionale, mentre il nono e il decimo
prevedono le quote rosa e il voto ai sedicenni nelle elezioni amministrative. I
sedicenni italiani si, gli immigrati cinquantenni che lavorano e pagano le tasse
da venti o trenta anni, no.
Anche un bambino capirebbe quanto sia antisociale, antidemocratico e autoritario
il futuro che ci viene prospettato dal Water e dai suoi sodali. Anche un bambino
capirebbe quanto sia urgente ricostruire una robusta opposizione di sinistra,
alternativa e anticapitalista, in questo disgraziato Paese. Speriamo che lo
capiscano anche gli adulti.