LA MAIONESE
L'esito del
referendum sulla procreazione medicalmente assistita ha prodotto un effetto
immediato: è impazzita la maionese del centrosinistra, schieramento che noi
continuiamo a chiamare così perchè ci sembra che altre e variamente fantasiose
denominazioni (GAD, FED, Ulivo, Unione) risultino agli italiani più
incomprensibili dei quesiti referendari. Sui motivi profondi del fallimento del
referendum, l'analisi è appena agli inizi, e pensiamo che proprio la profondità
di quei motivi sconsigli ragionamenti affrettati, perchè una sola cosa ci appare
certa: l'Italia di oggi non è nemmeno una pallida fotocopia di quella che, fra
il 1974 ed il 1986, trovò il modo di dire la sua - con l'unico strumento di
democrazia diretta previsto dal nostro ordinamento - su questioni dirimenti come
il divorzio, l'aborto, l'ergastolo, la scala mobile, il nucleare, esprimendo
orientamenti diversi e non sempre da noi condivisibili (come nel caso
dell'ergastolo e della scala mobile), ma pur sempre partecipando. Quella era
comunque l'Italia delle grandi passioni politiche e civili, della diffusione dei
diritti, della ricerca collettiva di nuove strade, di nuovi modelli di vita;
un'Italia che per molti versi non possiamo rimpiangere, ma che ci appare
pulsante di vita a fronte dell'atmosfera culturalmente mortifera che avvolge
quella attuale. E' in virtù di una desertificazione del pensiero che gli appelli
della gerarchia cattolica non hanno trovato, oggi, alcun sussulto di risposta, a
differenza di quanto avvenne nel 1974 e nel 1981, quando decine di milioni di
uomini e donne allargarono con il proprio voto i confini dell'area dei diritti
civili, compreso quello ad una maternità libera, serena e consapevole.
In fondo, la desertificazione del pensiero è anche la causa dell'impazzimento
della maionese del centrosinistra: solo menti obnubilate dalla convinzione che
la società italiana sia normalizzata e priva di idee, infatti, può aver indotto
l'illusione che fosse possibile tenere insieme uno schieramento vincente e
convincente nell'assoluta assenza di programmi comprensibili e condivisibili. Lo
"strappo" di Rutelli, la rabbiosa reazione dei prodiani, lo stato confusionale
dei DS, il silenzio e l'autoemarginazione dei cespugli "di sinistra" (PRC, PdCI,
Verdi) sono la conseguenza della follia di una coalizione che non espone un
programma per il semplice fatto che non può farlo, perchè - e su questo
Berlusconi ha gioco facile - sono tenuti insieme esclusivamente dalla voglia e
dal bisogno di governare.
Guardate cosa è successo nella riunione dell'ufficio politico della Margherita
del 15 giugno, quella dove prodiani e rutelliani hanno affilato le lame in vista
dello scontro finale: Andrea Colombo riporta sul Manifesto del 16 giugno il
seguente duetto fra il rutelliano De Mita e il prodiano Parisi. "Brutale, De
Mita gli chiede se intendano davvero fare una lista con i comunisti
(terminologia in tutta evidenza non circoscritta all'entourage del cavaliere).
Guarda Ciriaco - avrebbe risposto Parisi - che io sono più
anticomunista di te. Una lista con i Ds non è pensabile, ma noi andremo avanti
anche senza i Ds".
Sorvolando sul "comunismo" dei Ds, queste orgogliose rivendicazioni di
anticomunismo non sono male per una coalizione che comprenderebbe ben due
partiti che si definiscono comunisti, e che non trovano nulla da ridire sul
fatto che i loro alleati - se le parole hanno ancora un senso - fanno a gara a
chi li trova più abominevoli.
Non può non impazzire una maionese politica i cui ingredienti dovrebbero essere
i pacifisti e i sostenitori della guerra al terrore, chi vuole il ritiro delle
truppe dall'Iraq e chi vuole che le truppe rimangano in Iraq, chi dice che
Sharon è un criminale e chi vuole legittimarlo come fece Woitjla con Pinochet,
chi vuole più diritti per i lavoratori e chi vuole le nuove gabbie salariali,
chi vuole la gestione pubblica dei settori strategici e chi vuole ancora più
privatizzazioni, chi vuole più regole e chi vuole più flessibilità, chi vuole il
proporzionale e chi vuole ancora più maggioritario... e potremmo continuare a
lungo. Parafrasando Nanni Moretti, questi cuochi prepareranno solo maionesi
impazzite, e quindi immangiabili. Ma, nella loro impermeabile arroganza, ci
propineranno ugualmente il loro intruglio vomitevole, e non saranno nemmeno
capaci di chiedersi perchè, dopo i referendum, la gente non andrà a votare
nemmeno alle elezioni politiche.