PALESTINA: ANCHE IL NOME GLI FA PAURA

E' più forte di loro. Proprio non ci riescono a pronunciare un nome, tutto sommato nemmeno tanto difficile: Palestina. Guardate qui sotto cosa annuncia il partito di bertinotti, migliore e russo spena (da oggi, minuscola pure per lui e per tutti i dirigenti del prc) in merito alla manifestazione del prossimo 18 novembre a Milano:

 

 
 

Gaza. 'Fermate l'assedio! Fermate la guerra!'

Fermare l'assedio a Gaza, fermare la guerra. Sono le parole d'ordine della campagna internazionale lanciata da diverse organizzazioni pacifiste israeliane e caratterizzata da mobilitazioni in tutto il mondo dal 4 novembre al 2 dicembre. Rifondazione aderisce all'appello che vuole denunciare la situazione a Gaza: insufficienza d’acqua, elettricità e medicine; fame, povertà e disoccupazione; scuole e altri servizi fuori uso; costanti bombardamenti e attacchi da parte delle forze armate israeliane. "Il problema - recita il testo dell'appello - è l’assedio di Gaza da parte di Israele e le sanzioni imposte dalla comunità internazionale, peggiorate dai bombardamenti israeliani in corso. Se questo assedio continua, vedremo il diffondersi di malattie, malnutrizione, ed anarchia".
Ma in Italia si scende in piazza anche il 18 novembre a Milano per una manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente lanciata da: Tavola della Pace, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Action for Peace, Articolo 21, Arci, Acli, Agesci, Cgil, Cisl e altre realtà pacifiste.
(...) Di fianco, il manifesto del Prc-Sinistra Europea per la mobilitazione nazionale di Milano il 18 novembre.

Manifestazione per la Pace

da www.rifondazione.it

 

bertinotti e compari non sono soli: lo stesso appello di convocazione della manifestazione di Milano è intriso di comprensione verso le necessità di sicurezza di Israele e tutti i documenti pubblicati fino ad ora sul sito della Tavola della Pace sono rigorosamente di provenienza israeliana. Il problema palestinese, insomma, è ridotto alla sola striscia di Gaza, esattamente come volevano gli strateghi sionisti - come Dov Weisglass - sin dai primi annunci sul "ritiro" israeliano da quel territorio disgraziato.
Questi "documenti" costituiscono il supporto ideologico dell'operazione - provocatoria e miserabile al tempo stesso - architettata da chi ha convocato la manifestazione a Milano, ben sapendo che lo stesso giorno era già stata convocata una manifestazione per la Palestina a Roma. Non è necessario ripercorrere tutte le situazioni che, in questi ultimi cinque anni, hanno visto lo stesso ceto politico, le stesse persone fisiche, operare sistematicamente per sabotare la solidarietà e la cooperazione con il popolo palestinese: le nostre pagine telematiche possono raccontare tutta la storia, tutta la lunga sequenza di insulti, menzogne, provocazioni, calunnie e minacce rivolti agli amici del popolo palestinese, della pace e della giustizia in Medio Oriente.
E' necessario, invece, sottolineare il salto di qualità operato da questi pacifinti, in assoluta continuità con la manifestazione al grido di "Forza ONU" dello scorso agosto e con il complice immobilismo lungo tutti i terribili 34 giorni di bombardamenti israeliani sul Libano; in estrema sintesi, questi viscidi personaggi tentano di passare dal sabotaggio strisciante allo scontro aperto, con l'evidente intenzione di dare corpo al delirio pronunciato da bertinotti in occasione della manifestazione - sempre per la Palestina - dello scorso 18 febbraio, quando ne tacciò gli organizzatori di essere "fuori dalla comunità politica". Il 18 novembre, dunque, la "comunità politica" sarà in piazza a Milano, su parole d'ordine chiaramente e inequivocabilmente filoisraeliane, mentre a Roma dovrebbero essere emarginati i paria amici dei Palestinesi e nemici delle occupazioni e delle guerre, anche se umanitarie.
Questa truffa non avrà successo. Hanno portato giovani e lavoratori in piazza il 4 novembre contro il precariato dilagante - anche e soprattutto grazie al "pacchetto Treu" - per poi fargli sapere che erano stati arruolati come "pretoriani di Prodi"; il 18 novembre non riusciranno ad arruolare nessuno come "guardiano di Israele", e non gli basteranno i treni ei pullman gratuiti della CGIL, dell'ARCI e del prc, perchè il 18 novembre a Roma si alzerà ancora la voce degli amici della Palestina libera e indipendente, quella voce che - in tutti questi anni - non sono riusciti a mettere a tacere. E non ci riusciranno nemmeno stavolta.