PROPORZIONALE SUBITO
Nonostante la ferrea censura
dei media di sinistra (particolarmente il Manifesto e Liberazione),
l'appello "la Sinistra per il proporzionale" ha raccolto nel giro di pochi
giorni centinaia di adesioni, soprattutto di esponenti di Rifondazione Comunista
ma anche del PdCI, oltre a quelle di esponenti di movimento e singoli cittadini.
Un grande risultato, che dimostra come il popolo di sinistra non abbia
apprezzato l'improvvisa conversione al maggioritario di chi, fino a ieri,
inalberava la bandiera del proporzionale, salvo poi vendersi tutto il vendibile
per garantire fedeltà a chi gli assicura una manciata di collegi sicuri.
Nell'editoriale precedente mettevamo in evidenza come la scomparsa del mercato
dei collegi non potesse essere che un bene per la democrazia, e i fatti ci
stanno dando ragione: di fronte al timore di perdere la rendita di posizione e
la possibilità di ricatto garantite dal sistema dei collegi uninominali, tanti
sedicenti proporzionalisti sono usciti allo scoperto, rivelando non solo la
propria inaffidabilità politica, ma anche - se permettete - il loro scarso
spessore morale.
L'ispirazione della battaglia parlamentare condotta dall'Unione è stata netta:
no al proporzionale e si al maggioritario. Il resto, eccezioni di
incostituzionalità comprese, non è altro che tattica ostruzionistica. Del resto,
non c'è da stupirsi: le maggiori forze dell'Unione hanno fatto del maggioritario
la propria religione da più di dieci anni, fino a promuovere ben due referendum
per cancellare la piccola quota proporzionale sopravvissuta nel Mattarellum,
referendum fortunatamente affossati dalla volontà popolare. Chi si sta coprendo
di vergogna, dunque, sono quegli esponenti della sinistra radicale ormai
avviluppati agli alleati ex comunisti ed ex democristiani, quelli che fino a
ieri si proclamavano proporzionalisti ed oggi non hanno esitato a schierarsi
come un sol'uomo a fianco di chi - coerentemente, bisogna dirlo - non fa altro
che riaffermare la propria fede nel maggioritario. Di Bertinotti si è già detto
e non si dirà mai abbastanza, perchè il suo avallo alla crociata maggioritaria
travalica i confini dell'umana decenza, ma sarebbe scorretto non rilevare le
responsabilità e la viltà di tanti altri proporzionalisti pentiti, dai Comunisti
Italiani ai Verdi, fino a quei dirigenti della sinistra DS che hanno perso
un'ottima occasione per rendersi un po' più credibili.
Per fortuna, all'inettitudine del ceto politico di sinistra fa da riscontro il
coraggio politico di tanta parte del popolo di sinistra: i promotori ed i
firmatari dell'appello della Sinistra per il proporzionale non si limitano a
mostrare le nudità del re, ma riaprono una prospettiva di dibattito e di
iniziativa in direzione della conquista di spazi di agibilità politica e di
democratizzazione della rappresentanza. Non si tratta di difendere l'operazione
condotta dalla Casa delle Libertà, le cui finalità strumentali appaiono sin
troppo chiare: viceversa, si tratta di riaprire con forza il capitolo dei
diritti, delle garanzie e delle libertà, capitolo sacrificato - da destra e da
sinistra - sull'altare della stabilità e della governabilità. La censura di cui
si sono resi responsabili il Manifesto e Liberazione è direttamente
proporzionale alla loro subalternità agli interessi ed alle alchimie di quel
ceto politico che per primo ha attentato alla Costituzione repubblicana ed
antifascista; essendo Liberazione poco più che l'agenda personale di Bertinotti,
è il comportamento del Manifesto quello che più ci ha indignato. Non perdiamo la
speranza: inondiamo di mail il "quotidiano comunista" (
lettere@ilmanifesto.it e
redazione@ilmanifesto.it ),
chiedendo conto del silenzio riservato all'iniziativa di centinaia di
intellettuali, dirigenti politici, sindacalisti e semplici cittadini che
rivendicano il diritto ad una rappresentanza proporzionale e democratica, e non
intendono svenderlo alla cupidigia di "collegi sicuri" di qualche burocrate in
cerca di poltrone.
Ci auguriamo che il successo registrato dall'appello della Sinistra per il
proporzionale possa segnare l'avvio di una nuova fase di impegno e di
mobilitazione, oltre la farsa delle primarie e in vista delle elezioni
vere: se vogliono il nostro voto, dovranno dirci con chiarezza che il giorno
dopo le elezioni le truppe di occupazione verranno ritirate dall'Iraq e
dall'Afghanistan, verrà denunciato l'accordo di cooperazione militare con
Israele, verranno cancellati sia la Legge 30 che il Decreto Treu, la legge
Moratti e quella Berlinguer, senza dimenticare il blocco degli ecomostri in
programma, fra i quali citiamo il ponte sullo Stretto di Messina, il MOSE di
Venezia e il megacentro turistico che società israeliane stanno per costruire in
Calabria. Se vogliono il nostro voto, insomma, dovranno fare qualcosa di
sinistra, e una legge elettorale proporzionale, senza sbarramenti e premi di
maggioranza, è molto di sinistra, perchè è molto democratica... a differenza del
maggioritario, che è sempre molto di destra e molto antidemocratico. Come D'Alema
e Rutelli.