UN BUON INIZIO
Ammettiamolo: sabato 30
settembre, quando abbiamo visto Via Cavour invasa da migliaia di persone,
abbiamo tirato un sospirone di sollievo. Si, perchè quella manifestazione è
caduta nel momento forse più difficile degli ultimi anni, in un clima
narcotizzato dalle bugie e dalla confusione seminate a piene mani dal governo
amico e dai suoi corifei. In altre parole, quando governa la "sinistra" e
tutto l'arsenale mediatico ed organizzativo di "sinistra" si mobilita per dire
che tutto va nel migliore dei modi, chiamare alla lotta è veramente difficile.
Quando non solo i maggiori partiti del centrosinistra e le loro associazioni
collaterali, ma anche le forze della sedicente sinistra radicale si
uniscono nello spaccio di dosi massicce di stupefacenti informativi, cercare di
rimettere le questioni con i piedi per terra diventa un'impresa titanica. Quando
anche quelli che fino a ieri erano controlaguerrasenzaseesenzama si
sgolano a dire che il governo sta lavorando bene, che sono contrari alla
missione in Afghanistan ma sono costretti (da chi?) a votarla, che la missione
ONU in Libano è una missione di pace, e accompagnano tutto questo con generose
elargizioni ad associazioni ed ONG, portare la gente in piazza diventa quasi un
miracolo. E sabato scorso questo miracolo c'è stato, perchè per le strade di
Roma si è vista la prima manifestazione dell'opposizione di sinistra al governo
di centrosinistra. E scusate se è poco.
Non siamo interessati alla guerra delle cifre, anche se il martellamento in atto
su Indymedia, teso a sminuire i numeri della manifestazione ed a ridicolizzarla,
ci puzza tanto di organizzato. Poco male, chi c'era ha visto e chi non c'era può
vedere le foto. Ma non è questo il punto: il punto è che, nonostante tutto e
tutti, la manifestazione del 30 settembre c'è stata, in Italia come in tanti
altri Paesi e con le stesse parole d'ordine, quelle stesse che i pacifinti di
casa nostra hanno velocemente spedito in soffitta in cambio dei moderni trenta
denari, ovvero dei trenta milioni di euro stanziati ad associazioni ed ONG per
gli "interventi umanitari" in Libano (e nessuno che alzi la voce per dire che
quei soldi sarebbe molto meglio darli direttamente alle organizzazioni libanesi,
anziché perpetuare il solito colonialismo occidentale, sia pure in versione
"alternativa".
Chi ha promosso la manifestazione, si è assunto una grande responsabilità, e c'è
da sperare - per il bene di tutti - che sia all'altezza del compito che lo
attende, che è precisamente quello di costruire l'opposizione di sinistra al
governo Prodi, tanto sul terreno della guerra quanto su quello delle lotte
sociali. La Finanziaria di Padoa Schioppa e di Epifani incombe sui già magri
bilanci di milioni di famiglie, e qui a spacciare la droga della disinformazione
ci si metteranno in tantissimi, a cominciare dagli sciagurati teorici della
"riduzione del danno", quelli che se non fossimo al governo, sarebbe peggio.
Peggio per loro, sicuramente, ma per tutti noi?
Il 30 settembre è stato un buon inizio: con passione e cervello, facciamo in
modo che continui.